"In modern times the most generous use of such laws1 has been in the field of economic, health, and safety regulations, though it is not uncommon also to impose a stict criminal liability in areas having to do with the possession of narcotics, gambling apparatus, and prohibited liquors. Strict criminal liability has never achieved respectability in our2 law. ... There is however no mystery about the reason for their continued and perhaps expanding appearance in modern legislation: they serve mightily the convenience of the prosecutor. Their apparent injustice, he is likely to assure us, is removed by "selective enforcement." Though theoretically such laws are a trap for the innocent, it is only the real villains who are pursued in practice. As for them, their being brought to justice is greatly facilitated because the government in making out its case is relieved from aving to prove intent or fault, a particlarly difficult task when complicated regulatory measures are involved. ... The conveniences of what has been called "jawbone enforcement" - it might less charitably be called "enforcement by blackmail" - became widely known during the hectic days of World War II, when overworked administrators of complex economic regulations had to find some way of simplifying their task. ... Fortunately, influential and persuasive voices have recently3 been raised against this evil and the other abuses that go with strict criminal liability".
Lon Fuller, "The morality of law".
Al di là dei dettagli, di cui capisco poco, è sorprendente che non sia considerato autoevidente che i limiti al potere politico impliciti nelle garanzie processuali, nei vincoli alla forma del diritto, eccetera, servono ad assicurare la sicurezza dei cittadini dall'arbitrio dell'unica organizzazione con cui hanno a che fare quotidianamente che può mettere in pericolo la vita di decine di milioni di loro4. Quando si dice che c'è conflitto tra sicurezza e libertà si commette un'imprecisione: la libertà è la sicurezza (in questo caso ottenuta mediante diritti giuridici) dal potere. Non ci sarebbe bisogno di vincoli ai tribunali e ai legislatori se questi fossero onniscienti e infinitamente buoni, esattamente come non ci sarebbe bisogno del diritto penale5 in una società di angeli: ma siccome nessuna delle due ipotesi è vera, occorrono delle regole per difendersi dai criminali, dagli altri stati, e anche dal proprio stato. Come questo possa essere tradotto in "libertà vs sicurezza" non riesco a capire. Il trade-off semmai è tra efficacia nel contrastare il crimine ed efficacia nel contrastare gli abusi del potere: un trade-off tra due forme di sicurezza, quindi.
1 Strict criminal liability: quando qualcuno commette un reato penale senza avere colpa.
2 Quella americana.
3 Scritto nel 1964.
4 Il che suona retorico, però è banalmente vero.
5 La frase di Fuller non si riferisce al diritto penale nel senso "liberale" del termine, cioè alla punizione di chi viola i diritti altrui (life, liberty & property) con la forza o la frode. Si riferisce al processo di espansione del diritto penale che era servito - a partire dalla WWII, dice Fuller, ma immagino che si potrebbe partire dal New Deal, data l'epopea delle regolamentazioni - a imporre meglio i diktat di agenzie regolative e altre conseguenze dello sviluppo del "welfare-warfare State". Il mio ragionamento è più generale.
Lon Fuller, "The morality of law".
Al di là dei dettagli, di cui capisco poco, è sorprendente che non sia considerato autoevidente che i limiti al potere politico impliciti nelle garanzie processuali, nei vincoli alla forma del diritto, eccetera, servono ad assicurare la sicurezza dei cittadini dall'arbitrio dell'unica organizzazione con cui hanno a che fare quotidianamente che può mettere in pericolo la vita di decine di milioni di loro4. Quando si dice che c'è conflitto tra sicurezza e libertà si commette un'imprecisione: la libertà è la sicurezza (in questo caso ottenuta mediante diritti giuridici) dal potere. Non ci sarebbe bisogno di vincoli ai tribunali e ai legislatori se questi fossero onniscienti e infinitamente buoni, esattamente come non ci sarebbe bisogno del diritto penale5 in una società di angeli: ma siccome nessuna delle due ipotesi è vera, occorrono delle regole per difendersi dai criminali, dagli altri stati, e anche dal proprio stato. Come questo possa essere tradotto in "libertà vs sicurezza" non riesco a capire. Il trade-off semmai è tra efficacia nel contrastare il crimine ed efficacia nel contrastare gli abusi del potere: un trade-off tra due forme di sicurezza, quindi.
1 Strict criminal liability: quando qualcuno commette un reato penale senza avere colpa.
2 Quella americana.
3 Scritto nel 1964.
4 Il che suona retorico, però è banalmente vero.
5 La frase di Fuller non si riferisce al diritto penale nel senso "liberale" del termine, cioè alla punizione di chi viola i diritti altrui (life, liberty & property) con la forza o la frode. Si riferisce al processo di espansione del diritto penale che era servito - a partire dalla WWII, dice Fuller, ma immagino che si potrebbe partire dal New Deal, data l'epopea delle regolamentazioni - a imporre meglio i diktat di agenzie regolative e altre conseguenze dello sviluppo del "welfare-warfare State". Il mio ragionamento è più generale.
postato da: Libertarian alle ore 13:49 | Permalink | commenti
categoria:usa , giustizia, liberalismo
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