mercoledì, 31 dicembre 2008
Buon 2009 a tutti... io vado a fare pattinaggio su ghiaccio in autostrada!
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martedì, 30 dicembre 2008
Siccome sono uno o due anni che dico che l'economia USA ha basi instabili, che l'economia spagnola non è un granché, che alcuni paesi dell'Est avevano un'economia statunitense in tutto tranne che nelle dimensioni... a casa mia mi prendono per menagramo.

Oggi ho detto che il debito pensionistico affonderà tutti i paesi occidentali e non si salverà nessuno... prima o poi mi costringeranno a farmi di canne per fare profezie più ottimistiche.
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martedì, 30 dicembre 2008
Se si fuma di meno si emette meno CO2. Questo aiuta a ridurre le emissioni di gas serra?

Credo che la risposta sia no.

Le piante emettono O2 e assorbono Co2 di giorno con la fotosintesi, e fanno il contrario la notte. Una pianta morta emette tanta Co2 nell'atmosfera quanta ne ha assorbita durante la sua vita al netto di quella consumata di notte.

Di conseguenza la quantità di Co2 concentrata nelle piante è direttamente proporzionale alla quantità di biomassa vegetale. Se si fuma si emette Co2. Se non si fuma ma si estirpa la pianta di tabacco si emette Co2.

L'unico modo per avere meno Co2 è aumentare la biomassa, in modo da immagazzinarla dentro le piante.

Esistono poi degli organismi che costruiscono strutture a base di minerali chiamati carbonati. In questo caso se gli organismi muoiono le strutture rimangono e non vengono restituite all'atmosfera sotto forma di foglie in decomposizione.

Se ne deduce che per ridurre le emissioni di Co2 bisogna consumare più cozze e vongole (incentivandone quindi la produzione) e fare collezione delle conchiglie (le conchiglie ad alta pressione pare si dissolvano perché i composti carbonatici non sono stabili).

PS L'affidabilità scientifica di questo articolo è a livello di Voyager, la trasmissione TV e non la sonda spaziale. :-)

PPS Si ringraziano l'Associazione Italiana Produttori di Molluschi Edibili (AIPME) e l'Associazione Italiana Lobbying Pro Fumo (AILPF) per il supporto finanziario e il ristorante "The pescator" per il supporto morale.
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lunedì, 29 dicembre 2008
Questa mattina non mi va di lavorare, e, approfittando del fatto che le simulazioni che sto facendo non hanno bisogno di me per andare avanti, ho deciso di dedicare un'oretta ad un atto eroico.

Ho deciso di salvare Robinson Crusoe dalla morte per fame.

Robinson Crusoe naufraga su un'isola deserta, insieme ad una quantità K di cibo non deperibile. Ogni mese che passa c'è una probabilità P che una nave passi e tragga in salvo il naufrago. Robinson Crusoe ha una funzione di utilità del tipo U=sum(B^t*log(ct)), dove B è un termine di sconto (compreso tra 0 e 1) che indica le preferenze temporali, ct è la quantità di cibo che mangia nel tempo t, e sum() è la funzione di somma sull'indice t da 0 a infinito.

Robinson si trova di fronte ad un problema di fondamentale importanza per la sua sopravvivenza: decidere quanto cibo mangiare ogni mese, dato che:

(1) Se mangia, si troverà una quantità minore di cibo successivamente, quindi non deve mangiare troppo;
(2) Se gli avanza troppo cibo, prima o poi verrà una nave a salvarlo, visto che la probabilità che non venga salvato dopo N giorni è (1-P)^N, che tende a 0 asintoticamente, quindi risparmiare troppo cibo è uno spreco, in quanto poi sulla nave potrà mangiare caviale e bere champagne (è una nave da crociera) e la sua dotazione di scatolame non gli varrà nulla. Quindi non deve mangiare troppo poco.

Robinson non sa come organizzarsi perché non conosce l'ottimizzazione dinamica, ma io sono il dittatore sociale benevolo e gli consiglio (anche se sono un dittatore, non ordino perchè sono benevolo) di adottare una strategia ottimale.

La strategia ottimale parte dal dare un valore V(K) alla sua dotazione di cibo. Se un giorno consuma c, si troverà una quantità residua K-c. Ma questo residuo varrà nel periodo successivo V(K-c). Tutto sta nel sapere quanto vale V(K), e quindi nello scegliere c ottimale.

