venerdì, 30 maggio 2008

Vado al mare. Speriamo nel tempo. Non ci vado in aereo, dopo 9 voli in 20 giorni sto in sciopero dell'aria per altre 2 settimane circa. Torno Martedi.

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venerdì, 30 maggio 2008

Oggi è uscito il primo articolo per Giornalettismo. Con un po' di buona volontà finalmente ogni tanto mi occuperò di problemi concreti anzichè di pippe mentali. Per le pippe mentali c'è sempre questo blog, ovviamente. Su Giornalettismo mi occuperò soprattutto od esclusivamente di temi economici.

L'articolo di oggi fa il punto su alcuni dei molti fattori in gioco nel campo del mercato del petrolio e suoi derivati. Lo scopo è più che altro mettere in guardia il lettore da spiegazioni monocausali semplicistiche. Ovviamente me la prendo anche con Tremonti, che è il mio bersaglio preferito da alcuni mesi, ormai...

Nei commenti, ci sono interessanti note sulla produzione di gasolio tra Europa e USA.

Dottor Gasolio e Mister Politica

postato da: Libertarian alle ore 12:13 | Permalink | commenti
categoria:economia
venerdì, 30 maggio 2008

Se ogni tanto i politici mostrassero un minimo di lungimiranza, le politiche economiche sarebbero probabilmente molto diverse. Nel lungo termine i fattori rilevanti per la crescita e la stabilità sono molteplici: dalla demografia al tasso di risparmio, dall'indebitamento privato al deficit pubblico, dalla libertà nel mercato del lavoro all'efficienza del sistema bancario.

Per vedere i punti di forza e di debolezza delle economie, si può pensare quindi di scrivere una tabella che ad ogni fattore rilevante per l'economia associa un "voto". In Italia ad esempio si potrebbe dire che si può dare un'insufficienza su tutto, eccetto per lo spirito imprenditoriale e la voglia di lavorare delle parti più fredde e nebbiose del Paese. Il che ha però una certa coerenza: l'Italia è un paese ricco per errore, ricco nonostante la propria classe politica, arricchitosi in una breve finestra socio-economica, tra gli anni '50 e '70, terminata con il compromesso storico con la Sinistra. Attualmente, un paese in declino e senza speranze.

Altri paesi non sono altrettanto coerentemente masochisti, e la loro tabella mostrerebbe un po' tutti i voti, dall'ottimo all'insufficienza, con una distribuzione pressochè uniforme. Paesi che ci si stupisce che possano avere problemi, con potenzialità enormi, in genere distrutte da politiche folli, passate o presenti. Due paesi vengono subito in mente: la Cina e gli USA.

Ho preparato la seguente tabella. I voti vanno da A (ottimo) a E (pessimo), passando per B (buono), C (sufficiente) e D (insufficiente).

Figure of merit USA CINA
Propensione al risparmio E A
Attrattività degli investimenti B B
Efficienza del mercato del lavoro A ?
Efficienza dei mercati finanziari A D
Stabilità delle finanze pubbliche D ?
Stabilità delle finanze private D ?
Tendenze demografiche B D
Capacità di innovare e intraprendere B D ?
Libertà di commercio B ?
Credibilità della politica monetaria E E

1 Propensione al risparmio

Non c'è bisogno di dire che gli USA sono pessimi in questo ambito, visto che non risparmiano. I cinesi hanno un ottimo risultato, ma quanto è dovuto all'effetto delle politiche monetarie cinesi? I cinesi hanno il vantaggio di non avere uno stato sociale: per arrivare alla vecchiaia devono risparmiare, e così fanno crescere l'economia. Gli americani dovrebbero fare l'esatto contrario di ciò che stanno facendo. Il pensionamento dei baby boomer peggiorerà le cose, in prospettiva.

2 Attrattività degli investimenti

La crescita cinese è dovuta alla domanda americana e ai risparmi cinesi: le due cose rendono gli investimenti in Cina molto convenienti. Altri paesi, come l'India, o adottano politiche lesive della crescita, o semplicemente non risparmiano, quindi non traggono altrettanto vantaggio dal comportamento scriteriato delle cicale yankee. Personalmente non mi fiderei di un paese dove lo Stato può rubare qualsiasi cosa (ehm... sì, ok, mica solo la Cina...), dove l'attrattività per gli investimenti è a rischio di sconvolgimenti politici e "giri di vite". Gli USA meriterebbero una A da questo punto di vista, se non fosse per il dollaro carta straccia, che riduce la redditività degli investimenti in dollari, aumentando il rischio di cambio.

