Introduzione
Allo stato attuale - viviamo in democrazie "totalitarie" in cui la politica è onnipervasiva e non vede alcun limite di fronte a sé tranne qualche vincolo procedurale di dubbia efficacia - moltissimi beni o servizi non sono prodotti dal mercato.
Ad esempio, non esistono assicurazioni private volontarie sui depositi bancari, o eserciti privati su scala nazionale. D'altra parte, le scuole private sono relativamente poche e costose, come anche gli ospedali privati, eccetera.
Alcuni di questi beni e servizi probabilmente non esistono per ottime ragioni: ad esempio, i depositi bancari non sono assicurabili (per intero) per via dell'inevitabile moral hazard che questo comporta. Nessun evento la cui probabilità dipende dall'assicurato è interamente assicurabile, quindi non c'è da stupirsi se certi servizi non esistono: anzi, quando vengono prodotti "per forza", il rischio è un sistema instabile basato sul moral hazard, come il nostri mercati finanziari.
Altri beni e servizi potrebbero essere prodotti dal mercato effettivamente, ma ciò non avviene. Alcuni desumono da ciò che questi beni o servizi non possono essere offerti sul mercato, e quindi lo stato è necessario per offrirli, posto che - questo è un giudizio di valore - ne valga la pena.
In realtà esistono dei meccanismi relativamente semplici che impediscono al mercato di produrre in concorrenza con lo stato: possiamo dire che lo stato lavori in una situazione di perenne "concorrenza sleale" per una serie di motivi, tra i quali di certo contano la possibilità di scaricare i costi sul contribuente, la possibilità di indebitarsi quasi ad libitum, il monopolio della moneta, eccetera.
Facciamo un po' di esempi.
1. Prezzi nulli o bassi
Non dovendosi curare delle perdite, qualsiasi agenzia statale può offrire un bene o un servizio a prezzi arbitrariamente bassi, anche nulli. Nessun privato può fare lo stesso, perché nessun privato può permettersi di derubare i propri cittadini per costringerli a pagare beni e servizi in perdita.
Il fatto che esistano pulmini privati - nonostante sia illegale - in concorrenza con i servizi pubblici (a Napoli) la dice lunga (più bello l'inglese "speaks volume") sul livello dei servizi pubblici in certi casi.
Di conseguenza, i servizi offerti dallo stato a prezzi eccessivamente bassi non saranno prodotti dal mercato, ma questo non comporta che il mercato non li possa effettivamente offrire.
C'è da chiedersi perché far produrre il mercato se i prezzi sarebbero maggiori, ma questo risparmio è del tutto illusorio: i COSTI della merce prodotta dal settore pubblico possono essere - e in genere sono - molto più alti dei PREZZI effettivamente pagati. Ciò costituisce un'esternalità: tutti pagano - o, meglio, sono costretti a pagare - "collettivamente", e non in funzione di quanto consumano.
I risparmi che il mercato offrirebbe in questi casi in termini di efficienza non sono "visibili", ma in genere sono presenti. Ad esempio: le FFSS* hanno un conto in rosso scurissimo, eppure sprecano soldi con i treni veloci. Nonostante ciò, i treni veloci costano più del doppio del servizio sostitutivo privato - i voli aerei low-cost. Se le FFSS facessero pagare tutti i costi, i treni veloci magari costerebbero il doppio, e nessuna persona sana di mente li prenderebbe. Senza contare che un mercato aereo concorrenziale costerebbe probabilmente ancora meno e servirebbe molte più città. Semplicemente, le ferrovie non sono all'altezza, forse perché troppo inefficienti, forse perché l'infastruttura è troppo costosa. Chissà.
* Siccome Piazza SS Apostoli secondo molti è "Piazza Santissimi Apostoli" e non "Santi", che è plurale, ne deduco che FFSS siano le Ferroviissime dello Statissimo.
CONTINUA...