Il valore attuale di una dotazione K è V(K). K o si mangia o si conserva: il valore è quindi pari alla somma del valore di ciò che si mangia e di quello che rimane, ma questa è pari al valore ottimale di consumo odierno c, e il valore scontato della futura dotazione ottimale di cibo K-c. Questo perché il valore del consumo odierno è log(c), e il valore futuro di ciò che rimane è V(K-c), e quindi il valore presente di ciò che rimane sarà B*V(K-c).

Per ingraziarsi le divinità, Robinson costruisce un altare a Bellman, inventore dell'ottimizzazione dinamica, è scrive sulla sabbia (grazie al mio consiglio):

V(K) = max(log(c) + B*V(K-c)), dato 0 < c < K

Il vincolo è legato al fatto che un giorno o non mangia nulla (c=0), o mangia tutto (c=K), o una cosa di mezzo. Il vincolo sarebbe maggiore o uguale, ma in realtà gli estremi non sono stringenti: infatti se c=0 Robinson ottiene un'utilità infinitamente negativa, perché log(0)=-inf, e se K=0 ha una probabilità (1-P) che otterrà una utilità infinitamente negativa in futuro, perché se K=0, il consumo futuro se non viene salvato è 0 sempre, e quindi ho tanti log(0) scontati che si sommano.

Il problema è che Robinson non sa se il mese successivo verrà o meno salvato dalla nave. Ci sono due stati per ogni periodo di tempo: o viene salvato o rimane sull'isola.

Se viene salvato, il valore della sua dotazione di cibo in scatola è nullo, perché la nave da crociera che viene a salvarlo è piena di caviale. Se non viene salvato, il valore è invece V(K), una funzione ignota. In media, la probabilità di essere salvato essendo P, il valore dello scatolame è (1-P)*V(K)+P*0 = (1-P)*V(K). Non ricordo perché il valore atteso è così importante, ma devo salvare Robinson e non ho il tempo di controllare su Stockey.

L'equazione di Bellman in realtà è un po' diversa da come l'ho scritta prima:

V(K) = max(log(c) + B*E(V(K-c))), dato 0 < c < K

Dove E() è il valore atteso, che è (1-P)*F(K-c).

Si noti che V(K0) nel tempo t=0 è condizionata al fatto di stare sull'isola: è una probabilità a posteriori rispetto alla realizzazione dello stato "non-salvato" in t=0. Detta in altri termini, V(K) è in realtà una V(K,S), dove S è lo stato. Solo che lo stato o è 0 (salvato) o è 1 (non-salvato), e posso scrivere V(K,S)=S*V(K). Ma siccome in S=0 non esiste nessun problema di ottimizzazione, perché il capitano della nave da crociera è un filantropo, mi sembra un'inutile complicazione.

La strategia che consiglio a Robinson è di questo tipo: ogni giorno consumare una frazione costante della propria dotazione di cibo (alternativamente, potrei dire che deve dare al cibo che ha un valore pari a E+F*log(K), ma poi intuitivamente non capirà a cosa gli serve questa contabilità).

Così definisco una politica h(K)=q*K, con q compreso tra 0 e 1, che dice che ogni giorno Robinson deve consumare una frazione q della sua ricchezza. Faccio questo perché so che la funzione ottima ha questa forma, perché ho fatto i conti ora.

Se la politica è ottima, rispetta l'equazione di Bellman.

Ora qui ci sono vari modi per risolvere il problema: o si sceglie la politica, si calcola il valore data la politica, e si usa questo valore per calcolare una politica migliore; o si sceglie una funzione valore, si calcola la politica ideale, e si usa questa per migliorare la funzione valore; oppure si sceglie una forma funzionale a caso e si spera che il risultato venga fuori.

Io ho adottato quest'ultima strategia (anche perché la prima non sono convinto d'averla capita, chiederò a Howard), e ho posto V(K) = E+F*log(K) (non ci vuole molto, è la normale soluzione di un modello di crescita di Ramsey con utilità logaritmica e funzione di produzione di Cobb-Douglass a deprezzamento completo del capitale), ottenendo:

h(K)=(1-Q)*K
Q=(1-P)*B
V(K) = E+F*log(K)
F=1/(1-Q)
E=(Q*log(Q)+(1-Q)*log(1-Q))/(1-Q)^2

Se il fattore di sconto di Robinson è 0.98 e se la probabilità di essere salvati in un mese è 1%, la strategia ottima è mangiare 1-0.99*0.98 = 2.98% della quantità di cibo in scatola al mese.

Vediamo qual è la probabilità che Robinson muoia, nel senso che sarà costretto a non mangiare nulla. Questo è possibile se non viene salvato per N mesi di fila, e se al mese N non ha cibo.

