martedì, 31 marzo 2009
C'è chi dice che l'origine del problema della crisi finanziaria stia nel modello originate to distribute, secondo cui un'istituzione finanziaria che origina un investimento ne distribuisce il rischio ad altri agenti sul mercato attraverso l'uso di strumenti finanziari come la securitizzazione.

Fondamentalmente, migliaia di esperti il cui lavoro è analizzare gli investimenti si sono comprati milioni di scatole nere senza sapere cosa ci fosse dentro.

In un mondo normale sarebbe accaduto il contrario: uno strumento opaco e poco standardizzato non dovrebbe avere mercato, proprio perché non vale la pena studiarselo e nessuno sa cosa ci sia dentro, esattamente come le asimmetrie informative possono impedire il formarsi di un mercato di "bidoni".

Di conseguenza serve un'ipotesi sussidiaria per spiegare il tutto: o che di colpo milioni di persone siano impazzite, tra cui decine di migliaia di esperti di finanza, o che gli incentivi e le informazioni legati ai prezzi con cui il mercato si coordina erano sistematicamente sballati (e io opto per la seconda spiegazione).

In ogni caso, c'è un senso in cui dar la colpa all'originate to distribute è ovvio, esattamente come non ci potrebbe essere un problema di credito se non esistessero i prestiti: affinché la coordinazione di mercato fallisca è necessario che ci sia un mercato.

In sostanza, se non esistesse un mercato del credito che canalizza i risparmi verso gli investimenti, non ci potrebbe essere una mancata coordinazione di risparmi e investimenti, e se non esistesse un mercato in cui il rischio (in qualsiasi forma) viene trasferito, non ci potrebbe essere un problema di coordinazione nella valutazione e nella ripartizione del rischio.

Se si trattasse solo di un problema di follia, la follia può prendere Robinson Crusoe come un investitore immerso in un oceano composto di milioni di altri investitori; se si tratta di prezzi di mercato non in linea con la realtà economica, soltanto nel secondo caso si avrà un problema.

Puntare il dito sull'originate to distribute è praticamente assurdo, perché farebbe pensare che la soluzione sia abolire gli scambi (al limite), e teoricamente errato, perché quello che bisogna veramente spiegare non è perché esiste un mercato, ma perché i mercati finanziari sono così instabili.
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categoria:economia
lunedì, 30 marzo 2009
Mattinata all'insegna dell'ilarità per un fraintendimento su Facebook. Un gruppo di antifascisti militanti (ad ognuno il suo obiettivo) ha creato una pagina per l'eliminazione dei gruppi che inneggiano al fascismo (di squadrismo in squadrismo), e nella lista dei fascisti è finito una pagina di liberisti nel cui titolo c'è scritto "Il fascismo è di sinistra": agli antifascisti militanti è sfuggito che il "di sinistra" non era un elogio, ma una constatazione.

Sabato a cena ho detto a due miei amici di AN che sono un anarchico di destra. Poi ho riflettuto un secondo e ho capito che il "di destra" non c'entrava nulla, se non altro perché la destra italiana non è mai stata così come la concepisco io: al massimo posso elogiare la old right americana (un piccolo gruppo ininfluente di intellettuali che si opponeva al New Deal), che è geneticamente diversa dalla destra italiana (anche se Fini, devo dire, è il meno illiberale di tutti i leader del PDL).

Il problema è che la dicotomia tra destra e sinistra è irrilevante e dannosa: irrilevante perché le differenze riguardano più il modo di porsi che il modo di governare (anche se ci sono dei temi in cui uno dei due schieramenti può essere relativamente più liberale dell'altro), dannosa perché nasconde la vera questione, e cioè quanta azione collettiva serve veramente, e quanto va invece lasciato alla libertà individuale, che non ha granché a che fare con la politica o la democrazia.
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domenica, 29 marzo 2009
Se i grandi della terra dicono di prevedere una ripresa economica tra due anni, per un totale di quattro anni di recessione, quali sono le previsioni reali?

Io non parlo giapponese, ma quante previsioni del genere hanno fatto in Giappone negli ultimi 20 anni, dopo aver fatto di tutto con la moneta e con il fisco?
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domenica, 29 marzo 2009
"Is the attempt to guide the people on the right road not hopeless, especially when we recognize that men like John Maynard Keynes, Bertrand Russell, Harold Laski and Albert Einstein could not comprehend economic problems?"

