Quando un bene o servizio è dichiarato diritto positivo, il mercato è automaticamente impossibilitato a fornirlo, se non per il tramite delle istituzioni politiche (appalti, monopoli, charter, finanziamenti pubblici...). In sostanza, è possibile fornire un diritto positivo solo tramite il socialismo (produzione statale) o il "capitalismo di stato", che non assomiglia molto al capitalismo e tecnicamente non è di stato, ma è certamente più di stato che capitalismo.
La ragione è semplice: se qualcosa è un diritto positivo, allora deve essere gratis, perché deve essere fornito indipendentemente dalla capacità dell'individuo di pagarla. Questo significa che occorra curare, sfamare, educare e/o difendere (esempi di diritti positiv) anche chi non vuole o non può lavorare, e quindi non potrebbe pagarsi neanche il pane e l'acqua. Questo esempio è volutamente esagerato perché in realtà è raro che ciò accada, se non altro perché il capitalismo ha prodotto ricchezza per praticamente tutti.
Se una merce è gratuita, non è possibile produrla sul mercato, perché i costi di produzione, necessariamente maggiori di zero (altrimenti la merce non sarebbe scarsa, e sarebbe inutile sia produrla che garantirla come diritto), non possono essere coperti dalla vendita della merce. Il risultato è un'atrofia del mercato: nel dominio del diritto positivo non vi può essere scambio, produzione e consumo come su un normale libero mercato.
E' quindi necessario trovare metodi alternativi di produzione, che possono andare dalla nazionalizzazione completa della produzione al sovvenzionamento dei produttori a spese dei contribuenti. Entrambe le soluzioni si prestano a notevoli inefficienze, e tendono a portare corruzione. Inoltre, per come funziona la politica, è normale che questi meccanismi andranno quasi sempre a favore delle lobby organizzate e non della popolazione, che quindi pagherà moltissimo (in termini di tasse, ma anche di mancata crescita e ricchezza non prodotta) per i beni che a livello individuale sembrano gratuiti.
Siccome si tende a considerare diritto positivo qualsiasi merce importante, dall'abitazione alle cure mediche, si arriva al risultato assurdo secondo cui il mercato è impossibilitato a funzionare proprio per quanto riguarda la produzione di merci importanti: così per i videogame e i gioielli ci sarà un'efficiente struttura produttiva, mentre per le produzioni agricole o l'estrazione di petrolio invece ci saranno sprechi enormi*. Più l'estensione dei diritti positivi aumenta, quindi, peggio sarà per il mercato, e maggiore sarà il potere del settore pubblico, cioè della classe politica, sul resto della società. La società nel suo complesso, normalmente, ci perde, perché la politica produrrà beni e servizi peggio del mercato, salvo nei rari casi di gravi fallimenti del mercato (semplici fallimenti del mercato non sono sufficienti, perché mai riuscirebbero a compensare gli enormi tipici fallimenti della politica).
Come se non bastasse, la gratuità (fittizia, ma pur sempre rilevante ai margini) delle merci in questione genererà un aumento scriteriato della domanda, e quindi tutti cercheranno di accaparrarsi beni e servizi perché tanto saranno pagati da tutti indiscriminatamente. Il risultato sarà un uso scriteriato di risorse scarse, che è un'altra forma di inefficienza. Tutto sommato, perché contenersi se tanto a pagare saremo tutti? E' una tragedia dei beni comuni, come quando al ristorante si paga alla romana e, siccome su N commensali ognuno contribuisce solo 1/N al conto totale, tutti ordinano i piatti più costosi, anche se in condizioni normali non li sceglierebbero.
Se poi la cosa va avanti, e invece di interessare due o tre mercati interessa mille mercati, allora avremo la sparizione del sistema dei prezzi (o di un sistema dei prezzi significativo, il che è la stessa cosa) necessario alla produzione di questi beni e servizi, e a questo punto anche solo avvicinarsi ad un anno-luce dall'efficienza produttiva sarà impossibile.
* Un canadese ebbe i calcoli e dovette aspettare sei mesi (con i calcoli!) per essere operato da un medico nel settore pubblico; dopo un po' di tempo il suo cavallo ebbe i calcoli e fu operato dal veterinario privato dopo tre giorni. Non so se la storia è vera, ma è una conseguenza molto probabile.