Il primo presidente nero degli Stati Uniti d'America sarà difficilmente distinguibile dall'ultimo presidente bianco degli Stati Uniti d'America, a parte ovviamente nela retorica, che è del resto l'unica caratteristica che distingue ancora destre e sinistre in giro per il mondo (la domanda che dovrebbe porsi l'elettore razionale è "preferisco farmi fregare con slogan di destra o con slogan di sinistra?"). Obama ne è perfettamente consapevole, e infatti non passa giorno che non urli al mondo quanto è diverso dal suo predecessore: se lo fosse, avrebbe bisogno di dirlo?
Oggi mi sono illuso d'essermi sbagliato per circa un minuto, quando ho letto il titolo di un articolo Reuters di Andy Sullivan: "USA, 'zar' antidroga dice stop a 'guerra alle droghe'". Dal titolo m'ero illuso che Obama avesse deciso di piantarla con questa stupidaggine pazzesca della 'guerra alla droga', che ha avuto come risultati, finora:
"Il responsabile dell'amministrazione Obama per le politiche sulla droga ha in programma di investire più denaro per la cura delle tossicodipendenze e sminuisce la retorica della "guerra alla droga" nell'ambito della strategia complessiva antidroga degli Usa".
Notoriamente, i forzieri del Tesoro USA esplodono di soldi da buttare al cesso.
"Ma non vi aspettate che la Casa Bianca legalizzi la marijuana, spiega lo "zar" Gil Kerlikowske in un'intervista a Reuters".
Non sia mai... poi si potrebbe pensare che Obama sia veramente diverso da Bush.
"L'Fbi ha smesso di fare irruzione negli stabilimenti autorizzati dallo stato che distribuiscono marijuana per scopi medici"
Il che è una buona idea: si vede che alla FBI non avevano altro da fare che molestare i medici.
"Kerlikowske dice che spera di abbandonare la retorica militare al centro della politica Usa sin da quando 40 anni fa il presidente Nixon dichiarò la 'guerra alla droga'. 'Dovremmo smettere di usare la metafora della guerra alla droga', dice Kerlikowske, un poliziotto di carriera che ha guidato il settore di 'politica per le comunità' del Dipartimento di Giustizia sotto la presidenza Clinton. 'Le persone la considerano come una guerra contro di loro, e francamente non siamo in guerra con la gente di questo Paese'".
Conosco persone che dopo un litro di superalcolici dicono cose meno prive di senso. Il dipendente di Obama,in puro stile Obama, intendeva dire, quindi: "Fermiamo la 'guerra alla droga': chiamiamola in altro modo perché il nome è brutto". Obama: la politica ridotta a marketing.
"Tuttavia, anche Kerlikowske punta a interrompere il traffico attraverso il confine messicano che vede andare verso nord la droga e verso sud armi e denaro".
Bello. Costruiamo un muro enorme, per assumere qualche operaio edile disoccupato dopo la bolla immobiliare, e riempiamolo di ispettori neo-assunti del Department of Homeland Security, per ridurre la disoccupazione ulteriormente. Poi, per distinguersi (verbalmente) da Bush, basterà dire "Noi non costruiamo muri come gli israeliani". L'ideale del bispensiero sarebbe scrivere sul muro "This is not a wall": he can.
Oggi mi sono illuso d'essermi sbagliato per circa un minuto, quando ho letto il titolo di un articolo Reuters di Andy Sullivan: "USA, 'zar' antidroga dice stop a 'guerra alle droghe'". Dal titolo m'ero illuso che Obama avesse deciso di piantarla con questa stupidaggine pazzesca della 'guerra alla droga', che ha avuto come risultati, finora:
- L'incremento della popolazione carceraria USA fino all'1% della popolazione (in Italia 0.1%);
- L'arricchimento dei narcos sudamericani e dei gruppi terroristi che si finanziano con la droga, come le FARC;
- Enormi problemi interni per paesi pieni di ricchi narcotrafficanti come Colombia e Messico;
- Enormi spese per una guerra inutile, anzi dannosa, e che non può essere vinta.
"Il responsabile dell'amministrazione Obama per le politiche sulla droga ha in programma di investire più denaro per la cura delle tossicodipendenze e sminuisce la retorica della "guerra alla droga" nell'ambito della strategia complessiva antidroga degli Usa".
Notoriamente, i forzieri del Tesoro USA esplodono di soldi da buttare al cesso.
"Ma non vi aspettate che la Casa Bianca legalizzi la marijuana, spiega lo "zar" Gil Kerlikowske in un'intervista a Reuters".
Non sia mai... poi si potrebbe pensare che Obama sia veramente diverso da Bush.
"L'Fbi ha smesso di fare irruzione negli stabilimenti autorizzati dallo stato che distribuiscono marijuana per scopi medici"
Il che è una buona idea: si vede che alla FBI non avevano altro da fare che molestare i medici.
"Kerlikowske dice che spera di abbandonare la retorica militare al centro della politica Usa sin da quando 40 anni fa il presidente Nixon dichiarò la 'guerra alla droga'. 'Dovremmo smettere di usare la metafora della guerra alla droga', dice Kerlikowske, un poliziotto di carriera che ha guidato il settore di 'politica per le comunità' del Dipartimento di Giustizia sotto la presidenza Clinton. 'Le persone la considerano come una guerra contro di loro, e francamente non siamo in guerra con la gente di questo Paese'".
Conosco persone che dopo un litro di superalcolici dicono cose meno prive di senso. Il dipendente di Obama,in puro stile Obama, intendeva dire, quindi: "Fermiamo la 'guerra alla droga': chiamiamola in altro modo perché il nome è brutto". Obama: la politica ridotta a marketing.
"Tuttavia, anche Kerlikowske punta a interrompere il traffico attraverso il confine messicano che vede andare verso nord la droga e verso sud armi e denaro".
Bello. Costruiamo un muro enorme, per assumere qualche operaio edile disoccupato dopo la bolla immobiliare, e riempiamolo di ispettori neo-assunti del Department of Homeland Security, per ridurre la disoccupazione ulteriormente. Poi, per distinguersi (verbalmente) da Bush, basterà dire "Noi non costruiamo muri come gli israeliani". L'ideale del bispensiero sarebbe scrivere sul muro "This is not a wall": he can.