Siccome ogni mese mangia il 3% circa di quello che gli rimane, Robinson non morirà mai, visto che, se ha 100kg di fagioli, dopo 100 mesi avrà ancora circa 5kg di fagioli. Il problema è che dovrà mangiare 150g di fagioli al mese. Ma questo non l'abbiamo considerato... bisognerà rendere la funzione di utilità più realistica, assumendo ad esempio imponendo un livello di consumo minimo per evitare morte per fame (log(c-cmin) se c>cmin? Può darsi). In questo caso al massimo sopravvivrà K0/cmin mesi, e se non viene salvato (evento con probabilità (1-P)^N) muore.

Ma non voglio sapere come si fanno i calcoli in questo caso... piuttosto, che crepi!

PS C'è qualcosa di strano nel modello, quindi potrei aver scritto un mucchio di scemenze. La stranezza è che non ho idea di quale sia l'utilità attesa perché non ho mai specificato l'utilità quando viene salvato. La cosa mi sembra irrilevante, visto che i problemi di scelta si hanno finché si permane nello stato da naufrago sull'isola deserta, il resto è una crociera.
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categoria:economia
domenica, 28 dicembre 2008
Cowen scrive che il bailout di LTCM a fine anni '80 abbia di fatto segnalato agli operatori di mercato che di fatto potevano fregarsene del rischio, ponendo le basi per la ben più seria crisi attuale. Congratulazioni a Greenspan e Bernanke per la loro lungimiranza (il loro orizzonte temporale quando decidono sembra essere di moltissime ore, quasi un centinaio). La mia fonte, Karlsson, ne ha parlato in diversi articoli.

Colgo l'occasione per segnalare l'ultima frontiera delle mie teorie economiche. Supponiamo che una politica elimini l'incentivo a tener conto di qualcosa di importante a livello dei fondamentali economici: ad esempio, il controllo dei tassi di interesse da parte delle BC impedisce a questi di schizzare verso l'alto, e quindi di fatto provoca un bailout invisibile ad ogni picco della domanda di credito; quando il bailout invisibile non funziona, si ha il bailout diretto, ben noto.

Una volta che l'incentivo a tener conto di alcuni fondamentali (i questo caso, l'equilibrio tra domanda e offerta di credito e il prezzo del rischio) viene meno, i prezzi non sono più in grado di segnalare correttamente queste fondamentali informazioni.

Il risultato è che un problema di incentivi si trasforma in un problema informativo: un problema di incentivi volendo può essere risolto se le persone sono sufficientemente motivate da non tener conto di questi incentivi (ci credo poco, e la cosa è assolutamente falsa in concorrenza, dove chi non segue la corrente va in perdita), ma un problema informativo non può essere risolto in alcun modo.

Quindi gli imprenditori, e i tecnocrati, agiscono senza più una guida affidabile proveniente dal sistema dei prezzi, e non possono farsi un'idea chiara dell'effettivo livello della domanda e dell'offerta di risparmi o della rischiosità degli investimenti, ad esempio. Beware! How the blind lead each other.

Questo spiega perché a livello intuitivo sono sempre dubbioso quando mi si parla di fondamentali: i fondamentali nessuno li conosco, perché l'unico processo per spargere informazione sulla loro rilevanza, il processo di mercato, è sistematicamente distorto e quindi diventa inaffidabile.

Se nulla di ciò che ho detto ha senso dal punto di vista dell'equilibrio generale, è ora di passare alla teoria Austriaca...
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categoria:economia
sabato, 27 dicembre 2008
Intervistatore: "Chi è il suo socialista preferito?"

Mises: "Hayek"


PS Questa non dovrebbe essere apocrifa, se non nella forma:

Sconosciuto: "Chi parla oggi al seminario?"

Rothbard: "Mises, un esponente della sinistra liberale europea"


PPS Anche questa non è apocrifa, ma non fa ridere:

Amico fascista di LF in un pub: "E tu di che idee politiche sei?"

LF: "Prima ero hayekiano, ma ora penso che sia troppo moderato"
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sabato, 27 dicembre 2008
Sto preparando il "paio di post" sul perché non credo alla democrazia.

Ne è venuta fuori una serie di post che non finirà mai, la cui gestazione mi sta facendo divertire un mondo. La sua pubblicazione provocherà il mio sacrificio rituale ad opera di Topinamburs, ma io mi sto divertendo.

