I recenti fatti della Virginia Tech hanno di nuovo aizzato contro il Secondo Emendamento la retorica dei buonisti che vorrebbero una società in cui solo lo stato-padrone (o ladrone, mah...) e i criminali possano girare armati. Alcune riflessioni sparse sono d'obbligo:
1. Proteggersi dai criminali
Siccome i mercati neri esistono indipendentemente dalla volontà del legislativo e dell'esecutivo, nessuna società riuscirà mai a disarmare del tutto i criminali. I buonisti dovrebbero chiedersi se disarmare le persone oneste sia un costo adeguato, quindi, considerando che i bassi rischi che correrebbero i criminali incentiverebbero la criminalità.
2. Organizzarsi per la difesa
Era legale per la Virginia Tech tenere vigilantes armati? Se no, co-responsabile della strage sono proprio le regolamentazioni contro l'uso delle armi, che impediscono ai cittadini di difendersi in maniera efficace. E' vero che l'assassino forse deteneva legalmente la pistola, ma bisogna considerare che forse l'Università era impossibilitata a difendersi adeguatamente. Sarebbe da approfondire. In ogni caso, criminali e mercati delle armi esisteranno sempre...
3. La polizia serve?
Che cento poliziotti armati si mettano a circondare un campus dove un folle armato fa strage è forse utile per le riprese televisive. Prima di centralizzare i sistemi difensivi in modo tale da costringere ogni cittadino onesto a telefonare al burocrate di turno per essere difeso, bisognerebbe chiedersi se armare il cittadino non sia più efficiente. Banche e supermercati hanno già persone armate all'ingresso, e quanto meno hanno un effetto deterrente.
4. La protezione è un diritto?
La protezione, come la tutela legale ad opera degli avvocati, è un bene costoso che implica la fornitura di servizi necessariamente scarsi. Il diritto ad un bene scarso è una contraddizione, perchè la scarsità impone l'impossibilità dell'universalità del diritto. La vera distinzione è tra il diritto di difendersi e organizzarsi per farlo, e l'obbligo di essere difesi da un potere monopolista del "servizio" (esistono ovviamente casi intermedi). Qualunque livello raggiunga la retorica, la protezione è un bene scarso e va prodotto in maniera efficiente, non possono averlo tutti e per ogni cosa, e solo retoricamente può essere chiamato un diritto.
5. Why taxes?
La Corte Suprema americana, come mi ha fatto notare Wellington, ha affermato (http://jimdark.com/files/2005_JulAug_DarkEditorial.pdf) che la protezione non è un diritto. A questo punto c'è da chiedersi a che pro pagare le tasse, per finanziare chi impedisce di proteggerci e si riserva il diritto di non farlo. Firmereste mai un contratto del genere? E' evidente che le tasse si pagano per soggezione, visto che la controparte può rifiutarsi in qualsiasi momento di erogare i beni e i servizi che, si dice, ha promesso (ovviamente, la controparte non paga il conto, pagato dai cittadini stessi, il che è sicuramente assurdo dal punto di vista contrattuale, ma si sa che "il contratto sociale" è un'invenzione retorica raccontata a fini giustificazionisti.
6. The man vs the state
Non bisogna dimenticare che una popolazione armata è anche più sicura di fronte agli arbitri della classe politica. Con le centinaia di milioni di morti civili provocati dagli stati nella storia, non si tratta certo di un sofisma. La libertà è un agnello bene armato...
7. Conclusioni
Organizzarsi per difendersi è un diritto, soprattutto considerando che lo stato non ha alcun incentivo a farlo, nonostante il suo enorme costo. Togliere le armi ai cittadini rende un gran servizio ai criminali e ai burocrati. I primi indisturbati, i secondi ancora più potenti. E non è chiarissimo quale dei due gruppi è ragionevole temere di più. Si noti che difendere selettivamente i diritti significa determinarne (cioè minarne) il contenuto...
La una-volte-nobile arte della retorica dovrebbe cambiare bersaglio.
1. Proteggersi dai criminali
Siccome i mercati neri esistono indipendentemente dalla volontà del legislativo e dell'esecutivo, nessuna società riuscirà mai a disarmare del tutto i criminali. I buonisti dovrebbero chiedersi se disarmare le persone oneste sia un costo adeguato, quindi, considerando che i bassi rischi che correrebbero i criminali incentiverebbero la criminalità.
2. Organizzarsi per la difesa
Era legale per la Virginia Tech tenere vigilantes armati? Se no, co-responsabile della strage sono proprio le regolamentazioni contro l'uso delle armi, che impediscono ai cittadini di difendersi in maniera efficace. E' vero che l'assassino forse deteneva legalmente la pistola, ma bisogna considerare che forse l'Università era impossibilitata a difendersi adeguatamente. Sarebbe da approfondire. In ogni caso, criminali e mercati delle armi esisteranno sempre...
3. La polizia serve?
Che cento poliziotti armati si mettano a circondare un campus dove un folle armato fa strage è forse utile per le riprese televisive. Prima di centralizzare i sistemi difensivi in modo tale da costringere ogni cittadino onesto a telefonare al burocrate di turno per essere difeso, bisognerebbe chiedersi se armare il cittadino non sia più efficiente. Banche e supermercati hanno già persone armate all'ingresso, e quanto meno hanno un effetto deterrente.
4. La protezione è un diritto?
La protezione, come la tutela legale ad opera degli avvocati, è un bene costoso che implica la fornitura di servizi necessariamente scarsi. Il diritto ad un bene scarso è una contraddizione, perchè la scarsità impone l'impossibilità dell'universalità del diritto. La vera distinzione è tra il diritto di difendersi e organizzarsi per farlo, e l'obbligo di essere difesi da un potere monopolista del "servizio" (esistono ovviamente casi intermedi). Qualunque livello raggiunga la retorica, la protezione è un bene scarso e va prodotto in maniera efficiente, non possono averlo tutti e per ogni cosa, e solo retoricamente può essere chiamato un diritto.
5. Why taxes?
La Corte Suprema americana, come mi ha fatto notare Wellington, ha affermato (http://jimdark.com/files/2005_JulAug_DarkEditorial.pdf) che la protezione non è un diritto. A questo punto c'è da chiedersi a che pro pagare le tasse, per finanziare chi impedisce di proteggerci e si riserva il diritto di non farlo. Firmereste mai un contratto del genere? E' evidente che le tasse si pagano per soggezione, visto che la controparte può rifiutarsi in qualsiasi momento di erogare i beni e i servizi che, si dice, ha promesso (ovviamente, la controparte non paga il conto, pagato dai cittadini stessi, il che è sicuramente assurdo dal punto di vista contrattuale, ma si sa che "il contratto sociale" è un'invenzione retorica raccontata a fini giustificazionisti.
6. The man vs the state
Non bisogna dimenticare che una popolazione armata è anche più sicura di fronte agli arbitri della classe politica. Con le centinaia di milioni di morti civili provocati dagli stati nella storia, non si tratta certo di un sofisma. La libertà è un agnello bene armato...
7. Conclusioni
Organizzarsi per difendersi è un diritto, soprattutto considerando che lo stato non ha alcun incentivo a farlo, nonostante il suo enorme costo. Togliere le armi ai cittadini rende un gran servizio ai criminali e ai burocrati. I primi indisturbati, i secondi ancora più potenti. E non è chiarissimo quale dei due gruppi è ragionevole temere di più. Si noti che difendere selettivamente i diritti significa determinarne (cioè minarne) il contenuto...
La una-volte-nobile arte della retorica dovrebbe cambiare bersaglio.
















