lunedì, 15 ottobre 2007
Questo articolo mi è stato mandato la settimana scorsa. Direi che non ne condivido quasi neanche una virgola. Tre post seguiranno: il primo prenderà in considerazione soltanto alcuni punti tecnici secondari, palesi sviste presenti nell'articolo che non inficiano più di tanto quanto affermato dall'autrice, anche se gettano qualche dubbio sulla sua competenza; il secondo post riguarda un sistema monetario generico, come tentativo di interpretare le affermazioni dell'autrice, e comprendere il ruolo della moneta nell'economia; l'ultimo post riguarderà un sistema bi-monetario come quello che Hitler usò effettivamente per eliminare il debito senza distruggere l'economia.

Non è la prima volta che mi imbatto in would-be-monetary-theorists (in romano "te piacerebbe esse' 'n teorico monetario"), e quindi ho un po' di esperienza in proposito, diretta, come would-be-economist, e indiretta, per via di diverse letture, ma nonostante ciò capire i dettagli del funzionamento di un sistema monetario è molto difficile, e non credo sia solo colpa mia.

Dopo questo articolo, e dopo il libro di Margrit Kennedy sulla moneta, per togliermi dalla testa il pensiero che la moneta è cosa da uomini, e che le donne dovrebbero pensare ad altre cose, penso che dovrò comprarmi la Storia monetaria USA di Milton Friedman e Anna Schwarz...

Aggiungo che, sebbene quasi tutte le critiche saranno di tipo economico, non per questo la ricostruzione storica mi convince. E' solo che in storia sono interamente analfabeta, in economia almeno sono semi-alfabetizzato e qualcosa da dire ce l'ho!

Comunque, questo è l'articolo:

COME LA GERMANIA IN BANCAROTTA RISOLSE I SUOI PROBLEMI ECONOMICI
di Ellen Brown
dal sito http://www.webofdebt.com/
Traduzione di Gianluca Freda

Non siamo stati così sciocchi da creare una valuta [collegata all’] oro, di cui non abbiamo disponibilità, ma per ogni marco stampato abbiamo richiesto l’equivalente di un marco in lavoro o in beni prodotti... ci viene da ridere tutte le volte che i nostri finanzieri nazionali sostengono che il valore della valuta deve essere regolato dall’oro o da beni conservati nei forzieri della banca di stato”.

(Adolf Hitler, citato in “Hitler’s Monetary System”, http://www.rense.com/, che cita C. C. Veith, Citadels of Chaos, Meador, 1949)

Quello di Guernsey non fu l’unico governo a risolvere i propri problemi infrastrutturali stampando da solo la propria moneta. (Vedi E. Brown, "Waking Up on a Minnesota Bridge," www.webofdebt.com/articles/infrastructure-crisis.php, del 4 agosto 2007). Un modello assai più noto si può trovarlo nella Germania uscita dalla Prima Guerra Mondiale. Quando Hitler arrivò al potere, il paese era completamente, disperatamente in rovina. Il Trattato di Versailles aveva imposto al popolo tedesco risarcimenti che lo avevano distrutto, con i quali si intendeva rimborsare i costi sostenuti nella partecipazione alla guerra per tutti i paesi belligeranti. Costi che ammontavano al triplo del valore di tutte le proprietà esistenti nel paese. La speculazione sul marco tedesco aveva provocato il suo crollo, affrettando l’avvento di uno dei fenomeni d’inflazione più rovinosi della modernità. Al suo apice, una carriola piena di banconote, per l’equivalente di 100 miliardi di marchi, non bastava a comprare nemmeno un tozzo di pane. Le casse dello stato erano vuote ed enormi quantità di case e di fattorie erano state sequestrate dalle banche e dagli speculatori. La gente viveva nelle baracche e moriva di fame. Nulla di simile era mai accaduto in precedenza: la totale distruzione di una moneta nazionale, che aveva spazzato via i risparmi della gente, le loro attività e l’economia in generale. A peggiorare le cose arrivò, alla fine del decennio, la depressione globale. La Germania non poteva far altro che soccombere alla schiavitù del debito e agli strozzini internazionali.

O almeno così sembrava. Hitler e i Nazional Socialisti, che arrivarono al potere nel 1933, si opposero al cartello delle banche internazionali iniziando a stampare la propria moneta. In questo presero esempio da Abraham Lincoln, che aveva finanziato la Guerra Civile Americana con banconote stampate dallo stato, che venivano chiamate “Greenbacks”. Hitler iniziò il suo programma di credito nazionale elaborando un piano di lavori pubblici. I progetti destinati a essere finanziati comprendevano le infrastrutture contro gli allagamenti, la ristrutturazione di edifici pubblici e case private e la costruzione di nuovi edifici, strade, ponti, canali e strutture portuali. Il costo di tutti questi progetti fu fissato a un miliardo di unità della valuta nazionale. Un miliardo di biglietti di cambio non inflazionati, chiamati Certificati Lavorativi del Tesoro. Questa moneta stampata dal governo non aveva come riferimento l’oro, ma tutto ciò che possedeva un valore concreto. Essenzialmente si trattava di una ricevuta rilasciata in cambio del lavoro e delle opere che venivano consegnate al governo. Hitler diceva: “Per ogni marco che viene stampato, noi abbiamo richiesto l’equivalente di un marco di lavoro svolto o di beni prodotti”. I lavoratori spendevano poi i certificati in altri beni e servizi, creando lavoro per altre persone.

Nell’arco di due anni, il problema della disoccupazione era stato risolto e il paese si era rimesso in piedi. Possedeva una valuta solida e stabile, niente debito, niente inflazione, in un momento in cui milioni di persone negli Stati Uniti e in altri paesi occidentali erano ancora senza lavoro e vivevano di assistenza. La Germania riuscì anche a ripristinare i suoi commerci con l’estero, nonostante le banche estere le negassero credito e dovesse fronteggiare un boicottaggio economico internazionale. Ci riuscì utilizzando il sistema del baratto: beni e servizi venivano scambiati direttamente con gli altri paesi, aggirando le banche internazionali. Questo sistema di scambio diretto avveniva senza creare debito né deficit commerciale. L’esperimento economico della Germania, proprio come quello di Lincoln, ebbe vita breve; ma lasciò alcuni durevoli monumenti al suo successo, come la famosa Autobahn, la prima rete del mondo di autostrade a larga estensione (1).

Di Hjalmar Schacht, che era all’epoca a capo della banca centrale tedesca, viene spesso citato un motto che riassume la versione tedesca del miracolo del “Greenback”. Un banchiere americano gli aveva detto: “Dottor Schacht, lei dovrebbe venire in America. Lì abbiamo un sacco di denaro ed è questo il vero modo di gestire un sistema bancario”. Schacht replicò: “Lei dovrebbe venire a Berlino. Lì non abbiamo denaro. E’ questo il vero modo di gestire un sistema bancario” (2).

