21. "La pubblicità e la propaganda delle Corporation è ormai talmente invasiva che ci sembra "normale" vedere cartelloni pubblicitari ovunque, anche nei cinema, nei bar, negli stadi, in metropolitana, sugli autobus, ecc."
C'e' un qualche bias cognitivo: si dimenticano sempre le pubblicità elettorali, e non si trova mai strano e "occulto" che ci siano le campagne elettorali (che sono pubblicità a spese del consumatore, tra l'altro). Senza contare che anche le piccole e le medie aziende si fanno pubblicità, mica solo le grandi "corporation".
22. "le Corporation inglesi e americane producono la maggior parte di armamenti e li esportano in tutto il mondo, soprattutto nelle aree del Terzo Mondo, che è meglio tenere nel caos della guerra per poterle meglio controllare e saccheggiare"
Non so per quale particolarità antropologica solo quelle "inglesi e americane" fanno così, ma la storia è poco credibile: la guerra ha un costo, e se non ci fosse lo stato ad esternalizzarlo sui contribuenti le corporation non potrebbero fare molto (sempre che facciano qualcosa effettivamente). All'inasprirsi del conflitto civile in Costa d'Avorio le multinazionali del cacao hanno scelto di andarsene proprio perchè era troppo costoso combattere... e' lo stato che, garantendo accesso gratuito alla coercizione, aumenta la sua domanda.
23. La Fao ha più volte fatto appello ai governi dei "paesi in via di sviluppo" per indurli ad abbandonare le politiche agricole imposte dal Fmi e dal Wto, che per il popolo equivalgono alla morte"
Affermazione gratuita e non argomentata. Senza contare che esistono le "Politiche agricole", vere assassine di negracci e sottosviluppati vari, che andrebbero criticate, altro che libero mercato... ma la democrazia è effettivamente indifesa di fronte alle lobby, e su questo concordo con l'autrice, ma la soluzione è minimizzare il peso dello stato per minimizzare gli incentivi a fare lobbying: finchè ci sarà uno stato onnipotente, chi può cercherà di approfittarsene.
24. "128 milioni di persone potrebbero uscire dalla povertà se le regole del commercio permettessero ad Africa, America Latina, Asia orientale e del Sud-est di aumentare la propria parte del commercio mondiale di appena l'1%"
Più WTO! Meno dazi! Meno politiche agricole! C'è un non so che di contraddittorio nella frase sopra riportata, rispetto al resto...
25. "le imprese Usa inviano le loro eccedenze di mercato (grano, mais ecc.), che inizialmente vendono a prezzi molto bassi, per indurre al fallimento le cooperative agricole e i piccoli proprietari"
Non è cattiveria: sono le politiche agricole di sussidio e protezionismo che creano eccedenze non vendibili.
26. "Essendo costretti ad importare, i debiti si aggravano e vengono utilizzati come arma di ricatto per continuare ad imporre politiche economiche favorevoli ai paesi ricchi"
I poveri sono in genere debitori perchè non risparmiano abbastanza, e diventano più ricchi grazie ai risparmi e agli investimenti dei ricchi, tra l'altro. Senza contare che il popolo più indebitato al mondo sono i ricchissimi americani.
27. "I cittadini dei paesi ridotti allo stremo si ribellano e cercano di rivendicare i loro diritti. Di conseguenza i paesi ridotti alla fame vengono massicciamente militarizzati. Vengono soppresse le libertà civili e viene instaurato un clima terroristico."
Considerando che è esattamente quello che succede anche quando si instaurano "dittature del proletariato", vien da pensare che il problema non siano le multinazionali, ma la cultura politica (statalista e interventista) di questi paesi.
28. "Le Corporation transnazionali hanno anche il potere di imporre a livello internazionale il prezzo di acquisto delle materie prime, a scapito dei produttori locali, che si trovano a guadagnare sempre meno lavorando sempre di più. Una volta acquistato il prodotto, quando questo arriva nei paesi ricchi, aumenta improvvisamente di prezzo, anche di 10 volte"
Se sono sfruttati, basta andare lì, comprare ad un prezzo superiore di almeno un centesimo, reimportare qui e fare enormi profitti... se non lo si fa, è perchè non c'è sfruttamento. Magari sono le politiche agricole, sicuramente è la mancanza di libero mercato, di capitali, di tutela della proprietà, eccetera.
29. "Negli Usa esistono lobby che fanno pressioni per l'attuazione di forti tagli nella spesa sociale e per non aumentare le tasse. Ad esempio, esiste l'Americans for Tax reform, una lobby fondata nel 1985 da Ronald Reagan. Questa lobby è talmente potente che è riuscita a far firmare un giuramento a quasi la maggioranza dei senatori del Congresso americano. Si tratta del giuramento di non alzare le tasse"
Questa è bellissima: prima si dice che le tasse sono state aumentate e la spesa è diminuita (punto #11), e poi si dice che Reagan ha fatto giurare (?) ai senatori di no aumentare le tasse. Autocontradditizione? Ma il cervello è fornito col libretto delle istruzioni? No? Sarà colpa delle multinazionali...
