domenica, 21 ottobre 2007
Finisco con un copia-incolla con critica puntuale delle sbavature più evidenti del testo.

"Il Trattato di Versailles aveva imposto al popolo tedesco risarcimenti che lo avevano distrutto"

Dopo quattro anni di guerra totale, dar la colpa solo ai risarcimenti è un po' troppo. I risarcimenti erano in effetti notevoli, e sicuramente i tedeschi avrebbero dovuto lavorare a lungo per pagarli, anche se le rate furono tagliate e posticipate più volte. La ricostruzione di Wikipedia è probabilmente più realistica e affidabile. Si noti che non era un miracolo di Hitler se Weimar dopo l'iperinflazione si era ripresa bene, visto che l'economia era forte sin da dopo il 1923 (com'è tipico di ogni fine crisi monetaria, se non ci si mettono di mezzo i F. D. Roosevelt). Si noti anche la nota di Taylor sull'insufficienza delle riparazioni a distruggere l'economia tedesca (anche Mises era della stessa opinione).

"La speculazione sul marco tedesco aveva provocato il suo crollo, affrettando l’avvento di uno dei fenomeni d’inflazione più rovinosi della modernità."

Il governo tedesco decise di stampare moneta per finanziare il debito pubblico, probabilmente dovuto alle riparazioni di Versailles, le persone persero fiducia nel valore della moneta che usavano, e rifiutarono di detenerla, preferendole tutto ciò che conservasse valore meglio della moneta. La crescente offerta provocava una diminuita domanda, e i problemi conseguenti a questa spirale inflazionistica provocavano nuove spinte verso un'ulteriore aumento dell'offerta. Tutto qua: "speculazione" è soltanto il termine in neo-lingua per evitare di dire "è colpa dei politici". L'iperinflazione un rincorrersi di offerta (che sale) e domanda (che scende) che rende il valore della moneta nullo, e quindi i prezzi infiniti... ciò espelle la moneta dalla circolazione.

"Nulla di simile era mai accaduto in precedenza: la totale distruzione di una moneta nazionale"

L'iperinflazione era già accaduta in passato. Durante la Rivoluzione Francese, e durante la Guerra Civile Americana (i "greenbacks" di cui si parla). Ovviamente nulla di paragonabile, ma solo perchè lo stato non aveva lo stesso controllo sulla moneta che ha poi conseguito col totalitarismo del XX secolo. Contemporaneamente alla Germania, ci fu l'iperinflazione Austro-Ungarica. Episodi di iperinflazione successivi si sono avuti nella Russia post-comunista, nella Jugoslavia post-comunista e, al giorno d'oggi, in Zimbabwe. Si tratta di un qualcosa di relativamente frequente, anche se l'entità e la frequenza di questi eventi è aumentato nel XX secolo.

"Hitler e i Nazional Socialisti, che arrivarono al potere nel 1933, si opposero al cartello delle banche internazionali iniziando a stampare la propria moneta"

Cosa che facevano pure a Weimar, altrimenti non ci sarebbe stata iperinflazione... si noti che l'iperinflazione non ha nessun legame necessario con la moneta-credito: la si può ottenere, anzi, nei libri di Macroeconomia e in quelli di Mises è descritta, come conseguenza della stampa di banconote, e non della monetizzazione del debito, perchè storicamente così è avvenuta. Probabilmente può accadere in entrambi i modi.

"I lavoratori spendevano poi i certificati in altri beni e servizi, creando lavoro per altre persone."

Sembra la pubblicità della Confesercenti: l'economia cammina con te... butta i tuoi soldi nel consumismo più sfrenato! Non è così: si confonde la circolazione monetaria con la produzione di beni e servizi. La velocità di circolazione con la moneta non è direttamente legata alla produzione: la cosa è evidente se si considera la moneta neutrale. Nel caso reale, di moneta non neutrale, la situazione è complessa, ma confondere i due concetti non aiuta certo a far chiarezza.

"Nell’arco di due anni, il problema della disoccupazione era stato risolto e il paese si era rimesso in piedi. Possedeva una valuta solida e stabile, niente debito, niente inflazione, in un momento in cui milioni di persone negli Stati Uniti e in altri paesi occidentali erano ancora senza lavoro e vivevano di assistenza."

Si dia un'occhiata alla teoria dell'interventismo di Mises, e ai problemi che l'interventismo comporta, e che creano una reazione a catena che porta al socialismo. L'interventismo è irrazionale e lo si vede subito, il socialismo è impossibile ma ci vuole tempo per rendersene conto. L'interventismo è socialismo con la vaselina. Diciamo che F. D. Roosevelt capiva più di Hitler di politica... non bisogna mai dimenticare la vasella! Per quanto riguarda la soluzione del problema disoccupazione, si noti che Hitler istituì il servizio sociale obbligatorio nazionale, il Reichsarbeitsdienst: che scoperta!, quindi, gli schiavi non conoscono disoccupazione... ah... dimenticavo la riduzione in schiavitù degli slavi, che salvò dalla bancarotta l'economia tedesca per tutta la WWII...

"Questo sistema di scambio diretto avveniva senza creare debito né deficit commerciale."

Qualsiasi scambio pronti contro pronti non crea deficit: se si scambiano mele e pere non ci si indebita; se si scambiano mele e moneta e poi moneta e pere neppure. Le transazioni creditizie, inoltre, sono una necessità economica, far finta che se ne possa fare a meno è cattiva economia. Per non fare deficit commerciale basta investire la stessa quantità che si risparmia, senza chiedere all'estero nuovi risparmi. Comunque non è necessaria questa uguaglianza. Allo stato attuale, i più indebitati del mondo sono gli USA, e non credo siano in questo stato per una cospirazione dei banchieri internazionali (ah no, lì è la lobby ebraica di Mearsheimer che vende mutui subprime ai bambini davanti alle scuole!).

"Schacht replicò: “Lei dovrebbe venire a Berlino. Lì non abbiamo denaro. E’ questo il vero modo di gestire un sistema bancario”"

Neanche tra i polinesiani si può fare a meno di moneta... anche qui, da quel poco che sono riuscito a ricostruire le cose non stanno come dice l'autrice.

"questo fu probabilmente il motivo principale per cui Hitler doveva essere fermato; egli era riuscito a scavalcare i banchieri internazionali e a creare una propria moneta. Makow cita un interrogatorio del 1938 di C. G. Rakovsky, uno dei fondatori del bolscevismo sovietico e intimo di Trotzky, che finì sotto processo nell’URSS di Stalin. Secondo Rakovsky, l’ascesa di Hitler era stata in realtà finanziata dai banchieri internazionali, attraverso il loro agente Hjalmar Schacht, allo scopo di tenere sotto controllo Stalin, che aveva usurpato il potere al loro agente Trotzky. Ma Hitler era poi diventato una minaccia anche maggiore di quella rappresentata da Stalin quando aveva compiuto l’audace passo di iniziare a stampare moneta propria."

