giovedì, 23 novembre 2006
Comincio con un tema astratto, che però consente di trattare il rapporto tra etica e diritto in maniera generale.

Avere un diritto significa non essere soggetti a coercizione se si decide di metterlo in pratica. Avere diritto alla vita significa che ogni tentativo di uccidermi è un'aggressione contro la persona. Un diritto non è un obbligo: avere il diritto di vivere non significa non avere il diritto di morire. Significa solo avere il diritto di non essere uccisi.

In linea di massima, il libertarismo sostiene che ogni azione che non sia un'aggressione, violenta o fraudolenta, contro la vita, la libertà e i beni altrui, sia legittima. E, cioè, che nessuno può essere soggetto a coercizione se decide di agire in quel modo. E, quindi, che agire in quel modo è un diritto dell'individuo.

Il diritto di suicidarsi è uno dei diritti dell'individuo: nessun aspirante suicida può essere costretto a non suicidarsi, può essere punito per averci provato, può essere privato dei diritti (di eredità, perlomeno) dopo il suicidio.

Il suicidio, per valide ragioni, è considerata un'azione immorale. Ci possono essere delle eccezioni, come Pietro Micca, ma è evidente che il principio morale del suicidio, se elevato a imperativo categorico, è incompatibile con la sopravvivenza della specie umana§, e la sua sanzione morale ha un certo significato evoluzionistico. Ma non sono questi gli argomenti che sono alla base del diritto: il diritto regolamenta l'uso della forza, e la domanda che si pone il diritto non è se un'azione è giusta o sbagliata, ma se è legittima o meno la coercizione per vietare e/o imporre un certo comportamento.

Uno degli argomenti usati dai cristiani per vietare per legge il suicidio è che l'uomo non è proprietario della sua vita (argomento usato anche da Locke, il padre del liberalismo), perchè il vero proprietario è Dio. Questo argomento va completamente fuori bersaglio: la proprietà non è un titolo onorifico, ma è, più prosaicamente, il diritto di controllare (Usus), trasferire (Abusus) e godere di (Fructus) una risorsa (la propria vita, o un pezzo di terra). Dio non può avere proprietà, perchè non è una persona visibile agente in questo mondo.

Il divieto di suicidarsi non può restituire a Dio, quindi, il suo diritto di proprietà sulla vita umana, può solo dare allo Stato*, cioè a chi lo controlla, un diritto che dovrebbe essere dell'individuo.

Un problema interessante è se impedire un suicidio sia un reato? Tutti hanno, ovviamente, il diritto di convincere qualcun'altro a non suicidarsi; ma una volta fatto ciò, nessuno può essere rinchiuso in una camera con pareti di gomma per impedirgli di spaccarsi la testa sul muro^.

§ Difficilmente l'umanità sarebbe riuscita a "scendere dall'albero" se tutti i primati che ci provavano si uccidevano al primo tentativo fallito. L'"etica" del suicidio è, verosimilmente, un'etica per debosciati.

* Mi sono convinto, a malincuore, dopo una discussione con Kaelidan che scrivere "Stato" con la minuscola è grammaticalmente errato.

^ Pare che, in una delle sedi del KGB sovietico, ci fosse una sala torture con pareti di gomma. Lo scopo era proprio quello di impedire ai prigionieri di liberarsi dall'orribile situazione in cui si trovavano, nell'unico modo possibile: uccidersi prendendo a testate il muro. La genialità della trovata del KGB mi fa più orrore delle torture stesse.
postato da: Libertarian alle ore 11:04 | Permalink | commenti (37)
Commenti
#1   23 Novembre 2006 - 12:35
 
Ciao libertyfirst.

