sabato, 31 marzo 2007

Una caratterstica peculiare di chi critica la società attuale da "Sinistra" è quella di immaginare un inesistente mondo "Neoliberista" che è causa di tutti i problemi che lo Stato Sociale ha creato negli ultimi decenni. Un articolo comparso su Disinformazione.it, dal titolo "Capitalismo Totalitario" è riuscito nel difficile intento di concentrare in un solo (purtroppo lungo) testo tutti i più assurdi luoghi comuni legati a questa mentalità socialista.

L'articolo è lungo, e bisognerebbe leggerlo prima di dare per buona la mia interpretazione, ma mi limito ad un'analisi di alcune affermazioni particolarmente rilevanti, perchè così mi è stato ordinato dai grandi banchieri che finanziano questo sito.

A furia di rileggere quanto ho scritto, mi sono reso conto di un'altra peculiarità stilistica di questa letteratura: si parla di fatti, ma mai di teorie. Mises diceva che senza una buona teoria la realtà è un caleidoscopio incomprensibile... i fautori della teoria frattale della finanza affermano che la complessità dei frattali crea l'illusione di un ordine e l'illusione di verificazioni fattuali delle proprie teorie.

1. "Pochissimi capiranno il sistema, e quelli che lo capiranno saranno occupati a far soldi. Il pubblico probabilmente non capirà che è contro il suo interesse", Jacob Rothschild

La frase potrebbe non essere mai stata detta, oppure poteva significare una critica del sistema politico basata sull'idea che i cittadini non si accorgono di ciò che succede. E' impossibile decidere tra queste tre
interpretazioni, quindi il contenuto informativo della citazione è nullo. Serve a creare un'atmosfera di cospirazione, e a fornire corroborazione immaginaria ai propri pregiudizi. Un po' di statistica bayesiana potrebbe essere utile: se un dato non modifica in alcun modo le nostre stime a priori, non ha contenuto informativo.

2.
"In questi sistemi [totalitari moderni], un gruppo di persone si appropria indebitamente della maggior parte delle risorse, e le gestisce per il proprio interesse, a danno della maggior parte del popolo."

La frase è vera, se si riferisce alla classe politica che ha in mano il 50% della ricchezza grazie alle tasse, al controllo monopolistico della moneta e alla possibilità di indebitarsi senza fine; ovviamente non era questo il significato della frase, essendo l'articolo una difesa strenua della struttura politica che consente questa massiccia espropriazione. Interessante notare che non si possa fare a meno del concetto di proprietà privata anche per criticare il "capitalismo". Interessante anche che la parola evocativa "totalitarismo" non è definita, ma usata in maniera generica (anche nel resto del testo).

3. "Nel capitalismo "selvaggio" il capitalista non rispetta alcuna legge a tutela dei diritti umani. Ad esempio, paga salari così bassi da non permettere la sopravvivenza"

Non sapevo che gli alti salari fossero un diritto umano: chissà quante violazioni di diritti umani avvenivano prima dell'industrializzazione, quando si faticava ad arrivare alla fine della giornata: anche Robinson Crusoe su un'isola deserta è soggetto a violazioni dei suoi diritti umani, perchè ha fame. E chissà questi "diritti" da chi erano violati... esiste il diritto alla manna dal cielo? In un sistema liberale tutti hanno il diritto di provare; nessuno ha il diritto di riuscire, diceva Goldwater. Comunque, non viviamo in un sistema liberale...

4. "l'economista americano Joseph Stigliz"

Stigli(t)z è il noto economista socialista...

5. "alle furbe strategie attuate da alcune persone per appropriarsi di finanziamenti e beni pubblici"

No... non ci posso credere... Stiglitz si è convertito alla Public Choice! Mi pare logico che, se esiste un metodo istituzionale per derubare gli altri (lo stato), le persone ne approfittano; e non bisogna stupirsi se non tutti hanno la stessa capacità di sfruttare una tale opportunità: politici, burocrati, grandi capitalisti e leader di sindacati sono sicuramente in vantaggio sui comuni cittadini.

