venerdì, 11 settembre 2009
Per gioco, quest'estate ho creato una teoria che spiega per quale motivo quasi tutte le opere scientifiche, filosofiche e artistiche della storia umana sono state fatte da uomini. La teoria standard, per non dire politicamente corretta, sostiene che è per l'inferiorità giuridica delle donne che ha impedito loro di contribuire maggiormente allo sviluppo della cultura umana, ma questa teoria secondo me non spiega perché le cose non sono cambiate repentinamente nell'ultimo secolo, nel momento in cui l'inferiorità giuridica è andata a farsi finalmente benedire e ormai anche gran parte della dipendenza economica è un ricordo del passato, visto che la maggior parte delle donne anche della generazione precedente alla mia vanno all'università e lavorano.

A guardare la Storia, di donne se ne sono viste, e non tante, quasi solo come romanziere e poetesse, anche se comunque probabilmente stanno abbondantemente sotto il 20% del totale. Nel campo della scienza gli esempi sono pochi, visto che a me al momento viene in mente solo Rita Levi Montalcini, e il rapporto tra Premi Nobel uomini e donne è indubbiamente abbondantemente a favore degli uomini. Indubbiamente questo in passato si poteva giustificare facendo l'esempio di Ipazia, massacrata da una folla di cristiani fanatici sotto l'egida di un vescovo, Cirillo, che poi fu fatto anche santo come ricompensa. E indubbiamente questo fattore ha giocato un ruolo, ma non negli ultimi decenni.

Eppure sono convinto che, anche se eliminassimo ogni tipo di asimmetria sociale e giuridica, rimarrebbe il fatto che l'arte, la filosofia e la scienza saranno appannaggio degli uomini, e non c'è nulla di sociologico che possa spiegare tutto ciò, visto che già ora dovremmo stare, dopo decenni di parità, prossimi al fifty-fifty.

Questo perché la ragione è psicologica. Le donne non hanno bisogno delle pippe mentali per sentirsi realizzate: l'arte, la filosofia e la scienza sono passatempi con grandi conseguenze secondarie, come ad esempio la teoria della relatività o la fenomenologia husserliana o la Cappella Sistina. Le donne si fanno le seghe mentali solo quando arrivano senza marito e senza figli oltre i trent'anni di vita, mentre per tutto il resto non si metteranno mai a spendere le ore riflettendo sulle equazioni di Maxwell, sulle sinfonie di Beethoven e sulla maieutica socratica. Superati i trent'anni (a seconda delle culture si può correggere questa frase dicendo "superati i 12", "superati i 18" o "superati i 25": ormai dovremo dire, almeno per le laureate, "superati i 35 anni") arrivano quasi sempre mariti e figli, le donne si sentono realizzate e hanno qualcos'altro a cui pensare.

Per gli uomini è diverso. Un uomo può ovviamente essere felice di avere una moglie e di giocare coi figli, ma questo non rimuove del tutto l'inquietudine, né appaga del tutto l'ambizione: soprattutto, credo, la paternità è qualcosa di molto meno intenso della maternità, anche se su questo non ci posso giurare perché non ho figli. Il risultato è che gli uomini per sentirsi realizzati continueranno a pensare ai massimi sistemi in cerca di un posto nella Storia. Il risultato non voluto di questa evidente nevrosi e di questi complicatissimi passatempi è il progresso culturale dell'umanità, che è e rimarrà per sempre, probabilmente, appannaggio quasi esclusivo degli uomini.

Nel campo della letteratura i rapporti, come dicevo, sono più equilibrati, però bisogna considerare che Jane Austen era zitella, Virginia Woolf e Katherine Mansfield erano depresse, e che Oriana Fallaci fosse un bel po' strana ci vuole poco a convincersene: le donne che si occupano di letteratura cercano cose che la maternità dà spontaneamente alle altre donne.

Insomma, il mio consiglio alle donne è di non diventare come gli uomini, che hanno inventato la cultura umana solo perché si annoiavano e non sapevano come essere soddisfatti e felici. E' tutta una nevrosi, anche, nel suo piccolo, questo blog, che testimonia un moderato disturbo ossessivo-compulsivo da parte del suo autore.

Ora mi interrogherò su quanto veramente io creda in quello che ho appena scritto.

