giovedì, 31 gennaio 2008


Preso da Bastardidentro. Anche il titolo, parrebbe, ma è mio. Mio padre terrone mi perdonerà. :-)
postato da: Libertarian alle ore 15:16 | Permalink | commenti (2)
categoria:
giovedì, 31 gennaio 2008
Poco fa mi è arrivato un messaggio personale che parlava del Prof. Mario Merlino. Ho riso per ore: lo conosco di persona, anche se non lo vedo dai tempi del liceo. Così ho scritto questo.

Ho conosciuto Merlino di persona, anche se poco. Ha un look abbastanza appariscente, ma ha una cultura eccezionale: si vede che è di un'altra generazione. E' anche un ottimo insegnante e una brava persona, anche se la mia esperienza diretta è abbastanza limitata, non essendo stato suo studente.

Pare si fece alcuni anni di galera per la strage di Piazza Fontana, da cui uscì completamente assolto, e con qualche laurea in più (si dice quattro, non confermo). Ogni anno gente del vicino centro sociale Forte Prenestino scrive slogan contro di lui davanti al liceo il giorno della strage: segno evidente che in Italia la verità storica è una cosa secondaria rispetto all'odio ideologico. E' anche vero che c'è poco da fidarsi della verità quando sono i nostri magistrati a cercarla: ma, in assenza di più credibili cercatori di verità, da ciò non si può desumere nulla sulla colpevolezza o meno di qualcuno. Semplicemente: la verità non interessa a nessuno, è uno strumento politico e non un fine.

Probabilmente le idee politiche di Merlino, che non conosco perchè non lo vedo dal liceo, mentre le mie idee politiche nacquero durante la laurea specialistica, verrebbero da me bollate con una serie di epiteti sprezzanti come quelli che ammollo a socialisti, anarco-collettivisti, primitivisti e anti-capitalisti vari.

Probabilmente fu preso dal consueto raptus di odio ideologico e di violenza politica che caratterizzò gran parte del '68 e degli anni successivi, una memoria che abbiamo, e la cosa è psicologicamente comprensibile, sistematicamente rimosso, preferendole la "rivoltà contro le autorità".

Credo che abbia ammesso che in quegli anni violenti fu, come molti suoi coetanei, dalla parte di violenti, della serie "sono a favore di qualsiasi cosa, purchè ci sia un 'no' davanti". La mentalità integralista è una malattia molto frequente e probabilmente ne fu colpito in passato, anche se non saprei dire quanto ne sia oggi.

Il '68 ha prodotto terroristi e direttori di giornali. Vista la qualità della stampa italiana, non so chi preferire. Il processo ha dimostrato che non era un terrorista. Immagino non ci sia bisogno di dimostrare che non è un direttore di giornale. E' uno dei milioni di italiani che ha creduto che con un po' di mal posto romanticismo e un po' di violenza avrebbe potuto migliorare il mondo.

Non smetterò mai di sottolineare l'assurdità e l'infantilismo di questa mentalità, o di stigmatizzare chi prova simpatia per le buone intenzioni indipendentemente dai mezzi e dai risultati ("il buonismo giustifica i mezzi"). Ma non posso neanche dimenticare che chi odio Merlino oggi non è migliore di lui, visto che condanna senza prove, odia per partito preso, e tutto sommato raramente differisce nella mentalità che stigmatizzo.
postato da: Libertarian alle ore 14:53 | Permalink | commenti (1)
categoria:
giovedì, 31 gennaio 2008
...
EU have now decided to ban beef imports from Brazil based on some flimsy nonsensical argument about how Brazil supposedly does not track and control the beef to a sufficient extent.
...
The real reason for this ban is actually intense lobbying from Irish and British beef producers who detest the competition from the cheap Brazilian beef.
...

Da Karlsson.
postato da: Libertarian alle ore 14:46 | Permalink | commenti (9)
categoria:
giovedì, 31 gennaio 2008
I giornalisti hanno trovato qualcosa di cui parlare: un tizio ha fatto perdere alla seconda banca di Francia 5 miliardi di euro. Il tutto (auspicabilmente) verrà seguito da una serie di processi, audizioni, controlli. Probabilmente qualcosa di illegale è successo, e il fatto che il colpevole abbia un nome e cognome ha facilitato il lavoro dei giornalisti.

Verrebbe da pensare che il problema dei mercati finanziari è dovuto a pochi (o tanti) corrotti che violano la legge, ma probabilmente si tratta di una sorta di fallacia antropocentrica: diamo troppa importanza ai casi dove ci sono particolari individui colpevoli. La crisi subprime del 2007 ha provocato perdite per 135 miliardi di dollari alle varie banche, secondo Wikipedia, e quindi il caso francese è il 4% del totale. Probabilmente non è l'unico caso di illegalità (se è un caso di illegalità: il processo credo debba ancora iniziare), ma ciò fa comunque pensare che l'idea che sia la violazione delle regole da parte di qualche criminale a creare problemi nei mercati finanziari non è molto credibile.

