martedì, 02 dicembre 2008
Dopo mesi di sola economia o quasi, ecco due commenti di geopolitica. Che ruolo hanno le idee nella geopolitica? I due interventi sono miei commenti ai due bei post di Andrea Gilli su Epistemes, in cui si sottolinea l'assurdità di derivare affermazioni allarmanti sulla pericolosità effettiva dell'Islam-in-sé, inteso spesso come entità contrapposta alla "cristianità" occidentale. Andrea riporta un po' di sano realismo nel dibattito, io non sono però d'accordo con il ritenere il concetto di "ideologia" secondario.

Gli articolo sono UNO e DUE. I commenti stanno al secondo.
  1. Salve.

    Concordo appieno con entrambi gli articoli, tranne per un dettaglio:

    La minaccia è rappresentata dalle dotazioni materiali, non dalle idee.

    Senza idee non ci sono risorse materiali che tengano. Sono le idee che danno ad Hitler le SS, e sono le idee che tengono i tedeschi sotto il giogo di Hitler. Le dotazioni materiali vengono dopo, perché sono una conseguenza dell’organizzazione politica, che è a sua volta una conseguenza delle ideologie politiche.

    Se l’islamismo fosse un’ideologia dominante tra gli islamici - e non lo è - sarebbe un problema notevolissimo.

    Quando il 10-20% della popolazione europea credeva a idiozie come comunismo e fascismo ci sono state guerre civili, guerre mondiali e genocidi. In primis guerre civili, la versione pre-statale dei genocidi. Se il 10-20% della popolazione islamica facesse lo stesso nei Paesi Arabi, le loro istituzioni sarebbero in pessima salute - come ora. Se il 10% di una minoranza che è meno del 10% della popolazione (gli islamici in Europa) impazzisce, è solo un problema di ordine pubblico.

    Al momento per noi quindi è solo ordine pubblico, ma le ideologie fanatiche hanno il potenziale per creare danni. E quando una parte cospicua di una popolazione non si fila più il governo non è l’esercito che può risolvere il problema. Almeno non senza una lunga e sanguinosa guerra.

  2. Guarda, se pensi che siano le idee a trainare il mondo, allora adotti una prospettiva costruttivista. Cambiando le idee, cambi il mondo.

    Non è logicamente necessario. Le idee sono “sticky”, non solo il frutto della volontà di qualcuno.

    Se gli americani di oggi obbediscono alla Casa Bianca, invece di fare rivolte contro il suo strapotere, sono le idee che rendono ciò possibile. Non è che, saputo questo, domani gli americani improvvisamente torneranno alla Costituzione. Questo è un altro discorso.

    Sono stati cambiamenti culturali, legati soprattutto alle due guerre mondiali e al New Deal, che hanno resto gli americani insensibili alla perdità di libertà che hanno subito nel XX secolo (a parte progressi come i diritti civili, il resto è stato un peggioramento, dal punto di vista dei principi dei Padri Fondatori).

    E’ l’ideologia che è alla base dell’obbedienza politica, e, senza obbedienza politica, esercito, polizia e tribunali sarebbero irrelevanti, se non proprio impossibili. Hume diceva che è l’opinione che tiene in piedi i governi, ripetendo un’idea risalente al XVI secolo (de la Boetie).

    Quando viene a mancare una comunanza di principi politici unificanti, si hanno guerre civili, come in molti episodi del XX secolo europeo.

    Piu’ che un’idea che traina il mondo, mi sembra che il mondo si inventi un’idea per andare nella direzione che vuole.

    Sì. Il governo controlla stampa e scuola e assume gli intellettuali apposta. Se le idee fossero irrilevanti, i faraoni non avrebbero bisogno di scribi e sacerdoti. Avrebbero i frombolieri, e basterebbero. (devo smetterla di giocare a Age of Empires).

    I sensi di identità sono costruzioni artificiali (nei contenuti) che stimolano una innata tendenza a volersi sentir parte di qualcosa. Per quanto ne so, i fiamminghi sono stati creati nel XIX secolo, come i baschi e i catalani: prima esistevano, ma se ne fregavano. Non aveva “coscienza di classe”, per dirla alla Marx (fa ridere citarlo in una difesa del ruolo delle idee… principio antimarxista alla radice).

    Quello che volgio sottolineare però è che il rapporto tra idee e potere non è unidirezionale. Un potere senza l’appoggio dell’ideologia vacilla. Un potere stabile tenderà a stimolare un’ideologia favorevole. Nel breve termine il potere è sempre in grado di influenzare le idee; nel lungo probabilmente domani la tendenza contraria. Un potere che non investe in idee è un potere morto, o moribondo.

