domenica, 09 settembre 2007
Questo è un argomento in cui in teoria dovrei essere più ferrato rispetto alle R.I., ma in realtà la letteratura è sterminata, ed è impossibile fare una lista credibile. Inoltre, molti testi, anche fondamentali, non li ho ancora letti.

In italiano, la maggior parte dei testi del libertarismo sono stati pubblicati dagli editori Rubbettino, Liberilibri, Leonardo Facco. Qualche testo legato al libertarismo si trova anche per Armando e Rusconi. Molti testi sono stati pubblicati dall'Istituto Bruno Leoni, e pressochè tutto si può trovare al sito della Libreria del Ponte.

In inglese, si trovano moltissime cose al sito del Mises Institute, al sito dell'Online Library of Liberty, e sul blog di David Friedman. Poi c'è sempre Amazon, ovviamente.

1. Manuali

Io conosco tre manuali sul libertarismo, tutti e tre in italiano, e ne ho letti due. C'è inoltre un'interessante raccolta di saggi.
  • Lottieri, "Il pensiero libertario contemporaneo"
Principi, valori, idee e proposte del libertarismo, soprattutto di stampo rothbardiano.
  • Vernaglione, "Il libertarismo. La teoria, gli autori, le politiche"
E' l'opera più completa sul libertarismo tra quelle che conosco. Si parte da Rand e si arriva Barnett, si considera la tradizione giusnaturalista e quella utilitarista, e si analizzano le proposte politiche.
  • Vernaglione, "Paleolibertarismo. Il pensiero di Hans-Hermann Hoppe"
Non l'ho letto, ma è l'unica monografia su Hoppe che conosco. Il libertarismo "paleo" è un mix tra libertarismo e conservatorismo che è venuta fuori dalla testa di Rothbard (insieme a Rockwell e Hoppe) dopo che questi si era stufato della New Left sessantottina. A differenza dei tentativi di mischiare libertarismo e socialismo, l'innestamento col conservatorismo non ha dato risultati assurdi. Ciò non toglie che non ne vada pazzo. C'era un saggio di Block sui libertarismi di destra e sinistra che criticava entrambi (libertarianism is unique) e rappresenta alla perfezione la mia posizione. Dovrò leggerlo.
  • Iannello, "La società senza stato"
Diviso in tre sezioni di tre capitoli, contiene nove saggi di liberali, anarchici e libertari, antichi e moderni, per comprendere le premesse ideologiche del moderno libertarismo. La prima parte contiene saggi di Gustave de Molinari sulla libera difesa, di Herbert Spencer, e di Auberon Herbert. La seconda parte è sull'anarchismo individualista americano: Lysander Spooner, Benjamin Tucker e Randolph Bourne. La terza parte riguarda autori del libertarismo moderno: Murray Rothbard ("Anatomia dello stato"), Roy Childs e Hans-Hermann Hoppe (difesa privata). E' molto interessante.

2. Non-Austriaci: Rand, Nozick, Friedman
  • Rand, "La virtù dell'egoismo"
Ayn Rand è stata la prima libertaria, diciamo. Era una scrittrice, ed è famosa per romanzi come "La rivolta di Atlante", recentemente ripubblicato in italiano, che non ho letto. "La virtù dell'egoismo" non è un romanzo, ma un saggio ed è un riassunto delle sue posizioni filosofiche-politiche. Si parla della morale "oggettivista", basata sul principio di preservare la propria vita, da cui la Rand desume una costruzione minarchica (stato minimo: difesa interna ed esterna, amministrazione della giustizia), delle critiche all'etica collettivista e il culto dell'eroe individualista, creativo, coraggioso che si oppone alla burocrazia mediocrizzante.
  • Nozick, "Anarchia, stato, utopia"
L'opera più nota di Nozick è una critica di Rawls, ma anche di Rothbard (altrimenti, perchè c'è la parola "anarchia" nel testo?). E' un filosofo analitico, e, come tale, non si capisce se c'è o ci fa. Il libro è minarchico, e contiene spunti interessanti, come la distinzione tra teorie della giustizia basate sulla procedura (come il liberalismo) e teorie basate sul risultato (come l'egalitarismo). E' un po' pesante, ma dopo aver provato a leggere senza successo anche la sua "Vita pensata" credo sia un problema dell'autore.
  • Friedman, "L'ingranaggio della libertà"
Friedman (David) è figlio del Premio Nobel Milton, ma è molto più radicale. Di fatto, è un anarchico, anche se i suoi ragionamenti non si basano sul giusnaturalismo rothbardiano e la Scuola Austriaca di economia, ma sull'utilitarismo e l'analisi economica del diritto (Law & Economics). Riconosce, caso più unico che raro, che ci sono problemi seri nel fornire servizi di Difesa, ma il suo limitarsi al quadro dell'economia moderna gli impedisce un'analisi approfondita del problema. E' un libro interessante.