PS Ovviamente, qualsiasi tipo di discriminazione giuridica è del tutto indifendibile. Più o meno come certe teorie femministe (ho in mente un paio di articoli di "teoria femminista delle relazioni internazionali" letti un paio d'anni fa).
postato da: Libertarian alle ore 10:52 | Permalink | commenti (31)
Commenti
#1    11 Settembre 2009 - 14:26
 
Ho sentito questa teoria altre volte, ma non ricordo dove.
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#2    11 Settembre 2009 - 14:33
 
Qualcuno mi copia. E' una cospirazione di copioni.
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#3    11 Settembre 2009 - 14:54
 
Libertarian anche se tu avessi figli non penso che saresti in grado di confrontare l'intensità della paternità con quella della maternità, semplicemente perché non proverai mai le sensazioni di una donna.
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#4    11 Settembre 2009 - 15:23
 
:-D
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#5    11 Settembre 2009 - 15:24
 
Aiuto, mi si fanno lezioni di teoria del valore soggettivo. :-)
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#6    11 Settembre 2009 - 16:00
 
Secondo me la teoria fa acqua, così come tutti i tentativi di dare risposte standardizzate sul dimorfismo sessuale umano.

Il primo problema è distinguere cos'è culturale e cos'è naturale è virtualmente impossibile (non disponendo di gruppi di controllo, trial randomizzati e compagnia cantante). La conclusione obbligata è che ogni comportamento umano (quelli inerenti la differenziazione sessuale compresi) deriva da un intreccio ambivalente di cultura e natura.

Ha una certa popolarità la teoria secondo cui per la maggior parte dei parametri psicometrici (QI ecc.) i due sessi abbiano delle gaussiane simili per media, ma di forma molto diversa: la campana piatta per l'uomo e quella stretta per la donna.
In parole povere, ci sono più maschi che non donne geniali, ci sono più maschi che non donne completamente deficienti. Ma anche: è più probabile che un uomo sia al di fuori del range della normalità nei termini della soddisfazione e della capacità di accontentarsi, da cui certi comportamenti tipicamente (ma è vero?) maschili di tipo ossessivo, che vanno dalla subnormalità (il tifo sportivo, il collezionismo compulsivo) alla supernormalità (i grandi scienziati ed artisti).

Abbiamo quindi un uomo portato agli eccessi, e una donna moderatrice (ma anche: un uomo che incide sull'ambiente, e una donna che vive in armonia con esso). Questo è possibile; ma, di nuovo, quanto è legato alla sensibilità del cervello in embriogenesi agli ormoni maschili, e quanto a uno stereotipo culturale radicatissimo nella società umana?

Quello che è certo è che nelle società più avanzate il gap tra donne e uomini nella politica attiva e nello studio delle materie scientifiche è molto ridotto rispetto a quelle meno avanzate (tipo l'Italia).

E quello che è altrettanto certo è che vero che l'insoddisfazione (anche esistenziale e para-psicopatologica) è il motore dell'innovazione e dell'arte. Però esistono tante forme di insoddisfazione, e per secoli le donne non hanno avuto strumenti per incanalare la loro (tu lo sai che la depressione ha una prevalenza maggiore nelle donne con figli che non in quelle nullipare?).
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#7    11 Settembre 2009 - 16:47
 
Nulliparo? A chi, aho? :-)

Sapevo delle gaussiane ma non della distribuzione della depressione.

Concordo invece sulla distinzione empiricamente quasi impossibile tra nature e nurture.

PS Ma alla cena paghi veramente tu? :-D
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#8    11 Settembre 2009 - 16:59
 
Sì, come no, sto già mettendo da parte i soldi!

In realtà sono piuttosto incasinato col lavoro (ho cominciato da poco e ho almeno due week-end occupati al mese) per cui aspetto la vostra decisione e poi vedo come sono messo...
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#9    11 Settembre 2009 - 22:16
 
"semplicemente perché non proverai mai le sensazioni di una donna."

Aspetta che lo sbattano in galera per "eccesso di liberalismo economico di tipo austriaco" o qualche altro reato prossimo venturo.
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#10    11 Settembre 2009 - 22:57
 
In questo senso?

http://cdn-i.dmdentertainment.com/funpages/cms_content/8844/prison.jpg
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#11    12 Settembre 2009 - 00:03
 
Rende l'idea.
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#12    12 Settembre 2009 - 06:01
 
Mi fa strano che tu abbia tralasciato la spiegazione economica via la cosidetta "mate value". Empiricamente la "female mate value" ha il picco intorno ai 30 anni e poi decresce rapidamente, mentre la "male mate value" ha il picco intorno ai 40 anni e poi va giu' pian piano. Per cui la spiegazione potrebbe semplicemente rientrare nei parametri dal teoria del "signaling" (il tutto ovviamente con lo scopo di riprodursi).
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#13    12 Settembre 2009 - 09:00
 