Benché Hitler sia giustamente citato con infamia nei libri di storia, egli fu piuttosto popolare presso il popolo tedesco, almeno nei primi tempi. Stephen Zarlenga, in The Lost Science of Money, afferma che ciò era dovuto al fatto che egli salvò temporaneamente la Germania dalle teorie economiche inglesi. Le teorie secondo le quali il denaro deve essere scambiato sulla base delle riserve aurifere in possesso di un cartello di banche private piuttosto che stampato direttamente dal governo (3). Secondo il ricercatore canadese Henry Makow, questo fu probabilmente il motivo principale per cui Hitler doveva essere fermato; egli era riuscito a scavalcare i banchieri internazionali e a creare una propria moneta. Makow cita un interrogatorio del 1938 di C. G. Rakovsky, uno dei fondatori del bolscevismo sovietico e intimo di Trotzky, che finì sotto processo nell’URSS di Stalin. Secondo Rakovsky, l’ascesa di Hitler era stata in realtà finanziata dai banchieri internazionali, attraverso il loro agente Hjalmar Schacht, allo scopo di tenere sotto controllo Stalin, che aveva usurpato il potere al loro agente Trotzky. Ma Hitler era poi diventato una minaccia anche maggiore di quella rappresentata da Stalin quando aveva compiuto l’audace passo di iniziare a stampare moneta propria. Rakovsky affermava:

“[Hitler] si era impadronito del privilegio di fabbricare il denaro, e non solo il denaro fisico, ma anche quello finanziario; si era impadronito dell’intoccabile meccanismo della falsificazione e lo aveva messo al lavoro per il bene dello stato... se questa situazione fosse arrivata a infettare anche altri stati... potete ben immaginarne le implicazioni controrivoluzionarie” (4).

L’economista Henry C. K. Liu ha scritto sull’incredibile trasformazione tedesca:

I nazisti arrivarono al potere in Germania nel 1933, in un momento in cui l’economia era al collasso totale, con rovinosi obblighi di risarcimento postbellico e zero prospettive per il credito e gli investimenti stranieri. Eppure, attraverso una politica di sovranità monetaria indipendente e un programma di lavori pubblici che garantiva la piena occupazione, il Terzo Reich riuscì a trasformare una Germania in bancarotta, privata perfino di colonie da poter sfruttare, nell’economia più forte d’Europa, in soli quattro anni, ancor prima che iniziassero le spese per gli armamenti” (5).

In Billions for the Bankers, Debts for the People [Miliardi per le Banche, Debito per i Popoli], (1984), Sheldon Emry commenta:

Dal 1935 in poi, la Germania iniziò a stampare una moneta libera dal debito e dagli interessi, ed è questo che spiega la sua travolgente ascesa dalla depressione alla condizione di potenza mondiale in soli 5 anni. La Germania finanziò il proprio governo e tutte le operazioni belliche, dal 1935 al 1945, senza aver bisogno di oro né di debito, e fu necessaria l’unione di tutto il mondo capitalista e comunista per distruggere il potere della Germania sull’Europa e riportare l’Europa sotto il tallone dei banchieri. Questa vicenda monetaria non compare oggi più neanche nei testi delle scuole pubbliche”.

UN ALTRO SGUARDO ALL’IPERINFLAZIONE DI WEIMAR

Nei testi moderni si parla della disastrosa inflazione che colpì nel 1923 la Repubblica di Weimar (nome con cui è conosciuta la repubblica che governò la Germania dal 1919 al 1933). La radicale svalutazione del marco tedesco è citata nei testi come esempio di ciò che può accadere quando ai governi viene conferito il potere incontrollato di stampare da soli la propria moneta. Questo è il motivo per cui viene citata, ma nel complesso mondo dell’economia le cose non sono come sembrano. La crisi finanziaria di Weimar ebbe inizio con gli impossibili obblighi di risarcimento imposti dal Trattato di Versailles. Schacht, che all’epoca era il responsabile della zecca della repubblica, si lamentava:

Il Trattato di Versailles è un ingegnoso sistema di provvedimenti che hanno per fine la distruzione economica della Germania... Il Reich non è riuscito a trovare un sistema per tenersi a galla diverso dall’espediente inflazionistico di continuare a stampare banconote”.

Questo era ciò che egli dichiarava all’inizio. Ma Zarlenga scrive che Schacht, nel suo libro del 1967 The Magic of Money, decise “di tirar fuori la verità, scrivendo in lingua tedesca alcune notevoli rivelazioni che fanno a pezzi la “saggezza comune” propagandata dalla comunità finanziaria riguardo all’iperinflazione tedesca” (6). Schacht rivelò che era la Banca del Reich, posseduta da privati, e non il governo tedesco che pompava nuova valuta nell’economia. Come la Federal Reserve americana, la Banca del Reich agiva sì sotto la supervisione di ufficiali del governo, ma operava per fini di profitto privato. Ciò che trasformò l’inflazione della guerra in iperinflazione fu la speculazione degli investitori stranieri, che vendevano marchi a breve termine scommettendo sulla loro perdita di valore. Nel meccanismo finanziario conosciuto come vendita a breve termine, gli speculatori prendono in prestito qualcosa che non possiedono, la vendono e poi “coprono” le spese ricomprandola a prezzo inferiore. La speculazione sul marco tedesco fu resa possibile dal fatto che la Banca del Reich rendeva disponibili massicce quantità di denaro liquido per i prestiti, marchi che venivano creati dal nulla annotando entrate sui registri bancari e poi prestati ad interessi vantaggiosi. Quando la Banca del Reich non riuscì più a far fronte alla vorace richiesta di marchi, ad altre banche private fu permesso di crearli dal nulla e di prestarli, a loro volta, a interesse (7).

Secondo Schacht, quindi, non solo non fu il governo a provocare l’iperinflazione di Weimar, ma fu proprio il governo che la tenne sotto controllo. Alla Banca del Reich furono imposti severi regolamenti governativi e vennero prese immediate misure correttive per bloccare le speculazioni straniere, eliminando le possibilità di facile accesso ai prestiti del denaro fabbricato dalle banche. Hitler poi rimise in sesto il paese con i suoi Certificati del Tesoro, stampati dal governo su modello del Greenback americano.

Schacht disapprovava l’emissione di moneta da parte del governo e fu rimosso dal suo incarico alla Banca del Reich quando si rifiutò di sostenerlo (cosa che probabilmente lo salvò al Processo di Norimberga). Ma nelle sue memorie più tarde, egli dovette riconoscere che consentire al governo di stampare la moneta di cui aveva bisogno non aveva prodotto affatto l’inflazione prevista dalla teoria economica classica. Teorizzò che essa fosse dovuta al fatto che le fattorie erano ancora inoperose e la gente senza lavoro. In questo si trovò d’accordo con John Maynard Keynes: quando le risorse per incrementare la produzione furono disponibili, aggiungere liquidità all’economia non provocò affatto l’aumento dei prezzi; provocò invece la crescita di beni e di servizi. Offerta e domanda crebbero di pari passo, lasciando i prezzi inalterati.