    L’islamismo non è solo una giustificazione retorica: è un’ideologia, recentissima (se si escludono i Wahhabiti, è del XX secolo), sfruttata da alcuni potenti (sauditi, Sadat, Khomeini) per i propri scopi. A volte sfugge di mano (Sadat). Sfugge di mano perché non è eteronoma rispetto al potere, ma ha una sua autonomia, che più ci si allontana dal breve termine più diventa rilevante.

    E’ verissimo che l’ideologia è in genere solo l’oppio dei popoli: noi crediamo alla democrazia nonostante sia evidente che non abbiamo alcun controllo della politica; i russi si fanno derubare e sottomettere in nome della “russità”. Ma se è valido come strumento di manipolazione delle masse, è perché è rilevante. E se ogni tanto sfugge di mano al potere, è perché ha almeno in parte una dinamica autonoma.

    Penso che conveniamo sul fatto che al-qaeda e’ una minaccia non per la sua ideologia, ma perche’ dispone di uomini e mezzi per portare a termine i suoi piani. Nel momento in cui distruggiamo i suoi mezzi, la minaccia non esiste piu’.”

    Certamente. Però, anche se distruggiamo i suoi fini sparisce la minaccia. Un’organizzazione richiede una volontà e dei mezzi. Che sia meglio colpire la prima o i secondi è questione di giudizio storico.

    Ci sono migliaia di sette sparse in giro per il mondo che chiedono la distruzione del mondo, del capitalismo, della terra. Non le riteniamo minacciose non perche’ le loro idee non sono fanatiche ma semplicemente perche’ queste non hanno i mezzi per raggiungere i loro obiettivi.

    Concordo appieno. Infatti distinguo tra i fanatismi che rappresentano solo problemi di ordine pubblico (come i pro-life ammazza-medici) e i fanatismi che sono un problema strategico (come nazisti, socialdemocratici, nazionalisti e comunisti nella Germania degli anni ‘20). E’ questione di numeri: un’idea folle di mille persone è trattabile con camicie di forza; se è di un milione di persone no.

postato da: Libertarian alle ore 13:54 | Permalink | commenti (14)
Commenti
#1   02 Dicembre 2008 - 14:23
 
Dal mio punto di vista l'islam è un problema in se. Ovvero la radice sono i suoi fondamenti dottrinali della quale l'autore dimostra di non conoscere.
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#2   02 Dicembre 2008 - 14:27
 
Se sono 500 anni che stanno così hanno sicuramente qualche serio problema con la modernità. In pratica sono culturalmente inadeguati a vivere in condizioni materialmente e politicamente decenti, per quanto posso dedurne.
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#3   02 Dicembre 2008 - 17:33
 
Il punto è che è perfettamente coerente con la propria fede e la propria dottrina. In realtà i terroristi islamici non fanno che applicare i propri principi, non sono fondamentalisti ma islamici coerenti.
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#4   02 Dicembre 2008 - 18:00
 
Il che non corrisponde alla stragrande parte della storia dell'Islam. Mentre noi sterminavamo gli eretici e cacciavamo gli ebrei loro si limitavano a tollerare chi pagava le tasse da Dhimmi, che non avevano molti diritti, ma almeno potevano vivere.

Ci sono state sette estremiste - come gli assassini - o regimi estremisti - come alcuni regni berberi in marocco - e degli scontri - tra sciiti e sunniti. Ma più o meno quanti ce ne sono da noi.

A leggere il Corano, ne ho letto la metà, l'idea che mi sono fatto è che se si pagano le tasse e non si contesta la supremazia politica del vincitore va tutto bene. La filosofia politica è sempre stata così. :-)
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#5   02 Dicembre 2008 - 20:50
 
Dire che l'Islamismo dei terroristi è coerente con la loro fede sarebbe giusto se i Cristiani praticassero quel che dice la Bibbia, sopratutto in questo istruttivo capitolo:
http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__P32.HTM

è il testo ufficiale della CEI,

Levitico 20 - 13

Se uno ha rapporti con un uomo come con una donna, tutti e due hanno commesso un abominio; dovranno essere messi a morte; il loro sangue ricadrà su di loro.
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#6   02 Dicembre 2008 - 21:33
 
Ottimo post, lo condivido, il ruolo delle idee è fondamentale, nessuno altrimenti riuscirebbe a spiegare perché i tibetani non si "fanno esplodere" in mezzo i caffe cinesi, visto che sarebbe una strategia razionale secondo i soloni di CERTO realismo politico...le idee contano eccome...
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#7   03 Dicembre 2008 - 10:58
 