3. Austriaci: Rothbard, Leoni, Hoppe, Block
  • Rothbard, "Diritto, natura, ragione"
Raccolta di saggi su Hayek, Mises, Strauss, (Karl) Polanyi, Cutten (l'individualismo selvaggio), scritti quando Rothbard lavorava come recensore per il Volker Fund. Molto interessante.
  • Rothbard, "La logica della libertà"
La filosofia politica di Rothbard in un solo libro: diritto naturale, homesteading, auto-proprietà, principio di non-aggressione, critica dello stato. Il libro pone molta attenzione all'applicazione pratica dei principi, ma è come se cercasse, usando la terminologia di Herbert Hart, di imporre una struttura chiusa al diritto: cerca cioè di determinare meccanicamente tutte le decisioni giuridiche dalle premesse normative. Purtroppo questo tentativo è impossibile, come riconosciuto da Hart, anche se la sua ratio, eliminare la discrezionalità del potere e creare un diritto indipendente da esso, è del tutto condivisibile. A parte questo limite, è un testo fondamentale.
  • Rothbard, "Per una nuova libertà"
Un libro pratico, una sorta di manifesto, pieno di soluzioni libertarie a problemi pratici, dalla politica economica e sociale a quella internazionale (una parte facilmente criticabile).
  • Rothbard, "Power and Market"
Lo devo ancora leggere. E' una critica dello stato in tutte le sue forme e manifestazione, con analisi sistematica dei suoi effetti sulla società, unita ad una proposta di società completamente diversa, basata sulla fornitura privata di tutti i beni e i servizi. Rothbard usa le teorie Misesiane dell'interventismo e del socialismo e del ciclo economico per criticare lo stato, ma supera Mises nel proporre alternative radicali e nel riflettere anche sulle fondamenta della filosofia politica e del diritto.
  • Leoni, "La libertà e la legge"
Testo fondamentale. Scritto dopo una conferenza da cui nacquero anche "Capitalism and Freedom" di Milton Friedman e "The Constitution of Liberty" ("La società libera") di Hayek, rappresenta il più radicale dei tre. La teoria secondo la quale il diritto scritto è certo viene contrastata affermando che, dove c'è un legislatore, il diritto può cambiare in ogni istante e quindi non è MAI certo. Alle teorie imperativiste del diritto viene contrapposta la teoria della pretesa: il diritto come coordinazione tra individui interagenti, da cui emergono, come attraverso un meccanismo di scambio, delle regolarità e quindi un ordine giuridico, senza bisogno di concetti astratti e mitologici come quelli di sovranità e rappresentanza. Il comportamento giuridico viene ricondotto ai suoi minimi termini: l'azione umana in un contesto sociale.
  • Leoni, "Lezioni di filosofia del diritto"
Appunti universitari dei corsi di Leoni. Ci sono tutti i temi della sua opera, tra cui un'analisi del pensiero giuridico di Kelsen e quello di Weber.
  • Leoni, "Il diritto come pretesa"
L'evoluzione del pensiero di Leoni in una raccolta di suoi saggi.
  • Hoppe, "Democrazia. Il dio che ha fallito"
L'opera fondamentale del paleo-libertarismo. Società naturale contro lo stato, difesa delle piccole autonomie, e intolleranza sbandierata come virtù (contro democratici, comunisti, omosessuali), anche se nei limiti del libertarismo (cioè, boicottando senza coartare). Anche se condivido le sue tesi contro la democrazia, la sua Weltanschauung non mi piace per nulla: de facto, è un modo di usare il formalismo dei principi libertari per svuotarli di significato. Fortunatamente, i meccanismi di mercato che difende rendono difficilmente realizzabili i suoi piani. L'idea che le vecchie monarchie fossero più lungimiranti, per conservare il posto agli eredi, delle democrazie moderne ha molto di realistico, vista la recente storia economica dell'Occidente, ma è difesa in maniera troppo meccanicistica e quindi stranamente poco Austriaca.
  • Block, "Defendere l'indifendibile"
Block non ha mai scritto trattati, ma il suo libro è un divertente insieme di case studies in cui espone le ragioni del libertarismo a favore della legalizzazione della prostituzione, del consumo e dello spaccio di droga, del ricatto, del lavoro minorile. Si difendono i datori di lavoro, i crumiri, i commercianti abusivi, gli speculatori. Se un moralista sopravvive a tutto ciò, il libro non ha raggiunto il suo scopo. E' una vera figata.
  • Masala, "Il liberalismo di Bruno Leoni"
E' l'unica vera monografia su Leoni che c'è in giro, che considera l'evoluzione del pensiero di Leoni dalle origini alla sua prematura morte, analizzandone le premesse culturali (Mises, la wertfreiheit, la sociologia del diritto).
  • Lottieri, "Le ragioni del diritto"
E' un lungo saggio sulla filosofia politica di Bruno Leoni. Le opere su Leoni sono ormai molte, soprattutto grazie all'IBL. In questo saggio si dà un'interpretazione normativa, alla Rothbard in salsa misesiana, del pensiero di Leoni; se ne ripercorrono le origini filosofiche (la parte di Husserl e la fenomenologia è complessa, per chi, come me, non ha idea di cosa si tratti); si critica l'insufficiente razionalismo di Hayek e si esplorano le relazioni tra il modello Leoni di diritto evolutivo non-statale e il libertarismo.

