domenica, 28 giugno 2009
Dopo i ripetuti tentativi di un sindacato inglese di buttare a mare i dipendenti stranieri di una multinazionale con uno stabilimento in terra d'Albione, ecco che il virus protezionista colpisce anche in Italia, anche se in maniera meno odiosa.

(ANSA) - TORINO, 28 GIU - Una decina di mucche che 'pascolano' davanti a un supermercato di Torino: e' la protesta della Coldiretti contro il latte straniero. 3 litri di latte su 4 sono stranieri - spiega l'organizzazione - ma vengono spacciati come prodotti made in Italy. E lo steso vale per numerosi formaggi e latticini. In un anno sono arrivati ben 1,3 miliardi di chili di latte sterile, 86 milioni di chili di cagliate e 130 milioni di chili di polvere di latte a discapito della produzione nazionale.

Ufficialmente stavolta è un problema di informazione del consumatore, e forse la cosa potrebbe avere un minimo di senso. Ma le regolamentazioni sono spesso uno strumento del protezionismo. L'unica cosa certa è la causa intellettuale per il protezionismo è debole e come bandiera non ha molto appeal (nonostante Tremonti): speriamo continui così.
postato da: Libertarian alle ore 21:11 | Permalink | commenti (5)
Commenti
#1    29 Giugno 2009 - 19:09
 
Ma la storia per cui il meccanismo delle quote in realtà ci costringe ad importare più latte di quanto faremmo senza di esse, è vera?
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente DavyG

#2    29 Giugno 2009 - 22:34
 
Non so, come funzionano le quote latte UE nel dettaglio non lo so. Se l'offerta è fissata ad essere inferiore alla domanda si aumetano le importazioni, ma non ho numeri.
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#3    30 Giugno 2009 - 12:00
 
E' vero, ma è una conseguenza "inattesa" delll'avidità degli stessi produttori italiani di latte.
Prima si è preteso un prezzo obbligatorio, imposto dal governo, che è un multiplo del prezzo mondiale. Il risultato è stata una sovraproduzione massiccia di latte, senza domanda, rifilato ai governi UE ad un prezzo irrealistico per una parte e scaricato sul mercato per un'altra.
Per evitare di far saltare il banco, la UE ha dovuto imporre delle quote, per meglio spartire il bottino senza rischiare il fallimento.

Sarei 'accordissimo ad abolire le quote latte - insieme al prezzo amministrato per il latte. Vediamo come reagirebbero gli allevatori di sussidi.

SE vogliono difendere il latte italiano, la strada è semplice: registrino il marchio e ci diano dentro con la promozione, il marketing e il miglioramento della qualità. Non aspettino che sia il governo a fare tutto per loro, lo facciano e poi deducano le spese dalle tasse.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente jcfalkenberg

#4    01 Luglio 2009 - 12:54
 
Quote latte: quando ci sveglieremo?

[..] Da LibertyFirst, l'ennesima protesta di una categoria ormai talmente dipendente dall'aiuto statale da aver di ... [..]
utente anonimo

#5    01 Luglio 2009 - 18:34
 
Parlando di allevamento/agricoltura è addirittura riduttivo chiamarli "piccoli". Oggi ho visto di sfuggita in tivù un tizio delle Coldiretti che mostrava i piatti "falsi" preparati in alcuni ristoranti italiani. Tipo la carbonara col prosciutto invece del guanciale, il tiramisù con la panna al posto del mascarpone o il pesto con i pistacchi al posto dei pinoli. La prossima mossa sarà la richiesta di certificazione europea dei piatti preparati dai ristoratori, quando basterebbe della buona e sana cattiva pubblicità dei clienti.
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