giovedì, 30 aprile 2009
"In modern times the most generous use of such laws1 has been in the field of economic, health, and safety regulations, though it is not uncommon also to impose a stict criminal liability in areas having to do with the possession of narcotics, gambling apparatus, and prohibited liquors. Strict criminal liability has never achieved respectability in our2 law. ... There is however no mystery about the reason for their continued and perhaps expanding appearance in modern legislation: they serve mightily the convenience of the prosecutor. Their apparent injustice, he is likely to assure us, is removed by "selective enforcement." Though theoretically such laws are a trap for the innocent, it is only the real villains who are pursued in practice. As for them, their being brought to justice is greatly facilitated because the government in making out its case is relieved from aving to prove intent or fault, a particlarly difficult task when complicated regulatory measures are involved. ... The conveniences of what has been called "jawbone enforcement" - it might less charitably be called "enforcement by blackmail" - became widely known during the hectic days of World War II, when overworked administrators of complex economic regulations had to find some way of simplifying their task. ... Fortunately, influential and persuasive voices have recently3 been raised against this evil and the other abuses that go with strict criminal liability".

Lon Fuller, "The morality of law".

Al di là dei dettagli, di cui capisco poco, è sorprendente che non sia considerato autoevidente che i limiti al potere politico impliciti nelle garanzie processuali, nei vincoli alla forma del diritto, eccetera, servono ad assicurare la sicurezza dei cittadini dall'arbitrio dell'unica organizzazione con cui hanno a che fare quotidianamente che può mettere in pericolo la vita di decine di milioni di loro4. Quando si dice che c'è conflitto tra sicurezza e libertà si commette un'imprecisione: la libertà è la sicurezza (in questo caso ottenuta mediante diritti giuridici) dal potere. Non ci sarebbe bisogno di vincoli ai tribunali e ai legislatori se questi fossero onniscienti e infinitamente buoni, esattamente come non ci sarebbe bisogno del diritto penale5 in una società di angeli: ma siccome nessuna delle due ipotesi è vera, occorrono delle regole per difendersi dai criminali, dagli altri stati, e anche dal proprio stato. Come questo possa essere tradotto in "libertà vs sicurezza" non riesco a capire. Il trade-off semmai è tra efficacia nel contrastare il crimine ed efficacia nel contrastare gli abusi del potere: un trade-off tra due forme di sicurezza, quindi.

1 Strict criminal liability: quando qualcuno commette un reato penale senza avere colpa.

2 Quella americana.

3 Scritto nel 1964.

4 Il che suona retorico, però è banalmente vero.

5 La frase di Fuller non si riferisce al diritto penale nel senso "liberale" del termine, cioè alla punizione di chi viola i diritti altrui (life, liberty & property) con la forza o la frode. Si riferisce al processo di espansione del diritto penale che era servito - a partire dalla WWII, dice Fuller, ma immagino che si potrebbe partire dal New Deal, data l'epopea delle regolamentazioni - a imporre meglio i diktat di agenzie regolative e altre conseguenze dello sviluppo del "welfare-warfare State". Il mio ragionamento è più generale.
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categoria:usa , giustizia, liberalismo
mercoledì, 29 aprile 2009
Leggo su NFA: "In verità vorrei porre una domanda ai costituzionalisti che ci leggono. La decisione di erogare fondi equivale spesso alla decisione di permettere la sopravvivenza o meno di un organo di stampa. Non mi sembra irragionevole affermare quindi che la legge sul finanziamento viola il comma 2 dell'art. 21, che nega allo Stato il potere di imporre autorizzazioni. La ratio della norma è impedire che lo Stato possa influenzare la produzione di informazione mediante decisioni discrezionali. Il finanziamento pubblico è una autorizzazione di fatto, dato che lo Stato in tal modo può decidere quali organi d'informazione possono sopravvivere e quali no."
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mercoledì, 29 aprile 2009
Secondo alcuni è necessario che esista un'Idea del Giusto affinché sia possibile la società umana. Se qualcuno prova a dire che un principio di giustizia universale non esiste, subito fioccano domande come "e allora come fai ad essere contrario la tortura e l'omicidio dei bambini tramite massiccia esposizione alla lettura dei libri di Giovanni Verga"?