3 Efficienza del mercato del lavoro

Dopo Reagan gli USA hanno risolto quasi tutti i problemi, tranne in alcuni mercati sindacalizzati e protetti, come quello dell'acciaio. Il mercato del lavoro funziona, anche se la situazione attuale non è chiara: la disoccupazione reale ("opt-out adjusted": se si tiene conto di chi non cerca lavoro per disperazione) sembra essere maggiore del 5% ufficiale. La Cina non so che mercato del lavoro abbia, ma con centinaia di milioni di contadini analfabeti e poverissimi potrà non porsi il problema per qualche decennio. Poi c'è sempre la frusta, che però tanto efficiente non è mai stata.

4 Efficienza dei mercati finanziari

Dopo Reagan gli USA hanno di molto liberalizzato, ergo migliorato, questi mercati; ma i mercati finanziari sono intrinsecamente instabili in condizioni inflazionistiche: ciò non è una loro colpa, comunque. La Cina pare abbia un sistema bancario corrotto e inefficiente.

5 Stabilità delle finanze pubbliche

Della Cina non so nulla. Degli USA, si può dire che stanno nello... stallatico. Con deficit impressionanti, debito pubblico di 9.2 trilioni (non tanto, in termini pro capite: solo 30,000$), e soprattutto la spada di Damocle dei baby-boomers in via di pensionamento, dei servizi sanitari pubblici, recentemente riformati da Bush per renderli più costosi, e della politica estera interventista (che, in prospettiva di perdita di egemonia relativa, aumenteranno). Considerando le passività dello stato sociale, pare che il debito pubblico reale sia di 30 trilioni di dollari.

6 Stabilità delle finanze private

Della Cina non so nulla, ma con il tasso di risparmio che hanno penso non avranno problemi. Gli USA invece sono il popolo più cicaleggiante della terra: le formiche americane si sono estinte con l'Era Greenspan, e i paleontologi americani ormai non sono neanche in grado di riconoscerne i fossili. Se per caso i tassi di interesse aumentassero, non si sa quanti (milioni o decine di milioni) consumatori a rate americani fallirebbero. Un piccolo assaggio c'è stato con la crisi subprime e il problema della foreclosure.

7 Tendenze demografiche

In Cina sono pessime: la politica del figlio unico ha causato uno squilibrio notevole tra maschi e femmine (finiranno al Ratto delle Sabine ai danni dei birmani, secondo me), l'età media è da paese occidentale a natalità nulla, e in aumento. Negli USA sono ottime: densità bassa e popolazione in aumento. L'unico problema è che c'è un cambiamento di composizione: che una democrazia liberale possa funzionare con decine di milioni di latinos, di religione cattolica, lingua spagnola e cultura sudamericana, è difficile da dire, ma non esistono esempi storici di paesi politicamente civilizzati con queste caratteristiche. La libertà è un concetto anglosassone, negli altri paesi se n'è sempre solo parlato.

8 Capacità di innovare e intraprendere

Per capire l'imprenditorialità cinese bisognerebbe capirne la cultura, cosa che non mi azzardo a fare. Sono comunque secoli che non innovano: se il problema sono le politiche, del partito comunista e precedenti, può essere "temporaneo"; se è la cultura cinese ad essere inadeguata per la modernità, è un problema di lungo termine, probabilmente insolubile. Al momento, nulla di nuovo continua a venire dalla Cina, e la fama di copioni ha radici robuste. Agli USA sarei tentato di mettere una A, ma ritengo gli ingegneri USA pressappochisti e maneggioni. Ho l'impressione che gli USA facciano con 10 ciò che può essere fatto con 1: la differenza con l'Italia è che loro hanno 10, e noi neanche zero virgola qualcosa, quindi loro possono permettersi una strategia "d'attrito" (brute force) e noi neanche una "di manovra". Ho letto un articolo che parlava di un centro di ricerca di nanotecnologia con ampi spazi di socializzazione per favorire interazioni interdisciplinari tra i ricercatori: non che sia contrario a rimorchiare biologhe, ma sprecare risorse e pagare uno studio di architetti e urbanisti per progettare salotti per nerd a che serve?

