I blog, al momento, sono un fenomeno relativamente ininfluente. Non è detto che sarà così per sempre. I blog, al momento, sono al di fuori del controllo statale, visto che chiunque può dire qualsiasi cosa gli passi per la testa. L'informazione, al momento, è sotto lo stretto controllo delle autorità statali, tramite l'Ordine dei Giornalisti, i finanziamenti alle testate, la proprietà pubblica di molte TV e Radio, infinite regolamentazioni, e la minacciosa e immanente possibilità di essere denunciati per reati di parola.
Ho detto diverse volte in passato che, non appena i blog diventeranno un fenomeno importante nel mondo dell'informazione, le autorità pubbliche cominceranno a regolamentarli, per controllarli e castrarli. Avevo torto: lo stato sembra voler agire in anticipo. Prima ancora che questo fenomeno diventi politicamente rilevante, lo stato dichiara guerra preventiva alla libertà di espressione.
Nella Finanziaria che stanno discutendo al Lingott... ehm... volevo dire, a Montecitorio, si ribadisce e rafforza una norma preesistente che potrebbe cominciare a rendere molto costoso e/o molto ininfluente il discutere sui blog. Infatti pare che l'alternativa sarà tra pagare i media per ogni citazione, e non citarli affatto, magari limitandosi a discutere dei cartoni animati giapponesi, delle bruschette al ciauscolo e delle tette di Manuela Arcuri. Discussioni di tutto rispetto, per carità, ma non è possibile che in futuro, per parlare di politica e cronaca, non si potranno citare agenzie di stampa, giornali, riviste senza pagare. Perchè il rischio è questo.
"All’articolo 65 della legge 22 aprile 1941, n. 633, dopo il comma 1, è aggiunto il seguente: “I soggetti che realizzano, con qualsiasi mezzo, la riproduzione totale o parziale di articoli di riviste o giornali, devono corrispondere un compenso agli editori per le opere da cui i suddetti articoli sono tratti. La misura di tale compenso e le modalità di riscossione sono determinate sulla base di accordi tra i soggetti di cui al periodo precedente e le associazioni delle categorie interessate. Sono escluse dalla corresponsione del compenso le amministrazioni pubbliche di cui al comma 2 dell’articolo 1 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29"
Fonte: Camelot.
Al momento pare che i link non siano a pagamento, ma è indubbio che la cosa sia limitativa.
O si paga, o non si potrà più parlare di quello che succede nel mondo. O si scende a patti col potere, o non si potrà più far uso della propria libertà di espressione. Parliamoci chiaro: dobbiamo temere più Al Qaeda o i nostri governanti?
P.S. E mi chiedevo anche: che strano! Se io cito il Corriere della Sera, devo pagare Mieli. E se il Corriere della Sera cita me? Mi deve pagare? Ne dubito. Evidentemente i diritti non sono uguali per tutti... cioè non sono diritti, per definizione.

categoria:politica interna, liberalismo