"In the field of linguistics, for example, none of us pretends to know what a perfect language would be like. This does not prevent us from struggling against certain corruptions of usage which plainly tend to destroy useful distinctions".

Lon Fuller, "The morality of law".
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martedì, 28 aprile 2009
Nonno Milton Friedman, liberale; Papà David Friedman, libertario; Patri Friedman, anarchico.

PS Io mi dovrò fidanzare con una zecca per evitare esagerazioni.
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martedì, 28 aprile 2009
Secondo un editoriale del Financial Times, la Fed ha seguito politiche libertarian.
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martedì, 28 aprile 2009
Dei genitori lasciamo i figli senza cibo: un'azienda si rifiuta di fare beneficenza ai figli dei genitori irresponsabili, e la solita "società civile" se la prende con l'azienda e non con i genitori.

Almeno stavolta, c'è da dire, la "società civile" al momento non sta chiedendo soldi al contribuente per fare del bene a spese altrui. Ma i primi passi per collettivizzare la responsabilità individuale, in questo caso genitoriale, sono stati già fatti: c'è addirittura chi parla di discriminazione.

A questo punto, siamo coerenti: è discriminazione se io vado al concessionario della Ferrari e non me ne danno una senza pagare; ed è discriminazione anche se io vado da Charlize Theron, gliela chiedo, e non me la dà.

Da Repubblica:

Le famiglie non pagano la retta: niente mensa per i bimbi immigrati

L'azienda che gestisce la ristorazione nella scuola di Pessano con Bornago, nel Milanese, lascia a digiuno 22 ragazzini (20 sono figli di immigrati, tra cui 14 rom): i genitori sono morosi. Il sindaco: "Se non pagano, è giusto che non abbiano il servizio". Le maestre, indignate, ogni giorno offrono ai ragazzi il proprio pasto

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Nella scuola, l’istituto comprensivo di Pessano con Bornago, in provincia di Milano, scoppia la polemica contro il Comune, che si rifiuta di pagare quei pranzi.

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Il preside Felice Menna fa pressioni sul sindaco denunciando «una discriminazione inaccettabile e offensiva» e chiedendo che sia l’amministrazione a pagare. Ma Giuseppe Caridi, primo cittadino eletto con il centrosinistra, non ci sta: «Le regole sono regole e le famiglie vanno responsabilizzate — dice — non pagano da anni sapendo che qualcuno lo farà al posto loro, adesso basta».

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La Dussmann Service srl, società di ristorazione con sede a Trento, ha crediti con le 1.027 famiglie della scuola per 28mila euro, accumulati quest’anno. Un buco cresciuto a furia di cedole non pagate. A febbraio, l’azienda ha inviato a scuola l’elenco delle famiglie morose da lunga data, annunciando per i loro figli l’interruzione dei pasti. Il debito è in media di 700 euro per ogni studente, la lista conteneva 59 nomi.

...

«Gli stranieri non riescono a pagare — dice il preside — perché non hanno aiuti, non avendo qui la residenza». Per la stessa ragione, qualunque sia la loro situazione economica, pagano 3.80 euro a pasto, il massimo. Un centinaio di genitori della scuola insceneranno una protesta in consiglio comunale.

...

«Andremo in aula e mangeremo panini — dice Simona Villani, mamma e portavoce del comitato — è una discriminazione scandalosa». Anche il direttore scolastico provinciale, Antonio Lupacchino, in una lettera al sindaco chiede «un ripensamento rispetto a scelte che creano forte disagio in minori incolpevoli», e annuncia la possibilità che la scuola interrompa il servizio mensa. Dura anche la posizione di FlcCgil: «La situazione è inaccettabile — dice il segretario provinciale, Attilio Paparazzo — la condotta del sindaco è incomprensibile». Caridi si difende: «Investiamo molto in assistenza — dice — ma siamo contrari all’assistenzialismo. Se potessimo, pignoreremmo alle famiglie televisori e auto anziché togliere il piatto ai bambini, ma i tempi delle esecuzioni sono troppo lunghi».