il suicidio a mio parere dovrebbe essere inserito tra i diritti dell'uomo sotto la voce autodeterminazione.
io però non lo considero immorale per due motivi: primo, non tutti hanno la capacità di resistere a stress, umiliaizoni, tragedie, malattie. Gli uomini non sono tutti eroi. Non tutti riescono ad affrontare la vita e le difficoltà.
Secondo, spesso l'atto finale del togliersi la vita deriva da una patologia (schizofrenia, depressione, mania). In questo caso il suicidio come sintomo di una malattia non può essere considerato "immorale". sarebbe come dire che le conseguenze dell'AIDS sul deficit immunitario siano immorali.
In quest'ultimo caso però la medicina deve intervenire per la cura dei pazienti. Nel primo, una volta cercato di convincere l'altro a non suicidarsi, e fallendo, la libertà di darsi la morte è legittima.
saluti
Fabristol
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Fabristol

#2   23 Novembre 2006 - 12:50
 
L'autodeterminazione, parola che non mi piace e che sostituirei con "diritto alla proprietà di se stessi", implica anche la libertà di curarsi se e come lo si ritiene opportuno. Se la medicina avesse l'obbligo giuridico di intervenire (intendi la sanità pubblica, suppongo) allora avremmo un atto coercitivo che è in netta contraddizione con la libertà di disporre del proprio corpo.

Ciao
utente anonimo

#3   23 Novembre 2006 - 12:53
 
Possono esistere casi in cui il suicidio è eroico (Micca?), o in cui è perfettamente comprensibile (in un lager), o in cui è il risultato di una malattia mentale (depressione grave). Ma nella maggior parte dei casi è incapacità di affrontare la vita, di prendersi delle responsabilità, di correre dei rischi, di pagare le conseguenze... sul piano etico non posso non biasimare una persona come quella che ho descritto.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Libertarian

#4   23 Novembre 2006 - 13:12
 
Lo so che non c'entra nulla, ma devo...il prossimo commento sara' sul suicidio...giuro:

Ho sentito di una nuova proposta di legge della sinistra riguardo alle attivita' imprenditoriali che sfruttano gli extracomunitari senza permesso di soggiorno: qualcosa come la chiusura dell'azienda e non so quali altre minchiate. La poitica del Centro sinistra in materia e' assolutamente e decisamente ipocrita e falsa. Da un lato la spia del KGB e il rachitico dicono 'facciamoli entrare, diamo loro la cittadinanza e prendiamo i loro voti', mentre dall'altro fanno queste politiche 'punitive' assolutamente inutili, perche' sappiamo tutti come vanno le cose in Italia e nel mondo! Il centro sinistra non si preoccupa effettivamente e realmente delle condizioni di vita degli extracomunitari, ma ne vuole solo carpire i voti e la fiducia! Odio l'ipocrisia, lo ripeto! Basterebbe limitare gli ingressi e impegnarsi seriamente a creare benessere nei paesi dai quali gli extracomunitari fuggono e non farli entrare in Italia spinti da un falso buonismo da vomito! La verita' , quindi, e lo ribadisco a gran voce, e' la seguente...stampatela bene nelle vostre menti...tutti:

A PRODI, A D'ALEMA, A FASSINO E A TUTTE LE PERSONE CHE VANNO IN GIRO A MANIFESTARE A FAVORE DELLA LIBERALIZZAZIONE DEGLI INGRESSI DEGLI EXTRACOMUNITARI IN ITALIA NON IMPORTA NULLA DELLA LORO SALUTE, DEL LORO BENESSERE E DELLE LORO CONDIZIONI DI VITA!

D'ALEMA & COMPANY SI LIMITANO A SFRUTTARE QUESTE MANIFESTAZIONI PER I LORO SPORCHI INTERESSI (VOTI VOTI VOTI...), MENTRE LE PERSONE CHE VANNO IN STRADA CON LE BANDIERE CHE SIMBOLEGGIANO ANNI DI OMICIDI, SOPRUSI E GENOCIDI, SONO SOLO DEI FALSI BUONISTI E DEGLI IPOCRITI CHE PENSANO A DIRE 'LASCIAMOLI ENTRARE' SENZA PREOCCUPARSI REALMENTE DELLE CONSEGUENZE! FALSI E IPOCRITI! FNITELA!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente IenaRidens79

