venerdì, 10 ottobre 2008
postato da: Libertarian alle ore 10:04 | Permalink | commenti (6)
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#1   10 Ottobre 2008 - 12:57
 
Mi sembra che ci siano delle forzature clamorose in questo articolo. :D

Detto in altri termini, il consolidamento della funzione meramente assistenzialista degli ammortizzatori sociali – a scapito dell’approccio welfare-to-work - li ha trasformati in un’arma di ricatto, di cui i sindacati possono fare ampiamente uso nel corso delle trattative.

Innanzitutto in Italia non esiste un sussidio ordinario di disoccupazione. Esiste soltanto la messa in liste di mobilità quando vi sia sospensione o riduzione dell'orario di lavoro con diritto all'integrazione salariale. Insoma la CIG, che è un mezzo straordinario, a differenza dei sussidi ordinari esistenti in tutta l'Europa occidentale.

Inoltre il welfare to work esiste già in Italia, tantochè l'art. 13 della riforma del mercato del lavoro (dlgs 276/2003) abilita anche le agenzie di somministrazione a tale scopo:

2. Il lavoratore destinatario delle attività di cui al comma 1 decade dai trattamenti di mobilità,
qualora l'iscrizione nelle relative liste sia finalizzata esclusivamente al reimpiego, di disoccupazione
ordinaria o speciale, o da altra indennità o sussidio la cui corresponsione e' collegata allo stato di
disoccupazione o in occupazione, quando:
a) rifiuti di essere avviato a un progetto individuale di reinserimento nel mercato del lavoro ovvero
rifiuti di essere avviato a un corso di formazione professionale autorizzato dalla regione o non lo
frequenti regolarmente, fatti salvi i casi di impossibilità derivante da forza maggiore;
b) non accetti l'offerta di un lavoro inquadrato in un livello retributivo non inferiore del 20 per cento
rispetto a quello delle mansioni di provenienza;
c) non abbia provveduto a dare preventiva comunicazione alla competente sede I.N.P.S. del lavoro
prestato

3. Le disposizioni di cui al comma 2 si applicano quando le attività lavorative o di formazione offerte
al lavoratore siano congrue rispetto alle competenze e alle qualifiche del lavoratore stesso e si
svolgano in un luogo raggiungibile in 80 minuti con mezzi pubblici da quello della sua residenza. Le
disposizioni di cui al comma 2, lettere b) e c) non si applicano ai lavoratori inoccupati.


Insomma, due buchi nell'acqua in un solo articolo. :D
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#2   10 Ottobre 2008 - 13:45
 
Fuori argomento:
mi scuso fin da subito per utilizzare un post non corretto ma mi potrebbe spiegare questa sua frase: "Sono anni che i signoraggisti dicono che bisogna imitare il sistema monetario hitleriano! Bernanke ha finalmente dato loro retta." ?
Grazie
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#3   10 Ottobre 2008 - 14:54
 
#2: L'anno scorso un tizio che copiancollava tonnellate di rifiuti su questo blog aveva anche incollato un articolo sui miracoli della politica monetaria hitleriana.

Fondamentalmente era un sistema monetario dove la moneta veniva spesa direttamente per finanziare la spesa pubblica e per finanziare le grandi aziende pesanti, senza passare per le banche commerciali.
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#4   10 Ottobre 2008 - 14:56
 
#1: credo si riferisca alla cassaintegrazione. i lavoratori Alitalia erano indifferenti tra fallimento o meno perché comunque sarebbero andati in cassaintegrazione.

Ovviamente risorse gettate su Alitalia non saranno disponibili pre altri scopi, tra cui la difesa dei lavoratori deboli e non parassitari.

COsì lo interpreto.
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#5   10 Ottobre 2008 - 15:10
 
Beh ma comunque dei soldi si sarebbero spesi (ad esempio soltanto per 2-3 anni con l'obbligo di accettare piani formativi o un lavoro ecc... secondo l'art. 13) se ci fosse stato un sussidio di disoccupazione ordinario.

In Italia chi ha la CIG (le grandi aziende) stanno nell'oro, gli altri per strada. Se si interpreta così, sono d'accordo.
Però sul workfare l'ha cannata.
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#6   10 Ottobre 2008 - 16:28
 
Grazie
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