QUI.
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lunedì, 27 aprile 2009
Mi sono imbattuto in un video ridicolo che accusa il Papa di esser parte della cospirazione mondiale dei banchieri contro la povera gente. Ovviamente si tratta dei soliti signoraggisti.

Ne parlo su Giornalettismo.
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lunedì, 27 aprile 2009
"[I]t is a question of acute importance for economics as to why the macroeconomics predictions of the mathematical economists have been on the whole less successful than the hunches of the mathematically unwashed. The answer seems to be that when we write, for instance, “let i, Y, and I stand, respectively, for the interest rate, income, and investment,” we stand committed to the assumption that the internal structures of these aggregates or averages are not important for the problem in hand. In fact, of course, they may be very important, and no amount of subsequent mathematical analysis of the variables can overcome the fatal defect of their heterogeneity."

Boulding (1948), su Samuelson. Da O&M.
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lunedì, 27 aprile 2009
Della questione meridionale si possono dire poche cose certe e tante cose incerte.

Le poche cose certe che mi vengono in mente sono:
  1. Tutte le politiche messe in campo finora hanno fallito, molte sono causa della perpetuazione del problema, non sembra ci sia né la capacità né la volontà politica di risolvere efficientemente ed efficacemente la questione (probabilmente è un tema intrattabile per problemi di public choice: non c'è quasi speranza che si possa risolverlo all'interno dell'attuale quadro istituzionale).
  2. Nessuna politica, e nessuna non-politica liberale, risolverebbero rapidamente e completamente tutti i problemi, in quanto lo sviluppo richiede sempre tempo, i problemi hanno molteplici cause, e se ci sono problemi di carattere culturale nella mentalità del meridionale quadratico medio questi non potranno scomparire nel breve-medio termine.
  3. I problemi sono molteplici e anche solo farne una lista è un problema complesso. La lista deve includere la mafia, la corruzione delle istituzioni, la carenza di infrastrutture, gli incentivi perversi legati ai finanziamenti dall'alto, il malfunzionamento del mercato del lavoro dovuto ai sindacati, le lungaggini burocratiche, l'inefficienza delle scuole e delle università, eccetera. Pensare di risolvere tutto contemporaneamente è mero wishful thinking.
  4. Nessuna soluzione globale probabilmente funzionerà mai perché probabilmente ogni regione, provincia o comune hanno problemi specifici che non possono essere risolti con una sola ricetta che vada ben per tutti.
Una politica liberale può affrontare molti di questi problemi, soprattutto nel medio-lungo termine. Nel breve termine è possibile migliorare il sistema finanziario e il mercato del lavoro, e cambiare gli incentivi degli imprenditori in modo che creino ricchezza, cercando fondi in base a piani economicamente validi e non a fondo perduto, ad esempio, e riducendo tasse e burocrazia. Il risultato potrebbe essere che il Meridione smetterebbe di essere tale e diventerebbe come l'Europa dell'Est: dinamica, in crescita (salvo crisi finanziaria), relativamente libera economicamente.

Esiste probabilmente una grossa complicazione, e addirittura un fattore che rompe l'idillio.

La grossa complicazione è la mentalità meridionale: decenni di richieste di elemosina non possono non aver influenzato la cultura, i valori, le abitudini. Il dispotismo colpisce più gravemente la mentalità dei servi che dei padroni, diceva Tocqueville (però riferendosi alla classe dirigente americana, troppo servile per eccesso di democrazia). Non è pensabile che di colpo spariscano la corruzione, l'omertà, il familismo, i favoritismi, la tendenza a riempire le università di parenti e amici*.

Di certo soluzioni locali, e soprattutto la responsabilità individuale tipica del mercato, possono innescare circoli virtuosi. La cosa importante è che in democrazia la presenza di scelte collettive causa esternalità su tutti: sul mercato invece benefici e costi sono in primis privati, con qualche eccezione. Per questo dico che il mercato funziona fino a prova contraria e la politica non funziona fino a prova contraria. Se un'università si crea una reputazione di serietà, sul mercato può ottenere studenti migliori, maggiori fondi, professori migliori; solo se manca la concorrenza è possibile comprare familismo e favoritismi gratuitamente.

