Esattamente un anno fa, il mio blog compiva un anno, con 537 post e circa 50,000 visite. Indovinate perchè? Perchè esattamente un anno prima era nato il mio blog, c'avreste mai pensato?
Credo di poterne dedurre che questo è il mio secondo bloggeanno. Ho fatto o scritto o detto qualcosa che valesse la pena fare, scrivere o dire? Sono andato in cerca nell'archivio. Il numero di post e il numero di contatti è rimasto costante, ma sento che le mie conoscenze sono aumentate di molto. Ora sto solo qualche anno-luce distante dai miei obiettivi intellettuali...
Beh. Alla Fiera del Libro dell'anno scorso comprai 10 libri. Uno non ricordavo di averlo (Paine). Un altro me l'ero dimenticato, perchè ora ne ho due copie (Popper). Tre li ho letti (Radnitzky, Lottieri, Rand). Linz sta sul mio comodino da mesi, insieme a tanti libri di teoria politica che non mi metto mai a leggere seriamente (Held, Easton, Axelrod, Jasay... e ho ordinato Talmon), e come ho fatto a non leggere quello sulla Scuola Austriaca non riesco a spiegarmelo... ah... infatti l'ho letto... l'avevo dimenticato. E sono 4 su 10.
Mi sono improvvisamente ricordato di una querelle sulla crescita economica con Carletto... Di cui erano usciti, di 18 capitoli previsti, il capitolo 1, e il capitolo 2. Nel frattempo ho approfondito la relazione tra teoria del capitale e crescita nella Scuola Austriaca (Skousen, Lachmann...), e ho studiato tutti i modelli neo-classici di Advanced Macroeconomics di D. Romer (Solow, Ramsey, Caas, e quelli di P. Romer, l'altro, più moderni)... e sono rimasto della stessa opinione. Però non ho riletto i post, quindi non so di che opinione ero.
Avevo cominciato l'anno con una dichiarazione di guerra contro il moderatismo. Continuo ad essere convinto che non c'è nulla che si possa fare che possa risolvere determinati problemi esiziali nel breve e nel medio termine. Quindi, continuo a credere che bisogna puntare su una ristrutturazione sistematica del pensiero politico, per rendere la libertà prima concettualmente concepibile, e superare la neo-lingua di molta filosofia politica e giuridica che certe problematiche non riesce neanche a formularle verbalmente.
Qui mi chiedevo quali erano le differenze tra Roosevelt, Reagan e Rothbard in politica economica. Ne risultava che mentre Roosevelt e Rothbard sono ai due lati opposti, Reagan è una strana via di mezzo, nè liberale nè socialista.
E se dopo tutto sobbarcarsi di costi per le proprie fissazioni conservatrici potesse essere un argine allo statalismo? Per certi aspetti sì, basta che non si crei uno Stato Etico.
A volte penso che i telepredicatori apocalittici non siano nulla in confronto a me (la differenza è che io, a quello che dico, ci credo): ci sarà una guerra civile europea?.
Vi siete mai chiesti se il popolo è stupido? Certamente sì, come lo siamo tutti.
Questo post è piaciuto a diverse persone, anche se in realtà ho scoperto essere stato scritto da Hayek e non da me, è che non ricordavo di averlo letto e ricordarmelo inconsciamente.
Ecco un argomento su cui non dormo la notte: il free banking!
Un liberale può negare che il libero commercio porti la pace? Sì. Basta dare la colpa allo stato anche per questo! E anche qui, sempre lo stato..., e poi qui e qui. L'argomento riciccia spesso, e questo dovevo tradurlo in inglese.
Una delle grandi scoperte dell'anno è stato Jouvenel: pare che non ci siano più di una trentina d'autori che mi piacerebbe conoscere bene... uhm... è solo perchè non conosco i nomi degli altri!
Vi sentite alienati? Ve lo spiego io il perchè!
Poi sono arrivati i post epistemologici su Mises.
E addirittura la letteratura creativa: la filosofia del diritto spiegata da un sedicente linguista.
Ed ecco un altro post di teoria Austriaca che magari Hayek ha scritto 50 anni fa e lo scoprirò tra un anno.
Beh... grazie a tutti. Io sto nei casini e non ho tempo per niente. Ciao!
