giovedì, 10 luglio 2008
Su Giornalettismo è uscito un mio articolo sul mito della speculazione sul petrolio, in cui affermo che sebbene la domanda non industriale possa giocare sicuramente un ruolo in alcuni mercati, la speculazione sul petrolio è molto più difficile e quindi è improbabile che abbia un ruolo, anche se nel breve termine.

Un troll mi ha risposto su un sito dove non posso commentare, però le risposte che ha ricevuto bastano e avanzano.

Aggiungo che il Cato Institute e Krugman sembrano d'accordo con me. Come al solito, il povero Tremonti non ha un solo economista che lo difenda... si dovrò consolare in compagnia di Naomi Klein, l'unica che può apprezzarne le tesi populiste e le sottili (praticamente invisibili) capacità dialettiche.
postato da: Libertarian alle ore 15:29 | Permalink | commenti (12)
Commenti
#1    10 Luglio 2008 - 17:26
 
Si noti il troll nei commenti. :-)
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#2    10 Luglio 2008 - 17:26
 
Si noti il troll nei commenti. :)
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#3    10 Luglio 2008 - 17:49
 
Beh però ti hanno promosso da "Italiano medio" a "losco figuro" (e pure di Nomisma).

Leggendo quel trolleggiamento mi è venuta in mente l'opinione del grande Al Swearengen di Deadwood su politici e massa e sul loro modo di analizzare gli eventi. E' un perla di saggezza:

"Do they [the politicians] understand how most of what happens is people being drunk and stupid and trying to find something else to blame besides that-that makes their lives totally fucked? No, they don’t. They’re too busy stealin’ to study human nature."

Sarò io sto sterzando sempre più sulla sociopatia, ma la descrizione dei politici come un branco di ladri e della massa come un branco di alcolizzati e idioti la trovo sempre più attraente.
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#4    10 Luglio 2008 - 17:56
 
Non so, forse la qualifica di idiota va bene pure per i politici.
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#5    10 Luglio 2008 - 18:56
 
Siamo in democrazia no? Politici e popolo sono intercambiabili.
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#6    10 Luglio 2008 - 19:09
 
E' ovvio che è una questione di domanda ed offerta, soprattutto quando il dollaro va giù (per questo, gente come Scalfari da un paio di editoriali sta attaccando la Bce affinchè abbia una politica più espansiva poichè l'inflazione viene da fuori e con un cambio dollaro/euro più vicino alla parità, secondo Scalfari diminuirebbe il prezzo del petrolio, ma questo è dubbio a mio avviso, anzi un euro forte può essere un'alternativa per salvarsi dall'inflazione rispetto al petrolio).

Un particolare dubbio lo nutro sul fatto di "liquefare il petrolio duro".
Il dispendio energetico per la liquefazione sarebbe attraente in termini di saldi energetici (cioè non è che estrarlo + liquefarlo impiega più energia di quanta poi se ne produce)??

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#7    11 Luglio 2008 - 08:56
 
#6: Il processo di sintesi del petrolio (credo dal carbone) è stato messo a punto da aerolinee sudafricane durante l'embargo per l'apartheid. Sicuramente i costi erano maggiori, ma se erano private un minimo di economicità ci doveva essere, anche se purtroppo non si può dire con certezza perchè le sovvenzioni statali rendono impossibile l'uso del calcolo economico per stabilire la profittività effettiva.
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#8    11 Luglio 2008 - 14:15
 
"Il processo di sintesi del petrolio (credo dal carbone) è stato messo a punto da aerolinee sudafricane durante l'embargo per l'apartheid."

Mi pare lo usassero già i tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale. Non so se è lo stesso processo.
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#9    11 Luglio 2008 - 14:30
 
Boh.
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#10    11 Luglio 2008 - 14:40
 
Ma quanto scrivi? Non faccio in tempo a leggere tutto.

Posso chiederti una cosa che non c'entra niente? la teoria austriaca produce qualche consiglio pratico per giocare in borsa? :) Hanno qualcosa da dire sull'analisi tecnica dei mercati, o l'analisi fondamentale, cose così? lo so, sono meschino. :)
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#11    11 Luglio 2008 - 14:53
 
#10: no, l'economia austriaca non dà consigli su come investire, se non cose di massima che ti dirà chiunque. Il punto è che i singoli prezzi derivano da decine di fattori, la teoria mette i pezzi assieme, ma da sola non ti fa capire tutti i dettagli della realtà. E' come una sintassi senza parole. :-)

In linea di massima, credo (ma non mi sono mai occupato dei temi) l'analisi fondamentale ci prende nel lungo termine, e dà delle indicazioni. Ma i fondamentali possono divergere dai prezzi anche per lunghi periodi quando i mercati sono drogati dal credito. L'analisi tecnica boh, a me sembra un po' una sorta di magia nera, però in linea di massima non si può escludere che ci prenda... ci sono degli studi che mostrano ogni tanto qualche capacità predittiva per alcuni indicatori, ma non ne so molto.
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#12    11 Luglio 2008 - 14:53
 
In realtà l'unica cosa che ho scritto è piece by piece, il resto è copiancolla.
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categoria:economia