Ma Schacht prima non diceva... vabbè. Lasciamo perdere le storielle. Usare come fonte storiografica sincera un interrogatorio del KGB, poi...

"[Hitler] si era impadronito del privilegio di fabbricare il denaro, e non solo il denaro fisico, ma anche quello finanziario; si era impadronito dell’intoccabile meccanismo della falsificazione e lo aveva messo al lavoro per il bene dello stato... se questa situazione fosse arrivata a infettare anche altri stati... potete ben immaginarne le implicazioni controrivoluzionarie."

Si comincia a partire per tangenti complottiste e ricostruzioni storiche alla "io ho sentito che lui ha detto che gli altri gli hanno riferito"...

"il Terzo Reich riuscì a trasformare una Germania in bancarotta, privata perfino di colonie da poter sfruttare, nell’economia più forte d’Europa, in soli quattro anni, ancor prima che iniziassero le spese per gli armamenti"

Perchè gli armamenti avrebbero dovuto facilitare il rafforzamento economico? Il solito spendere e spandere per far girare l'economia? Bisognerà vietare alla Confesercenti di fare pubblicità-regresso, diamine!

"ma nel complesso mondo dell’economia le cose non sono come sembrano. La crisi finanziaria di Weimar ebbe inizio con gli impossibili obblighi di risarcimento imposti dal Trattato di Versailles."

Come è scritto su tutti i libri di Macroeconomia, questi sconosciuti!, il signoraggio in genere è dovuto al tentativo di finanziare il debito pubblico. Nulla di nuovo... ma che bello inventarsi aloni di segretezza e cospirazione.
postato da: Libertarian alle ore 13:38 | Permalink | commenti (60)
Commenti
#1   21 Ottobre 2007 - 13:43
 
Caro libertarian, sei solo un mistificatore!!!

utente anonimo

#2   21 Ottobre 2007 - 13:58
 
Caro anonimo, prova a cercare degli argomenti. E se ti servirà tanto tempo per trovarne anche soltanto uno decente, di certo non sentirò la tua mancanza.
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#3   21 Ottobre 2007 - 14:14
 
Posso confermare che sei un mistificatore! Lo so per certo perchè me lo ha detto Armando, l'amico immaginario del mio armadillo di peluche Naphta.
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#4   21 Ottobre 2007 - 14:14
 
A che serve argomentare con uno come te?
utente anonimo

#5   21 Ottobre 2007 - 14:20
 
Wellington, non vedevi l'ora di manifestare il tuo status di tirapiedi !!
utente anonimo

#6   21 Ottobre 2007 - 14:34
 
Ma perchè si dice "tirapiedi"? Cioè, uno che tira i piedi che fa?
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#7   21 Ottobre 2007 - 14:37
 
Esattamente quello che fai tu.
utente anonimo

#8   21 Ottobre 2007 - 14:39
 
#3: come è fatto un armadillo di Peluche?
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#9   21 Ottobre 2007 - 14:41
 
E' fatto come le nuvolette che vai acchiapando, candidamente, a piene mani.
utente anonimo

#10   21 Ottobre 2007 - 14:49
 
"A che serve argomentare con uno come te?"

Argomentare serve sempre: almeno ti alleni a farlo.

"Tirapiedi": Uno che non è d'accordo con l'anonimo ma che l'anonimo non è in grado di confutare argomentativamente.

Pure tu, Wellington, potevi comprartelo, un vocabolario... anzi, fattelo comprare dalla Jihad Sionista!
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#11   21 Ottobre 2007 - 14:50
 
Come un armadillo, solo di peluche. Ho anche un ornitorinco di peluche (è fatto come un ornitorinco, solo di peluche) che si chiama Settembrini. Litigano sempre.

I commenti dell'Anonimo mi hanno fatto venire in mente un'altra cosa: c'è un nome in filosofia per quando uno chiede duna definizione o una descrizione e quell'altro gli risponde con una definizione che in realtà non definisce? Tipo "com'è fatto il colore indaco", "come l'indaco". "Che forma ha un elefante", "ha la forma di un elefante" e così via.
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#12   21 Ottobre 2007 - 14:52
 
A che serve parlare ad un sordo?
utente anonimo

#13   21 Ottobre 2007 - 14:54
 
Well, sei anche filosofo ...

Il tuo curriculum si comincia a riempire.
utente anonimo

#14   21 Ottobre 2007 - 15:07
 
E perchè non un letterato data la mia citazione letteraria al peluche?

"A che serve parlare ad un sordo?"

Sono d'accordo. Ciao!
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#15   21 Ottobre 2007 - 15:10
 
Ciao well.
Si, è meglio che vai, se no si rischia di elencarli tutti i tuoi titoli...
utente anonimo

#16   21 Ottobre 2007 - 15:14
 
#11: Non so come si dice, forse "parlarsi addosso", ma secondo me è un caso di "argumentum ad hominem"... non sei d'accordo con me, nonostante la straordinaria forza probante ed argomentativa dei miei ripetuti tentativi di salvarti dall'ignoranza, quindi sei... fascista, leccapiedi, ebreo, pagato dalla CIA, all of the above, some of the above. :-)
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#17   21 Ottobre 2007 - 15:16
 
#9: nuvolette? Diamine, te l'avevo detto di non fumare allucinogeni vicino a me!
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#18   21 Ottobre 2007 - 15:18
 
Adesso sei, semplicemnte, scadente.
utente anonimo

#19   21 Ottobre 2007 - 15:42
 
"Allo stato attuale, i più indebitati del mondo sono gli USA"

Perche' continui a usare gli stati come entita' degne di rispetto. La mia bilancia commerciale con il mio prestinaio e' decisamente in rosso.
E che dire della bilancia commerciale di USA+Cina con il resto del mondo? O di Italia+Zimbabwe?

Calca.
utente anonimo

#20   21 Ottobre 2007 - 16:38
 
Non è un bene o un male in sè, avere un deficit o un surplus, anche se il deficit che conta non è quello tra Italia a Zimbabwe ma tra Italia a tutti gli altri stati.

Il deficit è la differenza tra investimenti e risparmi. Si può fare deficit perchè ci sono opportunità di investimento enormi in loco, o perchè si consuma tutto senza pensare al domani.

Il problema è che secondo me è la seconda spiegazione che conta.

E' possibile che parte del deficit USA sia legato al fatto che sia un posto sicuro dove investire, rispetto all'iperregolamentata e fatiscente Europa e al pericoloso Terzo Mondo. E probabilmente era così nel XIX secolo.

