lunedì, 14 luglio 2008
Il signoraggio rappresenta il principale argomento di discussione di "teoria" economica sulla blogosfera italiana. L'unico problema è che non è quasi mai trattato da persone che capiscono qualcosa dell'argomento, eccezion fatta per i post di Phastidio, di Lamiadestra e di Calvin su Giornalettismo, tra quelli che ho letto.

L'ultimo articolo che mi è capitato di leggere appartiene alla categoria maggioritaria: è pieno di errori, come gli scritti di Margrit Kennedy, del sito del Signoraggio, di Arianna Editrice e di altri movimenti di Estrema Destra e di Estrema Sinistra che non fanno che parlare di questo argomento. Solo che ora la fonte è diversa: un seguace di Tremonti.

"ma il fenomeno esiste da centinaia di anni ed è legato all’emissione di moneta corrente. Si tratta del signoraggio bancario."

Io l'ho sempre chiamato "monetario", visto che in genere non sono le banche a guadagnarci, ma lo stato, sia nel caso di debasement della moneta-merce (produco monete da 10g d'oro mettendoci solo 9g d'oro, e aggiungendo il 10% di moneta extra nelle mie casse), sia nel caso di emissione di banconote a debito (la Banca Centrale compra debito pubblico in cambio di banconote, che passano al Tesoro: a scadenza il reddito da interessi finisce nelle casse del Tesoro). Il signoraggio non ha bisogno delle banche per poter aver luogo.

"Ma torniamo indietro di pochi secondi, a quando il nostro ha cercato la moneta e domandiamoci cos’è quest’ultima. Non è altro che una convenzione nella comunità in cui si vive."

La teoria del "valor impositus", secondo cui il valore della moneta è frutto di un'imposizione delle autorità (teoria molto amata dagli accademici leccapiedi che animavano la vita culturale tedesca della Germania del Tardo Ottocento), sta in buona compagnia insieme a questa, del contratto sociale monetario... entrambe sono false. Il valore della moneta non è frutto di convenzione, e non è possibile far nascere una moneta per convenzione, nè conferirle valore: il valore della moneta dipende dalla domanda e dall'offerta, e la domanda dipende dalle scelte di detenzione di liquidità da parte degli agenti, cioè dalle preferenze soggettive per la liquidità e non da un accordo tra gli operatori.

"Questo significa che se per stampare una banconota da 10 euro io spendo 3 cent ma la presto al suo valore nominale, il mio guadagno non è cosa da poco."

Questo è completamente errato: i profitti da signoraggio sono incamerati dal Tesoro, che ogni anno si fa dare dalla Banca Centrale gli interessi maturati sul debito pubblico monetizzato. La Banca Centrale non guadagna nulla, tranne ciò che serve a coprire i costi operativi.

"E si corre il rischio di dover ricorrere all’emissione forzata per sostenere la spesa pubblica secondo le più classiche teorie keynesiane, ignorando le spire inflazionistiche che sorgono quando aumenta notevolmente la base monetaria, ignorando cosa accade spostando la curva LM."

Qui stiamo ai limiti dell'assurdo. Emissione forzata? Di cosa? Nessuno costringe lo stato a fare deficit, è una scelta di (cattiva) politica economica. E, semmai, i diritti di signoraggio vanno a vantaggio dello stato. E piantiamola con Keynes... per il bene della teoria e della politica economica...

"Ciò significa che a Bankitalia (e non allo Stato Italiano)"

Aridaje... i profitti da signoraggio, che credo ammontino ad una frazione ridicola del PIL (2-3%), vanno al Tesoro.

"Per capire la potenza che può avere l’istituzione di via Nazionale a Roma, basti pensare ad un caso giurisprudenziale in cui la Corte Suprema di Cassazione ha considerato che il giudice avesse un totale difetto di giurisdizione nella controversia portata avanti da alcuni cittadini per rivendicare il proprio reddito da signoraggio sull’euro."

Un argomento del genere non può essere trattato dal primo giudice che prende sul serio le teorie del signoraggio...

"Le problematiche derivano dal fatto che si può cadere in un circolo vizioso, quello dell’emissione forzata per alimentare la spesa pubblica, come visto sopra."