9 Libertà di commercio

Gli USA hanno mercati tutto sommato liberi. Il B è legato alle politiche agricole, e ad alcune forme di protezionismo. Nulla so della Cina.

10 Credibilità della politica monetaria

Gli USA hanno una politica monetaria degna di alcuni paesi africani quali lo Zimbabwe. Le tre insufficienze precedenti (risparmi, debito pubblico e debiti privati) sono tutte strettamente legate a questa assurdità. La Cina inflaziona la propria moneta usando la già inflazionata moneta USA: che altro dire?

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categoria:economia
martedì, 27 maggio 2008

Consigli gastronomici

Ovunque andiate negli USA, controllate se avete vicino uno di questi ristoranti: The Cheesecake Factory. I dolci sono buonissimi, e anche la carne è buona.

A Boston si mangia bene all'Atlantic Fish Co. (Boylston Street), dove si prendono aragoste a 50$ per 2lb (950 grammi, credo), e ostriche a 1.5$. Ottimo il Bread Bowl New England Clam Chowder. Servizio eccezionale. Le ostriche servite con aceto di scalogno e wasabi sono strane, ma non è necessario mischiare il tutto.

Per spendere di meno c'è anche al Fenheul Hall (l'altro "centro" di Boston) il The Blackstone Grill, con un Fisherman Platter (pesce misto a verdure) veramente buono, tanta birra (è un pub) e ostriche e cherrystones (una specie di vongola gigante, più grossa di un ostrica) a 1.5$ l'una.

Sempre al Fenheul Hall c'è l'Oyster House, che dovrebbe essere buono (c'è andata la Regina Elisabetta), ma non ci sono riuscito ad andare. Prenotare e andarci presto.

In tutto il New England c'è una catena di pub chiamata "Ninetynine", tanta birra e tanta carne a prezzi bassi. Se è pieno, vi danno un ricevitore digitale wireless che fa da albero di Natale quando si liberano i posti e potete girare intorno al ristorante invece di fare la fila. Io ho aspettato mezz'ora in macchina sotto la pioggia ascoltando Beethoven. Poi ho capito che la batteria del ricevitore era scarica.

A New York costa tutto un po' di più. Si mangia bene al Brooklyn Diner (poco sotto Central Park), dove ho mangiato pollo con banane fritte. Costa poco.

Aperto fino a tardi c'è Applebee's, tra 50th e Broadway, un po' costoso (sempre meno che a Roma).

Devo dire che un posto veramente particolare a New York dove mangiare non l'ho trovato fino all'ultimo giorno, quando sono andato al Bubba Gump Shrimp & Co, un ristorante di pesce in stile New Orleans (mi dicono) con piatti strani a base di gamberi, soprattutto.

Mi dicono, non ci sono andato, che ad Harlem si mangia bene, e tanto (altrimenti accoltellano il cameriere, :-D) al Sylvia's Restaurant.

A Seattle c'è l'Acres of Clams (acri di vongole) sul Waterfront, che però non mi ha fatto impazzire, anche perchè avevano finito le ostriche. Sob.

Poi c'è Metropolitan Grill, dove la carne è buona, ma alcuni piatti costano quasi come in Italia.

A San Francisco è pieno di ristoranti di tutti i tipi. Io ho mangiato sushi (saziandomi!) con 20$ su Geary Street, accanto all'Union Square Plaza Hotel. Il ristorante si chiamava katana qualcosa, e immagino che se non pagavo mi tagliavano una mano con la katana. La cameriera alta-bionda-occhi-azzurri era proprio una giapponese autentica. Sapeva anche dire "Arigatò".

Dicono che si mangi bene il pesce da Alioto's, ma non ci sono stato.

Carino il Burger Meister su Columbus Avenue, hanno una birra rossa abbastanza buona di cui non ricordo il nome, una cameriera che non si capisce nulla quando parla e hamburger giganti con tonnellate di cipolla, pomodori e insalata, alti 10 cm, difficili da mangiare a mozzichi. Dopo essermi inzuppato di salse tutte le dita delle mani ho visto che su richiesta sono disponibili anche le posate in plastica.