Non è possibile distinguere sperimentalmente deficit buono o cattivo; anche se è possibile vedere se un'esposizione debitoria è volatile o relativamente fissa... non esiste prova scientifica della bontà o meno di un particolare debito (e teoricamente entrambe le cose sono possibili).

Però:

(1) I consumi sono effettivamente elevati

(2) I debiti sono in parte non trascurabile di natura politica (in mano a Cina, Giappone, Hong Kong, Taiwan), e quindi non necessariamente soddisfano criteri di "razionalità" economica

(3) I debiti sono di breve termine, quindi volatili; mentre i crediti esteri USA sono molto poco liquidabili (sono investimenti diretti esteri, in buona parte), col rischio di non poterli monetizzare se ci si trovasse a dover ripagare il debito.

(4) L'economia USA è sicuramente "addicted" alle iniezioni di liquidità, cioè ha bisogno di creare mezzi creditizi fiduciari su scala enorme per non cadere in recessione. Questo tema è considerato rilevante solo dagli Austriaci.

(5) La domanda USA è la prima causa di crescita cinese; di fatto si ha in moto uno spostamento della capacità produttiva dagli USA alla Cina, che in parte può essere naturale (specializzazione e divisione del lavoro), in parte l'effetto dell'eccesso di consumo

(6) Interessi e inflazione USA sono bassi soprattutto grazie ai cinesi, e non so quanto durerà.
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#21   21 Ottobre 2007 - 21:53
 
Che si fà?Ci si tira i piedi?
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#22   21 Ottobre 2007 - 21:58
 
Facciamo a chi li tira più lontano?
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#23   21 Ottobre 2007 - 23:49
 
Well, io ho un gatto di peluche che si chiama Castorp che avrebbe tanto piacere di assistere alle litigate tra Settembrini e Naphta, magari te lo mando...
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#24   22 Ottobre 2007 - 02:35
 
"anche se il deficit che conta non è quello tra Italia a Zimbabwe ma tra Italia a tutti gli altri stati."

Non ti facevo cosi' nazionalista...

"(1) I consumi sono effettivamente elevati"

Rispetto a che cosa? Chi secondo te all'ora attuale consuma tanto quanto (secondo te) basta?

"(2) I debiti sono in parte non trascurabile di natura politica (in mano a Cina, Giappone, Hong Kong, Taiwan), e quindi non necessariamente soddisfano criteri di "razionalità" economica "

Chi ha paura della Cina? Di nuovo to trovo abbastanza diffidente nei confronti dello straniero.

"(3) I debiti sono di breve termine, quindi volatili; mentre i crediti esteri USA sono molto poco liquidabili (sono investimenti diretti esteri, in buona parte), col rischio di non poterli monetizzare se ci si trovasse a dover ripagare il debito. "

Se i titoli del tesoro USA crollassero, gli unici a perderci sarebbero i cinesi. Cosa intendi per "ripagare il debito"? Praticamente i cinese fornisco agli americani un muchhio di prodotti in cambia di carta moneta. Non vedo cosa ci sia da ripagare.

"(4) L'economia USA è sicuramente "addicted" alle iniezioni di liquidità, cioè ha bisogno di creare mezzi creditizi fiduciari su scala enorme per non cadere in recessione. Questo tema è considerato rilevante solo dagli Austriaci. "

La Fed ha tenuto l'inflazione a bada negli ultimi trent'anni e cnsiderendo che i prodotti sono tremendamente migliorati in qualita', l'inflazione e' ancora piu' bassa di quel che si pensa.

"(5) La domanda USA è la prima causa di crescita cinese; di fatto si ha in moto uno spostamento della capacità produttiva dagli USA alla Cina, che in parte può essere naturale (specializzazione e divisione del lavoro), in parte l'effetto dell'eccesso di consumo"

Scommetto che non sei un fan della cina Maoista, per cui deciditi: se la crescita cinese e' cosa buona come fa il consumo ad essere eccessivo?

"(6) Interessi e inflazione USA sono bassi soprattutto grazie ai cinesi, e non so quanto durerà."

A fare il gufo ci si azzecca sempre, perche' qualche catastrofe succede sempre prima o poi, e quando succedera' avremo anche l'ulteriore goduria di sentire 29 che canticchia "ve l'avevo detto! Ve l'avevo detto!"

Ciao,
Calca.
utente anonimo

#25   22 Ottobre 2007 - 10:22
 
"Non ti facevo cosi' nazionalista... "

:-) Intendevo dire che non è il deficit con un singolo paese, ma quello aggregato. Se io mi indebito con la Cina ma ho crediti con l'India, al di là del rischio nell'esposizione finanziaria, non sono aggregatamente indebitato.

"Rispetto a che cosa? Chi secondo te all'ora attuale consuma tanto quanto (secondo te) basta? "

L'ho detto, non c'è standard o test scientifico valido in economia. Però l'indebitamento per consumo e il pagamento a rate sono molto più diffusi negli USA che in Italia, e in Italia più che in Germania. Io non credo che ti indebiteresti e risponderesti "non c'è criterio per stabilire che esagero" a chi ti dice di smetterla.

"Chi ha paura della Cina? Di nuovo to trovo abbastanza diffidente nei confronti dello straniero. "

Ho detto Cina, Giappone, Hong Kong... questi paesi usano il debito USA per industrializzarsi oppure per comprarsi l'appoggio USA. Basta un piccolo cambiamento nella politica cinese per creare effetti notevoli nell'economia americana. Se questo non accade, è perchè non è nell'interesse cinese: hanno bisogno della domanda USA per rendere profittevoli gli investimenti interni. Sarà sempre così?

"Se i titoli del tesoro USA crollassero, gli unici a perderci sarebbero i cinesi. Cosa intendi per "ripagare il debito"? Praticamente i cinese fornisco agli americani un muchhio di prodotti in cambia di carta moneta. Non vedo cosa ci sia da ripagare. "

Se i cinesi lo rivorranno indietro, è vero che i dollari si svaluteranno, ma anche gli asset in dollari faranno la stessa fine. Compreranno merci senza valore con carta senza valore. Tecnicamente sono parzialmente "hedgiati" contro la svalutazione. Aggiungo che quello che stai suggerendo è fare del dollaro la stessa cosa che l'Argentina ha fatto del pesos... con conseguenze economiche che non si possono negare. Se è improbabile è solo perchè la Cina ne ha bisogno, e gli USA sono più grossi e efficienti.
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#26   22 Ottobre 2007 - 10:27
 
"La Fed ha tenuto l'inflazione a bada negli ultimi trent'anni e cnsiderendo che i prodotti sono tremendamente migliorati in qualita', l'inflazione e' ancora piu' bassa di quel che si pensa. "

L'inflazione è scesa negli anni '80, purtroppo (se non era per questo, ora il dollaro non era più fiat e si era tornati ai vecchi tempi). I motivi sono tanti, e alcuni reggono nel lungo termine: per esempio, l'apertura al mercato del blocco comunista (sino-sovietico) ha generato un aumento della produttività grazie alla globalizzazione; e la domanda di dollari in Estremo Oriente, e la fornitura di risparmi, genera un abbassamento dell'inflazione e dell'interesse.

