Boldrin e Phastidio discutono del PDL e di Libertiamo, il primo asserendo che Libertiamo è un movimento inutile, una foglia di fico che servirà solo a giustificare le politiche illiberali del PDL, il secondo che difende Libertiamo pur senza difendere una sola politica del PDL.
Riflessioni sparse:
Riflessioni sparse:
- Io riluttantemente alle elezioni ho annullato la scheda: per abitudine votavo a destra ma mi sono reso conto che non avevo alcun motivo di farlo e molti per non farlo. In retrospettiva, i miei voti precedenti erano frutto di immaturità. Dopo circa un anno di governo direi che ho cambiato idea: non sono più riluttante, e l'annullamento della scheda credo diventerà una mia abitudine sistematica.
- Se dividiamo - convenzionalmente - i temi politici in "economici" ed "etici", abbiamo che il PDL e il PD sono identici economicamente (anzi: le poche riforme - incomplete e riluttanti - che sono state fatte le ha fatte il PD, tranne la riforma Biagi); mentre il PD è più liberale sul piano etico, anche se poi la cosa rimane su carta, visto che il PD è composto in gran parte di gente che preferisce astenersi piuttosto che fare qualcosa per le proprie idee (quando il precedente governo Berlusconi reintrodusse il reato di possesso di droghe leggere, il PD non lo abolì quando andò al governo; e mentre Berlusconi fa votare leggi contro la proprietà privata dei corpi umani, il PD si astiene ignominosamente).
- La cultura liberale in Italia non c'è e non serve stupirsi se non ci sono politiche liberali. Non bisogna fare gli schifiltosi: va bene fare propaganda da soli, va bene farla nel PDL, va bene farla nel PD. L'importante è che sia chiaro cosa è il liberalismo - che è l'esatto contrario del PDL: altrimenti si è solo degli utili idioti, come dice Boldrin. Se una goccia di liberalismo oggi filtra attraverso il PDL, domani attraverso il PLI, dopodomani attraverso il PD, tanto di guadagnato:gutta cavat lapidem. Ma se questo stillicidio viene perpetrato a danno della credibilità del liberalismo, permettendo al PDL di farsene interprete con le sue politiche clericali e corporative, allora il gioco non vale la candela. Non è il tempo di essere educati: occorre urlare che il governo fa schifo, e che l'unico governo buono è un governo morto (degli altri si deve, a priori, diffidare).
- Il PDL si sta trasformando in un partito. La cosa probabilmente ha una sua logica: Forza Italia non è che un'emanazione di Berlusconi, e non ha struttura territoriale, tranne vari circoli di discussione che più o meno contano come i liberali - cioè niente. AN è invece un partito. Quando Berlusconi uscirà dalle scene il PDL sarà terra di nessuno, e forse seminare e prepararsi all'evento - che potrebbe avere conseguenze epocali (improbabile) per l'Italia, dall'interno del PDL ha qualche senso.
- Nessuno sa come rendere l'Italia un paese liberale, e quindi nessuno può dire di avere la soluzione in tasca e può permettersi di dire "No, col PDL no", "No, da soli no", "No, con il PD no". Alla fine molto probabilmente la battaglia è persa, ma ogni strategia che non sia un'assurdità andrebbe impiegata, basta che non sia controproduttiva: spacciare il PDL per liberale è controproduttivo, e questo è l'unico rischio che vedo con Libertiamo. L'assemblea fondativa mi è sembrata abbastanza chiara sul non voler commettere questo errore, e ciò è un buon segno.
postato da: Libertarian alle ore 11:08 | Permalink | commenti (5)
categoria:politica interna, casa della libertÃ
categoria:politica interna, casa della libertÃ
















1. Alla "vecchia teoria" (Tremonti dixit) secondo cui parte di una tassa sui produttori si può scaricare sui consumatori, Tremonti non ha saputo opporre, come al solito, nulla. La sua speranza, sicuramente molto ben fondata, è che tanto di economia nessuno capisce nulla.