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martedì, 27 maggio 2008

Arrivo a NY. C'ero già stato due settimane prima: ora NY è piena di marinai. Due neri pieni di muscoli sembrano fare una rissa circondati da altri marinai... invece è un saggio di balli hip hop. Ci sono anche le marinaie... probabilmente è arrivata qualche nave in qualche porto e ci sono centinaia di militari in licenza.

Incontro due blogger di Tocqueville e vado a cena con loro: mi presento in ritardo, per colpa del check in dell'albergo e del traffico new yorkese. In compenso mangio bene, anche se ovviamente tanto. E rivedo in un posto improbabile chi fino a Dicembre potevo vedere a Roma ai (frequenti) aperitivi. A proposito: giovedi se ne fa un altro, chi si vuole aggregare mi contatti.

L'albergo è discreto: per 240$ a notte del resto mi sarei pure incazzato se non lo fosse stato... considerando che non avrò il rimborso per quella notte, per via delle finalità turistiche della mia visita, era meglio se tornavo ad Harlem, pagando un quarto. Solite tende che non fermano il sole, e solito rumore di condizionatori da fuori la finestra, ormai mi ci sono abituato. Nel senso che dormo male e la mattina mi girano le palle.

Vengo svegliato dalle pulizie alle 8:30, perchè all'aeroporto hanno manomesso la mia sveglia togliendo le pile dal bagaglio checkato, e dopo la sveglia ha smesso di funzionare (quando mi sono svegliato segnava le 3 di notte). Corro al Rockefeller Center e vado a vedermi il panorama, anche se mi servono venti minuti per trovare un modo per pagare in contanti (altrimenti tornavo pieno di banconote inutili di colore verdastro e valore dubbio, troppo poco igieniche per essere usate nel bagno). Il panorama è stupendo, peccato per il Chrisler Building coperto da un altro grattacielo.

Vado ad un ristorante dedicato a Forrest Gump: il Bubba Gump Shrimp & Co. Mangio gamberi in salsa di aglio e peperoncino, sperando che le gomme da masticare ultra-forti salvino il mio vicino di posto quando starò in aereo. Le altre portate erano tutte o quasi fritte, e a me il fritto non piace.

Corro a vedere il palazzo dell'ONU, di cui mi era sfuggita l'esistenza (non c'avevo pensato), ma arrivato a piedi alla 3° Avenue mi accorgo che è tardi e torno in albergo. Dopo un'ora di check-in, e dopo aver rischiato di andare al terminal sbagliato (American Airlines e American Airways sono due compagnie diverse!), mi imbarco. Mangio fragole per consumare gli ultimi spicci e parto.

Sei ore senza dormire, accanto ad un indiano che non si è mai alzato, alzandomi una volta. Ordino latte alla hostess che mi guarda strano, ma non ho bevuto latte per 20 giorni di fila, mi rendo improvvisamente conto.

Torno a casa e... scopro che Fiumucino è sempre la stessa: una merda di aeroporto: attendo un'ora per i bagagli. Il treno per Termini ha un corridoio più stretto della mia valigia, quindi mozzo qualche braccio per trovare un posto a sedere. A casa ricordo l'esistenza del bidet e delle serrande a prova di luce. Ieri ho dormito tutto il giorno. Oggi mi sono svegliato alle 5 del mattino, ma penso di aver recuperato tutto o quasi.

Voglio tornare negli USA. Voglio vedere Washington, che mi hanno detto essere in gran parte una merda, salvo zona monumentale. Voglio vedere New Orleans, anche se non mi piace il blues, anche perchè so nuotare, quindi in caso di inondazione non corro grandi pericoli. E' che voglio mangiare l'alligatore fritto. Voglio vedere le cascate del Niagara e i Grandi Laghi. E voglio vedere un parco nazionale, tipo lo Yosemite vicino San Francisco (gli altri non so dove siano). Magari in un momento di kitsch sfrenato mi verrà voglia di andare a Las Vegas, e al canyon. Insomma: ci sono stato 20 giorni, dovrei tornarci per altri 40 per togliermi tutti gli sfizi. Ma ora attendo il rimborso spese, il mio conto in banca è Missing in Action.

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lunedì, 26 maggio 2008
San Francisco è bella.