Non ha molto senso dire che l'inflazione reale è maggiore o minore id quella indicata, perchè l'inflazione non esiste come dato quantitativo, è una creazione degli econometristi. Il progresso tecnico è già incluso nell'inflazione per via delle correzioni edoniche (ampiamente discrezionali e arbitrarie), e gli incentivi della Fed sono di tener bassi i numeri, non certo di alzarli!

L'identità P=MV/Q non si può confutare. Se gli aggregati monetari M aumentano, e i prezzi no, in parte è per l'aumento della domanda di dollari (per bolle speculative nel mercato azionario, o per la Cina, ad esempio), che riduce la velocità di circolazione V; in parte per l'aumento del prodotto Q, dovuto a progresso tecnologico, a risparmi cinesi e alla globalizzazione commerciale.

Si noti che in P non sono compresi i rpezzi delle case, l'ultima bolla speculativa in ordine di tempo, che difatto però contribuiscono a diminuire V aumentando la domanda di liqudiità.
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#27   22 Ottobre 2007 - 10:31
 
"Scommetto che non sei un fan della cina Maoista, per cui deciditi: se la crescita cinese e' cosa buona come fa il consumo ad essere eccessivo? "

La Cina cresce per via della domanda americana. La domanda americana è alta perchè gli americani si indebitano per comprare peluche. Come conseguenza, c'è una parziale industrializzazione USA. Immagina ora un paese indebitato e con industria dipendente dai risparmi esteri che, a furia di fare così, si viene a trovare allo stesso livello economico-industriale di un paese che ha i suoi risparmi, ha una forte industria, e non ha un indebitamento finanziario mostruoso... se questa non è la fine dell'Impero, cosa può farlo finire, l'intervento di Mazinga?

"
A fare il gufo ci si azzecca sempre, perche' qualche catastrofe succede sempre prima o poi, e quando succedera' avremo anche l'ulteriore goduria di sentire 29 che canticchia "ve l'avevo detto! Ve l'avevo detto!" "

L'analisi economica non l'ho inventata io. Non è questione di gufare, è semplciemente un fatto inconfutabile. Domanda e offerta hanno leggi che i burocrati di Washington non possono controllare, e adsso non sanno come fermare il mostro che hanno scatenato.

Tic Tac Tic Tac...
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#28   22 Ottobre 2007 - 10:45
 
Io credo che questi sei articoli professionali dicono la stessa cosa che dico io (tranne sull'inflazione cinese, che ho tralasciato).

Karlsson 1

Karlsson 2

Seminerio 1

Seminerio 2

Leonardo 1

Leonardo 2
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#29   22 Ottobre 2007 - 11:18
 
LEONARDO IHC fa notare che una definizione che non definisce in filosofia si chiama TAUTOLOGIA... eravamo tutti ubriachi a non pensarci, eh? :-)
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#30   22 Ottobre 2007 - 14:30
 
Vado di fretta, cmq anch'io ti posso fare una lista di economisti che dicono quello che dico io. Non puoi dire che tu sei dalla parte dell'analisi economica e per cui sei inconfutabile, va la'!

Trovo strano che sei cosi romanticamente attaccato alla produzione manifatturiera pre-postindustriale. E' come se cent'anni fa quando 90% della popolazione lavorava nei campi qualcuno si disperasse che andavano tutti in citta' a trovare lavoro in fabbrica. A parte questo, i dati ti contraddicono: la produzione USA e' ai massimi storici. Si sta solamente modificando e tu come filo-austriaco dovresti capirlo bene.

A ripensarci: era Jefferson che inveiva contro la societa' di mercanti e usurai che voleva Hamilton, mentre sognava un futuro agrario. (non sara' mica che hai una fabbrichetta?).

Calca.
utente anonimo

#31   22 Ottobre 2007 - 14:36
 
Quali economisti dicono che indebitarsi a gogò non è un problema?
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#32   22 Ottobre 2007 - 14:39
 
[...]L'iperinflazione un rincorrersi di offerta (che sale) e domanda (che scende) che rende il valore della moneta nullo, e quindi i prezzi infiniti... ciò espelle la moneta dalla circolazione[...]

Come sta succedendo al dollaro USA?
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#33   22 Ottobre 2007 - 14:46
 
Non credo che negli USA sia già in atto una riduzione della domanda da svalutazione. Potrebbe in parte essere così se l'E.O. si stufa di finanziare un dollaro che non tiene valore e passa ad altre riserve (oro, euro...). Ma l'iperinflazione è un fenomeno esplosivo, non un aggiustamento... è una reazione positiva con guadagno maggiore di uno, come dicono gli elettronici...
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#34   22 Ottobre 2007 - 15:25
 
Peccato che i diagrammi di bode non funzionano bene in economia :) altrimenti con una analisi spettrale si potrebbe capire su quale valuta e quando andare... o si?
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#35   22 Ottobre 2007 - 15:42
 
Ci sono due modi per dire che non servono a nulla: dire che i mercati sono efficienti, e quindi ogni cosa che fai l'ha già fatta qualcun'altro, e dire che i mercati sono irrazionali e arbitrari, e allora nessuno strumento ti può aiutare.

La verità sta nel mezzo, però dubito che co' du' diagrammi di Bode farai grandi extra-profitti, c'avranno già pensato. :-)
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#36   22 Ottobre 2007 - 17:45
 
Il problema dell'analisi in frequenza applicato alla finanza e che da uno spettro grigio: sistema senza memoria.
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#37   22 Ottobre 2007 - 18:00
 
La memoria ce l'ha eccome... prova a costruire una piramide e poi a pentirtene... chi te le ridà le ore uomo e i materiali impiegati?

E la finanza che tende ad avere poca memoria, perchè la struttura temporale della produzione è scontata e incorporata nei prezzi.
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#38   22 Ottobre 2007 - 18:05
 
"Quali economisti dicono che indebitarsi a gogò non è un problema?"

Ma se proprio vuoi cominciare a invocare i santi protettori invece di discutere sugli argomenti, qui una lettera inviata dal chairman della George Mason University (Il dipartimento di economia piu liberatarian negli stati uniti) al Washington Times (giornale conservatore):

Ignoring economic realities

Incessantly repeating that "U.S. growth... has been weighed down by soaring deficits with China" does nothing to render true this false bit of conventional wisdom ("China won't adjust currency," Page 1, Saturday). Indeed, it is false on too many levels to list here.

