martedì, 30 giugno 2009
Se un mafioso non testimonia e copre un mafioso, è omertà.

Se un poliziotto non testimonia e copre un collega, è spirito di corpo.
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martedì, 30 giugno 2009
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martedì, 30 giugno 2009
... visto che sono piene di persone innocenti (fino a prova contraria).

OT. Una mia amica avvocanda mi ha detto che ogni tanto capita che i PM riescano a far arrivare in giudizio casi su cui non hanno uno straccio di prova - l'esempio era di un caso di lesioni dove l'unica prova era il referto medico... come se l'accertamento del fatto avesse qualcosa a che fare con l'accertamento del colpevole. Ma i GIP a che servono?
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martedì, 30 giugno 2009
La lotta alla droga è una politica costosa, futile, dannosa. In Portogallo pare che qualche effetto positivo si sia avuto semplicemente decriminalizzandola. Su Giornalettismo.
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martedì, 30 giugno 2009
Quando si pensa al libero mercato spesso ci si immagina un insieme di individui che agiscono in concorrenza pura, senza accordarsi, senza cooperare, senza perseguire un fine comune. Quando ciò non avviene si parla addirittura di fallimento di mercato: collusione, potere di mercato, monopoli. Il risultato è un catch-22 in cui se si collude si fallisce per un motivo, e se non lo si fa si fallisce per un altro, ogni qual volta si presentano le condizioni in cui la concorrenza atomistica non è ottimale.

In base a quale principio farsi concorrenza è libero mercato mentre fare una joint venture non lo è non mi è chiaro*. Sta di fatto che l'ipotesi sottostante è che ogni forma di cooperazione sociale è politica, e quindi ogni forma di cooperazione sociale implica una scelta collettiva imposta obbligatoriamente a tutti i membri di un corpo politico. Questa ipotesi è campata per aria, anche se ha un forte potenziale di autoavveramento: man mano che la politica impone con la coercizione, si riducono gli spazi per realizzare con la cooperazione.

Questo concetto di libertà è in realtà del tutto privo di senso. La libertà è la libertà da coercizione: ognuno ha il diritto di usare i propri mezzi per i propri fini. Ciò che distingue una società di mutui soccorso da un sindacato è che la prima non usa la coercizione per perseguire i propri scopi; se i sindacati si limitassero a "colludere" (cioè cooperare) per influenzare il mercato del lavoro, senza privilegi legali, non ci sarebbe nulla di male dal punto di vista della libertà.

Il principio corretto per distinguere quindi una transazione libera da una non libera non è l'assenza di cooperazione, ma l'assenza di violenza. In una società liberale, del resto, gli uomini coopererebbero molto più spesso di oggi, proprio perché non avrebbero a disposizione un governo che produce beni e servizi a spese di tutti e in regime di monopolio.

* Non è necessario arrivare all'esagerata conclusione di Rothbard per cui la collusione è sempre un bene.
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categoria:liberalismo, filosofia politica
lunedì, 29 giugno 2009
Una mia amica mi ha invitato a iscrivermi alla Fondazione Coscioni, ma ho rifiutato l'invito perché l'attivismo politico non è nelle mie corde. In ogni caso, manca un iscritto per fondare la cellula, e se si trova un volontario ne sarei contento. Riporto la mail:

"Iscriviti agli Studenti Coscioni!
http://www.facebook.com/l/;www.studenticoscioni.com.
Puoi farlo sul sito http://www.facebook.com/l/;www.lucacoscioni.it.

Se vuoi farlo a rate versa un contributo e come causale specifica
Iscrizione Stud. Coscioni".
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domenica, 28 giugno 2009
Dopo i ripetuti tentativi di un sindacato inglese di buttare a mare i dipendenti stranieri di una multinazionale con uno stabilimento in terra d'Albione, ecco che il virus protezionista colpisce anche in Italia, anche se in maniera meno odiosa.

(ANSA) - TORINO, 28 GIU - Una decina di mucche che 'pascolano' davanti a un supermercato di Torino: e' la protesta della Coldiretti contro il latte straniero. 3 litri di latte su 4 sono stranieri - spiega l'organizzazione - ma vengono spacciati come prodotti made in Italy. E lo steso vale per numerosi formaggi e latticini. In un anno sono arrivati ben 1,3 miliardi di chili di latte sterile, 86 milioni di chili di cagliate e 130 milioni di chili di polvere di latte a discapito della produzione nazionale.