La serie di post parlerà di proverbi siciliani, di sverginamenti di neo-mogli ad opera di principi medievali, elettori ignoranti, di lobby agguerrite, di elitisti contro etilisti in teoria politica, di tecnocrati con problemi epistemici, di libertari che predicano nel deserto, di politiche realiste e irrealizzabili allo stesso tempo... ogni assurdità che mi è venuta in mente l'ho scritta, e il risultato al momento è divertente, anche se prolisso.

Devo però pensare meglio ad alcuni dettagli che non riesco a spiegare chiaramente, il che implica che non li ho capiti e/o sono sbagliati (normalmente la mia intuizione ha ragione, quindi probabile la prima). Non so quanto tempo ci vorrà per completarli, ma rischio di trasformare un argomento morbosamente noioso in un argomento simpatico e leggero.
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sabato, 27 dicembre 2008
Non ho fatto nessun regalo di Natale ai lettori - tipo, chessò?, un'analisi dettagliata del commercio di diritti di risarcimento nel sistema giuridico islandese di mille anni fa - ma Pierino ha linkato un articolo divertentissimo che spero - con ritardo - allieti le vostre vacanze.

Il Progetto Ebraico di Ida Magli

Cito alcuni aspetti particolarmente risibili.

Abbiamo aspettato inutilmente nei giorni scorsi che almeno qualcuno dei politici, in America, in Europa, in Italia, qualcuno dei Capi di Governo o dei Ministri dell’Economia denunciasse, facendone i nomi e destituendoli dalle cariche, gli operatori finanziari responsabili dell’immensa truffa messa in atto. Una truffa mai avvenuta in precedenza almeno in queste proporzioni e che ha provocato il crac delle più importanti Banche, il crollo delle Borse mondiali, la perdita dei propri investimenti e risparmi per coloro che glieli avevano affidati convinti che fossero degni della massima fiducia, e che adesso si trascina dietro il fallimento di innumerevoli grandi e piccole industrie.

Posso capire che non si conosca la differenza tra una crisi economica e una truffa, però non sarebbe male se - in queste condizioni - si parlasse d'altro.

E cosa facevano i vari Istituti di controllo e di valutazione, le Agenzie di rating, i Presidenti delle Banche Centrali, a cominciare da quella europea dal cui pulpito un ineffabile Trichet ogni giorno straparla del proprio dovere di tenere stretti i cordoni della borsa?

Attenzione! Secondo la Magli le agenzie di rating sono un'istituzione pubblica come la Magistratura e la Banca Centrale. In realtà sono aziende private con privilegi legali conferiti loro dallo Stato. Ovviamente Trichet deve allargare i cordoni della Borsa, seguendo le raffinate indicazioni di politica monetaria dell'articolo. Ma perché? Per ritrovarci come lo Zimbabwe?

In un particolareggiato articolo su questo argomento pubblicato nel suo sito (e che non possiamo riprodurre perché accessibile soltanto agli abbonati) il giornalista Maurizio Blondet ha messo l’accento sulla responsabilità di una particolare “visione del mondo” nelle attuali disavventure delle Banche e delle Borse, quella degli Ebrei. Di fatto sono quasi tutti ebrei gli operatori della finanza, compreso il Madoff e i capitalisti di cui sopra, e come è noto lo sono sempre stati anche quando le Borse e le Banche non esistevano, ed erano loro che prestavano soldi ad alto interesse ai poveri, piazzandosi con piccoli “banchetti” vicino ai mercati, mentre ai Re e Papi fornivano il denaro per le guerre e le conquiste in cambio di ipoteche su intere città.

Dagli al giudìo! Aronne Piperno è responsabile di tutti i mali del mondo! Lo dice Blondet, del resto! Che fonte credibilissima...

Gli Ebrei non amano  ricordarlo, ma uno dei motivi che ha contribuito alla formazione dell’immagine negativa che li ha accompagnati lungo lo scorrere della storia è stato proprio il loro arricchirsi attraverso il commercio di denaro. Del resto il primo Monte di Pietà è nato in Italia ad opera di S. Bernardino da Feltre con il preciso scopo di prestare denaro ai poveri senza richiedere “interesse”, per sottrarli all’usura dei banchi ebraici cui non erano in grado di far fronte e che spesso li faceva finire nella prigione prevista per i debitori insolventi.

Ma dai? Per un contratto non rispettato si viene puniti? Che ingiustizia! Peccato che se i principi del diritto venissero applicati alle banche finirebbero tutti in galera, visto che sono tutti in bancarotta. La Magli dovrebbe essere favorevole e non contraria. Comunque, come faceva notare Pirenne (Maometto e Carlomagno), il divieto dell'interesse è una delle cause del declino alto medievale dell'Occidente, e l'aver superato questa idiozia ha consentito il nostro sviluppo economico e quindi il nostro benessere. Senza interesse non è possibile la produzione capitalistica. Stampatevelo sulla maglietta.

