Il concetto di diritto naturale non ha molto senso, e la dicotomia "naturale"/"positivo" è del tutto infondata. Tanto per dimostrare che il concetto può essere usato a fini retorici per difendere qualsiasi cosa (e in questo non è poi diverso dal giuspositivismo), mesi fa l'On. Quagliarello, del PdL (Popolo del Libro, credo significhi) lo aveva impiegato per una strana proposta politica consistente nel dare alla Chiesa il potere che oggi ha il Parlamento*. Oggi Sofia Ventura su Libertiamo ha scritto un bell'articolo sul concetto di giusnaturalismo così come si sta facendo strada nell'ideologia PdL-ina.
Il problema principale del diritto naturale è che il concetto non ha alcun contenuto naturale: il diritto è un insieme di giudizi di valore (lo dice anche Rothbard) su ciò che è lecito o non è lecito. Indubbiamente il diritto, come tutte le scelte umane, ha conseguenze, e non tutti i mondi concepibili sono anche realizzabili: qualsiasi ordinamento giuridico dovrà rispettare determinate "leggi", come ad esempio che, se si vuole un diritto che sia in grado di guidare le azioni individuali (premessa di valore: la "moralità del diritto" nel senso di Fuller), la retroattività va abolita o comunque minimizzata. Non avendo contenuto, sotto l'egida del diritto naturale è possibile nascondere qualsiasi cosa, come fatto notare nell'articolo linkato.
* Non era proprio così, anche se non ho il link per ripassare l'articolo: l'idea era che il diritto naturale è ciò che la Chiesa dice essere tale, e quindi ci vuole un giusnaturalismo inteso come... adeguamento delle leggi italiane ai Diktat della Chiesa. Ovviamente era tutto espresso con toni più moderati.
Il problema principale del diritto naturale è che il concetto non ha alcun contenuto naturale: il diritto è un insieme di giudizi di valore (lo dice anche Rothbard) su ciò che è lecito o non è lecito. Indubbiamente il diritto, come tutte le scelte umane, ha conseguenze, e non tutti i mondi concepibili sono anche realizzabili: qualsiasi ordinamento giuridico dovrà rispettare determinate "leggi", come ad esempio che, se si vuole un diritto che sia in grado di guidare le azioni individuali (premessa di valore: la "moralità del diritto" nel senso di Fuller), la retroattività va abolita o comunque minimizzata. Non avendo contenuto, sotto l'egida del diritto naturale è possibile nascondere qualsiasi cosa, come fatto notare nell'articolo linkato.
* Non era proprio così, anche se non ho il link per ripassare l'articolo: l'idea era che il diritto naturale è ciò che la Chiesa dice essere tale, e quindi ci vuole un giusnaturalismo inteso come... adeguamento delle leggi italiane ai Diktat della Chiesa. Ovviamente era tutto espresso con toni più moderati.
