6. "Le società minerarie, per esempio, possono sfruttare queste risorse praticamente per niente ... Fino al 1993 avevamo concesso a titolo gratuito l'utilizzo delle nostre frequenze e le emittenti televisive e radiofoniche del paese"

Si parte dal pressupposto che lo stato sia proprietario di tutto, a priori, e che la classe politica dia in concessione la proprietà. Chissà quali sarebbero le conseguenze di estendere un tale ragionamento a tutti i diritti di proprietà, come ad esempio la propria vita... ah... sì... lo so... la conseguenza sarebbe l'onnipotenza legislativa dei Parlamenti contemporanei...

7. "I progressi compiuti dalla teoria economica avevano dimostrato che era possibile indire delle gare di appalto"

Stigli(t)z dimentica una distinzione concettuale importante: quella tra fatti e valori. La teoria economica non può dimostrare che una tassa è giusta o ingiusta. Spacciare per scienza i propri valori è un vizio frequente.

8. "incamerare a nome e per conto dei cittadini americani il valore di queste risorse che appartenevano loro di diritto"

E' impressionante che ancora si trova qualcuno disposto a credere a questa fandonia. E proprio in un articolo in cui si afferma il contrario, e, cioè, che lo stato è uno strumento in mano alle lobby! Benedetta coerenza! (nel senso di "Vada a farsi benedire!"). Non si può dire che lo stato siamo noi nello stesso articolo in cui si dimostra che lo stato sono le lobby. Democracy is the worship of jackals by jackasses...

9. "nel settore petrolifero, accade che le prime fasi dispendiose e poco proficue (l'esplorazione, l'estrazione e la raffinazione del petrolio) vengono affidate agli Enti statali, ma quando si arriva alle tappe finali (distribuzione e vendita), arrivano le grandi compagnie private inglesi e americane, che acquistano i diritti sui giacimenti"

Tipico caso di distorsione produttiva indotta dall'intervento statale. Le energia alternative diventano poi relativamente costose e si usa più petrolio di quanto se ne userebbe in un mercato libero.

10. "Le Corporation sono più totalitarie della maggior parte delle istituzioni che noi definiamo totalitarie nel campo della politica [Chomsky]"

Forse l'autore usa la parola con un qualche significato specifico. Il lettore del capitolo rimane ignaro: la parola totalitario può avere diversi significati. Se lo si usa a sbafo, diventa un'etichetta utile per ingenerare risposte emotive nel lettore, non uno strumento di comprensione.

CONTINUA...

postato da: Libertarian alle ore 14:08 | Permalink | commenti (21)
Commenti
#1   31 Marzo 2007 - 14:40
 
Esemplare, soprattutto quando si mette in rilievo che un imprenditore si agita o arriva a corrompere un politico se le amministrazioni pubblche hanno qualcosa da dargli, se non potessero dargli patenti regie o privilegi, non succederebbe: persino Giavazzi che non è proprio un estremista, consigliava di abolire la selva dispendiosa delle sovvenzioni all'industria in cambio di riduzioni fiscali, osservando che tra gl iimprenditori spesso prevalgono non i migliori, ma i più abili nel fare lobby nelle segrete stanze di qualche ufficio regionale.
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#2   31 Marzo 2007 - 15:51
 
andiamo .... non puoi chiederci di leggere Disinformazione.it !!??

:-p


vorrei però sottolineare che quel sito non esprime "cultura di Sinistra".


io direi che sono più vicini all'antimondialismo.

l'autrice non la conosco ma rigirando ho visto che (giustamenente) un suo articolo è stato ripreso da Arianna editrice (rivista vicino al movimento eurasiatista), guarda un po' come parla delle banche islamiche.... non è che sia tanto visione materialistica/economica/socialista :

http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=9571


e rigirando la frittata: questa confusione tra socialismo ed antimondialismo è un classico errore dei libertari :-p


(per capire cosa è l'antimondialismo cliccare sulla casetta che appare in questo commento)

ciao :-)

Se vuoi litigare/criticare con un giovane socialdemocratico appassionato di economia, ti consiglio questo:

titollo.ilcannocchiale.it

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#3   31 Marzo 2007 - 17:34
 
In effetti nell'antimondialismo si fondono spezzoni di cultura di sinistre antagoniste e destre romantico-esoteriche.Tanto per dare un'idea degli euro-asiatisti ecco una fantasmagorica invettiva antiamericana scritta dai uno dei loro capi, che mi risulta orami deceduto, Carlo Terracciano:

Dio maledica l'America, bestemmia vivente al nome d'ogni Dio
Jahvè maledica l'America, che usa il suo nome per sottomettere il mondo
Allah maledica l'America, che rende schiavi ed uccide i suoi figli
Brahman maledica l'America e il decimo Avatara di Vihsnu riporti l'Ordine sulla Terra
Amaterasu-o-Kami maledica l'America, che disintegrò i suoi figli in un fungo di fuoco
Manitù maledica l'America, che attuò il genocidio del suo popolo libero
Viracocha maledica l'America, che tiene schiavo il suo popolo
Horus maledica l'America, che ha fatto a pezzi il corpo dell'Egitto
Ahura-Mazda maledica l'America, che versò il sangue dei suoi figli sul Fuoco Sacro
Odino maledica l'America, che ha disonorato l'onore d'ogni guerriero
Zeus maledica l'America, nemica d'Europa nel Bello e nel Buono
Il Grande Cielo maledica l'America, che ha sporcato il mondo sopra e sotto di Lui
Ogni Bodhisattva maledica l'America, regno d'ogni menzogna, nemica d'ogni Verità
Gea maledica l'America, che sfigura e distrugge la Madre Terra
Ogni Dio, conosciuto e sconosciuto maledica l'America, regno del materialismo
Ogni essere vivente maledica l'America, che prepara l'annientamento del mondo
Satana maledica l'America, che ha usurpato persino il suo nome
Uomo maledici l'America, la Bestia Immonda nemica dell'Uomo.

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#4   31 Marzo 2007 - 17:40
 
Che i noglobal non stiano solo a sinistra lo so. Di Arianna ho letto due libri, uno più scalcagnato dell'altro, e volevo comprarne altri per divertirmi, ma non ho molto tempo da perdere. Comunque si tratta di movimenti estremisti che mescolano gilde, corporazioni, socialismo, libera moneta, comunitarismo... non è colpa mia se è impossibile distinguere tra Agnoletto e Massimo Fini. :-D

In nome dell'eclettismo ideologico, del resto, citano più volte Stiglitz, con qualche problema di spelling, noto economista, quello sì, di estrema sinistra.

Per le tendenze cospirative, invece, sono indistinguibili da certe tendenze interne al movimento libertario, tanto che quando ho letto il primo libro di Arianna c'ho messo giorni per capire se si trattava di libertari ignoranti di economia o semplici estremisti. E c'ho messo mesi per capire se erano di destra o di sinistra, distinzione che per questo motivo reputo ormai inutile (le somiglianze sono più delle differenze, sia a confrontare gli estremi che i centri)... ho capito che erano di destra quando ho visto il libro di Benoit, un intellettuale che piace a Marcello Veneziani.

Però a Veneziani piace pure Simone Weil, socialista-sindacalista che ha scritto un libro a-liberale sul concetto di libertà (l'unico che ho letto)... quindi i dubbi rimangono.
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#5   31 Marzo 2007 - 17:43
 
L'unico tratto distintivo sarebbe quindi quello delle tendenze cospirative, da quello che scrivi. Ma anche in questo caso temo si tratti di un'abitudine: in tutti i movimenti estremi, anche il mio, ci sono molte persone che ragionano così.

E non ditemi che su Luogo Comune scrivono solo libertari (infatti si leggono cose sensate sulla moneta, ad esempio, cosa impossibile in loro assenza) e neofascisti... eppure in quanto a cospirazionismo...
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#6   31 Marzo 2007 - 20:25
 