Most fundamentally, the flip side of a rising U.S. trade deficit is a rising U.S. capital-account surplus — meaning a hefty inflow of capital into America. More capital means lower real rates of interest. Lower real rates of interest mean more investment. More investment raises worker productivity. Rising worker productivity raises real wages. And rising real wages enable Americans to enjoy higher and higher standards of living.

DONALD J. BOUDREAUX

Chairman

Department of Economics

George Mason University

Fairfax

Calca.
utente anonimo

#39   22 Ottobre 2007 - 18:48
 
Non mi pare che non ho fornito argomenti, o anche solo linkato.
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#40   22 Ottobre 2007 - 18:51
 
Le banalità del tizio della GMU le avevo scritte anch'io. Esistono dei casi in cui indebitarsi è normale, e altri in cui non lo è.

Il problema è capire se lo è (e non vedo argomenti) o meno (e ne ho forniti una marea, anche se ovviamente nessuno è definitivo).

Sempre della GMU, dimenticavo che Fredric Sautet ha a volte scritto le stesse cose che dico io sul blog di Boettke...
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#41   22 Ottobre 2007 - 18:55
 
A favore del deficit conosco solo due autori: Robert Murphy e Sudha Shenoy.

Il primo diceva che un deficit PUO' non essere un problema; e che il protezionismo non è una soluzione (ovviamente).

La seconda confondeva i flussi di transazione con i flussi di investimento in un ragionamento tanto verboso quanto infondato. Fondamentalmente, diceva che se compro un'azione 10 volte e la vendo 9 volte ho fornito 10 volte più capitale*... s'era ubriacata :-)

* In realtà l'errore consisteva nel confrontare le transazioni che avvengono in un certo periodo sul mercato dei T-bond con lo stock di T-bond in mano cinese, non col flusso di nuovi T-bond in mano cinese. Comunque si tratta di rte grandezze diverse...
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#42   22 Ottobre 2007 - 18:56
 
#23

D'accordo può venire, ma resti in silenzio.
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#43   22 Ottobre 2007 - 19:01
 
#29

Giusto! Grazie Leonardo.
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#44   22 Ottobre 2007 - 19:41
 
"Non ti facevo cosi' nazionalista... "

":-) Intendevo dire che non è il deficit con un singolo paese, ma quello aggregato. Se io mi indebito con la Cina ma ho crediti con l'India, al di là del rischio nell'esposizione finanziaria, non sono aggregatamente indebitato. "

Non hai risposto alla mia domanda. Perche' continui a aggregare? Perche' non aggreghi chesso' Lombardia+Lazio verso il resto del mondo, NewYork verso Nebraska, ecc...perche' t'impunti sull deficit commerciale degli USA con la Cina, che tra l'altro non e' un debito, e' un semplice scambio di risorse, la Cina fa i peluche e gli USA fanno fiorire gli investimenti. Solo che il deficit commerciale non contabilizza gli investimenti che vengono fatti negli USA.

Calca.
utente anonimo

#45   22 Ottobre 2007 - 19:45
 
" "Rispetto a che cosa? Chi secondo te all'ora attuale consuma tanto quanto (secondo te) basta? "

L'ho detto, non c'è standard o test scientifico valido in economia. Però l'indebitamento per consumo e il pagamento a rate sono molto più diffusi negli USA che in Italia, e in Italia più che in Germania. Io non credo che ti indebiteresti e risponderesti "non c'è criterio per stabilire che esagero" a chi ti dice di smetterla. "

Altra non-risposta. Percui L'Italia e' il modello da seguire?
Tu non sai i debiti che ho io e anche se tu lo sapessi come fai a dire che esagero? Sai qualcosa sul futuro che io non so?

Calca.
utente anonimo

#46   22 Ottobre 2007 - 19:47
 
PS: due commenti piu su volevo dire "perche' continui ad aggregare per nazioni"

" "Chi ha paura della Cina? Di nuovo to trovo abbastanza diffidente nei confronti dello straniero. "

Ho detto Cina, Giappone, Hong Kong... questi paesi usano il debito USA per industrializzarsi oppure per comprarsi l'appoggio USA. Basta un piccolo cambiamento nella politica cinese per creare effetti notevoli nell'economia americana. Se questo non accade, è perchè non è nell'interesse cinese: hanno bisogno della domanda USA per rendere profittevoli gli investimenti interni. Sarà sempre così? "

Cos'hai contro il pricipio del vantaggio comparativo? contro la globalizzazione? contro l'interdipendenza? Anche tu aspiri all'autarchia come un nostro famosissimo statista dei tempi andati?

Calca.
utente anonimo

#47   22 Ottobre 2007 - 19:50
 
" "Se i titoli del tesoro USA crollassero, gli unici a perderci sarebbero i cinesi. Cosa intendi per "ripagare il debito"? Praticamente i cinese fornisco agli americani un muchhio di prodotti in cambia di carta moneta. Non vedo cosa ci sia da ripagare. "

Se i cinesi lo rivorranno indietro, è vero che i dollari si svaluteranno, ma anche gli asset in dollari faranno la stessa fine. Compreranno merci senza valore con carta senza valore. Tecnicamente sono parzialmente "hedgiati" contro la svalutazione. Aggiungo che quello che stai suggerendo è fare del dollaro la stessa cosa che l'Argentina ha fatto del pesos... con conseguenze economiche che non si possono negare. Se è improbabile è solo perchè la Cina ne ha bisogno, e gli USA sono più grossi e efficienti."

Non mi paragonare l'economia USA all'Argentina, per carita' dai....

Calca.
utente anonimo

#48   22 Ottobre 2007 - 19:54
 
" "Scommetto che non sei un fan della cina Maoista, per cui deciditi: se la crescita cinese e' cosa buona come fa il consumo ad essere eccessivo? "

La Cina cresce per via della domanda americana. La domanda americana è alta perchè gli americani si indebitano per comprare peluche. Come conseguenza, c'è una parziale industrializzazione USA. Immagina ora un paese indebitato e con industria dipendente dai risparmi esteri che, a furia di fare così, si viene a trovare allo stesso livello economico-industriale di un paese che ha i suoi risparmi, ha una forte industria, e non ha un indebitamento finanziario mostruoso... se questa non è la fine dell'Impero, cosa può farlo finire, l'intervento di Mazinga? "

Gli americani s'indebitano per produrre farmici ed alte tecnologie non per comprare peluche. Si indebitano per produrre manifatture piu produttivamente utilizzando meno mano d'opera. Ti ripeto la produzione manifatturiera USA e' ai massimi storici. Sarei molto piu' preoccupato per la Cina perche' a fare i peluche son capaci tutti e prima o poi arrivera qualche altro paese del terzo mondo a fargli concorrenza.