#5   23 Novembre 2006 - 13:17
 
Hai toccato un tasto molto dolente! Il suicidio e' un argomento davvero interessante e non saprei fare alcuna obiezione alle tue teorie. Ognuno e' libero di suicidarsi e' vero ed e' anche vero che lo Stato si e' voluto appropriare di alcuni dogmi della fede per poter scrivere delle leggi che probabilmente sono 'poco liberali'. Dal canto mio, personalmente, sono contro il suicidio anche se spesso la vita ti porta ad affrontare situazioni molto difficili e a cercare vie di fuga 'alternative'.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente IenaRidens79

#6   23 Novembre 2006 - 14:09
 
@ LibertyFirst:

Certo, e se vogliamo dirla tutta allora diciamo che sarebbe anche preferibile esprimere tale bisimo sotto forma di monito preventivo, prima che il suicidio avvenga, piuttosto che come una condanna postuma.
la sostanza però non cambia, non si deve impedire all'individuo di disporre di sé.

Ciao.

HIM
utente anonimo

#7   23 Novembre 2006 - 14:13
 
Iena: di quale legge parli? Sono poco informato.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Libertarian

#8   23 Novembre 2006 - 14:15
 
Il problema è far capire agli statalisti che c'è differenza tra reputare morale e diritto.

Biasimare il suicidio non significa vietarlo; lodare la fedeltà non significa imporla.

Vietare ed imporre infatti sono azioni giuridiche. Biasimare e lodare sono giudizi personali.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Libertarian

#9   23 Novembre 2006 - 14:19
 
stiamo dicendo le stesse cose:)

basta il padrone di casa, ora mi taccio! ;)
utente anonimo

#10   23 Novembre 2006 - 14:22
 
Comunque il caso della patologia citato da Fabistrol apre la questione, che riguarda non solo il suicidio, della "incapacità di intendere e di volere". Chi stabilisce, in una società libertaria, chi si qualifica come incapace?
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Wellington

#11   23 Novembre 2006 - 14:41
 
Lo decide la medicina, come nella società non libertaria, ma la diagnosi medica può servire a modulare il nostro giudizio etico in un caso di suicidio, non a impedirlo.
utente anonimo

#12   23 Novembre 2006 - 14:45
 
PS: a vietare il suicidio, intendevo dire.

HIM
utente anonimo

#13   23 Novembre 2006 - 14:57
 
La domanda di Welly mi ricorda l'articolo del Journal of Libertarian Studies "where would anarchists keep the madmen?"...

In effetti era un argomento legato alla droga, cioè al prossimo articolo.

In linea di massima, se chiamiamo "Diritto naturale" la metastruttura di base di una società libertaria, e "diritto statutorio" l'insieme dei contratti vigenti tra le parti, abbiamo due livelli di protezione giuridica contro i folli.

Il livello base, quello "naturale", è che ci si può difendere solo in caso di pericolo evidente. Il concetto di "evidenza" dovrà poi essere elaborato dalla giurisprudenza, ma in linea di massima l'idea è di garantire la legittima difesa solo se ci sono buoni motivi.

Questo da solo può bastare nella maggior parte dei casi, perchè le persone non si comporteranno in maniera pericolosa, per non essere "vittime" della legittima difesa altrui.

Questo primo livello di protezione è inefficace contro folli e drogati, e anche con le persone normali vale solo "statisticamente".

Esiste però un secondo livello di protezione, statutorio: costruire un'ambiente in cui certe regole, aggiuntive rispetto al diritto naturale, sono accettate contrattualmente. In questo modo, è possibile isolarsi e/o isolare (è la stessa cosa, in assenza di decisioni collettive) le persone con comportamenti pericolosi.