30. "Le classi più deboli non hanno lobby e non possono fare alcuna pressione sul governo"
Questa e` la democrazia moderna!
C'e' un qualche bias cognitivo: si dimenticano sempre le pubblicità elettorali, e non si trova mai strano e "occulto" che ci siano le campagne elettorali (che sono pubblicità a spese del consumatore, tra l'altro). Senza contare che anche le piccole e le medie aziende si fanno pubblicità, mica solo le grandi "corporation".
22. "le Corporation inglesi e americane producono la maggior parte di armamenti e li esportano in tutto il mondo, soprattutto nelle aree del Terzo Mondo, che è meglio tenere nel caos della guerra per poterle meglio controllare e saccheggiare"
Non so per quale particolarità antropologica solo quelle "inglesi e americane" fanno così, ma la storia è poco credibile: la guerra ha un costo, e se non ci fosse lo stato ad esternalizzarlo sui contribuenti le corporation non potrebbero fare molto (sempre che facciano qualcosa effettivamente). All'inasprirsi del conflitto civile in Costa d'Avorio le multinazionali del cacao hanno scelto di andarsene proprio perchè era troppo costoso combattere... e' lo stato che, garantendo accesso gratuito alla coercizione, aumenta la sua domanda.
23. La Fao ha più volte fatto appello ai governi dei "paesi in via di sviluppo" per indurli ad abbandonare le politiche agricole imposte dal Fmi e dal Wto, che per il popolo equivalgono alla morte"
Affermazione gratuita e non argomentata. Senza contare che esistono le "Politiche agricole", vere assassine di negracci e sottosviluppati vari, che andrebbero criticate, altro che libero mercato... ma la democrazia è effettivamente indifesa di fronte alle lobby, e su questo concordo con l'autrice, ma la soluzione è minimizzare il peso dello stato per minimizzare gli incentivi a fare lobbying: finchè ci sarà uno stato onnipotente, chi può cercherà di approfittarsene.
24. "128 milioni di persone potrebbero uscire dalla povertà se le regole del commercio permettessero ad Africa, America Latina, Asia orientale e del Sud-est di aumentare la propria parte del commercio mondiale di appena l'1%"
Più WTO! Meno dazi! Meno politiche agricole! C'è un non so che di contraddittorio nella frase sopra riportata, rispetto al resto...
25. "le imprese Usa inviano le loro eccedenze di mercato (grano, mais ecc.), che inizialmente vendono a prezzi molto bassi, per indurre al fallimento le cooperative agricole e i piccoli proprietari"
Non è cattiveria: sono le politiche agricole di sussidio e protezionismo che creano eccedenze non vendibili.
26. "Essendo costretti ad importare, i debiti si aggravano e vengono utilizzati come arma di ricatto per continuare ad imporre politiche economiche favorevoli ai paesi ricchi"
I poveri sono in genere debitori perchè non risparmiano abbastanza, e diventano più ricchi grazie ai risparmi e agli investimenti dei ricchi, tra l'altro. Senza contare che il popolo più indebitato al mondo sono i ricchissimi americani.
27. "I cittadini dei paesi ridotti allo stremo si ribellano e cercano di rivendicare i loro diritti. Di conseguenza i paesi ridotti alla fame vengono massicciamente militarizzati. Vengono soppresse le libertà civili e viene instaurato un clima terroristico."
Considerando che è esattamente quello che succede anche quando si instaurano "dittature del proletariato", vien da pensare che il problema non siano le multinazionali, ma la cultura politica (statalista e interventista) di questi paesi.
28. "Le Corporation transnazionali hanno anche il potere di imporre a livello internazionale il prezzo di acquisto delle materie prime, a scapito dei produttori locali, che si trovano a guadagnare sempre meno lavorando sempre di più. Una volta acquistato il prodotto, quando questo arriva nei paesi ricchi, aumenta improvvisamente di prezzo, anche di 10 volte"
Se sono sfruttati, basta andare lì, comprare ad un prezzo superiore di almeno un centesimo, reimportare qui e fare enormi profitti... se non lo si fa, è perchè non c'è sfruttamento. Magari sono le politiche agricole, sicuramente è la mancanza di libero mercato, di capitali, di tutela della proprietà, eccetera.
29. "Negli Usa esistono lobby che fanno pressioni per l'attuazione di forti tagli nella spesa sociale e per non aumentare le tasse. Ad esempio, esiste l'Americans for Tax reform, una lobby fondata nel 1985 da Ronald Reagan. Questa lobby è talmente potente che è riuscita a far firmare un giuramento a quasi la maggioranza dei senatori del Congresso americano. Si tratta del giuramento di non alzare le tasse"
Questa è bellissima: prima si dice che le tasse sono state aumentate e la spesa è diminuita (punto #11), e poi si dice che Reagan ha fatto giurare (?) ai senatori di no aumentare le tasse. Autocontradditizione? Ma il cervello è fornito col libretto delle istruzioni? No? Sarà colpa delle multinazionali...
30. "Le classi più deboli non hanno lobby e non possono fare alcuna pressione sul governo"
Questa e` la democrazia moderna!
















