Supponiamo che i criminali condannati possano decidere in quale carcere scontare la pena, e che le carceri non vengano finanziate tramite tasse, e quindi debbano finanziarsi grazie al lavoro dei detenuti stessi, che in parte, in un sistema penale basato sulla restituzione alle vittime anzichè sulla retribuzione dei carnefici, potrebbero anche essere costretti a lavorare per le vittime, oltre che per pagarsi vitto e alloggio.
Supponiamo che ci sia libera entrata nel mercato delle carceri, e che queste siano responsabili per le evasioni, dovendo risarcire le vittime dei danni compiuti dagli evasi, in modo da incentivarle a non essere troppo lassiste, e, nel caso di accordo tra criminale e carcere per inscenare un'evasione, i responsabili del carcere siano comunque punibili (ostacolando il tentativo di creare carceri per mafiosi gestiti da mafiosi).
In quest'ottica, la libertà ne giova perchè lo stato ha una funzione in meno; il contribuente ne giova perchè risparmia sulle tasse; l'efficienza economica ne giova perchè costi e benefici vengono gestiti dal mercato in maniera concorrenziale; la vittima ne giova perchè viene risarcita.
E i carcerati? Starebbero molto meglio.
Innanzitutto, a differenza dei lavori forzati, il cui scopo non è produrre ma punire, criminali e carcerieri hanno interesse a fare lavori produttivi, e quindi anche socialmente utili. Poi, è prevedibile che le carceri con condizioni di vita peggiori sarebbero automaticamente scartate dagli "inquilini". Eventuali inefficienze del mercato verrebbero corrette dalla concorrenza e dall'ingresso di nuove imprese: è infatti inverosimile che un criminale che produce 10€/h venga pagato con 1€/h, a meno che i costi fissi non siano 9€, ovviamente.
Essendo un mercato libero, nessuno può guadagnare tanto senza attirare la concorrenza, e le risorse produttive tendono ad essere pagate per il loro contributo marginale alla produzione e impiegate ove siano maggiormente utili. Ad esempio, un ingegnere in carcere per un attentato terroristico islamico potrebbe essere impiegato per progettare grattacieli (anche per far contento Dante col contrappasso) anzichè per spaccare le pietre col piccone, o per insegnare fluidodinamica (con tanto di teoremi dell'ebreo R. von Mises)...
Ovviamente, imparare mestieri e abituarsi a fare lavori utili è anche un buon modo per reintegrarsi in società: non è impensabile che un ex-carcerato diventi un dipendente della struttura carceraria, una volta sviluppato know-how nelle sue mansioni, o che comunque trovi una sua collocazione nella società (anche se ovviamente avrà seri problemi di reputazione). Un criminale socialmente reintegrato è verosimilmente meno pericoloso (ovviamente, ciò non vale per gli psicopatici, come nel caso dell'esempio precedente).
C'è un problema con la retribuzione, comunque: in un sistema basato su restituzione, chi paga la pena viene liberato, e quindi c'è un trade-off tra permanenza in carcere e produttività, che incentiva il criminale a lavorare. La scelta è tra lavorare di più e essere liberato prima o rimanere in carcere più a lungo e rilassarsi sull'amaca tra le quattro mura (per risparmiare sull'alloggio). In un sistema retributivo, invece, la pena è indipendente dal lavoro svolto. Ma, anche qui, il carcerato può scegliere il posto dove lo fanno lavorare di meno (per coprire solo i costi di gestione, cioè pagare vitto e alloggio) o, se non è l'ergastolo o ha figli, far arrivare un assegno mensile alla famiglia o farsi pagare una pensione, o farsi una reputazione con la beneficenza, eccetera*.
Inoltre c'è un vantaggio di trasparenza: le carceri che devono farsi pubblicità non possono rinchiudere i detenuti in un pozzo petrolifero come nel film di Cage e Travolta, perchè hanno una reputazione, da resort turistici per lavoratori forzati, da difendere. La probabilità di abusi probabilmente sarebbe molto minore che nel sistema attuale, soprattutto se la doppia morale del "posso picchiarti a sangue perchè sono un poliziotto e quindi al di sopra della legge" e "sono il giudice e ti tengo al fresco quanto mi pare" sparisse.
* Potrebbe darsi che un sistema in cui gran parte dei criminali viene reintegrata, non ci sono finti criminali in carcere perchè droga, azzardo e prostituzione non sarebbero punite, non ci sono luoghi pubblici dove i criminali possono mescolarsi nell'anonimato tra le persone "perbene", e la legittima difesa è considerata assolutamente normale... la retribuzione sarebbe quasi del tutto inutile, e la restituzione basterebbe. Reintegrare il reintegrabile ed escludere il recidivo dalla società, o semplicemente sparargli (nel caso sia legittima difesa) potrebbero bastare.