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1 - Matt Koehl, "The Good Society?", www.rense.com (13 gennaio 2005); Stephen Zarlenga, The Lost Science of Money (Valatie, New York: American Monetary Institute, 2002), pagine 590-600.

2 - John Weitz, Hitler's Banker (Inghilterra: Warner Books, 1999).

3 - S. Zarlenga, op. cit.

4 - Henry Makow, "Hitler Did Not Want War," www.savethemales.com (21 marzo 2004).

5 - Henry C. K. Liu, "Nazism and the German Economic Miracle," Asia Times (24 maggio 2005).

6 - Stephen Zarlenga, "'s 1923 Hyperinflation: A 'Private' Affair," Barnes Review (Luglio-Agosto 1999); David Kidd, "How Money Is Created in ," http://dkd.net/davekidd/politics/money.html (2001).

7 - Stephen Zarlenga, "'s 1923 Hyperinflation", op. cit.
postato da: Libertarian alle ore 22:03 | Permalink | commenti (45)
Commenti
#1   15 Ottobre 2007 - 22:36
 
Ti segnalo una mostruosità storiografica che la dice lunga sulla qualità dell' autrice : viene citata come fonte attendibile un verbale di un processo staliniano del 1938 che accusa Trozky e i suoi seguaci di essere agenti dei banchieri internazionali, figurati...mi riferisco a:


[Makow cita un interrogatorio del 1938 di C. G. Rakovsky, uno dei fondatori del bolscevismo sovietico e intimo di Trotzky, che finì sotto processo nell’URSS di Stalin. Secondo Rakovsky, l’ascesa di Hitler era stata in realtà finanziata dai banchieri internazionali, attraverso il loro agente Hjalmar Schacht, allo scopo di tenere sotto controllo Stalin, che aveva usurpato il potere al loro agente Trotzky. Ma Hitler era poi diventato una minaccia anche maggiore di quella rappresentata da Stalin quando aveva compiuto l’audace passo di iniziare a stampare moneta propria. Rakovsky affermava:

“[Hitler] si era impadronito del privilegio di fabbricare il denaro, e non solo il denaro fisico, ma anche quello finanziario; si era impadronito dell’intoccabile meccanismo della falsificazione e lo aveva messo al lavoro per il bene dello stato... se questa situazione fosse arrivata a infettare anche altri stati... potete ben immaginarne le implicazioni controrivoluzionarie” ]
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#2   15 Ottobre 2007 - 22:41
 
M'anticipi il post di domani.

Avevo scritto: "Usare come fonte storiografica sincera un interrogatorio del KGB, poi..."

Anche se all'epoca non si chiamava così, mi sa.
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#3   15 Ottobre 2007 - 22:43
 
Si chiamava OGPU.
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#4   15 Ottobre 2007 - 23:30
 
L'evoluzione nominalistica dei servizi sovietici era parossistica: risulterebbe, stando al libro di Andrew storia segreta del KGB, che nel 1934 l'OGPU fu riassorbito - fino al 1941 - dal NKVD con il nome di GUGB...che casino...
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#5   15 Ottobre 2007 - 23:41
 
Io pensavo che l'NKVD fosse il servizio informazioni militare precursore del GRU e che il passaggio fosse stato '17-'23 Cheka / '23-'41 OGPU / '41-'46 NKGB / '46-'53 MGB / '47-'91 KGB. Boh! Un casino davvero.
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#6   15 Ottobre 2007 - 23:43
 
Una cosa però è certa. Ogni riorganizzazione con relativo cambiamento di acronimo è avvenuta dopo una lotta di potere interna con relativa purga.
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#7   16 Ottobre 2007 - 11:07
 
Sono d'accordo...
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#8   16 Ottobre 2007 - 11:31
 
"ma nonostante ciò capire i dettagli del funzionamento di un sistema monetario è molto difficile, e non credo sia solo colpa mia."

Ma il nocciolo dell'articolo riguarda proprio il funzionamento del sistema monetario!




utente anonimo

#9   16 Ottobre 2007 - 11:35
 
Ma 'nfatti ne parlerò... è che non sono sicuro al cento percento di aver interpretato correttamente

Nel post 2/4 dico solo cose secondarie; nel 3/4 parlo della moneta in generale e di come la descrizione dei CLT assomigli ad una qualunque moneta salvo dettagli, e in 4/4 mostro come secondo me si è arrivati a salvare moneta (CLT) e non pagare debito estero in Deutsch Mark contemporaneamente, con beneficio dell'economia tedesca. Quando la Rep di Weimar c'aveva provato con l'inflazione è crepata. Hitler è stato più furbo, ma non è che ha inventato un nuovo tipo di moneta, men che meno un'economia non monetaria.
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#10   16 Ottobre 2007 - 12:19
 
"ma non è che ha inventato un nuovo tipo di moneta"

Sei sicuro?

Quando Hitler dice: “Non siamo stati così sciocchi da creare una valuta [collegata all’] oro, di cui non abbiamo disponibilità, ma per ogni marco stampato abbiamo richiesto l’equivalente di un marco in lavoro o in beni prodotti... ", significa che ha introdotto un nuovo tipo di moneta.

utente anonimo

#11   16 Ottobre 2007 - 13:11
 
Si chiama moneta-segno. Come il dollaro di Nixon. Mises ne parlava nel 1912.

La caratteristica specifica è il meccanismo di iniezione della liquidità, tramite M0 anzichè M1-M0.

Nel sistema hitleriano si stampano biglietti (equivalenti a banconote), e si agisce direttamente solo su M0 (banconote+monete); il sistema bancario adotta il moltiplicatore monetario per creare depositi fiduciari, andando quindi ad influenzare primariamente M1 (M0 + depositi).
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#12   16 Ottobre 2007 - 13:16
 
Non credi che la differenza consista nel fatto che la moneta di Hitler era esente da debito bancario?
utente anonimo

#13   16 Ottobre 2007 - 14:33
 
E' un tema quasi trascurabile.

Nel sistema attuale M0 è decisa dalla Banca Centrale direttamente, M1 è determinata dalle riserve, R, della BC, e dal coefficiente di riserva C.

M1 = M0 + R / C, con R/C pari ai depositi.

Le riserve sono debito pubblico, o oro, ma possono essere qualsiasi coas.

I depositi sono debiti nei confronti delle banche. La banca presta soldi creati dal nulla, gli investitori guadagnano finchè c'è il boom, i risparmiatori se la prendono in quel posto.

Questo è il sistema fiat classico.

Il sistema fiat di Hitler toglie di mezzo M1, e quindi l'espansione è decisa direttamente dal governo tramite M0, senza passare per prestiti e moltiplicatori monetari.

Questo ha il vantaggio di essere meno distorcente perchè non interviene direttamente sul mercato dei prestiti, e quindi influenza meno la struttura produttiva.

Il problema di entrambe i sistemi è chi limita l'offerta: in entrambe i casi, se non ci si trattiene, si collasssa come Weimar. O come Washington in futuro... se continuano così.