C'è il pericolo che l'uso eccessivo del diritto di escludere possa avere conseguenze non dissimili da quelle dello statalismo. Ma in un sistema dove non si può imporre a tutti di non volere o volere qualcosa, dove ognuno paga (o ottiene per favore) tutto quello che vuole, è verosimile che la naturale (necessaria) cooperazione vinca contro l'autarchia. In fin dei conti, nessuno ci guadagna a fare la lotta alla droga in Colombia, a rompere le scatole alle prostitute, e a vivere in un paese autarchico... non è inverosimile che solo dei politici irresponsabili possano fare idiozie simili... tanto paga Pantalone! :-D
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Libertarian

#14   23 Novembre 2006 - 15:37
 
"ma è evidente che il principio morale del suicidio, se elevato a imperativo categorico, è incompatibile con la sopravvivenza della specie umana"

Il suicidio è immorale perchè va contro il principio di autoconservazione. Distruggere se stessi è infatti irrazionale e quindi immorale.

Attento, caro Lib, noi conservatori culturali siamo sotto attacco. Qualcuno presto cercherà di smontare le nostre posizioni. Prepariamoci alla guerra. ;-)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Jinzo

#15   23 Novembre 2006 - 15:43
 
Preparato la contraerea? :D
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Libertarian

#16   23 Novembre 2006 - 16:36
 
"Biasimare il suicidio non significa vietarlo; lodare la fedeltà non significa imporla.

Vietare ed imporre infatti sono azioni giuridiche. Biasimare e lodare sono giudizi personali."

Concetto che mi sta molto a cuore. Condivido in pieno. Peccato che siamo in Italia. :(
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente capemaster

#17   23 Novembre 2006 - 16:48
 
Non mi sembra che negli USA stiano messi meglio: parla con un repubblicano o con un democratico di prostituzione... :-D
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Libertarian

#18   23 Novembre 2006 - 17:05
 
A leggere Rothbard i repubblicani erano tendenzialmente favorevoli...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Jinzo

#19   23 Novembre 2006 - 17:18
 
I repubblicani sono misti... negli ultimi anni, però, la destra religiosa ha avuto un certo successo...

Una volta avevo letto di un codice di autoregolamentazione delle società produttrici di video pornografici, fatto per non fare inca$$are Bush, in cui si vietavano certe forme di "pornografia".

Tra i divieti, quello più interessante riguardava il sesso tra neri e bianche. Però i bianchi potevano farsi le nere senza problemi...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Libertarian

#20   23 Novembre 2006 - 18:15
 
se parli di suicidio e non di eutanasia (che sta al punto 4), mi sembra ridicola l'idea di vietarlo per legge (va da sé: di stato) (e attorno a me non vedo cristiani che lo vogliano fare, come scrivi mi pare nel post). O forse ho capito male.
Poi, certo non rinchiuderei nessuno in una stanza, ma se concretamente vedo uno che si sta buttando dal ponte, penso che lo abbraccerei e tirerei via.
Sul punto evidenziato anche da cape:

"Vietare ed imporre infatti sono azioni giuridiche. Biasimare e lodare sono giudizi personali."

è vero ma va integrato (questo temo sia un tormentone sulle questioni etiche). anche legalizzare è azione giuridica, e quel che più mi preme sottolineare: costruttivista/culturale (a dimostrazione che la distinzione "di labortario" tra giuridico/etico/culturale va vista fuori in tutta la sua complessità).
Perché non si parte da zero.
Esempio: depenalizza totalmente l'uso delle droghe, ma questo ha un valore pedagogico (tanto più se prima di farlo non mi levi dai coglioni tutti gli insegnanti sessantottini che si vantano di fumare con i propri studenti)
ciao, paolo
utente anonimo

#21   23 Novembre 2006 - 20:04
 
Non ho detto che si pensa di penalizzare il suicidio (anche se esistono stati americani dove è punito con al pena di morte, pare), ma che esiste un'obiezione tipica dei cristiani alla sua legittimità.

Per quanto riguarda il "legalizzare è un atto politico", direi che anche abbattere i dazi, privatizzare il diritto del lavoro, abbassare la spesa pubblica sono atti politici... sono atti che implicano però un ritiro della decisione politica, che viene devoluta al cittadino.