Forzata? Basta ridurre la spesa pubblica e si risolvono i problemi. Lo stato ricorre alla monetizzazione per evitare crowding out degli investimenti privati quando immette sul mercato ingenti quantità di debito pubblico per finanziare i suoi sprechi.

"Le problematiche derivano dal fatto che si può cadere in un circolo vizioso, quello dell’emissione forzata per alimentare la spesa pubblica, come visto sopra. Una pratica, questa, che potrebbe ovviare alla non più possibile svalutazione della moneta da parte dei singoli stati, per favorire gli investimenti pubblici."

Cosa? Il debito pubblico si accumula coi deficit. I deficit non dipendono da Bankitalia, ma dai demagoghi al Tesoro. E dipende dagli interessi sui debiti pregressi, che sono tenuti più bassi, e non più alti, dalla monetizzazione, per via dell'effetto Wicksell... quindi la monetizzazione riduce il debito pubblico, in quanto drena risorse dai cittadini allo stato in maniera tutto sommato poco trasparente e poco controllabile democraticamente.

"Il signoraggio bancario è esistito, esiste e forse cesserà di esistere solo con l’avvento della moneta elettronica."

Questa vorrei tanto capirla. Anzi no, non sono sicuro di volerla capire. Il signoraggio è dato dall'aumento dell'offerta di moneta... con la moneta elettronica continuerà ad esistere, come continuerebbe ad esistere anche senza banche.
postato da: Libertarian alle ore 13:22 | Permalink | commenti (27)
Commenti
#1   14 Luglio 2008 - 17:38
 
La chiusura è fantastica: la moneta elettronica, ossia una moneta con costi di emissione sostanzialmente nulli (mi basta schiacciare un pulsante per creare moneta!), abolirebbe il signoraggio?!? Al massimo secondo me lo massimizzerebbe! Però sinceramente non oso indagare oltre, su questa strana teoria...
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#2   14 Luglio 2008 - 19:04
 
:-)
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#3   14 Luglio 2008 - 19:14
 
Come sempre, concordo con lamiadestra. Poi, visto che leggo gli articoli di Goria e la persona mi sembra preparata ed equilibrata, posso solo inferire (sperandolo per lui) che quando ha scritto questo post fosse in trance etilica...
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#4   14 Luglio 2008 - 21:23
 

Si, in effetti i demagoghi del "signoraggio" di estrema destra non conoscono la facilissima equazione contabile:

BM = TIT + Ve

Ogni banconota è emessa dalla banca centrale solo su contropartita di titoli con lo stesso valore nominale (salvo le riserve di valute estere che stanno a significare la stesa cosa, la valuta estera è il debito del "resto del mondo", un titolo) e quando essa rientra alla scadenza del prestito la banca restituisce il titolo (o cmq rinnova), quindi non c'è nessuna differenza tra valore nominale e costo di stampa intascato dalla BC.

Ovviamente gli interessi vanno allo Stato, quindi è falsa anche la favola del "debito inestinguibile". Infatti l'altra fallacia è che siccome la BC emetterebbe la moneta ma non gli interessi, non sarebbe possibile ripagare il debito.
Siccome gli interessi vanno allo stato che, spesso, li rimette in circolazione tramite spesa pubblica, il debito è ripagabile.

Infine vorrebbero dare allo stato il potere di emettere "moneta senza riserva", cioè "non convertibile", cosicchè il primo portatore avrebbe gratis lavoro altrui (tecnicamente dittatura).

Questi effetti non stupiscono, vista la provenienza di queste fallacie.
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#5   14 Luglio 2008 - 23:22
 
#4: il signoraggio esiste, non è che è un mito: è solo che va in gran parte allo stato, cosa che non si vuole capire. Comunque il problema è che queste idee non sembrano confinate a due o tre movimenti di estremo-qualcosa (non riesco mai a distinguere), ma cominciano a diffondersi, a volte anche in ambiti liberali (tempo fa ad esempio se ne parlò su Movimento Arancione).
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#6   15 Luglio 2008 - 08:45
 

Si anche se sono irrisori. L'art. 39 dello statuto dice che fino al 20% degli utili netti possono essere destinati alle riserve, ed un altro 20% in fondi straordinari o riserve straordinarie, una somma pari al 4% più il 6% del capitale può essere distribuito tra i partecipanti.
Il resto (intorno al 60% quindi degli utili netti) è devoluto allo stato.