I tre problemi specifici della proposta hitleriana sono:

(1) non consente un commercio internazionale efficiente, perchè circola solo domesticamente

(2) non consente la formazione dei prezzi dei fattori di produzione, perchè c'è un solo "employer" per terra, lavoro e capitali, e ciò provoca un monopsonio (monopolio della domanda) che rende inefficiente il sistema dei prezzi e quindi l'allocazione delle risorse (è una forma di socialismo).

(3) Controllando direttamente l'iniezione di moneta, in maniera totale e centralizzata, il governo acquisisce un controllo totalitario sulla società, ancora più efficiente del nostro sistema di banche centrali e banche private protette dalle banche centrali.
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#14   16 Ottobre 2007 - 15:17
 
"E' un tema quasi trascurabile. "

Quindi, per te la formazione di un debito pubblico, dovuto al sistema moneta-debito, è un fattore trascurabile?



"con R/C pari ai depositi. "

se questo è vero allora nel sistema vigente non esiste alcun moltiplicatore.

Ma poichè il moltiplicatore esiste, allora M1 = M0 + R / C è impossibile da stabilire con esattezza.


"gli investitori guadagnano finchè c'è il boom, i risparmiatori se la prendono in quel posto."

Se la prendono tutti e due in quel posto poichè, nelle crisi, agli investitori rimane sempre il debito del capitale avuto in prestito, da saldare.



"Questo ha il vantaggio di essere meno distorcente perchè non interviene direttamente sul mercato dei prestiti, e quindi influenza meno la struttura produttiva. "

...ed io aggiungo: non crea debito pubblico per lo stato.



"Il problema di entrambe i sistemi è chi limita l'offerta: in entrambe i casi, se non ci si trattiene, si collasssa come Weimar. O come Washington in futuro... se continuano così."

E' un fatto che hitler col suo sistema riuscì a risollevare in poco tempo una nazione completamente a terra, senza indebitarsi con nessuno; noi, col sistema che ci ritroviamo, siamo destinati a fare la fine di Weimar.



"I tre problemi specifici della proposta hitleriana sono:

(1) non consente un commercio internazionale efficiente, perchè circola solo domesticamente "

Chiaro che questo è stato dovuto al boicottaggio del sistema bancario internazionale.



"(2) non consente la formazione dei prezzi dei fattori di produzione, perchè c'è un solo "employer" per terra, lavoro e capitali, e ciò provoca un monopsonio (monopolio della domanda) che rende inefficiente il sistema dei prezzi e quindi l'allocazione delle risorse (è una forma di socialismo)."

?????????
Questa non l'ho proprio capita!!!




"(3) Controllando direttamente l'iniezione di moneta, in maniera totale e centralizzata, il governo acquisisce un controllo totalitario sulla società, ancora più efficiente del nostro sistema di banche centrali e banche private protette dalle banche centrali."

E questa è da dimostrare!
(Lincoln adottò un sistema simile senza che venisse intaccata la democrazia)





utente anonimo

#15   16 Ottobre 2007 - 15:55
 
"Quindi, per te la formazione di un debito pubblico, dovuto al sistema moneta-debito, è un fattore trascurabile? "

Lo stato ha quattro fonti di reddito. Le tasse, il debito, il signoraggio e i monopoli. Per evitare debito è sufficiente che le spese e le tasse più i monopoli siano allo stesso livello. Altrimenti si ha debito, che lo stato rende meno oneroso (fittiziamente) con il signoraggio, monetizzandolo e creando inflazione.

Nel sistema di signoraggio, lo stato si avvantaggia della stampa di nuova moneta a danno di chi riceve la moneta per ultimo, a processo inflattivo ultimato e prezzi maggiorati. In genere pensionati, persone a reddito fisso, eccetera...

Quello che tu chiami "politica che non crea debito pubblico" in economia si dice "esternalità sulle fasce povere della popolazione" e "aumento dei tassi di interesse per crowding out di risparmi".

"se questo è vero allora nel sistema vigente non esiste alcun moltiplicatore"

Il moltiplicatore è 1/C. Il suo valore effettivo tende al minimo di legge (banche "fully loaned up") tranne quando le banche hanno paura e inflazionano di meno.
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#16   16 Ottobre 2007 - 16:12
 
"E' un fatto che hitler col suo sistema riuscì a risollevare in poco tempo una nazione completamente a terra, senza indebitarsi con nessuno; noi, col sistema che ci ritroviamo, siamo destinati a fare la fine di Weimar"

Non è un fatto assodato: Weimar s'era ripresa subito dopo il '23. Però Hitler inflazionò evidentemente poco, e quindi la sua politica monetaria non è stata forse scriteriata come quella di Greenspan, padre seriale di bolle speculative. Il debito fu ripudiato (post 4, forthcoming) de facto, come Nixon con l'uscita dalla gold window nel 1971 ripudiò il suo, dando carta straccia ai francesi anzichè oro. Con gran vantaggio per i tedeschi, ovviamente.

"Chiaro che questo è stato dovuto al boicottaggio del sistema bancario internazionale"

Tu useresti un pezzo di carta la cui unica garanzia di valore è che un dittatore folle si asterrà in futuro dal produrla in serie? Così tutti gli altri. Comunque, se circola internazionalmente, è una moneta-segno come le altre. Quando una moneta nessuno vuole detenerla perchè nessuno si fida puoi chiamarlo speculazione: ma è una speculazione allora anche quella che fece ogni singolo tedesco nel 1923 annullando le proprie scorte di moneta e comprando tutto quello che poteva comprare...

"Questa non l'ho proprio capita!"

Manco io, si tratta di un argomento avanzato che non controllo molto bene...

Diciamo che nessuno conosce tutte le possibilità di impiego di tutte le risorse. Ma, se una risorsa costa tot, vuol dire che in qualche altro impiego "vale" almeno tanto, e, se il conto economico mi dice che sto in perdita, vuol dire che le risorse che voglio impiegare valgono più di quello che produco.

Ora, come si formano i prezzi? Si hanno tanti compratori e venditori, ognuno sceglie se comprare o meno, e si arriva ad un equilibrio dove domanda e offerta coincidono (teoria), o si tende verso un tale equilibrio (più vero nella pratica). Un mercato dove c'è un solo compratore come li sceglie i prezzi? Un mercato monopolistico o monopsonistico credo perda efficienza informativa, non potendo sfruttar ei prezzi e non potendo contribuire a formarli.

Questo argomento merita una riflessione, non l'avevo mai impostato in questi termini e non ne sono convinto.

"Lincoln adottò un sistema simile senza che venisse intaccata la democrazia"

Durò poco, per fortuna. Comunque neanche la Fed ufficialmente ha intaccato la democrazia, nonostante abbia un controllo inferiore a quello di Hitler sulla sua moneta per via della natura endogena del processo inflazionistico bancario decentralizzato. Il problema è il rischio che ciò accada: daresti la chiave della cassaforte tua ad un noto ladro con l'argomento che ce l'ha avuta già per un giorno e non ha ancora rubato? Ricorda che in politica la vaselina è fondamentale...
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#17   16 Ottobre 2007 - 16:14
 
Che ca$$o ho detto...