Calca.
utente anonimo

#49   22 Ottobre 2007 - 23:31
 
#44: Perchè aggrego.

Perchè se chiedo 1000$ a Wellington, 1000 a te, 1000 a Retore, 1000 a Astro, 1000 a Pinocchio e 1000 a Jinzo ottengo... 6000$ di debito.

Non vedo perchè NON dovrei aggregare. E' ovvio che se avessi 1000$ di debito con Wellington ma 1000$ di credito con Astrolabio non sarei indebitato... e infatti quello che conta, appunto, è il debito con tutto il resto del mondo.

Che in alcuni casi non è un problema, in altri lo è. Un po' come il debito di un privato, con qualche complicazione di produzione, scelte pubbliche, eccetera...

Per il secondo argomento, ti invito ad indebitarti ad infinitum e a criticare chi ti dice di calmarti che non c'è criterio scientifico per dimostrare che hai esagerato. Con questo ragionamento non so dove vuoi andare a parare, ma sicuramente finiresti con l'avere problemi col Tribunale Fallimentare. QED

Lo so che non c'è prova scientifica di "eccessività", ma da qui a dimostrare che ogni livello non è eccessivo significa confondere logicamente l'indeterminazione con l'infinità.
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#50   22 Ottobre 2007 - 23:53
 
#48: La Cina si sta sviluppando lungo la value chain, ora sta spostandosi verso produzioni leggermente più complesse, diventando importatore di merci elementari da paesi asiatici meno sviluppati. Comunque, quello che conta è che quasi tutti i capitali investitit negli USA sono de facto capitali cinesi, e tutta la crescita USA è in realtà dovuta alla Cina.

Ora, due strade sono possibili: o in futuro flussi di reddito faranno il viaggio opposto, oppure il debito non verrà saldato, con conseguente crollo del dollaro e argentinizzazione dell'economia mondiale.

Il primo caso significa solo che in futuro dovranno lavorare gratis come adesso fanno i cinesi.

Gli americani consumano più di quanto producono. E fino ad un certo punto può essere normale.

Ma perchè?

Le spiegazioni sono molte, alcuni fattori sono positivi (è meglio investire negli USA che in Italia, ad esempio). Molti altri no: (1) credit addiction, (2) disincentivazione del risparmio tramite abbassamento artificioso degli interessi, (3) distorsioni produttive da credito (vale solo per gli Austriaci), (4) indebitamento privato, (5) indebitamento pubblico, (6) struttura del debito sbilanciata...

Ovviamente può sempre darsi che l'economia sia così forte da andare avanti in bolletta per decenni... ma non ho mai visto un'analisi adeguatamente concreta che mostrasse che i segnali (non le prove, non esistono le prove in economia, non è mica la fisica) di tendenze distruttive siano in realtà erronei o esagerati.
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#51   23 Ottobre 2007 - 02:22
 
"#44: Perchè aggrego."

Stai commentando un errore tipografico, vedi #46. Volevo dire perche' aggreghi per nazione. Cosa c'e' di cosi' importante in distinguere americani e cinesi. Fai la sforzo mentale di immaginari che USA e Cina fossero federati e le tue paure sul deficit commerciale sparirebbero.

"Per il secondo argomento, ti invito ad indebitarti ad infinitum e a criticare chi ti dice di calmarti che non c'è criterio scientifico per dimostrare che hai esagerato. Con questo ragionamento non so dove vuoi andare a parare, ma sicuramente finiresti con l'avere problemi col Tribunale Fallimentare. QED "

Stai completamente travisando quello che sto dicendo. Ho detto che il debito serve a render l'industria USA piu' produttiva. E che la produzione manifatturiera e' ai massimi storici, ma tu non hai risposta.

"Ora, due strade sono possibili: o in futuro flussi di reddito faranno il viaggio opposto, oppure il debito non verrà saldato, con conseguente crollo del dollaro e argentinizzazione dell'economia mondiale. "

Commento molto poco austriaco. Come fai a sapere che solo 2 cose sono possibili? Perche' non tre o quattro?

Calca.
utente anonimo

#52   23 Ottobre 2007 - 02:57
 
Qui Boudreaux lo dice meglio di me (leggi piano, non sorvolare :-) )

http://cafehayek.typepad.com/hayek/2007/10/does-it-matter-.html

Calca.
utente anonimo

#53   23 Ottobre 2007 - 16:31
 
Bodreaux dice quanto ho già scritto. Mi sono accorto che mi manca un solo tema che non ho esplicitato: che relazione c'è tra debito e industrializzazione... il legame non è diretto e, anche in questo caso, è possibile un debito "buono" e uno "cattivo".

Brodeaux dice che è possibile che il debito sia buono (se frutto di investment-frendship dell'economia)... non dice ovviamente perchè considerarlo tale... cioè perchè considerare questo fattore più rilevante di tutti gli altri.

Se invece di nazioni parli dis tati o regioni non cambia nulla. La differenza con l'indebitarti col fornaio e con un russo è che è possibile che l'industria si trasferisca in Russia e non sotto casa tua soprattutto nel secondo caso. Anche qui, nessuna relazione diretta e meccanica... la proprietà finanziaria può non avere implicazioni sulla struttura economica, tranne ovviamente che i debiti vanno pagati...
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#54   23 Ottobre 2007 - 16:39
 
Il liberismo sconfitto vuole la guerra
(di Joaquin Bochaca)

Nell’ottobre 1938 Walter Funk, Ministro economico del Terzo Reich, fece un viaggio nei Balcani durante il quale concluse importantissimi affari con la Jugoslavia, la Turchia, la Bulgaria. La Romania non era incline a seguirle all’epoca a causa della opposizione del re Carol di Romania, ossequiente ai desideri della sua amante, la fulva avventurosa ebrea Elena Lupescu (meglio nota come Magda Lupescu), per seguire la quale aveva abbandonato, da principe ereditario, moglie e figlio e (temporaneamente) le pretese sulla Corona. Ciò che segue descrive quel che accadde.


tradotto da Margaret Huffstickler

Il 15 Novembre 1938 re Carol di Romania giunse a Londra e fu acclamato da “antinazisti “ a Hyde Park. Ma nessuno si figurava che il monarca fosse venuto a Londra giusto per il piacere di prestare la sua presenza ad una dimostrazione filoebraica. Carol rappresentava la rara resistenza alla espansione economica della Germania nell’Europa del Sudest. Carol era venuto a Londra per incontrare i banchieri della "City" per combatterne l’espansione.
Lo scopo del viaggio fu indirettamente rivelato da Robert S. Hudson, membro del Consiglio della Corona e segretario del dipartimento del commercio estero, in un discorso pronunciato alla Camera dei Comuni due settimane più tardi, il 30 Novembre. Fu un discorso di importanza capitale, che costituì una virtuale dichiarazione di guerra economica contro la Germania. La guerra economica, ai tempi nostri, precede sempre la guerra totale guerreggiata.