Mises, "Notes and recollections".

Ora mi dispererò di meno la prossima volta che sento "Hai ragione che il salario minimo aumenta la disoccupazione, ma senza i lavoratori poveri starebbero peggio". Peggio che disoccupati in servizio permanente effettivo?
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sabato, 28 marzo 2009
Oggi riassumo tutta la storia umana.

Supponiamo che due organizzazioni, la mafia e lo stato, possano ottenere un reddito a spese di una certa società tramite l'uso di coercizione.

Supponiamo che l'uso della coercizione distrugga ricchezza, cioè danneggi l'economia della società oggetto di sfruttamento da parte dell'organizzazione in questione.

Sto ipotizzando, e non dimostrando, che non esistano beni per la cui produzione la mafia o lo stato siano necessari, come ad esempio la sicurezza da altre mafie/stati o dalla microcriminalità.

Questa ipotesi permette di distinguere uno stato in forma pura come monopolista dell'uso della forza, uno stato "impuro" come entità dominante ma che divide il potere con almeno un'altra organizzazione (la mafia), e una situazione di anarchia come lotta tra mafie che vogliono diventare stato.

Nel modello non c'è spazio per uno stato o una mafia buoni o per un'anarchia ordinata, per semplicità. L'ultima eventualità è comunque trattata implicitamente.

Considererò la tassazione come l'unica fonte di reddito dello stato o della mafia, per semplicità.

SCENARIO #1

Supponiamo che esista un monopolista dello sfruttamento, lo stato, e che il suo potere sia stabile.

In questo caso lo Stato ha un punto di ottimo nel massimizzare il valore atteso della propria rendita da sfruttamento futura, cioè la somma attualizzata del massimo che riesce ad estrarre dalla società che sfrutta. L'ottimo dipende dalle preferenze temporali di chi ha potere, dal livello di tassazione che riesce ad imporre, e dalla dannosità della tassazione per quanto riguarda la ricchezza della società sottostante.

Tasse troppo basse lasciano alla società risorse non sfruttate adeguatamente dallo stato, e tasse troppo elevate distruggono la società e quindi impediscono allo stato di sfruttare adeguatamente la rendita nel lungo termine.

Quello che si ottiene è un regime ottimale di sfruttamento, che non danneggia troppo il futuro e non lascia troppa libertà nel presente: il punto di ottimo verrà chiamato "ottimo lafferiano" per l'ovvia similitudine con la curva di Laffer.

Da ciò si deduce che lo stato, anche in situazioni ottimali, sarà liberale controvoglia: accetterà la libertà solo perché aiuta la crescita e quindi aumenta la base imponibile. Siccome il liberalismo funziona, cioè, ci sarà sempre quel minimo di libertà che serve per ottenere il massimo della rendita da sfruttamento.

E' possibile rendere questo risultato ancora più ottimale per la società vincolando lo stato, come vogliono fare i liberali (con scarso successo).

SCENARIO #2

Supponiamo che esista un monopolista dello sfruttamento ma che il suo potere sia instabile.

In questo caso l'ottimo lafferiano non verrà raggiunto, perché il rischio di perdere il potere riduce l'orizzonte temporale dello stato, e quindi fa sì che le rendite future abbiano minore valore attuale. Il risultato è che lo stato concentrerà l'attenzione al breve termine, trascurando le rendite future, e quindi si avrà un livello di sfruttamento sovraottimale, che danneggerà la crescita di lungo termine per garantire il massimo del reddito da sfruttamento nel breve termine. Si noti che la miopia può indurre politiche inefficientemente illiberali, come fatto notare da Hoppe in "Democrazia: il dio che ha fallito".

Una società nello scenario #2 sarà più povera e meno libera di una società nello scenario #1.

SCENARIO #3

Supponiamo che esista un duopolio (o una concorrenza) di sfruttatori.

Se non esiste un regime statuale, ma si hanno almeno due organizzazioni mafiose che cercano di sfruttare il territorio, abbiamo lo stesso risultato dello scenario #2, in quanto non si tenderà a dare importanza a sufficienza alle rendite da sfruttamento future.