4. Autori legati al libertarismo
  • Mises, "Politica Economica"
Sei conferenze tenute negli anni '50 a Buenos Ayres. Gli argentini non ne hanno tratto beneficio, ma il lettore sì: in termini semplici e chiari, com'è tipico di Mises, tutte le idee dell'autore su socialismo, interventismo, burocrazia e libero mercato sono riassunte in cento pagine.
  • Mises, "Socialismo"
Analisi economica e sociologica del socialismo. Il teorema dell'impossibilità del calcolo economico in un regime socialista, la necessità della libertà. Questo è un capolavoro.
  • Mises, "Liberalismo"
Il liberalismo secondo Mises: stato minimo, nessuna riflessione sul diritto (è uno dei pochi limiti dell'opera di Mises, ma Leoni ha colmato la lacuna), libero mercato totale. Il libro è famoso per la sua difesa del fascismo: "il fascismo sta cercando la civiltà usando gli stessi mezzi dei suoi nemici". Forse, se avese aspettato la terza rivoluzione socialista, quella nazista (Nisbet docet!), sarebbe stato più cauto. La politica ha delle complicazioni che la teoria non ha, e i teorici hanno un modo sicuro per non avere scheletri nell'armadio, e, cioè, non dire nulla di rilevante sulla realtà effettuale. Mises non era così.
  • Mises, "Lo stato onnipotente"
Scritto nel 1944, è un'interpretazione della storia tedesca da Bismarck ad Hitler. Il ruolo del nazionalismo, del socialismo, dell'interventismo e dell'impotenza del liberalismo sono sottolineati. Il modello Mises di relazioni internazionali è quello classico del liberalismo: poco stato e tanto libero mercato. Se questa non è una panacea, poco ci manca (l'entità di una guerra è direttamente proporzionale alla capacità di mobilitazione di uno stato, SE tutti fossero piccoli, non ci sarebbero grossi problemi, ma se ANCHE UNO SOLO diventa grande, il problema si pone: questa tragedia è una forma di "paradosso del prigioniero", e rappresenta un vero difetto della teoria liberale applicata alle R.I.). Non è comunque un libro di R.I., e neanche un libro pacifista. Del nazismo dice: "Vabbè, lo stiamo combattendo, prima vediamo di distruggerlo completamente, poi ne riparliamo".
  • Mises, "I fallimenti dello stato interventista"
Due saggi di Mises sulle critiche dell'interventismo, cioè il controllo dei prezzi. Le ragioni del libero mercato.
  • Hayek, "Legge, legislazione e libertà"
L'opera fondamentale dello Hayek maturo. Rule of Law, critica della legislazione, necessità della libertà.
  • Hayek, "La società libera"
Un'opera precedente di Hayek sulla costituzione che dovrebbe avere una società libera. Non l'ho letto.
  • Hayek, "La presunzione fatale"
Un riassunto di tutti i temi fondamentali del pensiero Hayekiano, nella sua ultima opera. Costruttivismo, teleo- vs nomo- crazia, limiti ed abuso della ragione.
  • de Jouvenel, "On power"
Storia dell'espansione dello stato da Medioevo ai giorni nostri. La tendenza intrinseca al potere di espandersi, dalle società primitive fino a quelle evolute. La critica della democrazia illimitata. Un gran libro.
  • Higgs, "Crisis and Leviathan"
Devo leggerlo. E' la storia di come lo stato ha approfittato dei problemi e delle crisi per espandersi, e di come non si sia mai tornati indietro. Il miglior argomento che conosco per rispondere sempre un secco "No!" a tutte le proposte di intervento, in qualsiasi ambito. Il libro mi interessa e lo comprerò.
  • de Jasay, "Social contract, free ride"
Come la fornitura pubblica di servizi genera i problemi che l'intervento pubblico era chiamato a risolvere: l'argomento dei beni pubblici viene rivoltato come un calzino e poi applicato contro lo stato, che facilita il parassitismo e genera esternalità in quantità industriali. Un autore che credo sia fondamentale, ma che non ho mai letto.
  • Radnitzky, "La filosofia politica di Friedrich von Hayek"
Una critica ad Hayek da un punto di vista libertarian. Il libro è breve ma non semplice da leggere.
  • Salin, "Il liberalismo"
Salin è un economista Austriaco Francese (uno dei due aggettivi indica la nazionalità, quale?), ma anche un pregevole pensatore politico. In questo libro usa i concetti di Usus, Abusus e Fructus (controllo, trasferimento e beneficio della proprietà) per costruire una teoria proprietarista del liberalismo classico, fondata sull'ineluttabilità della scarsità. Il libro parla anche di un gran numero di problemi pratici.