Il crowding out è un errore... stavo pensando al deficit, non all'inflazione...
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#18   16 Ottobre 2007 - 16:30
 
"Lo stato ha quattro fonti di reddito. Le tasse, il debito, il signoraggio e i monopoli. Per evitare debito è sufficiente che le spese e le tasse più i monopoli siano allo stesso livello. Altrimenti si ha debito, che lo stato rende meno oneroso (fittiziamente) con il signoraggio, monetizzandolo e creando inflazione."

Nel sistema vigente in cui quasi tutto il denaro esistente è denaro prestato dalle banche, non può esistere reddito se non nella forma di un trasferimento di prestito da un soggetto all'altro.



"Nel sistema di signoraggio, lo stato si avvantaggia della stampa di nuova moneta a danno di chi riceve la moneta per ultimo, a processo inflattivo ultimato e prezzi maggiorati. In genere pensionati, persone a reddito fisso, eccetera..."


Nel sistema monetario vigente chi si avvantaggia della fetta più grossa di signoraggio sono la banca centrale e le altre banche.
Lo stato beneficia solo del signoraggio delle monete metalliche, che, tolte le spese di conio, si riduce a cosa minima.



"Quello che tu chiami "politica che non crea debito pubblico" in economia si dice "esternalità sulle fasce povere della popolazione" e "aumento dei tassi di interesse per crowding out di risparmi". "

Quella che io chiamo politica senza debito pubblico è quella smette di farsi prestare il denaro che le occorre dalle banche.
E' il nocciolo dell'articolo in esame.


Nel calcolo del moltiplicatore entrano in gioco la riserva, il coefficente di riserva frazionaria e il capitale prestato che torna in banca a formare ulteriore riserva.
utente anonimo

#19   16 Ottobre 2007 - 16:58
 
"Tu useresti un pezzo di carta la cui unica garanzia di valore è che un dittatore folle si asterrà in futuro dal produrla in serie?"

A parte il fatto del "dittatore", che è fattore casuale, faccio rispondere a te stesso:

"come Nixon con l'uscita dalla gold window nel 1971 ripudiò il suo, dando carta straccia ai francesi anzichè oro."

Dove sta, infatti, la differenza tra il pericolo di un dittatore amante della tipografia e una banca centrale (in questo caso la FED) con la stessa passione.
Il dollaro ha continuato ad essere accettato, anche se carta straccia come dici tu.



"Un mercato dove c'è un solo compratore come li sceglie i prezzi? Un mercato monopolistico o monopsonistico credo perda efficienza informativa, non potendo sfruttar ei prezzi e non potendo contribuire a formarli."

Confondi monopolio della moneta con altro.



[Il sistema di Lincoln] "Durò poco, per fortuna."

E ci credo: fu ammazzato per quello!



"Comunque neanche la Fed ufficialmente ha intaccato la democrazia"

Quando le banche centrali raggiungono profitti incommensurabili la democrazia viene annullata.

- Permettetemi di emettere e gestire la moneta di una nazione, e mi infischierò di chi ne fa le leggi. -
(Mayer Anselm Rothschild )




utente anonimo

#20   16 Ottobre 2007 - 17:00
 
Lo stato si avvantaggia del signoraggio perchè la politica monetaria abbassa i tassi di interesse e quindi facilita l'indebitamento pubblico, rendendolo più leggero. Non è propriamente signoraggio, ma è il motivo per cui la banca centrale è "spinta" a monetizzare debito. Per fare un piacere al governo.

Niente banca centrale, niente politica monetaria insostenibile, più interesse, più costi per le politiche, meno stato sociale e militare per esasperazione fiscale del cittadino...

Del resto, anche se non è tecnicamente necessario, non cis arebbe inflazione monetaria senza debito pubblico da monetizzare, visto che gran parte delle operazioni di mercato aperto avvengono tramite l'acquisto di titoli di debito pubblico.

Rimane poi il fatto che esiste un solo modo sicuro per non avere debito pubblico, ed è avere una spesa pubblica pari al gettito fiscale. G=T (trascuro il monopolio).

Se poi il governo sfrutta debito e inflazione anzichè le tasse per illudere i contribuenti è un problema di public choice successivo.

Non ho capito la prima frase: la creazione di reddito non ha molto a che fare con la circolazione monetaria. E' vero che gran parte della moneta è sotto forma di depositi (e quindi bancaria) e non sotto forma di banconote e monete, ma ciò non ha conseguenze.

Se lo stato si finanzia con le tasse non si indebita. Se si finanzia con l'inflazione monetaria è come se si facesse pagare dai pensionati. La terza altenrativa è indebitarsi.

La quarta è tagliare la spesa pubblica. Questa mi piace un casino!
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#21   16 Ottobre 2007 - 17:12
 
Quando finisce la teoria economica si risvegliano i complotti...

In effetti il fatto che il dollaro sia ancora accettato è sorprendente... ma è una cosa temporanea... le ragioni sono molte, roba da un post intero... ma nessuna durerà in eterno. Prima o poi schioppa tutto: oro o morte.
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#22   16 Ottobre 2007 - 21:07
 
"Lo stato si avvantaggia del signoraggio perchè la politica monetaria abbassa i tassi di interesse e quindi facilita l'indebitamento pubblico, rendendolo più leggero. Non è propriamente signoraggio, ma è il motivo per cui la banca centrale è "spinta" a monetizzare debito. Per fare un piacere al governo."

Non capisco come facilitando il debito pubblico lo si rende più leggero.

Quando la banca centrale emette denaro lo presta al governo in cambio di titoli di stato che le fruttano interessi. Quindi la banca centrale fa un piacere a se stessa.



"Del resto, anche se non è tecnicamente necessario, non ci sarebbe inflazione monetaria senza debito pubblico da monetizzare, visto che gran parte delle operazioni di mercato aperto avvengono tramite l'acquisto di titoli di debito pubblico."

Se ci pensi bene nel momento in cui i titoli "del debito" sono monetizzati dalla banca, l'inflazione si riduce.




"Rimane poi il fatto che esiste un solo modo sicuro per non avere debito pubblico, ed è avere una spesa pubblica pari al gettito fiscale. G=T (trascuro il monopolio)."

In questo caso, però, rimane il debito originario verso la banca centrale per l'emissione del denaro circolante + gli interessi.
Il modo sicuro per non avere debiti è quello di non farne sin dall'inizio.



"Non ho capito la prima frase"

se tutto il denaro esistente è denaro dato in prestito dal sistema bancario, in realtà siamo tutti indebitati per lo stesso ammontare.
In queste condizioni non esiste alcun reddito effettivo.



"Se lo stato si finanzia con le tasse non si indebita..."

Lo stato con le tasse restituisce il suo debito alle banche.

utente anonimo

#23   16 Ottobre 2007 - 21:28
 
"In effetti il fatto che il dollaro sia ancora accettato è sorprendente..."