La guida che mi hanno dato allo hotel aveva cinque pagine di pubblicità di night club del tipo "All nude lapdancers, 10$ off if you show this coupon". Sono stato la sera con dei miei amici che lavorano lì. Andando in giro per strada la mattina dopo ne ho trovati una decina. E quando ho fatto il bucato alla coin laundry (21 giorni con 7 capi d'abbigliamento, sono meglio di un marine) ho trovato altre riviste con dieci pagine di pubblicità di night. A parte questo, a San Francisco c'è molto da vedere.

L'hotel era decente, a differenza dello Sheraton di Seattle (220$ per... niente internet in camera, niente colazione, niente tende, niente frigobar, PC in lounge con connessione lenta e 200$ di deposito precauzionale nel caso dovessi consumare le strane cose trovate sul tavolo, come il MARS da due etti...). 55€ al centro, con internet in camera.

Il primo giorno ho visto tutti i moli, da Broadway al pier 45: i negozietti del pier 39 sono fantastici. Sono riuscito a stare 15 minuti a fare shopping, il mio record personale. Al molo 45 c'è un sottomarino e una libertyship da vedere, e un museo delle macchine a gettone (non ci sono entrato ma è gratis). Subito dopo ci sono decine di ristoranti di pesce, una spiaggia con acqua terribile (dentro la baia di San Francisco...).

Al pier 39 ci sono i leoni di mare: centinaia in pochi metri quadri d'acqua. Pensavo fosse un campo di concentramento, ma in realtà vanno lì volontariamente. Dal terremoto del 1906, mi dicono. Non solo gli uomini scappano dalla libertà appena hanno paura... Nel pomeriggio ho visto un po' di chiese (nulla di trascendentale), l'opera, il municipio... sì sono decine di chilometri a piedi, lo so. Sono poi passato per il quartiere cinese e non c'era una scritta in inglese...

La sera sono andato al quartiere italiano, e ho visto un po' di cose strane, come la torre COYT e la crooked street. Se non siete podisti non andate a San Francisco: sono centinaia di salite e discese ripide.

Il giorno dopo ho visto e toccato l'acqua del Pacifico, non quella della baia, ma quella di Pacific Beach, che è gelata... anche il vento è terribile. Fare il bagno lì significa andare in ipotermia in 15 minuti. Il Mediterraneo sarà 10 gradi più caldo (forse esagero ma poco). Il servizio di treni, bus e cable car è estremamente rapido, è possibile girare la città senza aspettare un bus più di qualche minuto.

Ho visto il parco "South bridge" e il ponte "South bridge": molto bello: un giardino di rose, un orto botanico, un conservatorio floreale, un laghetto (più d'uno, ma ho visto solo metà del giardino, saranno 5 chilometri quadri in tutto).

La sera sono andato in treno a Palo Alto e ho visto Stanford e mangiato cheesecake alla Cheesecake Factory, una catena che sta anche a Seattle, e credo anche a Manhattan (non l'ho trovata).

La mattina dopo sono andato a New York. C'è un senzatetto alla stazione di San Francisco che con una mancia spiega tutti i bus e le navette...
postato da: Libertarian alle ore 22:50 | Permalink | commenti (2)
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lunedì, 26 maggio 2008
Sono appena tornato e sono circadianamente a pezzi. Vediamo un po' il resoconto degli ultimi giorni a Seattle,  a San Francisco e a New York.

La conferenza è stata interessante, soprattutto il primo giorno, in cui si parlava dei miei argomenti preferiti. Gli altri due giorni sono stati invece relativamente vuoti, tanto che l'ultimo mi sono permesso un giro turistico per il campus della Washington University.

I mezzi pubblici di Seattle sono ottimi: il monorail è lento e inefficiente, ma i pullman funzionano bene, è quasi sempre chiaro dove vanno anche se non si conoscono bene le strade. Il costo è risibile (mi sa 1.50$) e l'autista sempre disponibile per le informazioni esaurienti.

C'è un enorme e lungo tunnel sotterraneo che passa sotto il centro e in cui passano solo autobus: una sorta di metropolitana a diesel. Quando l'ho visto non ci volevo credere.

Mercoledi mattina a Seattle sono andato ad un Apple Store in c**o alla luna nel campus della Washington University, ho chiesto informazioni sul noise cancelling earphones, ma ho visto i prezzi e mi sono dileguato. Il tizio del negozio era disponibilissimo e ha fatto su e giù per il magazzino dieci volte. Meritava un acquisto, ma sono notoriamente tirchio.