Per quanto riguarda gli utili dei partecipanti, erano cifre irrisorie. Se mettiamo che il capitale è di 156 mila euro con azioni di 0,52 euro ciascuna, la parte di utile che annualmente va ai partecipati privati non può superare i 15 mila euro. Insomma è una partecipazione simbolica.

Comunque preoccupante che questa questione si stia diffondendo anche in ambito liberale poichè è così infondata che non pensavo potesse arrivare in ambienti che sono formati spesso da gente informata.

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#7   15 Luglio 2008 - 12:21
 
tu dici:
"la Banca Centrale compra debito pubblico in cambio di banconote, che passano al Tesoro: a scadenza il reddito da interessi finisce nelle casse del Tesoro"

in realtà solo una quantità minima di questi interessi va allo stato. Il grosso va alle spese e al patrimonio della banca.

tu dici:
"Il valore della moneta non è frutto di convenzione, e non è possibile far nascere una moneta per convenzione, nè conferirle valore: il valore della moneta dipende dalla domanda e dall'offerta..."

il corso forzoso è convenzione.
Altrimenti gli italiani...tornerebbero immediatamente alla lira.


poi:
'' "Questo significa che se per stampare una banconota da 10 euro io spendo 3 cent ma la presto al suo valore nominale, il mio guadagno non è cosa da poco."

Questo è completamente errato: i profitti da signoraggio sono incamerati dal Tesoro, che ogni anno si fa dare dalla Banca Centrale gli interessi maturati sul debito pubblico monetizzato. La Banca Centrale non guadagna nulla, tranne ciò che serve a coprire i costi operativi.''

Ciò che spetta allo stato, rispetto all'ammontare degli interessi sul debito, è minimo. Basta guardare i bilanci di Bankitalia spa.

Tu, però, ti scordi del fatto che la banca centrale a fronte di emissione a costo zero di denaro riceve dallo stato titoli che le danno la possibilità di riappropriarsi di moneta.
Questo è il grande signoraggio di cui beneficia la banca centrale!






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#8   15 Luglio 2008 - 13:32
 
#6: sì, anche a me tornano i 15,000€, mi sembra fossero i dati del post di Phastidio.
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#9   15 Luglio 2008 - 13:34
 
#7: quello che dici è sbagliato.
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#10   15 Luglio 2008 - 13:40
 
"quello che dici è sbagliato."

tutto qua?
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#11   15 Luglio 2008 - 14:00
 
#10: sì, visto che ti limiti ad affermare il contrario di quanto c'è scritto nel post senza dire dov'è l'errore.
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#12   15 Luglio 2008 - 23:13
 
Si concordo con LibertyFirst, manca l'argomentazione.

No argument, no party.

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#13   16 Luglio 2008 - 12:15
 
Andiamo, lf, sei tu che con "quello che dici è sbagliato." hai omesso di "argomentare".

L'unico mio sbaglio forse è quello di non averti applaudito come gli altri.

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#14   16 Luglio 2008 - 13:14
 
Nessuno ti impedisce di argomentare.
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#15   16 Luglio 2008 - 13:51
 
Allora...

lf:
"la Banca Centrale compra debito pubblico in cambio di banconote, che passano al Tesoro: a scadenza il reddito da interessi finisce nelle casse del Tesoro"

precisiamo:la Banca Centrale compra debito pubblico in cambio di banconote di costo zero, che passano al Tesoro: a scadenza una piccolissima parte di reddito da interessi finisce nelle casse del Tesoro. Cioè compra i nostri sudati soldi (il debito pubblico) con della carta straccia e in più si fa pagare gli interessi di cui una piccolissima parte torna allo stato.

(punto primo)


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#16   16 Luglio 2008 - 18:05
 
"Il valore della moneta non è frutto di convenzione, e non è possibile far nascere una moneta per convenzione, nè conferirle valore: il valore della moneta dipende dalla domanda e dall'offerta, ..."

Avete sempre detto che solo il gold standard ha garantito il valore della moneta...ora non vale più?