Mah, che dire. Francamente penso che l'idea che a noi donne basti la maternità o la vita di coppia a realizzarci e farci sentire felici, e pertanto non ci dedichiamo ad altro quando la abbiamo sia stentatina, nonché del tutto ignara, invece, dei problemi di depressione che spesso il "senso materno", così "naturale" secondo te, scatena in gran parte delle donne..che spesso non si riesca a dedicarsi ad altro, soprattutto per mancanza di tempo è vero, ma in questo gioca quasi sempre una distribuzione delle cure parentali che in Italia, ad esempio, è inesistente (dei figli, degli anziani, della casa si deve occupare mamma). Tutto il post mi sembra abbastanza zeppo di luoghi comuni un tanto al chilo, però. Uno per tutti: le donne letterate sono delle depresse. Eh, gli uomini letterati, invece, eran tutti degli allegroni, neh...
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#14    12 Settembre 2009 - 10:06
 
#13: quella sulla letteratura era una battuta, è che stavo leggendo Woolf e mi ammorbavo, così mi hanno consigliato Mansfield e ho spulciato la bio. :-)

Sulla maternità non lo so, visto che nessuna mia amica ha figli, però ho l'impressione che l'importanza che danno ai figli è molto maggiore che gli uomini, e penso che questo sia non solo naturale ma anche abbastanza comune. Per quanto riguarda invece il fatto che una donna single a 30 anni ha maggiori probabilità di disperarsi di un uomo (come me), credo di avere abbastanza esempi tra i miei coetanei da farci una statistica, però in questo - non ci pensavo - ha ragione Calcamutin: io ho ancora dieci anni. :-)

Come si nota poi dall'ultima riga del post, io non sono del tutto convinto della teoria, anzi, originariamente è venuta fuori mentre stavo prendendo in giro un tizio veramente maschilista che ho conosciuto, poi però mi sono accorto che riuscivo a mettere in ordine tanti piccoli tasselli. Questa storia della depressione post-maman però confuta la "mia" teoria. Dovrò aspettare un'altra decina d'anni e controllare i miei gruppi di riferimento (cioè i miei amici) per fare uno studio. :-D
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#15    12 Settembre 2009 - 10:09
 
Tra l'altro ho notato che non si capisce quando sono convinto di quello che scrivo e quando no. Sempre lo stesso stile cazzone adotto. :-)
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#16    12 Settembre 2009 - 14:08
 
Francamente non credo che il problema sia lo stile, ma proprio i contenuti, che vedo non ti rendi minimamente conto di quanto siano gratuitamente offensivi nei confronti delle donne, direi apertamente razzisti. Praticamente hai tracciato l'identikit di una razza inferiore, il cui unico compito possibile è quello di fare da incubatrice. Strana idea della libertà, peraltro: gli uomini sono individui che possono dedicarsi a ciò che più li aggrada, le donne, se vogliono essere compiutamente"felici", alla famiglia ed ai figli, e se non ci riescono diventano isteriche depresse. Non siamo in pratica nemmeno esseri umani veri e propri. Grazie, eh.
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#17    12 Settembre 2009 - 15:09
 
Prego. E' un'interpretazione del tutto falsa, ma prego comunque.
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#18    12 Settembre 2009 - 15:57
 
teoria alternativa, le donne se trombano o non trombano stanno decentemente bene uguale, gli uomini diventano ossessivo compulsivi quando manca la faiga.
prove:
i nerd (anche se la correlazione puoò essere inversa; manca la faiga perchè troppo intelligenti o testosteronici ecc.)
kant
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#19    13 Settembre 2009 - 17:00
 
L'idea che il nerdismo sia un disturbo ossessivo-compulsivo e una nevrosi non mi suona affatto strana. Io al liceo collezionavo CD metal e ora colleziono libri. Se da grande collezionerò automobili mi servirà un latifondo.
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#20    14 Settembre 2009 - 06:20
 
stavo navigando un po' per farmi un'idea sulla cosa tra sindrome di sperger e altro; alla fine la cosa più convincente che ho trovato è questa:
http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_del_cervello_estremamente_maschile

che dice che è una questione genetica, la sistematizzazione aveva un vantaggio evolutivo per l'uomo mentre l'empatia per la donna; questo spiega molte cose mi sembra.

per esempio perchè le donne hanno successo nella letteratura: non è un'attività che richiede una grande capacità di sistematizzazione, benchè messi dvanti ad un libro di palanhiuck e di marion zimmer bradley te ne accorgi dopo due pagine quale dei due è la donne e quale il maschio.
e spiega tralaltro perchè per esempio ci sono molte attrici bravissime, anche se forse a pensarci l'empireo della recitazione è perlopiù maschile ci sono donne ai livelli di marlon brando, robert de niro al pacino e dustin hoffman (tralaltro la quota di italo americani è notevole)? mi viene in mente solo jodie foster (però sicuramente più donne rispetto all'empireo degli scacchi)
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#21    14 Settembre 2009 - 09:56
 