Quello che mi lascia perplesso nella crtiche dei no-global all'economia di mercato e che in queste prima si critica l'imperialismo degli USA associandolo ovviamente al libero mercato , per poi criticare i disastrosi esperimenti neoliberisti dove poche righe dopo si riconosce che non ve ne siano mai stati. Prima dicono che nessuno ha mai sperimentato un'economia liberista tipo quella proposta dai libertari, poi parlano di Pinochet come prova dei disastri capitalistici....non pretendo che capiscano che con l'"imperialismo" vadano a braccetto protezionismo e mercantilismo,ma che almeno si decidano nel stabilire se i nefasti esperimenti neoliberisti che tanto criticano siano esistiti oppure se la loro assenza ne provi l'irrealizzabilità(a loro il verdetto,eventualmente condito da paroloni suggestivi quali "totalitarismo" , "schiavitù" ed altre geremiadi..)
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#7   31 Marzo 2007 - 21:01
 
E se quello che hanno tutti in comune fosse la "base megaintegralista" caratterizzata dalla "doppia metafisica" heideggeriana di cui parla Glucksmann nel libro che LF sta giusto leggendo?

http://wellington.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=411562
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#8   31 Marzo 2007 - 21:04
 
Il pezzo citato da Retore mi sembra una testimonianza perfetta di un'altra teoria glucksmaniana: quella del "cattivo demiurgo globale".
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#9   31 Marzo 2007 - 21:22
 
"Pochissimi capiranno il sistema, e quelli che lo capiranno saranno occupati a far soldi. Il pubblico probabilmente non capirà che è contro il suo interesse", Jacob Rothschild

sto tizio per parlare così li ha fatti i soldi o è un piccolo borghese?
utente anonimo

#10   31 Marzo 2007 - 21:22
 
quello sopra è astro sloggato
utente anonimo

#11   01 Aprile 2007 - 10:16
 
Caro libertyfirst, scrivi proprio bene, sei intelligentissimo, simpatico e hai ragione su tutto. Un ciao da Novello
utente anonimo

#12   01 Aprile 2007 - 12:08
 
la 9 è del tutto falsa. Nella stragrande maggioranza dei casi l'esplorazione e lo sviluppo sono affidate a società private. Basta farsi un giro per wikipedia, se non ci si vuole sbattere di più...
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#13   01 Aprile 2007 - 13:19
 
#6: la coerenza logica è un optional. Basti vedere la parte del testo che dice:

"Abbiamo ridotto la spesa e aumentato le tasse" (menzogna)

Per poi aggiungere

"Reagan ha creato una lobby che ha fatto giurare ai senatori americani di NON aumentare le tasse"

:-D
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#14   01 Aprile 2007 - 13:25
 
#8: sono arrivato proprio lì.

#3: avevo saltato questo commento, non so perchè... sembrano i testi dei Nile!!! Bellissimi!!! :-D

#9: a volte ho anch'io l'istinto di pensarmi più intelligente, ma per castrare un tale istinto basta leggere un qualsiasi libro e capire che ci sono troppe cose che vale la pena sapere per vantarsene. Alcuni si credono illuminati. Forse è proprio perchè non leggono.

#11: Grazie! Sono fiero di ricever complimenti da chi ha scritto un libro interessante come il tuo.

#12: di menzogne ne ho trovate parecchie, questa mi era sfuggita perchè non avevo informazioni a riguardo, ma probabilmente ce ne sono molte altre che non ho notato.
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#15   15 Aprile 2007 - 04:09
 
Mises, Pareto, belle citazioni, ma forma e contenuto non coincidono.
Solo un esempio. Quando dici che "non si può fare a meno del termine proprietà privata nemmeno per criticare il capitalismo", non dici nulla. Se voglio dimostrare che una mela è marcia e criticarne la bontà, devo necessariamente usare il concetto di "marcità", ma ciò non significa che quella mela sia buona.
L'esempio è banale, ma rende l'idea che pervade tutta questa critica!
ciao broken
utente anonimo

#16   15 Aprile 2007 - 11:54
 
#15: "Tutti i diritti sono diritti di proprietà" e "Lo stato è la proprietà privata di chi comanda" non sono certo idee diffuse e comunemente accettate. Eppure sono ovvie. Mettere in chiaro l'ovvio quando è considerato assurdo permette di evitare paralogismi.
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#17   15 Aprile 2007 - 18:54
 