Il dollaro è stata la moneta di riferimento (più richiesta) per convenzione (forzata) o per la legge della domanda e dell'offerta?

(punto secondo)
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#17   16 Luglio 2008 - 18:31
 
#15: Il post di Calvin risponde a questa affermazione.

#16: Il valore del dollaro dipende da domanda e offerta. Il passaggio al fiat money è stato sicuramente coercitivo. Il valore dell'oro nel gold standard non ha comunque nessun legame col valore industriale dell'oro.
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#18   16 Luglio 2008 - 18:31
 
“Se questa malefica strategia finanziaria, che ha le sue origini nel nord America, perdurerà fino a mettere radici, allora il Governo fornirà il proprio denaro senza alcun costo. Estinguerà i propri debiti e rimarrà senza alcun debito. Avrà tutto il denaro necessario per portare avanti il proprio commercio. Diventerà prospero senza precedenti nella storia mondiale. Le menti e le ricchezze di tutti i paesi andranno nel nord America. Questo paese deve essere distrutto o distruggerà ogni monarchia sulla faccia della terra.” The Hazard Circular, rivista della Banca d'Inghilterra, citazione apparsa sul London Times nell'anno 1865, riferendosi alla pratica di emissione dei Green Backs di Abraham Lincoln

(punto terzo)
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#19   17 Luglio 2008 - 13:20
 
Bankitalia spa segna inspiegabilmente il denaro emesso a fronte di titoli del debito tra le poste passive del suo bilancio.
In questo modo azzera il saldo tra denaro emesso e titoli.

Percepisce, poi, gli interessi sui titoli e non paga tasse sull'ammontare dell'emissione.

(punto quarto)
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#20   17 Luglio 2008 - 13:38
 
La terza frase non dice nulla, la quarta è falsa... (nella seconda parte).
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#21   17 Luglio 2008 - 14:37
 

Certo la banca mette le monete al passivo ed i titoli all'attivo. Restituita la moneta restituito il titolo.

La moneta rientrata non può essere spesa dalla BC, quindi non è un guadagno su cui pagare tasse.

Se ciò avvenisse sarebbe emissione senza titoli quindi reato, quindi carceri.
A meno che tu non pensi che questa moneta (i cui numeri di serie sono cmq registrati) non venga letteralmente rubata con camion durante la notte. Ma non essendo registrata come moneta emessa, si tratterebbe cmq di moneta falsa e sarebbe quindi sempre reato.

Non si capisce dove vogliate andare a parare.

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#22   17 Luglio 2008 - 15:31
 
Se il Tesoro fa il 2% di profitti col signoraggio solo con gli interessi dei bond monetizzati... e se la BC facesse profitti sul capitale e non sull'interesse... se ne dedurrebbe che la BC guadagna qualcosa come il 50% del PIL l'anno...

Se questo conto nonbasta a dimostrare l'assurdità delle tesi del signoraggio, non soc osa possa servire.
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#23   18 Luglio 2008 - 11:35
 
"Certo la banca mette le monete al passivo ed i titoli all'attivo. Restituita la moneta restituito il titolo.
La moneta rientrata non può essere spesa dalla BC, quindi non è un guadagno su cui pagare tasse."

Veramente la moneta non spendibile dovrebbe essere quella emessa (stampata a costo zero) dalla bc ed usata (al suo valore facciale) per acquistare titoli del debito, avendo la stessa, al momento dell'emissione, solo il valore della...cartastraccia.

E', invece, al momento del rientro che essa ha valore, per effetto della sua accettazione (corso forzoso, convenzione) da parte della comunità e della sua circolazione.

"Se ciò avvenisse sarebbe emissione senza titoli quindi reato, quindi carceri. "

Infatti, confermi che l'emissione di moneta da parte della bc a costo zero ed il suo utilizzo al valore nominale avviene senza titoli.

"A meno che tu non pensi che questa moneta (i cui numeri di serie sono cmq registrati) non venga letteralmente rubata con camion durante la notte. Ma non essendo registrata come moneta emessa, si tratterebbe cmq di moneta falsa e sarebbe quindi sempre reato. "

Essendo stata posta, l'emissione di moneta, al passivo, quando rientra è solo moneta in "nero".
Non moneta falsa.