Le differenze tra letteratura maschile e femminile mi affascinano, però di donne conosco Jane Austen, che mi piace, e Virginia Woolf, che spesso è noiosa. Sto cercando di farmi un po' una base perché di letteratura capisco ben poco, però anche se è veor che è facile spesso capire in base a cosa si legge di che sesso è l'autore/autrice, non so ben esprimere esplicitamente tali differenze. Ad ora, direi che la letteratura al femminile tende ad essere più intimista (con eccezioni, come Dostoevskji, Camus) e meno politica; più attenta ai dettagli e al loro significato simbolico/emotivo che non appunto alla sistematizzazione e alle idee generali.
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#22    14 Settembre 2009 - 15:37
 
Il problema di tutte queste teorie è:

- la difficoltà a separare la componente innata-organica e quella culturale

- la genericità e ambiguità delle ipotesi, che rientrano inevitabilmente nella sfera della infalsificabilità popperiana.

Al massimo si tratta di tendenze statistiche (dopo tutto, esistono anche donne con la sindrome di Asperger!) e non di una dicotomia insormontabile. Senza contare poi la discutibilità delle giustificazioni evoluzionistiche.



Sulle attrici donne mi pare che il commento di Astrolabio dia ragione alle femministe: gli attori "bruttini" più bravi (vabbè, Brando a parte) sono esaltati, delle attrici diventano famose solo le più fighe.

Comunque sono tante (bellissime o meno) che per fama e/o bravura hanno poco da invidiare a un Robert DeNiro; citerei Meryl Streep, Ingrid Bergman, Greta Garbo, Susan Sarandon, Katherine Hepburn, Bettie Davis... e ce ne sono tante bravissime magari meno famose come Frances MacDormand, Laura Linney, Liv Ullmann (e tutta la scuderia di Ingmar Bergman) o Anna Schygulla e chi più ne ha più ne metta. Tra le nuove leve direi che ce n'è più d'una che combina l'aspetto estetico con quello recitativo: Naomi Watts, Julianne Moore, Cate Blanchett, tutte su livelli altissimi.
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#23    14 Settembre 2009 - 16:14
 
Di cinema non m'interesso, ma tra le attrici a me piace Gianna Michaels.

Per il resto concordo con entrambe le difficoltà, e per la maggior parte delle tesi delle scienze sociali tocca conviverci. Anche in economia, nonostante alcune cose siano misurabili, è raro dirimere empiricamente una questione, perché la maggior parte delle cose rilevanti non sono né misurabili né osservabili. E ovviamente nessuno può parlare di leggi empiriche che non siano solo statistiche (a parte robe tipo "gli uomini non hanno le ali")
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#24    14 Settembre 2009 - 23:20
 
Ofiga, hai scatenato l'inferno nel fantastico mondo di Galatea...
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#25    15 Settembre 2009 - 10:15
 
Spero che oggi i filtri biquad mi lascino in pace e non creino risonanze dove non dovrebbero, così mi informo.
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#26    15 Settembre 2009 - 12:43
 
Ma guardate che Libertarian ha un bel po' di ragione, solo che volendo teorizzare a distesa, come al solito, ha finito per diventare "gratuitamente offensivo".

Bastava che sintetizzasse il suo pensiero in questi termini:

"le donne sono meno portate al fanatismo degli uomini"

e saremmo stati (quasi) tutti contenti.
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#27    15 Settembre 2009 - 12:55
 
Che è una delle cose che avevo in mente e ho dimenticato di dire. Infatti un'altra differenza è l'interesse per lo politica, che è patologicamente maggiore negli uomini che nelle donne.
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#28    15 Settembre 2009 - 13:23
 
@cachorro: sì ok gli esempi che mi hai portato li approvo.

per il resto non è solo una questione di fanatismo, per esempio le adolescenti ai miei tempi non giocavano a magic the gathering.
e non credo che la opprimente cultura maschilista le impedisse di giocare a questo genere di giochi perchè dovevano stare a casa a figliare.

riguardo all'asperger, mia sorella mi comunica dalal regia che i casi di autismo in genere sono venti volte più frequenti nei maschi.
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#29    15 Settembre 2009 - 13:24
 
io sono astro da un altro computer ufff
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#30    17 Settembre 2009 - 12:14
 
hem ... i tuoi filtri biquad? Sarai mica un nerd tu stesso? Si tende sempre a relegare su un gradino piu` basso tutto cio` che non si puo` toccare ...
Bref: questa teoria fa acqua da tutte le parti. Sara` mica uno scherzo?
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#31    17 Settembre 2009 - 12:30
 
Certo che è uno scherzo, sta scritto all'inizio e alla fine del post.

Sulle critiche alla teoria, le più significative sono quelle nei commenti di Cachorro e Calcamutin.

Tecnicamente credo di essere un nerd: dopo un dottorato in ingegneria ho vinto il titolo honoris causa. :-)
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