Interessante questione su O&M: c'è eccessivo investimento nel mercato dell'istruzione universitaria (negli USA)?
L'istruzione universitaria è un investimento durevole (dura tanto quanto la propria vita lavorativa, quindi tre o quattro decenni); richiede un forte investimento iniziale in termini di tempo e risorse; tende a generare una dotazione di beni capitali (umani) tendenzialmente specifici e quindi potenzialmente inutili di fronte a cambiamenti strutturali (per questo bisognerebbe investire nella preparazione di base, come si fa, o si faceva, nel sistema universitario italiano); e si trova ad interagire con altri beni capitali per poter arrivare ad un prodotto finito (un ingegnere elettronico ha bisogno di una fonderia di silicio, un civile di un cantiere...), e quindi la domanda può fluttuare molto alla luce della disponibilità dei fattori complementari.
Tutti questi fattori fanno sì che l'istruzione superiore sia un candidato ideale per il malinvestment. L'unica fortuna è che alla fine un laureato può benissimo fare un lavoro non qualificato - come accade in Italia - e quindi non si rischia tanto la disoccupazione, quanto la sottooccupazione. In quest'ottica, è decisamente meglio essere un bene capitale umano che un bene capitale fisico durevole e specifico. :-)
L'istruzione universitaria è un investimento durevole (dura tanto quanto la propria vita lavorativa, quindi tre o quattro decenni); richiede un forte investimento iniziale in termini di tempo e risorse; tende a generare una dotazione di beni capitali (umani) tendenzialmente specifici e quindi potenzialmente inutili di fronte a cambiamenti strutturali (per questo bisognerebbe investire nella preparazione di base, come si fa, o si faceva, nel sistema universitario italiano); e si trova ad interagire con altri beni capitali per poter arrivare ad un prodotto finito (un ingegnere elettronico ha bisogno di una fonderia di silicio, un civile di un cantiere...), e quindi la domanda può fluttuare molto alla luce della disponibilità dei fattori complementari.
Tutti questi fattori fanno sì che l'istruzione superiore sia un candidato ideale per il malinvestment. L'unica fortuna è che alla fine un laureato può benissimo fare un lavoro non qualificato - come accade in Italia - e quindi non si rischia tanto la disoccupazione, quanto la sottooccupazione. In quest'ottica, è decisamente meglio essere un bene capitale umano che un bene capitale fisico durevole e specifico. :-)
