Siamo chiaramente su fronti e posizioni diverse, ma il dialogo e ladiscussione si fanno interessanti proprio laddove non c'è un pensiero - come direbbe Marcuse - "unidimensionale".
Io credo che il problema che rende vane tutte le critiche di tipo economico-liberale al marxismo partano da una errata interpretazione dello stesso, oltre che ricadere in una continua petizione di principio. Lo stesso Mises, ad esempio, nel suo Socialismo, continua a criticare il socialismo, affermandone l'irrazionalità e l'assurdità, ma questa presunta irrealizzabiltà, ad es. di un'economia pianificata è tale solo perchè essa viene immessa come strumento economico all'interno del sistema esistente capitalistico. Ma il socialismo, o meglio il comunismo originario, non si pone come rifrma del capitalismo, ma come superamento dello stesso, non per niente si parla di rivoluzione. Ma tutti questi autori, o perlomeno quelli che finora ho potuto leggere, sono, come direbbe Heidegger pre-ontologicamente condizionati, non vanno al di la dell'esistente. Essi usano la ragione strumentale. o meglio l'intelletto e non la ragione cognitiva, che permette di guardare oltre.
ciao broken
utente anonimo

#18   15 Aprile 2007 - 19:27
 
I problemi dell'azione umana non cambiano a seconda della prospettiva filosofica che si impiega o del tipo di assetto dei diritti di proprietà.

L'argomento di Mises è universale.

1. Per mantenere al livello attuale di produzione, serve un meccanismo di coordinazione dell'economia che vada oltre i limiti epistemici del singolo individuo (si veda il mio ultimo post).

2. Nel sistema attuale sono i prezzi a svolgere una tale funzione: senza mercato e senza moneta il sistema collasserebbe.

3. Nessun socialista ha mai proposto una soluzione del problema, quindi dobbiamo pensare che in un sistema pianificato non si possa usare (2) e quindi non si possa risolvere (1).

4. E' chiaramente possibile fare a meno di (2). Basta rassegnarsi a perdere anche (1): se vogliamo un mondo di povertà e miseria, il socialismo è ok. Ma dubito che il proletario correttamente informato sarà favorevole.

Questi 4 punti mi sembrano inconfutabili. Non si tratta di sociologia della conoscenza, ma di semplici osservazioni economiche.

Esiste la possibilità che uno dei punti sia errato, ma non è una questione di "intelligenza pre-ontologicamente condizionata", ma di trovare argomenti che confutano il ragionamento. Cosa che non mi risulta sia mai accaduta.

1. Il mondo è complesso? Y/N

2. Se Y, Il sistema dei prezzi affronta la complessità in maniera adeguata? Y/N

3. Se Y, il socialismo è in grado di trovare un sostituto del sistema dei prezzi? Y/N

4. Se N, vale la pena morire di fame per dar retta a Marx?
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#19   15 Aprile 2007 - 20:58
 
Come dicevo prima anche tu commetti una petizionedi principio.
Come ben saprai le sovrastrutture, secondo il materialismo storico, derivano dalla struttura, ovvero dai rapporti materiali di produzione.
Ma il fatto che si debba tenere a questo livello la produzione non va inteso nel semplice senso quantitativo, quantopiù qualitativo.
Bisogna insegnare a ridurre i consumi, incentivare questa via, cosa che va contro ogni ideologia liberale.

1. Il problema, dunque, non è mantenere il livello di produzione attuale, ma diminuire la creazione di bisogni voluttari. Così come la soluzione dello smaltimento dei rifiuti, non consiste nella creazione - o non solo - di macchinari atti al loro smaltimento meno invasivo, ma, tramite un approccio pedagogico-informativo - che il sistema capitalistico che non è solo un sistema economico non permette - la presa di coscienza di un ridimensionamento dei consumi e un mutamento nella finalità produttiva, che miri ai bisogni, al sociale ( socialismo ) e non al profitto.