Fu un discorso che indicava che una parte importante della "City" di Londra, che in precedenza vedeva Hitler come uno “stopper” di Stalin, si era ultimamente evoluta nella direzione pre-bellica vagheggiata da Churchill. Ecco un frammento rivelatore del discorso brutalmente franco di Hudson:

« …La Germania non agisce in senso sfavorevole ai mercati britannici in Germania; questo dobbiamo riconoscerlo. Ma ciò di cui ci lamentiamo è che CON I SUOI METODI, essa rovinerà il commercio in tutto il mondo. Siamo in grado di affermare che la ragione della influenza economica della Germania risiede nel fatto che essa paga agli Stati produttori dell’Europa centrale del sud-est prezzi molto più alti di quelli corrisposti nel mercato mondiale… Abbiamo esaminato tutte le procedure che ci sarebbe possibile applicare. L’unico mezzo consiste nell’organizzare le nostre industrie in modo tale che esse possano opporsi all’industria tedesca e dire a Hitler e al suo popolo: "Se non metterete fine al vostro attuale modo di procedere e non raggiungerete un accordo con noi, secondo il quale prometterete di vendere le vostre merci ad un prezzo che vi assicurerà un ragionevole guadagno, vi combatteremo e sconfiggeremo con i vostri stessi metodi". Da un punto di vista strettamente finanziario, la nostra Nazione è infinitamente più forte di qualsiasi altro Stato del mondo – in ogni caso più forte della Germania; e per questa ragione godiamo di grandi vantaggi che ci condurranno a vincere la battaglia».

Dopo il discorso di Hudson, l’Inghilterra ritirò il suo status di "Nazione più favorita" dalla Germania, una posizione che i suoi trattati commerciali esteri avevano mantenuto con la medesima dal 1927. Gli Stati Uniti fecero lo stesso – curiosa coincidenza di tempo e azione.

La Gran Bretagna e gli Stati Uniti, i campioni del liberalismo, sia politico come pure economico – le due cose sono indissolubilmente legate - si indignarono perché la Germania, vendendo le sue merci più a buon mercato strappava loro i mercati tradizionali.
Il loro sdegno è oltraggioso – dov'era la loro famosa libertà di commercio tanto sacra agli Anglo-Americani? Hudson parlò di competizione commerciale scorretta. Perché scorretta? La Germania era in grado di vendere i suoi prodotti più a buon mercato per una ragione, ed una soltanto: perché [la Germania] non dipendeva dal "Gold Standard" come base per la sua valuta, ed i suoi prodotti non erano appesantiti ad ogni stadio della produzione dai pesanti interessi [praticati] dagli Anglo-Americani e i loro banchieri e finanzieri.

Questo è il vero motivo per il giro a 180° che stava materializzandosi nel tardo 1938 fra gli influenti banchieri della “City” di Londra. Una vera economia organica, naturale, messa in pratica dalla Germania Nazionalsocialista, aveva messo in crisi, per ragioni puramente aritmetiche, la classica economia liberale che regnava in Inghilterra e che aveva schiavizzato le nazioni più deboli.

Ma ecco un altro fatto che in seguito portò al parossismo l’irritazione dei banchieri, commercianti, armatori, assicuratori e capitani d’industria che si aggiravano intorno allo Strand, la “City” e Whitewall.

Il 10 Dicembre 1938 il Governo messicano firmò un accordo con il Reich in virtù del quale esso avrebbe consegnato a quest’ultimo, durante il corso del 1939, petrolio per il valore di $ 17 milioni. Questo petrolio proveniva da trivellazioni che il Governo nazionalista di Mexico City aveva espropriato agli ebrei americani della Standard Oil di New York (SONY) (2).

Questa fu la goccia che fece traboccare il vaso (“the straw that broke the camel’s back”), fu un accordo-baratto: il Reich avrebbe pagato per questo petrolio con le esportazioni del suo proprio apparato di irrigazione, macchine agricole, materiali per ufficio, macchine per scrivere ed equipaggiamenti fotografici. Per giunta, l’accordo fu concluso sulla base di un prezzo molto più basso di quello mondiale corrente. La conseguenza di quanto sopra: la Germania avrebbe ottenuto il petrolio senza sborsare alla Royal Dutch, controllata dall’ebreo inglese Samuel Deterding, né alla Standard Oil, gestita dal clan americano dei Rockefeller. L’affare si sarebbe concretizzato senza che la “City” toccasse un misero scellino per mezzo di operazioni di credito, finanziamento, garanzie, opzioni, noli marittimi e premi di assicurazione.

Sarebbe stato un semplice baratto, garantito dal Governo germanico stesso, ed il trasporto sarebbe stato effettuato su navi tedesche. Per i pezzi grossi della "City", gli intermediari del mondo, questo era un vero sgomento. Pazienza che Hitler usasse simili procedure nei Balcani e con la Turchia. Andasse come andasse che i vicini della Germania nell’Europa centrale fraternizzassero con essa – ma estendere il baratto diretto con l’America Latina avrebbe condannato "la City" ad un certo inevitabile declino.

Più ancora, sembrò imminente che il ministro del Reich Walter Funk si preparasse per un viaggio importante a Buenos Aires, Montevideo e Santiago del Cile. Per la “City” era l’inizio della fine. Come conseguenza, nuovi ed importanti segmenti della plutocrazia britannica anglosassone trasmigrarono nel campo di Churchill (“il partito della guerra”, n.d.t.).

Un colpo dopo l’altro caddero sulla “City” nel 1938-39:
- Il viaggio d’affari di Funk nell’Europa del sudest
- La conquista di Canton e Hankou, dominate dall’Inghilterra, da parte del Giappone
- L’accordo germano-messicano sul petrolio
- L’annuncio del viaggio d’affari in Sud America
- L’indebolimento della posizione filo-britannica di re Carol
- La perdita dell’intero mercato cinese per mezzo della conquista giapponese
- L’occupazione dell’Albania da parte dell’Italia.

Ciascuno di questi avvenimenti provocò la diserzione delle forze pacifiste su cui contava Chamberlain per la sua politica di "appeasement" nell’Accordo di Monaco di Settembre [1938]. Quando queste forze agirono apertamente a beneficio del Ministro degli Esteri polacco Beck, Stalin si distese. Il progresso tedesco verso l’Est – "Drang nach Osten" – quel progresso che allo stesso tempo dava la terra agli aratri tedeschi ed avrebbe eliminato il pericolo potenziale comunista per l’Europa e il Mondo – si sarebbe arrestato.