Probabilmente, senza iniezioni massicce di liquidità da parte dei banchieri centrali le perdite complessive del sistema bancario avrebbero superato di gran lunga i 135 miliardi di dollari. Essendo la politica monetaria un modo per esternalizzare i costi degli errori negli investimenti produttivi e nell'intermediazione e la trasformazione del credito su tutti gli utilizzatori di moneta, il mancato intervento delle banche centrali avrebbe probabilmente mandato a rotoli l'intero sistema bancario-finanziario globale, con ovvie pesantissime conseguenze sull'economia reale, credit-addicted.

Se ciò è vero, altro che il 4%! L'effetto di singoli episodi criminali sulle perdite complessive sarebbe ancora più trascurabile. Il problema del sistema bancario-finanziario, se un problema c'è, non è legato a singoli eventi criminali, ma è strutturale.

Il problema è in realtà la creazione di moneta. La moneta è una merce immediatamente spendibile per comprare qualsiasi cosa. Solo chi ha moneta può andare al mercato a comprare frutta, verdura, azioni, futures. La moneta però viene creata dal nulla dal sistema bancario, ormai da diversi decenni tramite le banche centrali che hanno statalizzato (ed enormemente amplificato) il processo.

La moneta è iniettata nel mercato del credito: non può non influenzare gli investimenti perchè investire è l'unico modo per ottenere gli interessi con cui pagare i creditori (il processo è reso complicato dal fatto che l'investment surge aumenta anche il monte di salari reali e facilita l'indebitamento per consumo, ma questo processo è derivato dal primo).

Finchè la moneta c'è, e non c'è alcun limite alla sua espansione finchè i tassi sono sufficientemente maggiori di zero da invogliare nuovi investimenti con qualche ulteriore taglio, è possibile drenare risorse dai consumatori agli investitori, comprare beni capitali e pagare debiti.

Questo processo ha due peculiarità:

  1. Distorcendo il sistema dei prezzi (in questo caso l'interesse come meccanismo di coordinamento temporale) rende molto più difficile ed inefficiente la coordinazione tra risparmiatori e investitori, e tra mercati reali e finanziari, come la stima dei rischi.
  2. Dando mezzi di pagamento agli investitori, immediatamente spendibili, schermano coloro che sono vicini alla fotocopiatrice di soldi dai problemi di liquidità, mentre coloro che sono meno vicini si ritroveranno a comprare merci più scarse e non avranno modo di annegare i rischi nella liquidità.

Pare che molti credano che quando qualcosa va male sia sufficiente aumentare le pene e i controlli o cambiare le regole. E' un po' lo stesso modo in cui i regimi totalitari del Novecento reagivano ai propri fallimenti. Per fortuna siamo diventati meno violenti, ma la mentalità è rimasta la stessa. In realtà ci sono degli obiettivi che la coercizione non può raggiungere, e che anzi impedisce di raggiungere. Il problema centrale del sistema monetario è che è sistematicamente impiegato per trasferire risorse da alcuni gruppi ad altri, per manipolare gli esiti del mercato e per realizzare cose che gli individui non vogliono.