2. Certo, i prezzi, ma da cosa è dato il "valore di una merce" se non dal lavoro umano astratto di chi la produce: l'operaio? E cosa è il profitto se non quella parte di salario non retribuita all'operaio stesso? E' un circolo vizioso: l'operaio produce una merce per poi ricomprarla a un prezzo maggiorato. per vivere deve fare un mutuo con le banche, pagare un'assicurazione ecc ecc... La merce diventa qualcosa di indipendente da ciò che rappresenta il suo valore di scambio e il denaro, da equivalente, diviene fine a se stesso. Il capitalismo finanziario produce denaro che va nelle mani di pochi che, pian piano controllano ul mercato e con esso l'informazione, la politica.
Il capitalismo, lo ripeto è basato sullo sfruttamento e si regge e può esistere solo in base ad esso.

3.il fatto che nessun socialista abbia mai proposto un sistema di economia pianificata non significa che esso non sia possibile; piuttosto non è stato possibile nemmeno attuarne un proposito perchè un'economia pianificata richiede come suo postulato necessario un'internazionalismo economico, cosa che gli USA continuano a ostacolare per chiari motivi di potere.

4.Il quarto punto nn meriterebbe nemmeno di essere preso in considerazione, perchè basta guardare il reale - che non è, come diceva Hegel "razionale - per vedere che il sistema economico liberale sta già facendo vivere la maggior parte della popolazione mondiale nella miseria e nella povertà, mentre solo una stretta minoranza, al contrario vive nell'opulenza.
QUando parli di "proletario correttamente informato", non ti rendi conto che l'alienazione è proprio uno dei subdoli metodi utilizzati dal capitalismo per far si che il proletario venga si informato, ma non correttamente. Devi entrare in una fabbrica e vedrai che ia fonte culturale primaria di chi lavora in una catena e che la sera arriva stanco morto a casa è la Tv, perchè non c'è voglia di leggere, e il sistema tramite ina "desublimazione repressiva istituzionalizzata", controlla l'informazione da dare, sia nel quanto che nel come. Nel sistema che sostieni, non c'è informazione corretta, ma solo classi privilegiate e classi tenute sotto cloroformio sotto l'apparenza di uno pseudo-benessere che ci porterà tutti all'estinzione.

Come vedi il fatto ke a te i 4 punti non sembrano confutabili, non significa paritempo che non lo siano effettivamente, anzi!

Vedi, il problema del liberismo economico, che va di pari passo con il liberalismo politico consiste proprio nel fatto che prima viene la produzione e poi il bisogno!!!

Poi, scusami, ma "morire di fame per dare retta a MArx" è proprio un truismo, non mi pare che mezzo globo sia in situazioni di indigenza per colpa di Marx o del marxismo, quantopiù, al contrario, proprio per il sistema capitalistico.
Noi, io e te, abbiamo la fortuna di essere privilegiati, nel senso che possiamo starcene qui a fare i nostri bei discorsetti, ma c'è gente che sta morendo per un rafffreddore perchè alle multinazionali farmaceutiche non "conviene" vendere la loro merce senza un guadagno che sia il massimo possibile.
Il socialismo ( che non è utopistico ma utopico) vuole migliorare le condizioni di vita della totalità, mentre il capitalismo e la sua economia concorrenziale(?) non ha che un unico fine: il profitto.

"Il capitalismo trova lo strumento della sua distruzione nelle stesse contraddizioni che lo lacerano dall'interno", ma per far emergere tali contraddizioni che esso stesso maschera, ci vuole l'azione umana.
Persino Mill, oggi, si rivolterebbe nella tomba nel vedere come il liberalismo da lui elaborato in vista di un miglioramento, sia decaduto a un sorta di talassocrazia schiavizzante e autodistruttiva.

La petizione di principio permane!
utente anonimo

#20   15 Aprile 2007 - 22:40
 
Mi serve un post per rispondere, per motivi di spazio. In linea di massima sarebbe meglio concentrare l'attenzione su un punto per volta. Il post che sto scrivendo tenta di effettuare una divisione tematica. Vedi un po' se ti piace. Dovrei pubblicarlo tra pochi minuti. Lo chiamerò "Lemberg vs Trier", dal nome delle città natali dei nostri numi tutelari (Mises e Marx). :-D
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#21   16 Aprile 2007 - 23:54
 
leggerò il post con immenso interesse critico e con la dignità che ti meriti come interlocutore serio e preparato.
con stima Marco
utente anonimo

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categoria:liberalismo