(punto quinto)





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#24   18 Luglio 2008 - 12:06
 
"La pecora non “sa” di produrre lana. L’uomo non si accorge di creare valori monetari. Come il pastore tosa la lana, così le banche centrali tosano il gregge umano della sua moneta: della sua “lana monetaria”." G. Auriti

"Vi è un uomo che si accorge di una truffa, e se ne accorge su base giuridica, in quanto il Diritto è la materia che egli insegna in una facoltà universitaria.
Poiché si tratta di un uomo onesto (se fosse stato disonesto avrebbe saputo facilmente lucrare sulla truffa scoperta: chi infatti meglio di un avvocato o di conoscitore di leggi o del jure, potrebbe destreggiarsi meglio nel campo di truffe di questo tipo?), denuncia la truffa: un crimine che nasce storicamente dal 1694 con la fondazione della banca d'Inghilterra.
Su queste premesse, in data 8 Marzo 1993, questo uomo onesto e credente nella Giustizia, presenta un "esposto-denuncia per truffa" contro niente meno che Azeglio Ciampi, Governatore pro tempore della banca d'Italia.

In definitiva, le Autorità rispondono: la truffa non esiste perché è sempre stato così, e ciò è confermato dalla storia e dalla cronaca. E ciò cosa significa? Significa: la truffa non esiste perché c'è sempre stata!

La Procura della Repubblica del Tribunale di Roma convoca infatti l'uomo onesto e gli dice che pur riconoscendo che con la sua denuncia "era stata data la prova dell'elemento materiale del reato", obietta che manca qualcosa: manca l'elemento del dolo in quanto "il vigente sistema monetario si era consolidato nella prassi". Testualmente: "perché è stato sempre così".

Di fronte a questa aberrante obiezione, l'uomo onesto rimane di stucco, ma, essendo professore di Diritto, non si lascia intimidire troppo dalla risposta, e replica che la continuazione del reato, consolidato nella prassi è un aggravante, non un esimente della responsabilità penale, chiedendo anche: per quale motivo non si procedette come si sarebbe dovuto procedere, cioè facendo salva la buona fede fino al momento della denuncia, in modo da acquisire poi la consapevolezza del reato e la certezza del dolo?

A questa domanda non vi è risposta.

La risposta delle Autorità rimane dunque:
la tua visione è distorta e infondata,
perciò noi condanniamo te,
e tu devi pagare,
in quanto i truffatori non esistono!
e non esistono perché "è stato sempre così":
i biglietti (banconote) nascono come merce
prodotta dall'officina della banca centrale
ma acquistano valore di moneta
solo dopo essere stati emessi.

Ma non è proprio questa la truffa essenziale che Bankitalia stessa confessa di fare da sempre (perché è sempre stato così)? Cos'è che è sempre stato così se non il fatto che siamo sempre stati ingannati? "

(punto sesto)


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#25   18 Luglio 2008 - 12:19
 
“Il culmine del potere nel mondo di oggi sta nel potere di emissione del denaro. Se tale potere venisse democratizzato e focalizzato in una direzione che tenga conto dei problemi sociali ed ecologici allora potrebbe ancora esserci la speranza di salvare il mondo” Thomas H. Greco, Jr.


“La storia testimonia che i cambiavalute hanno usato ogni sorta di inganno, macchinazione, frode e violenza possibile al fine di mantenere il controllo sui governi per gestire il denaro e la sua emissione.” President James Madison


“L'attività bancaria fu fecondata con l'ingiustizia e nacque nel peccato. I banchieri posseggono il mondo. Toglieteglielo via lasciandogli il potere di creare denaro e con un colpo di penna creeranno abbastanza depositi per ricomprarselo. Toglieteglielo via in qualunque modo e tutti i grandi patrimoni come il mio scompariranno, ed è necessario che scompaiano affinché questo diventi un mondo migliore in cui vivere. Ma se preferite restare schiavi dei banchieri e pagare voi stessi il costo della vostra stessa schiavitù, lasciate che continuino a creare denaro.” Sir Josiah Stamp, Direttore della Banca d'Inghilterra negli anni venti, considerato a quel tempo il secondo uomo più ricco di tutta l'Inghilterra.