E' stato difficile capire come tornare a Seattle centro: ho fatto due chilometri di salita a piedi per salire sul punto più alto del campus da dove passano gli autobus... i campus americani sono molto belli.

Mercoledi sera sono arrivato a San Francisco, dopo aver fatto l'ennesima domanda geniale, di cui conoscevo già la risposta: "Ma è lo stesso fuso di Seattle?". Il problema è che Alaska Airways aveva scritto che il volo durava un'ora in meno di quanto risultava dal mio biglietto. Non si sa mai in questi casi... meglio sembrare scemi.

Tutti gli aerei USA hanno lo stesso catalogo acquisti, con cui comprare cose assurde, come l'aspirapolvere uccidi insetti o la statua in bronzo dello yeti, o uno shampoo che fa venire (non toglie) le doppie punte per far sembrare i capelli più folti.
postato da: Libertarian alle ore 17:43 | Permalink | commenti (3)
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martedì, 20 maggio 2008

Sto andando ad una cena delle donne ingegnere elettronico. Anche se gli uomini dovessero pagare il conto, dato il rapporto 10:1 sarebbe una maggiorazione risibile. Il vero rischio e' trovare camerieri in perizoma che servono ai tavoli.

Seattle non e' una gran bella citta' ma ha un mercatino molto particolare... ieri c'ho pranzato a sbafo... assaggi di marmellata, miele, salmone e formaggio ovunque. Ho pagato solo una cocacola (.75$) e un cesto di fragole (2$).

La sera ho mangiato una cosa che quando la sentii la prima volta mi venne da vomitare: la torta di formaggio con panna e fragole. Avevo dieci anni, stavo guardando il serial "Robinson" e usci' questo dolce... siccome da me a Pasqua si mangia una cosa strana chiamata torta di formaggio, a base di pecorino (e' la torta salata di Spoleto), l'idea del pecorino con fragole e panne mi disgustava. Ovviamente non e' questo il caso: era molto buona, anche se l'ho mangiata accompagnata da birra.

Oggi ho incontrato un lettore del mio blog a Seattle: siamo andati a prenderci una birra insieme. Ormai ho conosciuto persone che vivono nei posti piu' esotici, dalla Sardegna alla Svizzera, dalla Puglia a Washington. Fico!

postato da: Libertarian alle ore 04:29 | Permalink | commenti (14)
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lunedì, 19 maggio 2008

Reception: "Do you want a room in the upper or in the lower floors?"

LF: "It's the same, provided that elevators work."

LF: "Excuse me, in my room there is no curtain. At 5:30 in the morning there's the sunshine."

Reception: "There are curtains! Probably they are broken."

LF: "Yes, the external is insufficient, the intermediate is transparent, the internal is fixed, fulfilling a purely decorative function. Bye."

Reception: "I'm sorry."

postato da: Libertarian alle ore 17:27 | Permalink | commenti (2)
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sabato, 17 maggio 2008

Scrivo dalla lobby dello Sheraton di Seattle perche' questi tirchi per 180 dollari a notte neanche internet in camera gratis danno...

Ieri sera, ultima sera a Boston, sono andato in un pub-ristorante pienissimo e mi hanno dato... un ricevitore portatile che si illuminava quando si liberava il post. Avrei voluto fotografarlo. Peccato che dopo mezz'ora di attesa ho scoperto che aveva le batterie scariche... sono entrato per ridarlo e i posti infatti erano liberi...

Oggi Seattle... mi sa che ho sbagliato sulla cartina diverse cose... pensavo che l'aeroporto stesse vicino il centro, ma ho fatto venti miglia di autostrada in taxi, quindi direi che ho sbagliato qualcosa. Comunque qui i taxi non costano nulla, me la sono cavata con 20 euro. Che tanto mi rimborseranno...

Ora che sto a Seattle comincero' a scrivere canzoni tristi, a cantare con voce debole, sposero' un'eroinomane e mi suicidero'. I Nirvana sono stati il primo genere di musica che non fosse musica classica che ho ascoltato in tutta la mia vita.

postato da: Libertarian alle ore 23:20 | Permalink | commenti (2)
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