Ufficialmente stavolta è un problema di informazione del consumatore, e forse la cosa potrebbe avere un minimo di senso. Ma le regolamentazioni sono spesso uno strumento del protezionismo. L'unica cosa certa è la causa intellettuale per il protezionismo è debole e come bandiera non ha molto appeal (nonostante Tremonti): speriamo continui così.
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venerdì, 26 giugno 2009
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venerdì, 26 giugno 2009
Le politiche dei governi incentivano tutti i comportamenti stupidi che potete immaginare, assicurando gli agenti dai risultati delle loro stesse azioni. Il caso dei mutui a tasso variabile è da me discusso su Giornalettismo.
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venerdì, 26 giugno 2009
Dicevo ieri che il sistema delle conoscenze teoriche in campo economico diverge verso il caos totale. Oppure no. Qui veniamo a Mises, che non ha trovato - checché ne dicano gli austriaci - una soluzione definitiva al problema (che secondo me è insolubile), ma almeno ha fornito una concettualizzazione adeguata e una soluzione parziale.

Il concetto centrale è la distinzione tra teoria e storia: che ci siano venti spiegazioni della crisi del '29 e che ogni paio d'anni se ne aggiunga un'altra è dovuto al fatto che la storia è un fenomeno complesso dove non è possibile tracciare a colpo sicuro relazioni causali. Anche fare solo una lista di fattori rilevanti è un compito difficile, figuriamoci valutarne il peso relativo. La statistica economica scova solo correlazioni, a volte spurie, e non aiuta più di tanto quando si tratta di spiegare relazioni causa/effetto.

Accettando, quindi, senza soluzione il problema epistemologico delle scienze storiche (compresa ogni applicazione della teoria economica alla realtà, tranne casi ovviamente banali dove la complessità storica non gioca un ruolo), Mises cerca di salvare la teoria in un altro modo, indagando sulla sua struttura logica, il cosiddetto a priori.

Cominciamo da un esempio semplice: se qualcuno dice "I russi comprano più fuoristrada quando i prezzi della benzina sono alti, per effetto sostituzione", il problema non è empirico, ma logico. Non è possibile che un aumento dei prezzi faccia aumentare il consumo per effetto sostituzione: è possibile dire per pura logica che è un effetto reddito, visto il "segno". Nella vita reale non è mai possibile dire a priori se vincerà l'uno o l'altro: ma a livello puramente teorico questi "oggetti" hanno delle proprietà logiche, il cui studio è lo scopo della teoria economica.

Ovviamente, la capacità predittiva di una teoria fatta così è scarsa, perché punta sulla comprensione e non sulla previsione; ma da questo punto di vista non è che ci siano alternative credibili. Ovviamente, c'è bisogno di un qualche riscontro pratico che indichi la rilevanza di un "oggetto teorico" in un particolare contesto, perché discettare di effetto sostituzione senza sapere se influenza lo 0.5% o il 50% della domanda è poco utile.

La soluzione misesiana ai problemi epistemologici dell'economia può dunque essere vista come divisa in livelli: un primo livello di studio della struttura logica della teoria economica che fornisce gli strumenti di base, un secondo livello di teorie basate su ipotesi specifiche (non a priori) ma abbastanza generali, e altri livelli via via più specifici, che però diventano sempre più indimostrabili e inconfutabili man mano che diventano complessi.

In pratica, c'è molto da dire indipendentemente dall'effettiva controllabilità empirica dei risultati: se dovessimo basarci solo su questa, staremmo verament e nei guai. Questo è ciò che fanno tutti: un libro di microeconomia, ad esempio, prima ancora di parlare di qualcosa di reale introdurrà una miriade di assiomi e di teorie.

Non c'è bisogno di osservazione per capire che il moral hazard incentiverà il rischio: c'è bisogno di osservazione per capire quanto sia stato rilevante il moral hazard in un certo contesto passato. Il primo problema è teorico, il secondo storico. La teoria economica può progredire senza che ci sia alcuna convergenza nelle spiegazioni degli eventi reali.
postato da: Libertarian alle ore 12:53 | Permalink | commenti
categoria:economia, filosofia