Allo stato attuale - viviamo in democrazie "totalitarie" in cui la politica è onnipervasiva e non vede alcun limite di fronte a sé tranne qualche vincolo procedurale di dubbia efficacia - moltissimi beni o servizi non sono prodotti dal mercato.
Ad esempio, non esistono assicurazioni private volontarie sui depositi bancari, o eserciti privati su scala nazionale. D'altra parte, le scuole private sono relativamente poche e costose, come anche gli ospedali privati, eccetera.
Alcuni di questi beni e servizi probabilmente non esistono per ottime ragioni: ad esempio, i depositi bancari non sono assicurabili (per intero) per via dell'inevitabile moral hazard che questo comporta. Nessun evento la cui probabilità dipende dall'assicurato è interamente assicurabile, quindi non c'è da stupirsi se certi servizi non esistono: anzi, quando vengono prodotti "per forza", il rischio è un sistema instabile basato sul moral hazard, come il nostri mercati finanziari.
Altri beni e servizi potrebbero essere prodotti dal mercato effettivamente, ma ciò non avviene. Alcuni desumono da ciò che questi beni o servizi non possono essere offerti sul mercato, e quindi lo stato è necessario per offrirli, posto che - questo è un giudizio di valore - ne valga la pena.
In realtà esistono dei meccanismi relativamente semplici che impediscono al mercato di produrre in concorrenza con lo stato: possiamo dire che lo stato lavori in una situazione di perenne "concorrenza sleale" per una serie di motivi, tra i quali di certo contano la possibilità di scaricare i costi sul contribuente, la possibilità di indebitarsi quasi ad libitum, il monopolio della moneta, eccetera.
Facciamo un po' di esempi.
1. Prezzi nulli o bassi
Non dovendosi curare delle perdite, qualsiasi agenzia statale può offrire un bene o un servizio a prezzi arbitrariamente bassi, anche nulli. Nessun privato può fare lo stesso, perché nessun privato può permettersi di derubare i propri cittadini per costringerli a pagare beni e servizi in perdita.
Il fatto che esistano pulmini privati - nonostante sia illegale - in concorrenza con i servizi pubblici (a Napoli) la dice lunga (più bello l'inglese "speaks volume") sul livello dei servizi pubblici in certi casi.
Di conseguenza, i servizi offerti dallo stato a prezzi eccessivamente bassi non saranno prodotti dal mercato, ma questo non comporta che il mercato non li possa effettivamente offrire.
C'è da chiedersi perché far produrre il mercato se i prezzi sarebbero maggiori, ma questo risparmio è del tutto illusorio: i COSTI della merce prodotta dal settore pubblico possono essere - e in genere sono - molto più alti dei PREZZI effettivamente pagati. Ciò costituisce un'esternalità: tutti pagano - o, meglio, sono costretti a pagare - "collettivamente", e non in funzione di quanto consumano.
I risparmi che il mercato offrirebbe in questi casi in termini di efficienza non sono "visibili", ma in genere sono presenti. Ad esempio: le FFSS* hanno un conto in rosso scurissimo, eppure sprecano soldi con i treni veloci. Nonostante ciò, i treni veloci costano più del doppio del servizio sostitutivo privato - i voli aerei low-cost. Se le FFSS facessero pagare tutti i costi, i treni veloci magari costerebbero il doppio, e nessuna persona sana di mente li prenderebbe. Senza contare che un mercato aereo concorrenziale costerebbe probabilmente ancora meno e servirebbe molte più città. Semplicemente, le ferrovie non sono all'altezza, forse perché troppo inefficienti, forse perché l'infastruttura è troppo costosa. Chissà.
* Siccome Piazza SS Apostoli secondo molti è "Piazza Santissimi Apostoli" e non "Santi", che è plurale, ne deduco che FFSS siano le Ferroviissime dello Statissimo.
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postato da: Libertarian alle ore 11:35 | Permalink | commenti (2)
categoria:economia, liberalismo
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