Si ha inoltre un paradosso del prigioniero: ogni singola mafia ha infatti incentivo a sfruttare la società che tiranneggia, ma paga soltanto una parte delle conseguenze dello sfruttamento, di conseguenza ci sarà una sovraproduzione di sfruttamento mafioso che danneggerà la crescita ulteriormente. Una mafia che si astiene dall'esagerare con la coercizione perderà rendita, ma subirà comunque i danni delle altre mafie, e l'equilibrio finale è un failed state.

Il risultato sarà un eccesso di coercizione e di povertà rispetto all'ottimo lafferiano, anche peggiore dello scenario #2.

Il risultato hobbesiano (un monopolista dell'uso della forza) è ottimale perché in questo scenario l'alternativa è il bellum omnium contra omnes. Un'alternativa ad entrambi è un insieme di regole: un ordine giuridico basato su determinati principi consuetudinari comunemente accettati. Questo sarebbe una situazione di anarchia - se l'uso della forza viene frazionato - o semplicemente uno stato liberale - se il monopolio della forza viene mantenuto. La libertà naviga tra la Scilla dell'ottimo lafferiano e la Cariddi della guerra tra mafie: più precisamente, la libertà è preferibile ad entrambe le alternative, è più simile alla seconda, ma la prima è migliore della seconda.

SCENARIO #4

Supponiamo che la regione in questione sia finanziata esternamente, ad esempio con donazioni per lo sviluppo.

Questo caso ha molta rilevanza per l'economia del Meridione d'Italia e dei paesi africani che campano di donazioni dai paesi occidentali: la mafia che sfrutta la società può contare su una fonte di reddito slegata dai danni che impone alla società che tiranneggia, e quindi non deve curarsi dell'efficienza del suo intervento rispetto all'ottimo lafferiano, che verrà quindi superato.

In più, più il suo intervento è dannoso, più probabilmente gli aiuti aumenteranno, e quindi si ha un equilibrio di sottosviluppo stabile in cui il danno che la mafia impone alla società è una condizione necessaria per il reddito della mafia stessa, che non solo non deve preoccuparsi della crescita, ma farà di tutto per danneggiarla.

Anche questo risultato sarà peggiore dello scenario #2, e a fortiori dello scenario #1.
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categoria:liberalismo, libertarismo, filosofia politica, teoria politica
sabato, 28 marzo 2009
Fingere di essere un acquirente educato e ben vestito e in realtà comprare per una carovana di nomadi (che poi pur di andarsene ottengono una cifra notevole per rescindere il contratto) è una truffa? Da Lakeside.

Secondo me no, nel senso che è un errore degli acquirenti. Idem per Wanna Marchi o per Madoff.

Il problema si ha se si danno false informazioni: se vendo una casa e chiedo chi ci verrà ad abitare, o se inizio un piano finanziario basato sul principio di Ponzi e dico che investo in Borsa è truffa. Se l'acquirente non fa la domanda, è un suo problema: dovrebbe saperlo fare, il suo mestiere.

Nel caso di Wanna Marchi è difficile applicare lo stesso principio perché non c'è nulla di oggettivo, reale o verificabile: si tratta di superstizioni. Punire la Marchi per abuso della credulità popolare (non so come quale sia il reato specifico per cui è stata processata significa essenzialmente dire alle sue "vittime" che sono dei creduloni).

PS Nei commenti - scherzosamente ma non troppo - affermo che la colpa è del fatto che non si può scrivere nel contratto immobiliare "qui non vogliamo gentaglia come negri, messicani e italiani", per dirla alla Hartman.
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venerdì, 27 marzo 2009
Ieri al seminario austriaco XI ho detto (in privato) tre assurdità:
  • Che la Chiesa si finanzierà con i Gratta & Vinci: il LottoPerMille,
  • Che ci sono i liberisti per la legalizzazione della droga: i Narcocapitalisti,
  • Che la forma politica di una società libertaria omossessuale è l'Analchia.
Per il resto la discussione è stata interessante e scriverò qualcosa nel weekend.