Lo stesso vale per ogni aspetto etico. Che poi, temporaneamente, l'essere umano riresponsabilizzato si senta un po' disorientato, penso che si possa dire la stessa cosa di ogni istituto dello stato sociale, e dell'abitudine di risparmiare...

Certo, se ogni legalizzazione è vista solo come una concessione, o addirittura un benevolo permesso, e non come una devoluzione di potere decisionale, non c'è grande vantaggio a legalizzazione...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Libertarian

#22   23 Novembre 2006 - 20:04
 
a legalizzare, volevo dire...

ciao!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Libertarian

#23   23 Novembre 2006 - 20:13
 
Grande come sempre, Lib. Ho due domande. La prima è: se uno intende suicidarsi, ma non è tecnicamente in grado di farlo (già, parliamo di Welby), e delega un altro, consenziente, a ucciderlo, esercita un suo diritto, no?

La seconda, su cui ho le idee più confuse: in un'ottica libertaria, che dovrebbe fregare a me, a te o a Jinzo del futuro dell'umanità intera? Credo nulla, e allora perchè suicidarsi sarebbe immorale?
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente AleGa

#24   23 Novembre 2006 - 21:56
 
Ok lib ora capisco, dalla (veloce) lettura del post non mi era sembrato così.
Comunque alla domanda cosa punisce il quinto Comandamento, dopo varie altre cose, sta scritto nel Catechismo (compendio, nr. 470): il suicidio e la cooperazione volontaria ad esso, in quanto è un'offesa grave al giusto amore di Dio, di sé e del prssimo: quanto alla responsabilità, essa può essere aggravata in ragione dello scandalo o attenuata da particolari disturbi psichici o da gravi timori".
Oltre lo stato (le leggi dello -), più che la morale a me interessa l'elaborazione di un'etica/modus vivendi che agevoli la crescita personale di ognuno.

Sulla seconda parte temo purtroppo che la teoria libertaria pura (fondamentale) necessiti di un elemento di integrazione con il reale, e la realtà di oggi, dopo duecento anni di disintegrazione nichilistica leviatanica. Per non subire il ricatto liberal.
Il politico non è solo "uso della forza".
ciao paolo
utente anonimo

#25   23 Novembre 2006 - 22:00
 
ps: per questo penso che l'unica vera battaglia contro lo statalismo etico sia quella per la libertà educativa, da lì e solo da lì si può/devo partire.
Peccato che mi pare che di quella freghi niente a quasi nessuno. ciao paolo
utente anonimo

#26   23 Novembre 2006 - 22:07
 
"(anche se esistono stati americani dove è punito con al pena di morte, pare)"

Questa è troppo forte, che Stato? devo saperne di più per poterne riderne di più :-D

Sul post concordo, rimane per me il problema di chi ha patologie mentali(anche perché onestamente non ho capito la risposta a Welly).
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Sgembo

#27   24 Novembre 2006 - 00:09
 
Mi suona strano punire un suicida, in quanto tale, dovrebbe essere già morto.
Che fanno, impiccano i cadaveri?
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente pierinolapeste

#28   24 Novembre 2006 - 00:18
 
A proposito del diritto di escludere i folli e i drogati, qualunque gruppo di privati cittadini dovrebbe potersene avvalere se c'è una buona ragione.
Ben prima della civiltà occidentale la cosa funzionava bene nelle società tribali.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente pierinolapeste

#29   24 Novembre 2006 - 09:19
 
#23: in un'ottica libertaria non c'è una Weltanschauung etica "naturale", c'è un insieme di norme sull'uso della forza (un diritto "naturale"). Quindi il libertarismo limita il diritto a pochi temi, lasciando liberi gli altri. Questo non significa che il libertario non possa, o addirittura non debba, avere una visione etica di ciò che è giusto o sbagliato. Se mi si permette una frase un po' politicamente scorretta, ma solo a fini goliardico-argomentativi, "tollerare i gay non significa dar loro il culo".