Tali politiche non possono che danneggiare il coordinamento alla base del mercato stesso. Rotto quello, come farsi un'idea di quello che succede sul mercato: il mercato è ciò che fornisce informazioni. Pensare che si possa agire con prezzi distorti come se i prezzi fossero corretti equivale a dire che si potrebbe gestire un'economia complessa anche senza prezzi: è una questione di grado.
postato da: Libertarian alle ore 12:25 | Permalink | commenti
categoria:economia, economia austriaca
giovedì, 31 gennaio 2008
Qualcuno conosce un modo economico per trasportare uno scooterone dal Lazio all'Emilia Romagna, considerando che Trenitalia non si occupa del servizio nel territorio nazionale?
postato da: Libertarian alle ore 12:22 | Permalink | commenti (11)
categoria:
mercoledì, 30 gennaio 2008
  1. Sì. La condizione "sul mercato concorrenziale" eliminerebbe però tutti i candidati...
  2. Sì. Forse le circoscrizioni a qualcosa servono. Roma ha oltre 3 milioni di abitanti! E' da notare che non ho mai visto uno della circoscrizione in vita mia, quindi parlo per ipotesi.
  3. Sì. Anche dei loro stipendi, compresi quelli di ministri, magistrati e parlamentari.
  4. Sì. E privatizzazione della previdenza, ai giovani dal sistema pubblico arriveranno solo le cambiali.
  5. Sì. La ridefinizione farà poco, l'eliminazione dei doppioni forse serve. Evitare i monopoli territoriali e privatizzare ogni servizio possibile è decisamente meglio anche dal punto di vista dell'efficienza.
  6. Mah... Tanto non funzionerebbe niente ugualmente. Investimenti sprecati.
  7. Mah. Non so perchè ma le spese militari sono sempre considerate superflue. E il contingente in Libano, che non si sa neanche cosa sta facendo, non è mai discusso. E' l'unico ambito della spesa pubbliac dove risparmiamo: un esempio per tutti gli altri.
  8. Sì, se per vantaggi si intendono le sovvenzioni.
  9. Sì, anche se forse i rimborsi ai partiti potrebbero avere un loro senso politicamente (nel senso che la giustificazione classica, quella di poter dare una chance a tutti e non solo ai ricchi, ha una parvenza di credibilità).
  10. Sì. La Chiesa è probabilmente il principale fornitore privato di assistenza sociale in Italia, l'unico problema è che non è abbastanza privato.
Lista presa da qui.
postato da: Libertarian alle ore 22:40 | Permalink | commenti (5)
categoria:
mercoledì, 30 gennaio 2008
Il Giappone, l'economia che a furia di espandere la spesa pubblica per uscire dalla stagnazione si ritrova con il 10% della popolazione nel settore delle costruzioni, non pare abbia politici molto furbi (o meglio, i politici non sono in genere stupidi, è che non frega loro niente dei problemi che creano), ha altre stranezze:

"Although contemporary Japan is a newly rich country, its citizens do not enjoy a rich standard of living. The Japanese work six days a week and save nearly a third of their income. That pool of savings is augmented by the ingrained saving habits of Japan's elderly and the scarcity of leisure time. ALSO, instead of using its limited areas of open land for ample and comfortable housing, Japan has chosen to allow farmers to use the land to grow rice, even though the direct cost of growing rice in Japan is eight times the world price. The indirect cost is far higher. Agricultural protection forces Japanese consumers to spend an extra $60 billion yearly on food and to pay dearly for substandard housing. The average Japanese spends 10 times annual family income for housing, compared with an already hefty four times income spent by Americans. Most of the difference is due to the astronomical cost of land in a mountainous country that devotes most of its habitable terrain to agriculture."

Scriveva il NYT nel 1987. Mi sono accorto che l'articolo non era recente solo quando ho letto: "Americans are increasing their debt to Japan at a rate of $60 billion a year and running a $60 billion trade deficit in the process."... all'anno? Al mese! :-)

Ora, ho sempre detto che che è meglio essere una mucca in Giappone che un essere umano in Africa (soprattutto le mucche di Kobe, che prima di diventare grassissime e costosissime bistecche omogeneizzate pare vengano massaggiate e nutrite a birra per anni). Però... qui non si tratta di esternalizzare i costi su qualche negrooooooo (citazione da "Kentucky Fried Movie"), come anche le politiche agrarie europee, ma di danneggiare i propri cittadini per cifre enormi... Chissà se è cambiato qualcosa negli ultimi 21 anni...
postato da: Libertarian alle ore 19:55 | Permalink | commenti (2)
categoria:economia
mercoledì, 30 gennaio 2008
Cronaca della crisi di governo di Atroce.

Interessante la parte sul voto e le preferenze:

E che c'entrano le preferenze?

Diciamo che “se” fossi un boss della politica locale e volessi promettere dei favori in cambio di voti, il modo più semplice per verificare chi mi ha votato sarebbe l’identificazione dell’”identità” del voto attraverso la preferenza espressa. Supponiamo che in un seggio di 1000 votanti riesca a “convincerne” 900 a votare per il mio partito. Ad ognuno di quei 900 elettori indico con precisione come dovranno esprimere la loro preferenza: prima suddivido quei 900 in 30 gruppi da 30 elettori – un gruppo per ogni candidato – poi ogni gruppo posso ulteriormente suddividerlo, ad esempio, in altri 6 sottogruppi da 5 elettori: al primo sottogruppo posso dire di scrivere il cognome del candidato in maiuscolo, al secondo di scriverlo in minuscolo, al terzo con solo le iniziali maiuscole; stesso criterio per gli altri 3 sottogruppi, ma con nome e cognome per esteso. In questo modo se al momento dello scrutinio dovessero mancare all’appello alcuni voti, guardando le preferenze espresse sarei in grado di restringere la caccia al “traditore” a sole 5 persone.

Vi dirò: a me la politica fa schifo, ma non pensavo si arrivasse a questo punto. Ora mi torna l'eliminazione delle preferenze dell'ultima legge elettorale, anche se avrei preferito una scheda precompilata con le crocette, così avrei potuto giocare a tris.
postato da: Libertarian alle ore 13:44 | Permalink | commenti (13)
categoria:
mercoledì, 30 gennaio 2008
Conclusioni

Mi stavo dimenticando le conclusioni.