PS E ho trovato anche il video libertario di Wellington.
Credo di poterne dedurre che questo è il mio secondo bloggeanno. Ho fatto o scritto o detto qualcosa che valesse la pena fare, scrivere o dire? Sono andato in cerca nell'archivio. Il numero di post e il numero di contatti è rimasto costante, ma sento che le mie conoscenze sono aumentate di molto. Ora sto solo qualche anno-luce distante dai miei obiettivi intellettuali...
Beh. Alla Fiera del Libro dell'anno scorso comprai 10 libri. Uno non ricordavo di averlo (Paine). Un altro me l'ero dimenticato, perchè ora ne ho due copie (Popper). Tre li ho letti (Radnitzky, Lottieri, Rand). Linz sta sul mio comodino da mesi, insieme a tanti libri di teoria politica che non mi metto mai a leggere seriamente (Held, Easton, Axelrod, Jasay... e ho ordinato Talmon), e come ho fatto a non leggere quello sulla Scuola Austriaca non riesco a spiegarmelo... ah... infatti l'ho letto... l'avevo dimenticato. E sono 4 su 10.
Mi sono improvvisamente ricordato di una querelle sulla crescita economica con Carletto... Di cui erano usciti, di 18 capitoli previsti, il capitolo 1, e il capitolo 2. Nel frattempo ho approfondito la relazione tra teoria del capitale e crescita nella Scuola Austriaca (Skousen, Lachmann...), e ho studiato tutti i modelli neo-classici di Advanced Macroeconomics di D. Romer (Solow, Ramsey, Caas, e quelli di P. Romer, l'altro, più moderni)... e sono rimasto della stessa opinione. Però non ho riletto i post, quindi non so di che opinione ero.
Avevo cominciato l'anno con una dichiarazione di guerra contro il moderatismo. Continuo ad essere convinto che non c'è nulla che si possa fare che possa risolvere determinati problemi esiziali nel breve e nel medio termine. Quindi, continuo a credere che bisogna puntare su una ristrutturazione sistematica del pensiero politico, per rendere la libertà prima concettualmente concepibile, e superare la neo-lingua di molta filosofia politica e giuridica che certe problematiche non riesce neanche a formularle verbalmente.
Qui mi chiedevo quali erano le differenze tra Roosevelt, Reagan e Rothbard in politica economica. Ne risultava che mentre Roosevelt e Rothbard sono ai due lati opposti, Reagan è una strana via di mezzo, nè liberale nè socialista.
E se dopo tutto sobbarcarsi di costi per le proprie fissazioni conservatrici potesse essere un argine allo statalismo? Per certi aspetti sì, basta che non si crei uno Stato Etico.
A volte penso che i telepredicatori apocalittici non siano nulla in confronto a me (la differenza è che io, a quello che dico, ci credo): ci sarà una guerra civile europea?.
Vi siete mai chiesti se il popolo è stupido? Certamente sì, come lo siamo tutti.
Questo post è piaciuto a diverse persone, anche se in realtà ho scoperto essere stato scritto da Hayek e non da me, è che non ricordavo di averlo letto e ricordarmelo inconsciamente.
Ecco un argomento su cui non dormo la notte: il free banking!
Un liberale può negare che il libero commercio porti la pace? Sì. Basta dare la colpa allo stato anche per questo! E anche qui, sempre lo stato..., e poi qui e qui. L'argomento riciccia spesso, e questo dovevo tradurlo in inglese.
Una delle grandi scoperte dell'anno è stato Jouvenel: pare che non ci siano più di una trentina d'autori che mi piacerebbe conoscere bene... uhm... è solo perchè non conosco i nomi degli altri!
Vi sentite alienati? Ve lo spiego io il perchè!
Poi sono arrivati i post epistemologici su Mises.
E addirittura la letteratura creativa: la filosofia del diritto spiegata da un sedicente linguista.
Ed ecco un altro post di teoria Austriaca che magari Hayek ha scritto 50 anni fa e lo scoprirò tra un anno.
Beh... grazie a tutti. Io sto nei casini e non ho tempo per niente. Ciao!
PS E ho trovato anche il video libertario di Wellington.















