Sabato stavo al pub con Topinambour, Dall'altra parte e Daisy Miller.
Stavamo in un pub nazionalpopolare, affollato e rumoroso, perché al pub più figo non c'era posto.
Ordinati e consumati fritti, salsicce e birra (due litri, consumati quasi tutti da me e Topinambour), il cameriere ci ha detto di andarcene perché c'era molta fila.
Siccome mi piace fare arrabbiare Topinambour, che ovviamente se l'è un po' presa, e siccome mi piace fare finta di essere un economista (a Topinambour non piace fare finta), ho inventato la teoria economica della velocità di circolazione dei tavoli.
Un ristorante ha Np posti a sedere. La velocità di circolazione del tavolo è il numero di gruppo che cena sullo stesso tavolo in una serata, ed è Vt. Il numero di pasti serviti è Np*Vt.
Il ristorante ha costi fissi Cf e costi variabili Cv. I costi fissi sono: affitto, pubblicità, camerieri, infrastrutture ed energia elettrica. I costi variabili sono cibi, bevande e gas. La classificazione è in base a Vt: se un costo non varia con Vt è fisso, altrimenti è variabile.
Una serata costa al ristorante Ct=Cf+Cv*Np*Vt, visto che i costi fissi non dipendono dal numero di clienti. In un mondo competitivo, questo è anche pari ai ricavi. Quindi il costo di un pasto è: Nt/Np/Vt=Cf/Np/Vt+Cv.
Se i ristoratori cacciano i clienti subito dopo che hanno mangiato, aumenta Vt. L'aumento di Vt consente minori costi per il ristoratore, che vengono passati al cliente. Quindi il cliente offre la sua capacità di sopportare la maleducazione sul mercato e il ristoratore la compra con uno sconto sul conto.
Il mondo è bello perché è vario. La prossima volta mi sa che spenderò 5-10€ di più.
E, soprattutto, il ragionamento economico previene le incazzature.
Stavamo in un pub nazionalpopolare, affollato e rumoroso, perché al pub più figo non c'era posto.
Ordinati e consumati fritti, salsicce e birra (due litri, consumati quasi tutti da me e Topinambour), il cameriere ci ha detto di andarcene perché c'era molta fila.
Siccome mi piace fare arrabbiare Topinambour, che ovviamente se l'è un po' presa, e siccome mi piace fare finta di essere un economista (a Topinambour non piace fare finta), ho inventato la teoria economica della velocità di circolazione dei tavoli.
Un ristorante ha Np posti a sedere. La velocità di circolazione del tavolo è il numero di gruppo che cena sullo stesso tavolo in una serata, ed è Vt. Il numero di pasti serviti è Np*Vt.
Il ristorante ha costi fissi Cf e costi variabili Cv. I costi fissi sono: affitto, pubblicità, camerieri, infrastrutture ed energia elettrica. I costi variabili sono cibi, bevande e gas. La classificazione è in base a Vt: se un costo non varia con Vt è fisso, altrimenti è variabile.
Una serata costa al ristorante Ct=Cf+Cv*Np*Vt, visto che i costi fissi non dipendono dal numero di clienti. In un mondo competitivo, questo è anche pari ai ricavi. Quindi il costo di un pasto è: Nt/Np/Vt=Cf/Np/Vt+Cv.
Se i ristoratori cacciano i clienti subito dopo che hanno mangiato, aumenta Vt. L'aumento di Vt consente minori costi per il ristoratore, che vengono passati al cliente. Quindi il cliente offre la sua capacità di sopportare la maleducazione sul mercato e il ristoratore la compra con uno sconto sul conto.
Il mondo è bello perché è vario. La prossima volta mi sa che spenderò 5-10€ di più.
E, soprattutto, il ragionamento economico previene le incazzature.
















