Uno dei tanti orfanelli della caduta del comunismo in Europa è sicuramente il Premio Nobel per l'Economia Joseph Stiglitz, Premio conseguito, probabilmente, per curare proprio la crisi depressiva indotta dalla caduta del Muro
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A parte gli scherzi, Stiglitz è un economia americano, appartenente alla scuola Neo-Keynesiana, famoso per i suoi studi della teoria dell'informazione, che è una teoria che consiste nel supporre che gli agenti economici dispongano di una conoscenza limitata di alcuni dati del problema, e che cerchino di risolvere meccanicamente determinati problemi di analisi funzionale nonostante l'incompletezza (e l'asimmetria) delle informazioni di cui dispongono. Partendo da questo modellino meccanico si traggono conclusioni su come funziona l'economia reale. Personalmente ho dei dubbi sull'efficacia del metodo, ma non ho le conoscenze necessarie a dare un giudizio informato.
Qualche giorno fa ha scritto un articolo sul Guardian sulla Cina, segnalatomi da un anonimo che da qualche tempo arricchisce il mio blog con riflessioni divertenti e interessanti allo stesso tempo. L'articolo è pieno di lodi sperticate alla virtuosa pianificazione economica voluta dal glorioso Partito Comunista Cinese.
Io, come probabilmente anche Stiglitz, non sono mai stato in Cina, nè ho dati credibili sulla situazione cinese. Io, a differenza di Stiglitz, non ho un Premio Nobel dietro cui nascondermi e non avrei avuto il coraggio di scrivere certe assurdità neanche se ne fossi stato convinto. In ogni caso mi rifiuto di commentare un articolo che a prima vista mi è sembrato scritto sotto l'effetto di sostanze psicotrope, perchè non ho le informazioni necessarie a confutarlo, quindi potrei sbagliarmi...
L'articolo è da leggere tutto, e il link è questo. Nel seguito riporterò alcune citazioni notevoli (tradotte da me).
La Cina ha chiarito che cerca una crescita sostenibile e più equa dello standard di vita dei suoi cittadini
Possibile che ogni retorichetta dei leader politici viene presa da Stiglitz come oro colato?
Il governo ha parlato per diversi anni di una società più armoniosa, e il suo piano descrive programmi per realizzarla
Possibile, possibile...
I gas-serra ... sono problemi globali. Mentre l'America dice che non può farci nulla, gli alti dirigenti cinesi hanno agito più responsabilmente
Deve essere il paradiso degli ambientalisti... come l'URSS?
Mentre la Cina si è mossa verso un'economia di mercato, ha sviluppato alcuni dei problemi che hanno piagato i paesi sviluppati: i gruppi di interesse che ammantano i loro argomenti interessati dietro un velo di ideologia di mercato
I gruppi di interesse sono un problema legato all'interventismo pubblico, come diceva uno che di economia e di politica ne capiva qualcosa.
Le economie di mercato non si regolano da sole
C'è qualcuno che preferisce essere regolato da un tizio che scrive articoli del genere?
L'articolo non parla di economia, tranne in un breve pezzo di ortodossia keynesiana.
La sua crescita futura dovrà basarsi più sulla domanda interna che sulle esportazioni, cosa che richiederà maggiori consumi. Eppure la Cina ha un problema raro: un eccesso di risparmi. Le persone risparmiano per via della debolezza dei sistemi di assicurazione sociali governativi ... Se avranno successo, questi aggiustamenti creeranno grosse tensioni sul sistema economico globale che è già sbilanciato dal grande squilibrio fiscale e commerciale americano. Se la Cina risparmiasse di meno ... chi finanzierebbe il deficit commerciale americano, di più di due miliardi di dollari al giorno?
L'analisi di queste affermazioni ci porterebbe lontano. Mi limito per ora a fare le seguenti riflessioni:
- Stiglitz afferma che lo scopo dello stato sociale è distruggere i risparmi,
- Come questo sia compatibile con i piani pensionistici dei cittadini non è detto,
- Per quale motivo ciò dovrebbe essere compatibile con la crescita economica non è spiegato,
- Stiglitz non capisce che la crescita economica cinese E' il risultato della politica monetaria americana,
- E non ci sarebbe una crescita del 10% l'anno senza le demenziali politiche della Fed,
- Infine si dimentica di chiedersi come farebbe la Cina a ritirarsi dal dollaro senza distruggere i suoi crediti in dollari.
Non so voi, ma se questo è un economista da Nobel...