5. Varie ed eventuali

Tibor Machan, Rose Wilder Lane, Lysander Spooner, Frederic Bastiat, Robert Nisbet, Albert Nock, Etienne de la Boetie, Randy Barnett, Jan Narveson, Bryan Caplan ... Non c'è speranza di completare la lista.
postato da: Libertarian alle ore 16:42 | Permalink | commenti (9)
categoria:libertarismo, bibliografie
venerdì, 07 settembre 2007
In seguito al post sulla bibliografia sulle R.I., ho chiesto aiuto anche ad un esperto della materia e sono stato mio malgrado sommerso dai libri. Nel leggere la lista il mio portafoglio ha avuto la stessa reazione di uno che lancia una granata da un mortaio difettoso. Ecco la lista (fatta da Andrea Gilli), che ho riadattato per farne un post.

1. Manuali

Su Epistemes Su linkati alcuni nella sezione "biblioteca - relazioni internazionali".

Chris Brown and Kirsten Ainley, "Understanding International Relations"
Robert J. Art and Robert Jervis, "International Politics: Enduring Concepts And Contemporary Issues"
James E. Dougherty and Robert L. Pfaltzgraff, "Contending Theories of International Relations: A Comprehensive Survey"

2. Realismo: Manuali

Donnelly, "Realism and International Relations"
Michael Williams, "The Realist Tradition and International Relations"
Michael Smith, "Realism from Weber to Kissinger"

3. Realismo: Testi Sacri

Carr, "The Twenty Years' Crisis"
Morgenthau, "Scientific man versus Power Politics"
Spykman, "America's Strategy in World Politics"
Waltz, "The Man, the State and War"
Gilpin,"War and Change in World Politics"

4. Neorealismo

Snyder, Zakaria, Schweller, Wohlforth, Brooks, Friedber hanno scritto case studies, e si possono trovare qui.