Quì il segreto del denaro!
utente anonimo

#24   17 Ottobre 2007 - 19:10
 
La "moneta" di Hitler, per come è descritta, altro non erano che certificati azionari che attribuivano la proprietà della schiavitù. Quando il lavoratore riceveva la "moneta", riceveva l'affrancamento dalla schiavitù del lavorare per lo stato, che gli diceva cosa fare e quanto valesse ciò che faceva. Cosa ci sia di bello nell'essere schiavi dello stato, mi sfugge assai...

Nel sistema attuale, ogni banconota ci rende "proprietari" (meglio, creditori) di una piccola porzione dell'attivo della banca centrale, cioè dei beni presenti nell'economia sottostante.
Nel vecchio sistema basato sull'oro, la banconota rendeva proprietari di un pezzo d'oro.
Nel sistema hitleriano, lo stato fissava il prezzo della schiavitù del lavoratore, che lavorava per lo stato e a cui lo stato diceva cosa (in termini di valore) con quel lavoro potesse comprarsi.
Su quale di questi tre sistemi sia il peggiore, non ho dubbi...

"(2) non consente la formazione dei prezzi dei fattori di produzione, perchè c'è un solo "employer" per terra, lavoro e capitali, e ciò provoca un monopsonio (monopolio della domanda) che rende inefficiente il sistema dei prezzi e quindi l'allocazione delle risorse (è una forma di socialismo)."

Monopsonio: si ha quando sul mercato ci sono più soggetti dal lato dell'offerta e un solo soggetto da quello della domanda. Un solo soggetto compra, quindi può scegliere da chi comprare e a quale prezzo.
Se lo stato possiede la terra ed il capitale e stabilisce il valore del lavoro (come nel modello hitleriano) i prezzi dei fattori di produzione nell'economia non sono più determinati dal bilanciamento di domanda e offerta (ossia: i beni non vengono allocati a quei settori e quelle attività che ne consentono l'impiego più efficiente) bensì dalle scelte dello stato. Ad esempio, potrebbe scegliere di usare 100 operai e 50 vanghe per costruire una strada, quando il metodo migliore (se i prezzi fossero liberi di formarsi sul mercato) sarebbe quello di usare 5 operai, una ruspa, un paio di rulli per lisciare ed una asfaltatrice meccanica. Se è lo stato a scegliere i prezzi, può rendere artificiosamente più conveniente il primo metodo "sottopagando" i cento operai necessari. Essendo lo stato a stabilire il valore del lavoro (da cui dipende il valore della moneta, e, quindi, il prezzo della terra e del capitale), non c'è modo di sapere quale sia la combinazione capitale-lavoro ottimale. A deciderlo, è lo stato.

se tutto il denaro esistente è denaro dato in prestito dal sistema bancario, in realtà siamo tutti indebitati per lo stesso ammontare.
In queste condizioni non esiste alcun reddito effettivo

Peccato che le banche non siano proprietarie di tutto il denaro a loro volta in circolazione. Il fatto che la moneta non sia legalmente convertibile (scelta volta unicamente a rafforzare la fiducia necessaria per un sistema di fiat-money) non significa che non lo sia neanche tecnicamente: ogni banconota è un titolo di credito verso la banca centrale, ipoteticamente "convertibile" in una quota di pari valore dell'attivo della medesima. Motivo per cui sono iscritte al passivo della banca centrale.
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#25   17 Ottobre 2007 - 19:12
 
"Non capisco come facilitando il debito pubblico lo si rende più leggero"

Se a uno gli danno un mutuo allo 0.1% s'avvantaggia, no? Se poi si indebita di 100 miliardi di euro non è colpa di chi gl'offre il mutuo, ma ti chi gli ha dato il certificato di sanità mentale...

Il debito pubblico altri non è che un modo di dire ad alcuni risparmiatori: date a me i vostri risparmi, non investiteli in cose serie come le industrie, tanto tra vent'anni manderemo la Finanza a casa dei contribuenti per ripagarlo. Oppure stampiamo moneta di carta e vi restituiamo coriandoli.

"Se ci pensi bene nel momento in cui i titoli "del debito" sono monetizzati dalla banca, l'inflazione si riduce"

Monetizzare significa creare moneta. Creare moneta significa creare inflazione.

"Lo stato con le tasse restituisce il suo debito alle banche"

Poteva non indebitarsi. Comunque gli interessi saranno un decimo della spesa pubblica, al massimo...

"se tutto il denaro esistente è denaro dato in prestito dal sistema bancario, in realtà siamo tutti indebitati per lo stesso ammontare"

Semplicemente, una parte del reddito prodotto viene usata per pagare gli interessi passivi su prestiti creati dal nulla. Di certo non è il 100% del reddito. E di certo questo non sarebbe possibile senza l'intervento statale nella moneta.
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#26   17 Ottobre 2007 - 20:19
 
"La "moneta" di Hitler, per come è descritta, altro non erano che certificati azionari che attribuivano la proprietà della schiavitù. Quando il lavoratore riceveva la "moneta", riceveva l'affrancamento dalla schiavitù del lavorare per lo stato, che gli diceva cosa fare e quanto valesse ciò che faceva. Cosa ci sia di bello nell'essere schiavi dello stato, mi sfugge assai..."

La schiavitù è solo verso le banche che creano denaro dal nulla e lo prestano al valore nominale, + gli interessi, per la produzione e la movimentazione dei beni.
Il tasso d'interesse è nelle loro mani e ne fanno quello che vogliono.

E quando esse aumentano i tassi d'interesse, se hai difficoltà a restituire anche una sola rata, ti fottono la proprietà.
E' notizia di questi giorni che in Italia migliaia di famiglie e di imprese si trovano in queste condizioni.

Così la banca crea denaro dal nulla e con questo nulla si appropria di proprietà reali.




"Nel sistema attuale, ogni banconota ci rende "proprietari" (meglio, creditori) di una piccola porzione dell'attivo della banca centrale, cioè dei beni presenti nell'economia sottostante."

Ma dove te lo sei sognato, questo?
Ogni bancanota ci rende debitori verso la banca, perchè essa non regala denaro a nessuno ma lo PRESTA!!



"Nel sistema hitleriano, lo stato fissava il prezzo della schiavitù del lavoratore, che lavorava per lo stato e a cui lo stato diceva cosa (in termini di valore) con quel lavoro potesse comprarsi."

Hai semplicemente capovolto la realtà: prima del sistema di hitler la Germania era schiava dei banchieri internazionali che volevano farle fare la fine dell'incaprettato.
Dopo essa si risollevò al punto da divenire una potenza mondiale.
Nel sistema hitleriano, lo stato aveva semplicemente liberato dal peso del debito la moneta.



"Peccato che le banche non siano proprietarie di tutto il denaro a loro volta in circolazione."

Le banche SONO proprietarie (illeggittimamente) di tutto il denaro in circolazione, tranne che per gli spiccioli, poichè esse lo creano dal nulla e lo mettono in circolo esclusivamente sotto forma di prestito.