In verità, all’inizio di Dicembre 1938 restavano ancora alcuni uomini d’affari britannici che facevano da baluardo all’interno della "City" contro le montanti forze guerrafondaie. Ma la loro resistenza sarebbe stata presto spazzata via dall’offensiva sionista da New York, rappresentata dal "Brain Trust" del Presidente Franklin Delano Roosevelt.

Note finali:
1. In realtà, fin dal 1870 la Gran Bretagna era stata non in grado di competere con la Germania nel commercio, che nel 2005 ha esportato mille miliardi di dollari di merci in tutto il mondo E’ stata il massimo esportatore mondiale negli ultimi quattro anni di fila, nonostante il chiasso occidentale sulla Cina.
2. Dopo che gli Stati Uniti ebbero occupato il Giappone, battuto nel 1945, curiosamente, un gigante apparve con un nome non giapponese: SONY.
3. L’America Latina avrebbe cessato di essere "proprietà privata" della Gran Bretagna.
L’esito finale fu la bancarotta della G.B. dovuta alla II H.M. e l’emergere dei "Yanquis" ("Yanquis go home").

Joaquin Bochacaca è certamente il primo Revisionista in lingua iberica, che pubblicizza autori revisionisti finora poco noti nel mondo anglosassone. Bochaca, un avvocato di punta dalla prosa tagliente,è anche un teorico letterario e traduttore di Ezra Pound e Hermann Hesse dal Tedesco.
Questo ed altri scritti di valore di B. sono stati tradotti dalla Signora Margaret Huffstickler, una linguista dalle facili parlate latine. E’ inoltre una apprezzata cantante.

The Barnes Review, vol, XIII n.4 Luglio
Agosto 2007

Domenica 21 Ottobre 2007 – 16:54 – Joaquin Bochaca - traduzione di Alfio Faro


utente anonimo

#55   23 Ottobre 2007 - 16:50
 
Che c'entra il liberismo, si parla di violazioni del libero commercio, vere o presunte?

Lascio a chi ha tempo e pazienza l'analisi del brano... la storia è malleabile, la teoria no, io sono pigro e mi occupo solo della prima...
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#56   23 Ottobre 2007 - 21:40
 
"il legame non è diretto e, anche in questo caso, è possibile un debito "buono" e uno "cattivo"."

La teoria del debito buono e di quello cattivo e' la prima volta che la sento. Conoscevo la teoria della domanda e dell'offerta di debito. Uno puo' anche desiderare di indebitarsi all'infinito, ma deve trovar qualcun'altro disposto a prestarglieli i soldi. Dubito che quello che dice Boudreaux lo dici anche tu perche' e' l'esatto opposto di quello che dici tu. Boudreaux dice che il deficit commerciale e' semplicemente uno scambio: i cinesi danno prodotti di basso livello tecnologico agli USA e gli USA danno ai cinesi un posto dovo investire i propri soldi con sicurezza: Si chiama libero scambio. Tu invece lo chiami indebitamento. Mi parli di scambi buoni e scambi cattivi, fra un po' m'invocherai anche mercati buoni e mercati cattivi?

Calca.
utente anonimo

#57   23 Ottobre 2007 - 22:49
 
E' la prima volta che la senti?

Mai sentito parlare di un imprenditore di successo e uno cattivo, di una situazione sostenibile o di una insostenibile?

Bordreaux dice che il deficit PUO' essere frutto della competitività degli USA come investment-harbour. E' UNA delle possibilità, e l'ho scritto PIU' di una volta.

PS Non c'è libero mercato della moneta. Non credo che il mercato sia perfetto, quindi potrei benissimo parlare di situazione cattiva di mercato, ma nel caso specifico non c'entra nulla... la politica monetaria, da cui faccio discendere quanto dico, è deicsa dallo stato.
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#58   24 Ottobre 2007 - 06:01
 
"Mai sentito parlare di un imprenditore di successo e uno cattivo, di una situazione sostenibile o di una insostenibile? "

Non ho mai sentito parlare di un cattivo imprenditore (non puo' esistere per definizione), e anche quelli di successo prima o poi fanno un passo falso. E' questo che intendi per teoria?
Odio la parola 'sostenibile', lasciamola ai verdi va'.

"Bordreaux dice che il deficit PUO' essere frutto della competitività degli USA come investment-harbour. E' UNA delle possibilità, e l'ho scritto PIU' di una volta."

No Boudreaux dice che il deficit commerciale e' zero (quando metti in conto beni, servizi e assets), te lo posso assicurare.


"la politica monetaria, da cui faccio discendere quanto dico, è deicsa dallo stato."

Se tu ti limitassi alla critica monetaria austriaca mi andrebbe anche bene, ma e' quando dici cavolate del tipo

"Gli americani consumano più di quanto producono"

"La domanda americana è alta perchè gli americani si indebitano per comprare peluche."

che esci dai paletti austriaci e vai a strusciare con i peggior mercantilisti , quelli che "exports good, imports bad" per intenderci.

Calca.
PS: Saro' off-line fino a Lunedi prossimo, ciao.
utente anonimo

#59   24 Ottobre 2007 - 10:12
 
Esempio di situazione economica insostenibile: tremontonics punto 5... è un esempio di come il mercato (in questo caso distorto, come in genere è quando ci sono problemi) possa generare situazioni negative (in questo caso, posizioni creditizie/debitorie estremamente rischiose per via del moral hazard indotto dalle politiche monetarie della Fed).

Bordreaux dice che il trade deficit è zero... ma quando? Dice che si possono ottenere beni oggi indebitandosi per domani... Qui non stiamo parlando di identità contabili, ma di montagne di pagherò...

"GLi americani consumano più di quanto producono"

E' la definizione economica di trade deficit, non l'ho inventata io. Se consumi, investi o spendi pubblicamente più del prodotto interno, allora ti serve di importare nettamente la differenza, e quindi esportare asset finanziari (pagherò, cambiali...)

Cavolate...

Se Bordreaux avesse scoperto che il trade deficit non esiste avrebbe vinto già il Nobel...
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#60   24 Ottobre 2007 - 10:25
 
tremontonics °5

Cos' va meglio...

PS Il mercantilista ritiene che il protezionismo possa risolvere il problema... peccato che, se il dollar o è "forte" grazie all'E.O., e se i tassi di interesse sono bassi grazie all'E.O., tutto ciò che si può ottenere col protezionismo preso sul serio è una spirale inflazionistica e una recessione... gli USA non possono fare a meno dell'estero... perchè non risparmiano neanche un centesimo, non potrebbero nè crescere nè mantenere la loro struttura del capitale attuale...
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categoria:economia, storia