5. Liberalismo

Owen, "Liberal Peace, Liberal War"
Doyle,"Empires"
Russet, "Grasping the Democratic Peace"
Keohane 1984, "After Hegemony"
Keohane, "Neorealism and its critics" Baldwin, "Neorealism and Neoliberalism"
Ikenberry, "After Victory"
Ikenberry,"America unrivalled"

6. Costruttivismo

Onuf, 1989, "World out of Making"
Searle, "The Construction of Social Reality"
Guzzini, "Alexander Wendt and his critics"
Ruggie, "World Polity"
Katzenstein, "The Culture of National Security"

7. Altri titoli riportati nei commenti (di altri suggeritori)

Pieri, "Storia militare del Risorgimento"
Van Creveld, "The Transformation of War"
Tse Tung, "On Guerrilla Warfare"
Sun Pin "La strategia militare"
Flavio Vegezio Renato, "De re militari"

Russia:

Luttwak, "La Grande Strategia dell'Unione Sovietica"
Longworth, "The Art of Victory"
Donnelly, "Red Banner"
Simpkin, "Deep Battle"
postato da: Libertarian alle ore 15:34 | Permalink | commenti (7)
categoria:politica internazionale, bibliografie
mercoledì, 29 agosto 2007
Se uno dovesse farsi una biblioteca (bastano i soldi) o addirittura una cultura (servono pure la testa e il tempo) di Strategia, Politica e Relazioni Internazionali, che libri dovrebbe leggere?

La seguente lista andrebbe sicuramente completata. Si divide in quattro categorie: "DA COMPRARE" sono i libri che voglio o comunque dovrei comprare se volessi completare la mia biblioteca personale; "DA LEGGERE" sono quelli che ho già sulla scrivania; "LETTI" sono quelli che già ho nascosto sotto il letto per mancanza di spazio; "TEMI" sono gli argomenti di cui non saprei citare un'opera ma che mi piacerebbe approfondire.

Si accettano suggerimenti... in questa lista si punta molto sulla teoria e poco sulla storia (ho altre liste quasi pronte, saranno 150 libri), anche se alcuni libri come quello di Tucidide potrebbero far pensare altrimenti.

DA COMPRARE

  • Sun Tsu - L'arte della Guerra
  • Hans Morgenthau - Politics among Nations
  • Alexander Wendt - Social Theory of International Politics
  • Basil Liddell Hart - Strategy
  • Kenneth Waltz - Theory of International Politics
  • Robert Pape - Dying to Win
  • Raimond Aron - War and Peace
  • Mackinder - Democratic Ideals and Reality
  • Stephen Biddle - Military Power

Mi pare ci siano un po' tutte le scuole e gli autori fondamentali... non dite che mi manca la teoria femminista delle R.I. che già mi viene da ridere al nome. Forse però manca un po' di costruttivismo, liberalismo onuista eccetera... si vede che le mie fonti sono quasi tutti dei cattivoni realisti...

DA LEGGERE

  • Carl Clausewitz - La Guerra
  • Knorr - The Power of Nations
  • Machiavelli - Il Principe

Knorr non lo conoscerà nessuno, ma il punto di vista di un tedesco prima della WWI sull'Imperialismo mi sembra interessante in sè.

LETTI

  • Kissinger - L'arte della Diplomazia
  • Luttwak - Strategia
  • Jean - Geopolitica nel XXI Secolo
  • Jean - L'uso della Forza
  • Murray, Knox, Bernstein - The Making of Strategy
  • Tucidide - Guerra nel Peloponneso
  • Mearsheimer - La Logica di Potenza
  • Gray - Another Bloody Century
  • Cecchini - Storia della Guerriglia

Non ricordo moltissimo Jean e dovrei rinfrescare Luttwak, gli altri sono stati letti di recente.

TEMI

Nation Building (De-totalitarianizzazione)
Problemi delle guerre di coalizione (Ordine senza egemone)
Equilibrio di potenza (Concerto Europeo, mondo multipolare)
Influenze domestiche sulla Politica Estera (Forma di governo e inclinazione alla guerra)

Forse alcuni libri sono superflui, sicuramente invece ne ho dimenticati di più importanti... quella dei "temi" mi sembra la lista più interessante... peccato che sia bibiliograficamente vuota.
postato da: Libertarian alle ore 11:26 | Permalink | commenti (19)
categoria:politica internazionale, bibliografie