 Perché ci si trova oggi a dover precisare l’identità ebraica dei manipolatori della finanza mondiale? Perché esiste appunto una “visione del mondo” che li guida, un progetto di vita sul quale si fondano i dogmi che tutti noi, non ebrei, siamo stati obbligati a condividere dalla fine della seconda guerra mondiale: il primato dell’Economia nella struttura della società, il Mercato come massimo e quasi unico valore (non dimentichiamoci che anche Marx era ebreo). In realtà il “progetto” ebraico riguarda gli “altri”, tutti gli “altri” perché gli Ebrei per quanto riguarda sé stessi hanno sempre messo al primo posto la propria identità come “Popolo” e non si sono dati pace fino a quando non hanno ottenuto, con Israele, il proprio territorio, la propria patria, il proprio Stato. Ma agli altri popoli questo è negato. L’Europa del nazismo, del fascismo, della persecuzione razzista doveva pagare, o meglio non aveva diritto a sopravvivere se non cancellando la sua storia, la sua identità, i suoi sentimenti, i suoi valori, perfino la sua configurazione geografica, per abbracciare totalmente il modello ebraico. E’ così che è nata l’Unione Europea: eliminando la vecchia Europa.

Non so come commentare questa collezione di scemenze. Però messe insieme sono divertenti. Abbiamo il mercato che si oppone alla comunità, abbiamo gli ebrei senza patria che non fanno parte della comunità, abbiamo il mercato che elimina le nostre radici come comunità. E soprattutto, abbiamo l'UE come archetipo del libero mercato! Ma allora, il protezionismo verso gli altri, le politiche agrarie, le regolamentazioni su tutto, le quote latte e le altre scempiaggini europee da dove vengono? Le uniche due cose buone dell'UE per un liberale sono la (limitata, si pensi agli idraulici polacchi) libertà di movimento interna e il fatto che alla Banca Centrale Europea non ci sono imbecilli del calibri di Greenspan e Bernanke a rovinarci tutti.

Non si è parlato di altro dalla firma del Trattato di Maastricht in poi; tutto quello che è stato deciso dai governanti e messo in atto aveva come suo unico scopo l’incremento del Mercato, la libertà assoluta del Mercato, l’abbattimento di ogni frontiera, di ogni ostacolo al Mercato, sventrando montagne e spianando vie per “ l’alta velocità”, in una frenesia parossistica per giungere a realizzare il massimo sogno: una Europa-Mercato.

L'Europa liberista non si è mai vista se non negli incubi della Magli, purtroppo. E proprio in un periodo di nazionalizzazioni bancarie, di chiacchiere protezioniste, di aiuti di stato a gruppi economici che nel libero mercato fallirebbero all'istante si finge - non riesco a credere che ci si creda sul serio - che si viva in un mondo assolutamente liberista.

Non è questo che possiamo e dobbiamo dare al mondo. Il fallimento dei grandi finanzieri ci invita a liberarcene.

Giusto! Passiamo dai grandi finanzieri ai piccoli intellettuali...
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venerdì, 26 dicembre 2008

"Alcune delle persone che pensano sia sbagliato raccontare ai bambini che Babbo Natale esiste pensano vada bene dire agli adulti che il governo può fornire all'intera popolazione ciò che non possiamo permetterci da soli. Credere a Babbo Natale a quanto pare è sbagliato per i bambini ma va bene per gli adulti"

Thomas Sowell

Fonte: Kulturame.

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martedì, 23 dicembre 2008
L'altro giorno Steven Horwitz della GMU ha scritto un interessante articolo in cui usa la distinzione di Robert Higgs tra "big government" e "Big Government" (con le maiuscole), per arrivare alla conclusion che la presidenza Bush è stata una tragedia per i liberali.

Io obiettavo, comprendendo male il testo, che si affermava che FDR fosse stato migliore di GWB. Come "avvocato del cavolo" non me la cavo male: "c'è sempre de peggio, basta che vai alla discarica di Malagrotta, sotto 'na montagna de m*rda".

Speriamo che Obama non faccia peggio di Bush, anche perché non riuscirei ad immaginare come: i campi di concentramento e l'iperinflazione sono l'unica cosa che manca. E con la riforma di Medicare da centinaia di miliardi di dollari anche dal punto di vista del politiche sociali(ste) Obama dovrà lungamente inseguire il suo predecessore...
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