Colgo l'occasione di questo interessante articolo di Phastidio sul signoraggio, che sfata un po' di miti e definisce in maniera chiara molti concetti non troppo semplici relativi al funzionamento del sistema bancario e all'emissione di moneta, per introdurre due temi di cui parlerò molto presto diffusamemente.
Concordo appieno con tutto l'articolo, ma volevo aggiungere due o tre note per sottolineare che la critica della "teoria" del signoraggio non implica una difesa del fractional reserve banking, e men che meno del central banking. Si può essere contro la Banca Centrale senza volere la socializzazione del credito, con gli argomenti che Phastidio giustamente demolisce. Fatta fuori la "teoria" del signoraggio in quanto indifendibile, rimangono dei problemi notevoli relativi all'attuale sistema monetario.
Credo che il sistema monetario attuale sia strutturalmente folle, perchè crea malinvestment e moral hazard sistematici, e che sebbene il central banking (se ben gestito) sia in grado di ridurre la ciclicità economica (basta inflazionare finchè non si ricreano le condizioni del boom), ciò è possibile soltanto a costo di distorsioni economiche, come l'indebitamento di massa, il consumismo, il credit addiction.
E per questo le regolamentazioni bancarie sembrano più che altro il consueto rincorrersi di interventi ed interventi tipico dell'interventismo, come spiegato da Mises.
Concordo appieno sulla opportunità della totale indipendenza della BC, perchè, se proprio deve esistere, preferisco che sia il più autonomia possibile dalle istituzioni democratiche, il terreno di caccia delle lobby.
Inoltre, è vero che le banche in regime concorrenziale non guadagnano grandi profitti, ma è altrettanto vero che la concentrazione bancaria tende ad incrementare tali profitti (salvo ovviamente la concorrenza degli altri conglomerati bancari). La concorrenza bancaria è secondo me resa possibile soltanto dall'argomento del calcolo economico in monopolio (usato anche nell'articolo linkato, per difendere le banche commerciali, e che risale a Rothbard, "Man, Economy and State"): di per sè il fractional reserve banking converge verso il monopolio.
E, sempre per aggiungere una cosa che non c'entra nulla col signoraggio: è vero che i profitti bancari non sono enormi, finchè, Banca Centrale permettendo, c'è libertà d'accesso al mercato. Però probabilmente le dimensioni globali del sistema bancario e finanziario sono ingigantite dall'"inflazionismo". Se l'ingresso di nuove banche riduce i margini di guadagno, nonostante il moltiplicatore, lo fa al "costo" di avere un settore bancario sovradimensionato rispetto ad una situazione di politica monetaria "neutrale".
Infine, oltre al signoraggio, spiegato a fondo nell'articolo, lo stato si avvantaggia del monopolio sulla moneta anche vendendo debito a interesse minore, essendo gli interessi tenuti a bada dall'effetto Wicksell dovuto appunto alla nuova liquidità. Senza monetizzazione gli interessi schizzerebbero verso l'alto per crowding out degli investimenti. Se l'indipendenza può aiutare ad evitare favori veri e propri, l'effetto Wicksell rimane comunque.
Da oggi comincia una serie di articoli che partono dalla domanda: è meglio il central banking, il free banking, il gold standard a riserva intera o lo strano sistema hayekiano proposto in "La denazionalizzazione della moneta"?
Concordo appieno con tutto l'articolo, ma volevo aggiungere due o tre note per sottolineare che la critica della "teoria" del signoraggio non implica una difesa del fractional reserve banking, e men che meno del central banking. Si può essere contro la Banca Centrale senza volere la socializzazione del credito, con gli argomenti che Phastidio giustamente demolisce. Fatta fuori la "teoria" del signoraggio in quanto indifendibile, rimangono dei problemi notevoli relativi all'attuale sistema monetario.
Credo che il sistema monetario attuale sia strutturalmente folle, perchè crea malinvestment e moral hazard sistematici, e che sebbene il central banking (se ben gestito) sia in grado di ridurre la ciclicità economica (basta inflazionare finchè non si ricreano le condizioni del boom), ciò è possibile soltanto a costo di distorsioni economiche, come l'indebitamento di massa, il consumismo, il credit addiction.
E per questo le regolamentazioni bancarie sembrano più che altro il consueto rincorrersi di interventi ed interventi tipico dell'interventismo, come spiegato da Mises.
Concordo appieno sulla opportunità della totale indipendenza della BC, perchè, se proprio deve esistere, preferisco che sia il più autonomia possibile dalle istituzioni democratiche, il terreno di caccia delle lobby.
Inoltre, è vero che le banche in regime concorrenziale non guadagnano grandi profitti, ma è altrettanto vero che la concentrazione bancaria tende ad incrementare tali profitti (salvo ovviamente la concorrenza degli altri conglomerati bancari). La concorrenza bancaria è secondo me resa possibile soltanto dall'argomento del calcolo economico in monopolio (usato anche nell'articolo linkato, per difendere le banche commerciali, e che risale a Rothbard, "Man, Economy and State"): di per sè il fractional reserve banking converge verso il monopolio.
E, sempre per aggiungere una cosa che non c'entra nulla col signoraggio: è vero che i profitti bancari non sono enormi, finchè, Banca Centrale permettendo, c'è libertà d'accesso al mercato. Però probabilmente le dimensioni globali del sistema bancario e finanziario sono ingigantite dall'"inflazionismo". Se l'ingresso di nuove banche riduce i margini di guadagno, nonostante il moltiplicatore, lo fa al "costo" di avere un settore bancario sovradimensionato rispetto ad una situazione di politica monetaria "neutrale".
Infine, oltre al signoraggio, spiegato a fondo nell'articolo, lo stato si avvantaggia del monopolio sulla moneta anche vendendo debito a interesse minore, essendo gli interessi tenuti a bada dall'effetto Wicksell dovuto appunto alla nuova liquidità. Senza monetizzazione gli interessi schizzerebbero verso l'alto per crowding out degli investimenti. Se l'indipendenza può aiutare ad evitare favori veri e propri, l'effetto Wicksell rimane comunque.
Da oggi comincia una serie di articoli che partono dalla domanda: è meglio il central banking, il free banking, il gold standard a riserva intera o lo strano sistema hayekiano proposto in "La denazionalizzazione della moneta"?
