"ogni banconota è un titolo di credito verso la banca centrale, ipoteticamente "convertibile" in una quota di pari valore dell'attivo della medesima. Motivo per cui sono iscritte al passivo della banca"

Una volta le bancanote recavano la dicitura: "pagabili a vista al portatore". Ora non più.

Questo sistema, in maniera truffaldina, faceva apparire la bancanota come una cambiale, permettendo di considerarla un passivo nel conto economico della banca centrale, in modo da eludere il fisco e appropriarsi, in nero, del suo valore.
In realtà essa era e continua ad essere per il portatore solo una falsa cambiale e per la banca un vero credito.
La banca centrale, infatti, quando emette il denaro vuole in cambio titoli di stato con i quali lo stato "assicura" la restituzione del prestito.









utente anonimo

#27   17 Ottobre 2007 - 20:52
 
"Se a uno gli danno un mutuo allo 0.1% s'avvantaggia, no? Se poi si indebita di 100 miliardi di euro non è colpa di chi gl'offre il mutuo, ma ti chi gli ha dato il certificato di sanità mentale... "

Si, si avvantaggia. Con i tassi all'uno%, può chiedere anche 200 anzichè 100.
Certo il debito totale aumenta, però pagherà l'uno% di interresse.



"Il debito pubblico altri non è che un modo di dire ad alcuni risparmiatori: date a me i vostri risparmi, non investiteli in cose serie come le industrie, tanto tra vent'anni manderemo la Finanza a casa dei contribuenti per ripagarlo. Oppure stampiamo moneta di carta e vi restituiamo coriandoli."

Il debito pubblico è semplicemente una truffa. Esso è il debito che lo stato contrae con la banca centrale (che è un istitituto privato, es. Bankitalia S.P.A.) per l'emissione del denaro. Il denaro è creato dal nulla e a costo zero dalla banca centrale e viene prestato allo stato al valore valore nominale in cambio di titoli di stato.
Questo prestito (l'emissione) a costo zero per la banca è segnato dalla stessa nelle poste passive del proprio bilancio, mentre i titoli vengono segnati all'attivo in modo da azzerare il conto. Solo che alla banca rimancono in mano i titoli di stato...


"Monetizzare significa creare moneta. Creare moneta significa creare inflazione."

Quando parlavo di monetizzare i titoli di stato ricevuti dalla banca in cambio dell'emissione di denaro intendevo dire...provate ad indovinare...



" Semplicemente, una parte del reddito prodotto viene usata per pagare gli interessi passivi su prestiti creati dal nulla. Di certo non è il 100% del reddito. E di certo questo non sarebbe possibile senza l'intervento statale nella moneta."

L'incremento della produzione deve essere monetizzato e questo carica di debito verso la banca centrale tale incremento.


utente anonimo

#28   17 Ottobre 2007 - 23:51
 
"L'incremento della produzione deve essere monetizzato"

Perchè? La produzione può aumentare anche ad offerta di moneta costante. Produzione economica e circolazione monetaria sono due cose concettualmente distinte ed economicamente quasi distinte (un po' interagiscono, ma non tanto).

"Il debito pubblico è semplicemente una truffa"

Vendere ad un privato debito pubblico significa vendere ad un privato il diritto di coartare in futuro un contribuente. Non è truffa: è vendita di proventi del racket delle estorsioni.

La truffa è l'espansione monetaria tramite credito fiduciario... pagare gente con la fotocopiatrice, facendole comprare beni che verranno pagati da chi riceverà la carta a processo inflattivo concluso.
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#29   18 Ottobre 2007 - 09:41
 
"Perchè? La produzione può aumentare anche ad offerta di moneta costante."

Si, ma non può essere movimentata.
E rima ne negli scaffali.



"Vendere ad un privato debito pubblico significa vendere ad un privato il diritto di coartare in futuro un contribuente. Non è truffa: è vendita di proventi del racket delle estorsioni."

No, la truffa consiste nel denaro prodotto a costo zero dalla banca centrale e prestato allo stato al suo valore nominale.



utente anonimo

#30   18 Ottobre 2007 - 10:18
 
Chi compra debito pubblico, anche la BC, compra de facto la Guardia di Finanza e il suo potere inquisitorio sulle nostre tasche.

Quando la moneta viene fuori dal nulla, chi la crea, e chi la riceve per primo, vive a spese di chi la riceve per ultimo e penultimo... la cosa fu scritta anche da Ricahrd Cantillon secoli fa.

Questo vale PER OGNI TIPO DI MONETA, non solo per il credito fiduciario. Anche se stampo banconote e le uso per pagarci gli operai FREGO RISORSE AI PENSIONATI.
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#31   18 Ottobre 2007 - 10:55
 
"Chi compra debito pubblico, anche la BC, compra de facto la Guardia di Finanza e il suo potere inquisitorio sulle nostre tasche."

La banca centrale, prestando debito pubblico allo stato compra la democrazia e attraverso la classe politica connivente con la truffa, fa stabilire che i suoi ingressi sono limiti invalicabili per la guardia di finanza e per la magistratura cotabile.



"Quando la moneta viene fuori dal nulla, chi la crea, e chi la riceve per primo, vive a spese di chi la riceve per ultimo e penultimo... la cosa fu scritta anche da Ricahrd Cantillon secoli fa."

No, chi la crea dal nulla vive a spese della comunità che la riceve in prestito.



utente anonimo

#32   18 Ottobre 2007 - 11:05
 
Fa sparire la democrazia onnipotente e scompiranno anche i gruppi di pressione parassitari...

Ripeto che non serve avere moneta-credito per fregare la gente con la moneta-fiat: anche i falsari fregano la gente, eppure non emettono moneta-credito.

Da quel che mi pare di capire, la mitologia del debito vorrebbe far credere che comprare roba stampando banconote false non sia una truffa, mentre comprare roba con depositi a vista creati dal nulla lo è?

Inoltre, il concetto di comunità è inutile: la moneta, per com'è, frega alcuni a vantaggio di altri, essendo un'esternalità sociale enorme, parlare di comunità crea confusione. Quando l'impiegato pubblico riceve come salario soldi falsi, frega il pensionato, che prima che vedrà quei soldi falsi si troverà a comprare merce a prezzo maggiorato per via dell'aumento dell'offerta di moneta.
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#33   18 Ottobre 2007 - 11:14
 
COMMENTO DI LEONARDO IHC

"Si, ma non può essere movimentata. E rimane negli scaffali."