Il fattore critico è che ruolo avrà la mafia in tutto ciò. La mafia potrebbe benissimo subire un tracollo se finissero i soldi dall'alto, ma la cosa potrebbe non essere né rapida né indolore. In più il temporaneo (se tutto va bene) peggioramento sociale potrebbe causare le premesse per avere un bel "failed state" (l'etichetta è già applicabile ora sul piano economico, ma prima di arrivare alle migliaia di morti ammazzati l'anno del Messico ce ne vuole).

Il problema è questo: un monopolista dello sfruttamento può scegliere il livello ottimo di parassitismo che non danneggi troppo la società sottostante; degli oligopolisti dello sfruttamento invece potrebbero trovarsi di fronte ad una tragedy of the commons: le opportunità di sfruttamento non sfruttate divengono opportunità perse, e investire in migliorare la società beneficia gli altri sfruttatori. E' per questo che probabilmente una società anarchica non regolata sarebbe peggio di una società statalizzata: meglio servire un padrone che due.

In quest'ottica, se lo stato si concentrasse nel controllare la mafia e proteggere i titoli di proprietà e quindi il libero funzionamento del mercato, sarebbe probabilmente la cosa migliore: se intervenisse economicamente, del resto, non farebbe che perpetuare i disastri di decenni di "politiche del meridione". Uno stato che si occupasse solo di sicurezza avrebbe meno "parassiti" da sfamare, perché avrebbe meno favori da dare; avrebbe più risorse da impiegare nel suo unico scopo; e impedirebbe alla mafia di finanziarsi tramite appalti e sovvenzionamenti pagati dal Nord Italia.

* Un paper interessante di Pietro Ichino mostra che al Sud un lavoratore ha maggiori probabilità di avere ragione sul datore di lavoro in giudizio, peggiorando quindi le rigidità del mercato del lavoro e quindi, indirettamente, la condizione dei lavoratori. E' solo un esempio, tra i tanti.
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categoria:politica interna, teoria politica
domenica, 26 aprile 2009
Non potendo migliorare il livello intellettivo, e nemmeno quello culturale, dei politici, Berlusconi ha deciso di esportare in Europa il modello di policy "facciamo qualcosa per migliorare il Parlamento, almeno sul piano estetico". Leggo infatti su Yahoo News:

Secondo le ultime notizie che giungono dal quartier generale del Pdl saranno molti i volti noti dalla tv che potranno sperare di occupare uno scranno al Parlamento Europeo.

In lizza ci sono la rossa Angela Sozio, concorrente della terza edizione del 'Grande Fratello' e la biondissima annunciatrice Rai ed ex Letteronza di 'Mai dire gol' Barbara Matera, fresca di laurea in Scienze della formazione alla Sapienza di Roma. E ancora tra le papabili si fanno i nomi di Camilla Ferranti, ex tronista di 'Uomini e donne' di Maria De Filippi, che vanta una laurea in Scienze politiche, un calendario datato 2008 e una partecipazione nella fiction 'Incantesimo', delle gemelle Eleonora e Imma De Vivo, naufraghe dell’ultima edizione dell’Isola dei famosi e dell’avvocato Micaela Ottomano, bella e prorompente di origine pugliese e nota per vie delle sue prestigiose frequentazioni vip nonchè fedelissima del Cavaliere.

Ad aspirare ad un posto sicuro a Strasburgo ci sarebbero, inoltre, Emanuela Romano, presidente dell’associazione 'Silvio ci manchi', Antonia Ruggiero, la fascinosa avellinese che ha anche alle spalle una lunga militanza politica e la new entry Eleonora Gaggioli, attrice in 'Elisa di Rivombrosa' e in 'Don Matteo'.

Silvio Berlusconi è stato chiaro: vuole volti nuovi da candidare alle elezioni Europee di giugno e per questo motivo che gli europarlamentari uscenti soprattutto quelli della circoscrizione Sud stanno vivendo giorni di grande tensione perchè la maggior parte di queste bellezze aspiranti eurodeputate potrebbero essere candidate nelle file del Pdl proprio al Meridione.

Mannaggia, se Berlusconi si fosse deciso prima avremmo Alessia Merz al Quirinale.
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