giovedì, 20 novembre 2008
Sono ormai 14 anni che Berlusconi è in politica.
  • Nel 1994 pareva volesse rivoluzionare l'Italia, trasformando e modernizzando il paese in senso liberale: non se ne fece nulla, anche se non per colpa sua.
  • Nel 2001 si presentò con una piattaforma molto più consevatrice, ma sul piano della retorica c'era ancora molto liberalismo: non successe nulla, in ogni caso.
  • Nel 2008 si è presentato senza neanche più la retorica del liberalismo, e diciamo che finora ha mantenuto le promesse liberali del suo programma: nessuna.
Non si può non concludere che - dal punto di vista liberale - la carriera politica di Berlusconi sia stata un fallimento completo. Pur non essendo un loro ardente sostenitore*, in Italia figure come Thatcher e Reagan pare che non ce le meritiamo.

Forse un politico non va giudicato per quello che fa, ma anche per quello che dice: spargere idee è l'unica cosa seria che si possa fare con la politica. In fin dei conti, nessuno può pensare di poter riuscire a riformare seriamente il mercato del lavoro - i sindacati sono più potenti dei disoccupati, o il sistema pensionistico - gli anziani beneficiari sono tanti e attivi, i giovani sono pochi e non sono molto coscienti del problema. Però spargere le idee aiuta, almeno nel lungo termine.

Invece no: Berlusconi sul piano culturale è stato completamente assente: in Forza Italia mi stupirei se ci fossero più intellettuali che veline. L'intero centrodestra italiano non esiste culturalmente, se non per sporadiche e piccole iniziative, del tutto irrilevanti. Si può dire sicuramente lo stesso della sinistra, ma io non seguo il motto "mal comune mezzo gaudio".

Ipotizziamo (non ci credo, ma non costa nulla far finta che sia vero) che Berlusconi avesse veramente intenzione di cambiare l'Italia in senso liberale, e che l'abbia tuttora. Purtroppo è stato incapace di ottenere risultati, sia per il totale disinteresse per qualsiasi forma di prodotto culturale che non sia il conto economico di un'azienda, sia per l'inaffidabilità (per non dire l'inguardabilità) dei suoi alleati - fuori e dentro la fu Forza Italia.

Se volesse tuttora realizzare questo progetto, probabilmente c'è un solo modo per realizzarlo, o perlomeno provarci (visto che, tranne forse nel '94, non c'ha mai neanche provato):
  1. Pubblicare sulle sue case editrici, e distribuire in tutte le librerie, pubblicizzare su tutti i giornali e le televisioni la cultura liberale. Ad esempio, pubblicando tutte le opere di Mises, Hayek, Locke, Tocqueville, Jefferson, Constant, Bastiat, Friedman, Buchanan, Leoni, Madison, de Jouvenel (e chi più ne ha più ne metta).
  2. Finanziare studi su come tagliare le tasse, riformare il diritto privato, riformare il mercato del lavoro, cambiare la scuola e le università, salvare il sistema pensionistico, migliorare i servizi pubblici. E quando dico "riformare" intendo "privatizzare".
Se come politico liberale è stato finora - e lo sarà anche in futuro, prevedibilmente - un totale fallimento, c'è ancora qualcosa che può fare, usando le sue televisioni per qualcosa di più profondo del soliloqui di Emilio Fede.
* Per me l'attuale avanzata del socialismo non è che la naturale conseguenza di alcune contraddizioni del reaganismo, nei campi fiscale e monetario. Ha lasciato il lavoro a metà, e quello che ha costruito non ha retto la prova dei tempi, né avrebbe potuto.
postato da: Libertarian alle ore 18:00 | Permalink | commenti (9)
Commenti
#1   20 Novembre 2008 - 18:10
 
... forse hai ragione ... ma negli ultimi 30 anni si sarebbe potuto completare l'altra metà dell'opera, non credi?

ciao
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente panka

#2   20 Novembre 2008 - 19:10
 
i punti 1 e 2 potrebbero essere riassunti in "finanziare massicciamente l'IBL", no?
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente yoshi.

#3   20 Novembre 2008 - 21:27
 
Forse il fatto che Berlusconi fosse un sostenitore di Craxi, che dirigeva un partito che si faceva onore di chiamarsi SOCIALISTA, e che gran parte dei collaboratori di Berlusconi provengono da quel partito, non poteva generare qualche sospetto già 15 anni fa?
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente pierinolapeste

#4   20 Novembre 2008 - 22:48
 
15 anni fa la tessera numero 2 di Forza Italia venne data ad Antonio Martino.
Non sarà come Mises, però se ce n'è uno liberale è lui.

Ora abbiamo socialisti da tutte le parti, ma 15 anni fa non era così.

Cmq sì, il cdx è decisamente colpevole per non aver portato avanti le idee giuste, per non averle più diffuse.
Vi ricordare che programma fu fatto al posto di quello di Santoro?
Excalibur, con Antonio Socci, che finì nel nulla.
Alla faccia del liberalismo (non che abbia nulla contro i cattolici, ma non era quello il modo di diffondere la cultura che meritava di essere diffusa).
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente DavyG

#5   21 Novembre 2008 - 10:38
 
Vi ricordare che programma fu fatto al posto di quello di Santoro?
Excalibur, con Antonio Socci, che finì nel nulla.
Alla faccia del liberalismo (non che abbia nulla contro i cattolici, ma non era quello il modo di diffondere la cultura che meritava di essere diffusa).


Giusto. Per questo quando certi liberali lamentano - rosicando - l'egemonia intellettuale della sinistra, io mi chiedo come mai l'abbiano data in appalto a Socci, quando potevano riprendersela.
d

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#6   21 Novembre 2008 - 10:38
 
(3) 15 anni fa io avevo 14 anni! Come avrei mai potuto fare un ragionamento intelligente? :-)

Che Berlusconi fosse una fregatura l'ho capito tardi, più o meno 4-5 anni fa, anche se ho continuato a illudermi che fosse il meno peggiore fino a 1-2 anni fa.

(1) Quale altra metà?

(2) L'IBL è l'unico centro di liberalismo che c'è in Italia, a parte individui sparsi come Martino. Però non mi limito a questo. Anche finanziare cattedre universitarie e ricerche, riviste di studi, eccetera.

La mia proposta è che Berlusconi dia 100 milioni di euro a me col fine di sviluppare la cultura liberale. Io prendo una commissione dell'1% e comincio a finanziare università, think tank, giornali, riviste, librerie, case editrici, seminari, conferenze, studi, centri di ricerca, ricercatori, professori, iniziative culturali.

L'importante è l'1% di commissione, al resto ci penso dopo. :-)
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#7   21 Novembre 2008 - 13:02
 
ecco un wannabe parassita! :D
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#8   21 Novembre 2008 - 13:26
 
Eheh... :-)

Guarda, chiedendo solo una commissione dell'1% probabilmente sono il più parco parassita sociale che si sia mai visto. :-)
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#9   24 Novembre 2008 - 19:30
 
Se non erro Rocca su Il Foglio scrisse qualcosa di molto simile un paio di anni fa. Berlusconi editore avrebbe potuto fare molto di più per la causa liberale. Fece il paragone con l'importanza del movimento culturale conservatore-fusionista che gettò le basi per l'affermazione del GOP da Regan in avanti. La questione vera sta nel sapere se questo sia mai stato un suo obiettivo. Comunque ormai pare un po' tardi, in più se non altro ha smesso di dire di voler mettere in pratica soluzioni liberali. Non lo ha mai fatto ma per 13 anni pur continuando a sostenerlo a parole. Se non altro ora ha l'onestà di fare lo statalista senza nascondersi. Insomma, una fogna a cielo aperto.
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