PS Il Senato ieri ha firmato per la nazionalizzazione dei corpi dei cittadini italiani. Come forma di protesta copiancollo un'istruttiva canzone:

Re Arcù

nel regno di Cazzònia non si vive proprio più
moralisti e puritani c' hanno fatto il culo blu
un Re da anni manca ma chi sul trono siederà....?
non ce n' é uno che se salva ne sta città
e allora Mago Merdìno ci penserà
"Chi la ceppa dalla roccia sfilerà,
sul trono di Cazzonia siederà!"
Re, Re Arcù... la ceppa dalla roccia hai preso tu
Re, Re Arcù... e allora forza mettijelo ar cù
era ora finalmente qualcuno ci difenderà
dai cattolici perbenisti che ce stanno a rovinà
e le vecchiacce e i preti che stanno sempre a rosicà
nel cesso Re Arcù li affogherà
i fottuti moralisti impalerà
e i puritani ipocriti si sa
in fondo a una fogna incatenerà
(Rit.).
I giornaletti porno a tutti lui regalerà
i film di Moana Pozzi in tutti i cinema darà
bordelli e sexy shop in ogni via della città
preservativi gratis a volontà
e andrà in galera chi non tromberà
e chi sul marciapiede batterà
le tasse mai più lui non pagherà
(Rit.)
Re, Re Arcù... i froci e le mignotte difenderà
Re, Re Arcù... i travestiti e i depravati salverà
coi cavalieri della chiavica rotonda
chi je dice nun se fà! lui se lo sfonda
con Mago Merdìno al fianco sempre vincerà
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giovedì, 26 marzo 2009
Bello il post, belli i commenti, però la mia formazione letteraria è così penosa che non so trarne beneficio: da Retore.
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giovedì, 26 marzo 2009
Io faccio un posto endorsando Boettke, e per farmi contento il Mises Institute fa l'esatto contrario di quanto suggerivo. In questa intervista ad un economista dell'IMF, un certo Tomasson, riesco a spacciare per austriaca una posizione tipicamente marxiana, sraffiana e/o post-keynesiana. Per criticare Greenspan fa tutto brodo?

Joseph A. Schumpeter, who is one of the two greatest economists of the 20th century — the other is John Maynard Keynes — Schumpeter noted in 1935 that the source of interest and profit in the production process was unclear.

...

Interest on loans used to finance production is paid out of the sales proceeds of the corresponding output. If the sales proceeds derive solely from the employment income generated by the production itself, then there can be no surplus. An employer breaks even if the cost of his production inputs is 100 krónur and he sells his output to those who sold him inputs for 100 krónur. Sales proceeds in excess of the production cost must be financed with money creation, new money must be created in the economy. Interest paid by the production sector does not reward any contribution of money to wealth creation. It must derive from money newly created in the banking system, which means that it must be loan-financed. Someone must become indebted to the banking system for it to be possible to sell for 110 krónur goods whose production cost only 100 krónur.

Insomma: Boehm-Bawer è nato, vissuto e morto invano, e per spacciarsi per austriaci si può anche essere sraffiani, basta che si parli male di Friedman e Greenspan. Mah...

PS Lì in Alabama si parla anche di un economista/blogger italiano, il cui libro mi sembra interessante.

PPS Il Mises Institute sta ad Auburn, e ciò mi ricorda che, quando stavo a Boston, per circa cinque secondi avevo pensato di andarci in macchina: l'avevo vista sulla cartina, ma non mi ero accorto che l'Auburn del Mises Institute non era Auburn Ma(ssachussets), ma Auburn Al(abama). Non 60km, ma circa 2,000km... roba da Forrest Gump.
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giovedì, 26 marzo 2009
"[The] practice of intervening for the benefit of banks, rendered insolvent by the crisis, and of the customers of these banks, has resulted in suspending the market forces which could serve to prevent a return of the expansion. If the banks emerge from the crisis unscathed . . . what remains to restrain them from embarking once more on an attempt to reduce artificially the interest rate on loans and expand circulation credit . . .?"

Essendo Mises morto nel 1973, forse non si riferiva proprio a Bernanke, ma le leggi dell'economia sono indipendenti dall'anno. Non so in che opera ha scritto questo, mi è arrivata la citazione per mail.
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