Sull'eutanasia ci tornerò presto.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Libertarian

#30   24 Novembre 2006 - 09:25
 
#24: Lo stato non è solo coercizione*. Il problema è che la tua proposta invoca la coercizione* per eliminare gli effetti deleteri delle coercizioni* precedenti. A me ricorda il "middle-of-the-road policies lead to socialism" di Mises.

#25: Non c'è dubbio che le libertà economiche e la libertà di istruzione, intese come eliminazione totale della coercizione* in queste sfere, e quindi, tra le altre cose, anche come eliminazione totale dell'intervento statale in queste sfere, conti più delle bravate pannelliane. Ed è proprio nelle cose più importanti che i liberali standard si rivelano in tutta la loro pusillanimità, dimenticandosene.

* contro innocenti, s'intende.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Libertarian

#31   24 Novembre 2006 - 09:29
 
#26: non lo so, non so neanche se è vero; c'era un libro con le leggi più idiote d'America, di cui avevo letto qualcosa su un giornale, ma non ricordo nè il libro nè il giornale. Chiedi a neoquidnimis, che ne aveva fatto un'interessante lista...

La risposta è semplice: lo status di "folle" non esiste; esiste lo status di "con te non voglio averci nulla a che fare", e lo status di "m'hai aggredito e mi difendo"...

Non ho idea di che fine farebbero i folli in un mondo libertario. Probabilmente ci sarebbero associazioni di assistenza, come sono sempre esistite prima dello Stato Sociale, ma, non potendo rinchiuderli con la forza, non so come potrebbero tenerli dentro il manicomio...

Finchè non scopro un principio credibile per distinguere un folle da una persona normale, preferisco un 1% di psicopatici in giro al pericolo di avere la psichiatria usata come arma politica come in URSS.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Libertarian

#32   24 Novembre 2006 - 09:33
 
#27: non tutti i suicidi riescono.

#28: quello di cui parli è il diritto di esclusione. Non ho nulla in contrario se una persona vuole vivere su una colonna (la socievolezza non è un obbligo), ma ritengo che, siccome la socievolezza è utile all'individuo, il diritto di esclusione, se ottenuto dalla libera scelta dei singoli individui, non trasformi ognuno in uno stilita.

C'è il rischio che l'uso di un tale diritto, comunque, trasformi la società in un insieme di feudi. Molto semplicemente, tutti ne verrebbero danneggiati.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Libertarian

#33   24 Novembre 2006 - 14:33
 
Quello che volevo dire è più o meno ciò che tu hai detto al #31.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Wellington

#34   24 Novembre 2006 - 15:36
 
Sono preveggente. :D
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Libertarian

#35   24 Novembre 2006 - 18:06
 
Lib, io non ho fatto proposte, ho cercato di problematizzare la posizione libertaria dura e pura.
Considero la questione droga, tra i vari "temi etici", la più complessa da questo punto di vista, non ho soluzioni sicure da proporre.ciao
utente anonimo

#36   24 Novembre 2006 - 18:18
 
I problemi ci sono. Ad esempio, se la legislazione proibizionista venisse sostituita da un programma di recupero per drogati del tipo "poverini, non li discrminat", ci troveremmo a casa con i tossici da coccolare per fare i politicamente corretti... il che è peggio...

Penso che però n bel reato di "tossico-dipendenza molesta" possa essere palliativo alla privatizzazione totale delle strade, con conseguente possibilità di esclusione...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Libertarian

#37   24 Novembre 2006 - 18:20
 
Lib, non ho fatto proposte, cercavo di problematizzare la posizione libertaria.
considero l'argomento droga uno dei più complessi da questo punto di vista, non ho soluzioni sicure.
penso che la libertà educativa/economica stia comunque a monte di quelle che tu chiami "libertà personali", che per essere autentiche devono emanciparsi dall'indottrinamento liberal.
per questo condivido la scelta del Movimento Libertario...
ciao, paolo
utente anonimo

Commenti

categoria:libertarismo, filosofia politica