Liberty a parte che la dhimmitudine vale per i cristiani e ebrei, per gli altri c'è la pena di morte o la conversione.
Ma saltando i particolari la violazione dei diritti dell'individuo è una prerogativa islamica, che nel medioevo in altre zone si vivesse peggio non rende la dhimmitudine più umana o accettabile.
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#8   03 Dicembre 2008 - 11:00
 
Sì, negli ultimi 100-200 anni noi abbiamo fatto progressi con i diritti umani.
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#9   03 Dicembre 2008 - 11:10
 
pierinolapeste, la Bibbia non è la stessa cosa per i cristiani di ciò che il Corano è per i musulmani.
La Bibbia è interpretata esegeticamente non è un dettato del divino a differenza del corano.
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#10   03 Dicembre 2008 - 13:07
 
Dire "i cristiani" e "i musulmani" è una semplificazione, non esiste una sola religiona cristiana, come non esiste una sola interpretazione del corano.
Mi risulta poi che l' interpretazione esclusiva della Bibbia da parte della chiesa che impedisce deviazioni fondamentaliste sia un esclusiva della chiesa Cattolica, al di fuori della quale esistono un buon numero di pazzi fanatici scatenati che ne interpretano alla lettera le parti come quella che ho citato.
La religione spesso è un pretesto, nel genocidio in Rwanda i massacratori Hutu erano in maggioranza cristiani e c'è stato anche l'appoggio ai massacri da parte di alcuni prelati.
http://www.corriere.it/esteri/08_marzo_12/condannato_padre_seromba_6f3e64f0-f060-11dc-a686-0003ba99c667.shtml
Ma nessuno crede che questo sia una conseguenza del Vangelo.

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#11   03 Dicembre 2008 - 14:15
 
Non esiste una sola interpretazione del corano, peccato che il corano sia verbo del divino dettato al profeta e pertanto non suscettibile a esegesi storico-critica. Che i musulmani sull'atto pratico si comportino diversamente non rende l'islam una religione di per se più umana o più tollerante, e non è una obiezione teologica valida contro i fondamentalisti che non fanno altro che seguire i dettami divini, senza bisogno di interpretazioni o intermediazioni dato che Allah ha parlato a chiare lettere.
I genocidi in Ruanda non sono la conseguenza del vangelo, le torri gemelle sono la conseguenza del Corano. I terroristi altro non fanno che seguire coerentemente le gesta del loro profeta indicato da Allah come perfetto esempio da seguire.
Gesù non era un criminale di guerra, Maometto si. E anche se il cristianesimo fosse intrinsecamente violento non rende l'islam una religione migliore.
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#12   03 Dicembre 2008 - 21:38
 
Dici che Allah ha parlato a chiare lettere, ma sinceramente per quel che ho potuto leggere, il Corano, come tutti i testi profetici di qualsiasi religione è fondamentalmente ambiguo ed infatti esiste una esegesi ed una tradizione di interpretazione del Corano altrettanto importante di quella della Bibbia.
Io dico solo che pensare che gli arabi sarebbero più civili e non esisterebbe il terrorismo se non fosse per colpa del Corano è un ipotesi abbastanza stravagante, considerando poi che gli arabi laici come Gheddafi e Saddam Hussein non mi sembra siano stati un esempio da imitare.
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#13   05 Dicembre 2008 - 18:36
 
Non esistono interpretazioni del Corano che prescindono dalla lettera.
Ci sono teologi modernisti che accantonano i versetti più violenti considerandoli superati, ma sono stati già sistemati dai propri fratelli, impiccati o sgozzati a seconda dei casi.
L'analisi storico critica del corano non esiste e non potrebbe essere dato che è un dettato del Divino.
Il fatto che sia contradditorio viene superato dal sistema dell'abrogazione, ovvero i versi più recenti superano i versi precedenti.
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#14   01 Gennaio 2009 - 14:43
 
Piccole cose da aggiungere:
1) Per i mussulmani il Corano è l'equivalente di Gesù per i cristiani; entrambi esistono da sempre

2) Il Corano da solo non è sufficiente per essere la base di una religione; il grosso delle informazioni necessarie per tenere insieme l'Islam deriva dagli hadith (ce ne sono varie raccolte più o meno accettate come autentiche (in pratica sono la versione islamica dei vangeli, con il problema che non hanno mai screditato completamente quelli "apocrifi")).
L'Islam, poi, viene definito principalmente da cose "permesse" e cose "vietate", non da "giuste"/"sbagliate" o "buone"/"cattive". Quindi, qualsiasi cosa sia permessa non può essere impedita.


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categoria:politica internazionale, filosofia politica