giovedì, 09 luglio 2009
Locke scriveva che lo stato è necessario perché nelle dispute tra privati il giudice terzo è fondamentale per poter applicare le regole di giustizia. C'è un piccolo non sequitur nel ragionamento, comunque: è vero che l'imparzialità è un desideratum fondamentale del giudizio giuridico, ed è vero che nelle dispute tra due privati l'unica soluzione credibile passa per un tribunale terzo rispetto alle parti in causa. Però due conseguenze non derivano da queste premesse: il primo non sequitur è che la parte terza non necessariamente deve essere lo stato, come dimostra l'esistenza tra l'altro delle corti di arbitrato, la seconda è che non c'è nulla che garantisca che lo stato sia terzo rispetto alle parti in causa.

Mentre il primo non sequitur è abbastanza ovvio, il secondo si presta a riflessioni più approfondite. In primis, la terzietà dello stato dipende dall'estensione dello stesso, in quanto uno stato che fa una cosa ha automaticamente interessi in questa, e quindi non può essere terzo in particolari casi, mentre uno stato che fa mille cose ha automaticamente interessi in ogni ambito della vita sociale, e quindi non è praticamente mai terzo: l'aspirazione alla terzietà quindi è inversamente proporzionale all'estensione del dominio della politica, in qualche modo.

In secundis, è possibile migliorare la terzietà dello stato, ad esempio vincolando la burocrazia e la polizia a regole certe, introducendo corti non statuali (come le giurie americane, magari), istituendo un ordine di giudici o autorità indipendenti. Si tratta comunque solo di pagliativi, in quanto lo spirito di corpo aleggerebbe comunque, ad esempio tra i magistrati, rendendo difficile punire penalmente un giudice, anche quando si macchia di gravi violazioni nei suoi doveri professionali o anche commette reati nella sua vita privata. Lo stesso ovviamente vale per i corpi di polizia, visto che si avrà una tendenza ad occultare prove a sfavore degli agenti o a crearne a favore, potendo chi indaga influenzare appunto le indagini.

Fermo restando quindi l'aspirazione alla terzietà, rimane il fatto che è un problema aperto: non esiste un sistema giuridico in cui il problema dell'imparzialità è automaticamente risolto, e lo stato di per sé non è la soluzione al problema (e comunque non è un problema solo dello stato, come potrebbe argomentare un anarchico).

Ho parlato di aspirazione perché Lon Fuller, nel suo "La moralità del diritto", parla apertamente di etica dell'aspirazione: i cittadini di un paese che vuole dirsi civile devono aspirare a tante cose, tra cui la terzietà dei giudici nelle cause tra privati (e, cosa molto più difficile da ottenere, la terzietà nelle cause tra privati e il settore pubblico).

L'idea lockiana di un giudice terzo è, appunto, un'aspirazione, e non un dato di fatto: non è una proprietà dei sistemi giuridici statali, e, anzi, è un problema che si intensifica man mano che lo stato cresce rispetto alla società e l'ambito del diritto legislato si espande a dismisura.
postato da: Libertarian alle ore 12:26 | Permalink | commenti (4)
Commenti
#1    10 Luglio 2009 - 20:26
 
Il problema della terzietà diventa ancor più evidente nei casi in cui un cittadino qualunque deve risolvere una disputa con un istituzione statale. Se non erro, è passato un po' da quando l'ho letto, Leoni parla delle differenze fra i paesi di common law e quelli di civil law a questo proposito. Negli States e in UK esistono dei omologhi alle nostre istituzioni di diritto amministrativo? Non mi pare.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente z3ruel

#2    10 Luglio 2009 - 20:27
 
opsss "degli" omologhi.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente z3ruel

#3    10 Luglio 2009 - 20:37
 
Boh. non ne ho idea.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Libertarian

#4    11 Luglio 2009 - 13:07
 
Nei paesi di common law esiste l'istituto del judicial review per il diritto amministrativo.

PS: Questa discussione mi ha fatto venire in mente due film interpretati da Al Pacino negli anni settanta: "Serpico" e "...e giustizia per tutti".
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ecas

Commenti

categoria:filosofia, liberalismo