Nei precedenti articoli sono stati analizzati diversi sistemi bancari:
  • Central banking + fiat money (il sistema attuale),
  • Free banking + fractional reserve (il gold standard classico, con eccezioni, tipo banche nazionali, sospensioni di pagamenti...)
  • Free banking + 100% reserve.
Gli Austriaci tendono a dividersi in due gruppi: gli Austriaci più puri (che bella parola da setta!) sono per il gold standard al 100%, sistema che non si è mai avuto negli ultimi secoli; quelli più integrati nel sistema universitario (George Mason, New York, eccetera) sono per il fractional reserve free banking. Le teorie dei primi mi sono ben note perchè sono disponibili gratuitamente su internet. Le teorie dei secondi le conosco poco, ma quel poco che conosco non mi convince granchè. Approfondirò. Salvo ripensamenti sono per il 100%-reserve.

Per concludere bisogna porsi tre domande:
  • Perchè cambiare il sistema attuale?
  • Perchè non il fractional reserve banking?
  • Quali sono i problemi del gold standard puro?
Perchè cambiare il sistema attuale?
  • Perchè sta distruggendo l'economia mondiale: la vera alternativa al gold standard nel lungo termine non è il sistema attuale, ma la distruzione del sistema monetario.
  • Perchè rende l'espansione della spesa pubblica e il finanziamento di guerre e assistenzialismo sociale molto più facili.
  • Perchè genera dipendenza da credito, instabilità finanziaria, consumismo irresponsabile, e danneggia verosimilmente la crescita (asserzione difficile se non impossibile da provare: la crescita dipende da troppi fattori... però negli ultimi 30 anni un calo c'è stato, ma la causa è difficile da determinare, l'inefficienza del malinvestment è uno dei possibili candidati).
Perchè non il fractional reserve banking?
  • Il credito fiduciario è la causa del ciclo austriaco. Sono possibili recessioni anche in sua assenza, ma il credito fiduciario provoca sistematicamente crisi.
  • Ci sono ottimi motivi teorici per non fidarsi troppo della concorrenza tra banche, visto che gli incentivi a colludere e/o fondersi sono tanti, e tenuti a bada solo da problemi organizzativi e di calcolo economico.
Quali sono i problemi del gold standard puro?
  • I prezzi tendono a scendere, ma questo comporta problemi trascurabili dal punto di vista economico.
  • Il gold standard tende a sprecare risorse per estrarre oro, attività solo in parte giustificabile economicamente (i gioielli e gli usi industriali giustificano solo una parte, piccola, del valore dell'oro nel gold standard). Questo argomento ha una sua verosimiglianza, se non fosse che tra poco l'oro salirà a 1000$ all'oncia: invece di sprecare risorse per avere nuova moneta, le stiamo sprecando per difenderci da Bernanke.
  • L'oro pro capite è poco, circa 30g (per 6 miliardi di esseri umani). Bisogna economizzarlo, e usare argento, moneta divisionaria (cioè monetine "spicce") e moneta-credito per le transazioni commerciali dovrebbe risolvere il problema, che comunque è solo di scomodità.
  • Le banche hanno molti incentivi a creare credito fiduciario, e a parte lasciarle fallire e liquidarne le proprietà dandole ai depositanti non vedo come si possa impedire ad un sistema di gold standard puro di degenerare in un sistema a riserva frazionaria. Questo mi sembra l'unico problema serio.
Il ritorno al gold standard è politicamente impossibile, anche perché il ripristino di condizioni monetarie ragionevoli comporterebbe una grande depressione mondiale: a giudicare dalla durata del boom inflazionistico creato dalle banche centrali sin dagli anni ’80, il malinvestment accumulato non ha nulla da invidiare a quello degli anni ’20.

Anzi, per non rovinare la reputazione del gold standard per un millennio, sarebbe preferibile che il sistema attuale crollasse di suo per dimostrare la sua follia a tutti. Peccato che non si tratta di un ponte o di un edificio, ma di una delle basi fondamentali della società umana: senza moneta siamo tutti fregati.

Il fatto che tutto ciò sia politicamente impossibile è semplicemente un modo educato di dire che le attuali istituzioni politiche, democratiche o autoritarie che siano, rappresentano un problema enorme.
postato da: Libertarian alle ore 12:50 | Permalink | commenti (2)
categoria:economia austriaca
martedì, 29 gennaio 2008
Pare che gli aiuti al Terzo Mondo finiscano in gran parte in Svizzera. Al solito: io ai fatti non credo, però mi suona molto realistico.
postato da: Libertarian alle ore 17:05 | Permalink | commenti (5)
categoria: