lunedì, 27 ottobre 2008
Oggi mi sono svegliato moderato. No, veramente ancora non mi sono svegliato.

Vabbè. Io ho un'idea.

Molte aziende, o meglio, molte banche, non hanno capitali. Gli eccessi degli ultimi anni devono rientrare (bisogna "liquidare"), possibilmente senza far crollare il sistema.

I risparmi ci sono, credo, ma nessuno in queste condizioni sembra molto disposto a comprare. Semplicemente: il rischio è troppo grande. Prima di ricominciare occorre avere una struttura finanziaria sensata, evitando leverage di 20 a 1 o altri eccessi degli ultimi anni di credit boom.

Idea. Il Governo Italiano creano un Veicolo per Investimenti Strutturati (Structured Investment Vehicle: SIV). Il SIV si baserà su un Credit Enhancer di eccezione: il Tesoro (vedremo a che serve).

Il SIV emette obbligazioni (tasso fisso, ad esempio del 5%) con scadenza a 5 anni (ad esempio). E investe i soldi così ottenuti. Se il SIV ha problemi, il Tesoro mette la differenza nelle tasche degli investitori (è il ruolo di un Credit Enhancer). Per l'investitore il rischio è zero. Per il contribuente è maggiore di zero ma potrebbe non essere elevato.

I soldi raccolti emettendo obbligazioni verranno usati per comprare azioni (magari privilegiate, cioè con dividendi con la precedenza) delle aziende e le banche in crisi. Per queste ultime è un modo per ricapitalizzarsi: non si tratta di debito, infatti, ma di capitale netto. Ciò migliora la propria posizione finanziaria, riducendo tra l'altro il leverage. Inoltre è una fonte di liquidità.

Passa un anno e arriva la prima cedola, pagata agli obbligazionisti tramite i dividendi privilegiati... o garantita dal Tesoro. Passa un anno e succede la stessa cosa, al terzo e al quarto pure. Al quinto bisogna pagare il capitale agli obbligazionisti, e quindi bisognerà vendere tutte le azioni privilegiate sul mercato (o farle ricomprare alle aziende, magari). Così si otterrà tutta la liquidità necessaria a pagare gli obbligazionisti, e anche a compensare il Credit Enhancer, eventualmente.

Vantaggi:
  • Intervento a tempo determinato del governo, anziché eterno
  • Miglioramento della posizione finanziaria delle aziende salvate
  • Possibilità di investimento a bassissimo rischio per i risparmiatori
  • Costi minimi per il contribuente
Svantaggi:
  • Si rallenterebbe il processo di correzione della struttura economica e finanziaria
  • Si premierebbero imprese e banche in crisi
In poche parole, questo SIV gigantesco dovrebbe risolvere un paio dei problemi finanziari attuali, anche se non la radice del problema. E senza alcuna nazionalizzazione delle banche.

Ops... ecco trovato il difetto: non è nell'interesse dei politici non approfittare della crisi per mettere le mani ovunque. A parte questo: ci sono dei problemi reali in questo piano?
postato da: Libertarian alle ore 17:56 | Permalink | commenti (14)
Commenti
#1   27 Ottobre 2008 - 20:35
 
Architettura non malvagia, ma secondo me pecca di short-termismo.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente topinamburs

#2   27 Ottobre 2008 - 21:44
 
don't worry

there's nothing more permanent than a temporary government program.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Libertarian

#3   27 Ottobre 2008 - 21:45
 
Aspetta: il SIV ha un balance sheet dove a sinistra (asset) ci sono azioni privilegiate delle banche, e a destra (liabilities) ci sono obbligazioni al 5 per cento. A destra manca l'equity, ma facciamo finta che ci sia. Se compra equity, ed è quindi una holding, perché parli di investimenti strutturati? Non c'è nulla di strutturato in questo veicolo.

Discorso credit enhancement: lo è già il Tesoro, con la garanzia illimitata sui depositi delle banche.

Per fare uscire il Tesoro dal capitale delle banche salvate non serve una struttura così barocca (scusami il termine), basta emettere delle callable preferred shares, dove la banca emittente (e partecipata dal Tesoro) richiama le azioni, ripagando il Tesoro.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Phastidio

#4   27 Ottobre 2008 - 22:39
 
#3 - L'ho chiamato SIV perchè era una cosa complicata, pensavo bastasse trasformare cose in altre cose. :-)

Non capisco cosa c'entrino le garanzie dei depositi: io parlavo di ricapitalizzare le banche, non di assicurarle dalle bank run. Sicuramente assicurare l'interbancario aiuterà quel mercato, ma non so come possa migliorare il balance sheet (fantastico il mio, senza equity...) :-D

Sulla callable shares, dopo consulto tecnico rispondente alla domanda "che diavolo sono?", concordo che sono un'opzione che non ho considerato, ma se l'investitore è spaventato il mio schema di trasformare azioni in obbligazioni può invogliarlo. Le Callable shares no.

PS Ho inventato il BIV: il baroque investment vehicle! :-)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Libertarian

#5   27 Ottobre 2008 - 23:33
 
Scusa, ho fatto un salto quantico sul punto: se le banche emettono obbligazioni, le medesime sono garantite (come i depositi) dalla garanzia pubblica ed illimitata del Tesoro, che quindi fungerebbe già da credit enhancer, per usare il tuo termine.

Le callable preferred shares funzionano così: ad un primo livello diventano capitale delle banche, e quindi ne riducono effettivamente il leverage, migliorandone la solvibilità. Se però il nostro obiettivo è quello di fare uscire lo Stato dal capitale delle banche, rendendo le azioni callable, l'emittente (cioè la banca) può "richiamarle", ovviamente in corrispondenza ad un aumento di capitale, rimborsando il Tesoro dell'investimento.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Phastidio

#6   28 Ottobre 2008 - 09:38
 
Ok. Chiaro.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Libertarian

#7   28 Ottobre 2008 - 10:00
 
Questa idea fa parte della finanza creativa.
E' un modo per mettere fuori bilancio debito pubblico.
Infatti lo stato potrebbe comperare le azioni con i normali strumenti, cioè aumentando il deficit ed emettendo normali titoli di stato da piazzarsi sul mercato.

Inoltre l'intervento normale dello stato sarebbe anch'esso a termine, visto che anche i titoli di stato si rinnovano (Bot, Ctz, Btp, Cct).

Mi sa che è una trovata alla Tremonti per nascondere deficit pubblico dai limiti di Maastricht. :D
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Ninus83

#8   28 Ottobre 2008 - 10:02
 
Inoltre il problema non è finanziario ma reale.
C'è una bolla sgonfia in Usa e minori "consumi autonomi" tramite l'indebitamento delle famiglie (arrivato al 4% del reddito, cosa mai vista dal dopoguerra).
Non serve a risolvere questa situazione un intervento puramente di liquidità.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Ninus83

#9   28 Ottobre 2008 - 12:41
 
#7: non si richiede debito pubblico, salvo per il capitale netto della holding e per la garanzia agli obbligazionisti. Le azioni sono comprate con i soldi dei risparmiatori.

#8: L'unica soluzione di lungo termine è sgonfiare le bolle, ridurre i debiti e i deficit, ridurre l'esposizione ai rischi finanziari, ridurre i "moltiplicatori", pagare i debiti regressi e ristrutturare la produzione (meno case e più industrie). QUeste cose le può risolvere solo il tempo.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Libertarian

#10   28 Ottobre 2008 - 16:50
 
Le azioni sono comprate con i soldi dei risparmiatori.

La differenza sta nel fatto che quest si chiamano "obbligazioni della Siv" controllata dallo stato, quello si chiama debito pubblico. In entrambi i casi sono i risparmiatori sottoscrittori a comprare le azioni.

Solo che nel secondo caso non è contabilizzata nel bilancio pubblico. Insomma, la Commissione europea andrebbe su tutte le furie. :D

Sulla seconda siamo d'accordo. Gli Usa hanno beneficiato del ritorno di dollari dalla Cina, dall'India, dal Giappone (per ovvie ragioni, cioè essendo paesi export oriented volevano mantenere debole il tasso di cambio) hanno creato delle bolle grazie alle queli le famiglie americane a debito potevano aumentare la domanda per consumi autonoma.
Se l'avessero fatto con alti salari ci sarebbe stato soltanto un deflusso di dollari ed una svalutazione. Invece l'hanno fatto così, ed ora ci sono tante famiglie in fallimento e l'intero sistema bancario che non è illiquido ma insolvibile.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Ninus83

#11   28 Ottobre 2008 - 16:57
 
Mi sa di sì, anche se non conosco le regole europee.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Libertarian

#12   28 Ottobre 2008 - 17:55
 
Ehm, il tuo articolo continuo a vederlo vuoto...

ahah

Fortunatamente sono riuscito a leggerli entrambi.
Anche secondo me non è questione di fondi sovrani o meno.
Non mi sembra nemmeno un governante lungimirante Gheddafi e tutti i suoi compari del medio oriente.
Se questi stati hanno avanzi enormi nelle partite correnti significa una sola cosa: qualcuno s'arricchisce e tutti gli abitanti sono ridotti alla fame.
Poi se dev'essere lotta sui surplus a colpi di fondi sovrani e riduzione delle domande interne beh, non vedo come una tale politica non possa condurre alla terza guerra mondiale.

Gli assets strategici (infrastrutture e grandi aziende) si proteggono dai capitali stranieri in un solo modo: essendo pubblici.
Ad esempio un gioiello come Finmeccanica (che contribuisce in modo sostanziale alle nostre partite correnti) non la privatizzerei per nulla al mondo.

Sull'articolo "Fondi sovrani si" è semplice il perchè la Germania non voglia fare un fondo sovrano europeo. La Germania è il paese con maggiore surplus tra quelli dell'Ue, e la quasi totalità del surplus deriva dagli scambi intraeuropei (non è in surplus con la Cina, non lo è con il Giappone, lo è di poco con gli Usa poichè la crescita delle esportazioni nette è frenata dal cambio Euro/Dollaro e la gande parte del deficit corrente americano è dato dagli scambi commerciali con Cina e Giappone).

Quindi, perchè dividere con gli europei cioè che frega (il surplus) agli europei stessi?
La stessa situazione è avvenuta per la garanzia dei conti correnti. La Merkel non ha voluto il fondo comune europeo.

Tutto questo è dovuto alla struttura di Maastricht che incentiva una lotta ai surplus tra paesi europei (chi è in deficit vedrà capitali scappare da casa sua e lo spread tra titoli sovrani e bund tedeschi aumentare).

Non vedo soluzioni al problema nel breve-medio periodo.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Ninus83

#13   28 Ottobre 2008 - 17:56
 
Ops...errore...doveva essere nel topic dei fondi sovrani...puoi anche cancellarli gli ultimi due :D
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Ninus83

#14   28 Ottobre 2008 - 18:08
 
Non vedo la differenza. A rimetterci sarà sempre il contribuente.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Splyt

Commenti

categoria:economia