“Se gli Americani consentiranno mai a banche privati di emettere il proprio denaro, prima con l'inflazione e poi con la deflazione, le banche e le grandi imprese che ne cresceranno attorno, priveranno la gente delle loro proprietà finché i loro figli si sveglieranno senza tetto nel continente conquistato dai loro padri. Il potere di emissione va tolto via dalle banche e restituito al popolo, al quale esso appartiene propriamente.” Thomas Jefferson (1776)


“Nelle Colonie, emettiamo la nostra moneta cartacea. Si chiama 'Cartamoneta provvisoria coloniale'. La emettiamo nelle giuste proporzioni per produrre merci e farle passare facilmente dai produttori ai consumatori. In questo modo, creando noi stessi il nostro denaro cartaceo, ne controlliamo il potere d'acquisto e non abbiamo interessi da pagare a nessuno.

Vedete, un Governo legittimo può sia spendere che prestare denaro in circolazione, mentre le banche possono soltanto prestare cifre considerevoli attraverso i loro biglietti di banca promissori, per cui questi biglietti non si possono né dare né spendere se non per una piccola frazione di quelli che servirebbero alla gente. Di conseguenza, quando i vostri banchieri in Inghilterra mettono denaro in circolazione, c'è sempre un debito fondamentale da restituire e un'usura da pagare. Il risultato è che c'è sempre troppo poco credito in circolazione per dare ai lavoratori una piena occupazione. Non si hanno affatto troppi lavoratori, ma piuttosto pochi soldi in circolazione, e quelli che circolano portano con sé un peso senza fine di un debito impagabile e usura.” Benjamin Franklin, Autobiografia, (1763)


“Il grande debito che i nostri amici, i capitalisti dell'Europa, faranno in modo di far sortire da questa guerra, verrà adoperato per manipolare la circolazione (monetaria). Noi non possiamo permettere che i biglietti statali [Greenbacks] circolino perché non possiamo regolarli.” The Hazard Circular, rivista della Banca d'Inghilterra, anno 1862


“Il Governo dovrà creare, emettere e far circolare tutta la valuta e il credito necessario a soddisfare il potere di spesa del Governo e il potere d'acquisto dei consumatori. (...) Il privilegio del Governo della creazione e dell'emissione del denaro è la sua più grande opportunità creativa. Attraverso l'adozione di tali principi, il desiderio lungamente sentito di usare un mezzo di pagamento uniforme sarà soddisfatto. Il finanziamento di tutte le imprese pubbliche, il mantenimento di un governo stabile e di un progresso ordinato, e la conduzione del Tesoro diventerà una questione di pratica amministrativa. Il popolo potrà e sarà rifornito con una valuta sicura quanto il proprio governo. Il denaro cesserà di essere padrone e diventerà servitore dell'umanità. La Democrazia si ergerà al di sopra del potere monetario.” Abraham Lincoln, documento del Senato degli Stati Uniti d'America numero 23, Pagina 91, anno 1865


“È un bene che gli abitanti della nazione non capiscano abbastanza il nostro sistema bancario e monetario, perché se lo facessero, credo che ci sarebbe una rivoluzione prima di domattina.” Henry Ford


“Il fatto che un risparmio nazionale si presenti come profitto privato, non scandalizza per niente l’economia borghese, poiché il profitto in genere è comunque appropriazione di lavoro nazionale. C’è forse qualche cosa di più pazzesco dell’esempio offertoci dalla Banca d’Inghilterra per il periodo 1797-1817? Mentre le sue banconote hanno credito unicamente per il fatto di essere garantite dallo Stato, essa si fa pagare dallo Stato e quindi dal pubblico, nella forma di interessi sui prestiti, per il potere che lo Stato le conferisce di convertire questi stessi biglietti di carta in denaro e darli poi in prestito allo Stato?” K. Marx, Il Capitale, Ed. Riuniti, 1974 - VIII ed. Cap. 33 pag. 635


(punto settimo)


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#26   18 Luglio 2008 - 15:26
 
Cominci ad essere un po' verboso.
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#27   20 Luglio 2008 - 22:30
 
Sono baggianate prese dai vari siti sul signoraggio. Pazienza.
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Commenti

categoria:economia