Scusami, ma quando tu incrementi la moneta nel sistema, a meno che tu non sia keynesiano, questo non ti consente di aumentare la produzione; spiegami perché allora la produzione non può aumentare se tieni la moneta ferma! Se l'indipendenza vale in un senso perché non deve valere nell'altro? Il fatto è che la moneta circola, non è che ti serva moneta nuova per ogni transazione che fai, semplicemente la moneta viene impiegata in più transazioni; inoltre la moneta solida è solo l'inizio, perché passando dal sistema bancario viene moltiplicata e tramite il tasso di interesse e la domanda privata può assumere virtualmente qualsiasi ammontare. Ma tralasciamo questo ipotizzando che il real balance effect non passi per il sistema bancario (semplifica il ragionamento ma non cambia il contenuto di quanto di seguito dirò). Il fatto che la moneta sia ferma come quantità significa semplicemente che con maggior produzione i prezzi dovranno scendere perché, molto semplicemente ma è così, aumenta il rapporto merci-varie/merce-moneta e quindi a parità di "valore reale" (il pane è pane) il corrispettivo in termini monetari (quindi il valore nominale) diminuisce. E' lo stesso dire che un cavolo vale due carciofi con cui compri quattro pomodori, o dire che un cavolo vale un carciofo con cui compri quattro pomodori. Quindi sono proprio i prezzi che scendono sulla spinta dalla maggior produzione a compensare la relativa "scarsità" della moneta. Come disse uno sconosciuto: "markets clear", e quel tizio se ne fregava di quanta moneta ci fosse, non a caso.
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#34   18 Ottobre 2007 - 11:32
 
"Da quel che mi pare di capire, la mitologia del debito vorrebbe far credere che comprare roba stampando banconote false non sia una truffa, mentre comprare roba con depositi a vista creati dal nulla lo è? "

Questo FORSE poteva valere con bretton woods.
Da 1971 i soldi stampati dalle banche centrali non hanno copertura e sono esattamente come i soldi dei falsari.
Le banche infatti sono falsari che si sono comprati i politici per avere il monopolio della falsificazione.

per cui:
"Quando l'impiegato pubblico riceve come salario soldi falsi, frega il pensionato..."



utente anonimo

#35   18 Ottobre 2007 - 11:41
 
"Scusami, ma quando tu incrementi la moneta nel sistema, a meno che tu non sia keynesiano, questo non ti consente di aumentare la produzione; spiegami perché allora la produzione non può aumentare se tieni la moneta ferma! Se l'indipendenza vale in un senso perché non deve valere nell'altro? Il fatto è che la moneta circola, non è che ti serva moneta nuova per ogni transazione che fai, semplicemente la moneta viene impiegata in più transazioni; inoltre la moneta solida è solo l'inizio, perché passando dal sistema bancario viene moltiplicata e tramite il tasso di interesse e la domanda privata può assumere virtualmente qualsiasi ammontare. Ma tralasciamo questo ipotizzando che il real balance effect non passi per il sistema bancario (semplifica il ragionamento ma non cambia il contenuto di quanto di seguito dirò). Il fatto che la moneta sia ferma come quantità significa semplicemente che con maggior produzione i prezzi dovranno scendere perché, molto semplicemente ma è così, aumenta il rapporto merci-varie/merce-moneta e quindi a parità di "valore reale" (il pane è pane) il corrispettivo in termini monetari (quindi il valore nominale) diminuisce. "

Se io produco dieci penne ed ogni penna costa 1 euro ho bisogno che ci siano in giro dieci euro per permettere alle penne di essere comprate.

Io posso aumentare la produzione.

Se produco altre dieci penne avrò bisogno di altri dieci euro per permettere alle nuove penne di essere comprate.

Se la quantità di moneta non aumenta, a parita di costi di produzione (salario, materie prime ecc.), io fallisco.
utente anonimo

#36   18 Ottobre 2007 - 11:58
 
Comunque, niente paura, io fallisco in ogni caso perchè alla fine mi ritrovo sempre in un mare di debiti e un oceano di interessi da pagare alle banche.

Ma non sentite cosa sta succedento in giro...
utente anonimo

#37   18 Ottobre 2007 - 12:01
 
che sbadato!
volevo dire succedendo.
utente anonimo

#38   18 Ottobre 2007 - 12:39
 
Comunque, signori, è stato un onore!

Arrivederci a ...Weimar.
utente anonimo

#39   18 Ottobre 2007 - 13:15
 
34: lo sanno tutti, ma è vero per la moneta di Hitler come per quella di Nixon. Cambia il meccanismo di iniezione della carta senza valore, non il fatto che la carta è senza valore.
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#40   18 Ottobre 2007 - 13:19
 
38: per motivi che poco hanno a che fare con quanto dici, è quello che sta effettivamente succedendo, e porterà gli USA alla rovina...
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#41   18 Ottobre 2007 - 13:35
 
Tranquillo, anche l'Europa andrà in rovina.

Ma non sentite già cosa sta succedento in Italia?

"Siamo falliti e non lo sappiamo"...su tocqueville.
utente anonimo

#42   18 Ottobre 2007 - 13:56
 
Per l'Europa le cause non sono esclusivamnete monetarie, molto ci mette lo stato con le sue politiche soicali e le sue regolamentazioni. Che rendono tra l'altro il credito meno pericoloso, MA i suoi effetti si vedono ovviamente anche qui...
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#43   18 Ottobre 2007 - 14:27
 
"Per l'Europa le cause non sono esclusivamnete monetarie, molto ci mette lo stato con le sue politiche soicali e le sue regolamentazioni. Che rendono tra l'altro il credito meno pericoloso, MA i suoi effetti si vedono ovviamente anche qui..."

Quale stato? Non esiste uno stato europeo. Esistono solo stati nazionali che sono indebitati con la BCE, un istituto privato straniero.


utente anonimo

#44   18 Ottobre 2007 - 17:50
 
COMMENTO DI LEONARDO IHC

"Se io produco dieci penne ed ogni penna costa 1 euro ho bisogno che ci siano in giro dieci euro per permettere alle penne di essere comprate. Io posso aumentare la produzione. Se produco altre dieci penne avrò bisogno di altri dieci euro per permettere alle nuove penne di essere comprate. Se la quantità di moneta non aumenta, a parita di costi di produzione (salario, materie prime ecc.), io fallisco. "

Credo che qui qualcuno abbia dimenticato una legge fondamentale dell'economia: i prezzi nascono dall'incontro tra domanda e offerta, l'eccesso di domanda fa salire i prezzi, l'eccesso di offerta li fa scendere. Seconda regola: la moneta circola. Ripeto: "markets clear" J.B Say.

Il tuo discorso vale solo in un modello keynesiano di breve periodo con prezzi fissi, capacità produttiva inutilizzata liberamente e magicamente attivabile a richiesta, velocità di circolazione inchiodata e/o venditore che tesaurizza i contanti della vendita.
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#45   18 Ottobre 2007 - 23:24
 
COMMENTO DI LEONARDO IHC

BCE istituto privato straniero? Da quando? Gli utili della BCE vanno ai suoi azionisti, le Banche Centrali Nazionali, che a loro volta distribuiscono i profitti ai ministri delle Finanze, che quindi sono gli ultimi beneficiari delle politiche monetarie e gli unici che possono sostenere il budget di queste istituzioni se conseguono una perdita! la BCE è meno privata dell'Alitalia.
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Commenti

categoria:economia, storia