C'è chi dice che l'origine del problema della crisi finanziaria stia nel modello originate to distribute, secondo cui un'istituzione finanziaria che origina un investimento ne distribuisce il rischio ad altri agenti sul mercato attraverso l'uso di strumenti finanziari come la securitizzazione.
Fondamentalmente, migliaia di esperti il cui lavoro è analizzare gli investimenti si sono comprati milioni di scatole nere senza sapere cosa ci fosse dentro.
In un mondo normale sarebbe accaduto il contrario: uno strumento opaco e poco standardizzato non dovrebbe avere mercato, proprio perché non vale la pena studiarselo e nessuno sa cosa ci sia dentro, esattamente come le asimmetrie informative possono impedire il formarsi di un mercato di "bidoni".
Di conseguenza serve un'ipotesi sussidiaria per spiegare il tutto: o che di colpo milioni di persone siano impazzite, tra cui decine di migliaia di esperti di finanza, o che gli incentivi e le informazioni legati ai prezzi con cui il mercato si coordina erano sistematicamente sballati (e io opto per la seconda spiegazione).
In ogni caso, c'è un senso in cui dar la colpa all'originate to distribute è ovvio, esattamente come non ci potrebbe essere un problema di credito se non esistessero i prestiti: affinché la coordinazione di mercato fallisca è necessario che ci sia un mercato.
In sostanza, se non esistesse un mercato del credito che canalizza i risparmi verso gli investimenti, non ci potrebbe essere una mancata coordinazione di risparmi e investimenti, e se non esistesse un mercato in cui il rischio (in qualsiasi forma) viene trasferito, non ci potrebbe essere un problema di coordinazione nella valutazione e nella ripartizione del rischio.
Se si trattasse solo di un problema di follia, la follia può prendere Robinson Crusoe come un investitore immerso in un oceano composto di milioni di altri investitori; se si tratta di prezzi di mercato non in linea con la realtà economica, soltanto nel secondo caso si avrà un problema.
Puntare il dito sull'originate to distribute è praticamente assurdo, perché farebbe pensare che la soluzione sia abolire gli scambi (al limite), e teoricamente errato, perché quello che bisogna veramente spiegare non è perché esiste un mercato, ma perché i mercati finanziari sono così instabili.
Fondamentalmente, migliaia di esperti il cui lavoro è analizzare gli investimenti si sono comprati milioni di scatole nere senza sapere cosa ci fosse dentro.
In un mondo normale sarebbe accaduto il contrario: uno strumento opaco e poco standardizzato non dovrebbe avere mercato, proprio perché non vale la pena studiarselo e nessuno sa cosa ci sia dentro, esattamente come le asimmetrie informative possono impedire il formarsi di un mercato di "bidoni".
Di conseguenza serve un'ipotesi sussidiaria per spiegare il tutto: o che di colpo milioni di persone siano impazzite, tra cui decine di migliaia di esperti di finanza, o che gli incentivi e le informazioni legati ai prezzi con cui il mercato si coordina erano sistematicamente sballati (e io opto per la seconda spiegazione).
In ogni caso, c'è un senso in cui dar la colpa all'originate to distribute è ovvio, esattamente come non ci potrebbe essere un problema di credito se non esistessero i prestiti: affinché la coordinazione di mercato fallisca è necessario che ci sia un mercato.
In sostanza, se non esistesse un mercato del credito che canalizza i risparmi verso gli investimenti, non ci potrebbe essere una mancata coordinazione di risparmi e investimenti, e se non esistesse un mercato in cui il rischio (in qualsiasi forma) viene trasferito, non ci potrebbe essere un problema di coordinazione nella valutazione e nella ripartizione del rischio.
Se si trattasse solo di un problema di follia, la follia può prendere Robinson Crusoe come un investitore immerso in un oceano composto di milioni di altri investitori; se si tratta di prezzi di mercato non in linea con la realtà economica, soltanto nel secondo caso si avrà un problema.
Puntare il dito sull'originate to distribute è praticamente assurdo, perché farebbe pensare che la soluzione sia abolire gli scambi (al limite), e teoricamente errato, perché quello che bisogna veramente spiegare non è perché esiste un mercato, ma perché i mercati finanziari sono così instabili.















