giovedì, 29 novembre 2007
Esattamente un anno fa, il mio blog compiva un anno, con 537 post e circa 50,000 visite. Indovinate perchè? Perchè esattamente un anno prima era nato il mio blog, c'avreste mai pensato?

Credo di poterne dedurre che questo è il mio secondo bloggeanno. Ho fatto o scritto o detto qualcosa che valesse la pena fare, scrivere o dire? Sono andato in cerca nell'archivio. Il numero di post e il numero di contatti è rimasto costante, ma sento che le mie conoscenze sono aumentate di molto. Ora sto solo qualche anno-luce distante dai miei obiettivi intellettuali...

Beh. Alla Fiera del Libro dell'anno scorso comprai 10 libri. Uno non ricordavo di averlo (Paine). Un altro me l'ero dimenticato, perchè ora ne ho due copie (Popper). Tre li ho letti (Radnitzky, Lottieri, Rand). Linz sta sul mio comodino da mesi, insieme a tanti libri di teoria politica che non mi metto mai a leggere seriamente (Held, Easton, Axelrod, Jasay... e ho ordinato Talmon), e come ho fatto a non leggere quello sulla Scuola Austriaca non riesco a spiegarmelo... ah... infatti l'ho letto... l'avevo dimenticato. E sono 4 su 10.

Mi sono improvvisamente ricordato di una querelle sulla crescita economica con Carletto... Di cui erano usciti, di 18 capitoli previsti, il capitolo 1, e il capitolo 2. Nel frattempo ho approfondito la relazione tra teoria del capitale e crescita nella Scuola Austriaca (Skousen, Lachmann...), e ho studiato tutti i modelli neo-classici di Advanced Macroeconomics di D. Romer (Solow, Ramsey, Caas, e quelli di P. Romer, l'altro, più moderni)... e sono rimasto della stessa opinione. Però non ho riletto i post, quindi non so di che opinione ero.

Avevo cominciato l'anno con una dichiarazione di guerra contro il moderatismo. Continuo ad essere convinto che non c'è nulla che si possa fare che possa risolvere determinati problemi esiziali nel breve e nel medio termine. Quindi, continuo a credere che bisogna puntare su una ristrutturazione sistematica del pensiero politico, per rendere la libertà prima concettualmente concepibile, e superare la neo-lingua di molta filosofia politica e giuridica che certe problematiche non riesce neanche a formularle verbalmente.

Qui mi chiedevo quali erano le differenze tra Roosevelt, Reagan e Rothbard in politica economica. Ne risultava che mentre Roosevelt e Rothbard sono ai due lati opposti, Reagan è una strana via di mezzo, nè liberale nè socialista.

E se dopo tutto sobbarcarsi di costi per le proprie fissazioni conservatrici potesse essere un argine allo statalismo? Per certi aspetti sì, basta che non si crei uno Stato Etico.

A volte penso che i telepredicatori apocalittici non siano nulla in confronto a me (la differenza è che io, a quello che dico, ci credo): ci sarà una guerra civile europea?.

Vi siete mai chiesti se il popolo è stupido? Certamente sì, come lo siamo tutti.

Questo post è piaciuto a diverse persone, anche se in realtà ho scoperto essere stato scritto da Hayek e non da me, è che non ricordavo di averlo letto e ricordarmelo inconsciamente.

Ecco un argomento su cui non dormo la notte: il free banking!

Un liberale può negare che il libero commercio porti la pace? Sì. Basta dare la colpa allo stato anche per questo! E anche qui, sempre lo stato..., e poi qui e qui. L'argomento riciccia spesso, e questo dovevo tradurlo in inglese.

Una delle grandi scoperte dell'anno è stato Jouvenel: pare che non ci siano più di una trentina d'autori che mi piacerebbe conoscere bene... uhm... è solo perchè non conosco i nomi degli altri!

Vi sentite alienati? Ve lo spiego io il perchè!

Poi sono arrivati i post epistemologici su Mises.

E addirittura la letteratura creativa: la filosofia del diritto spiegata da un sedicente linguista.

Ed ecco un altro post di teoria Austriaca che magari Hayek ha scritto 50 anni fa e lo scoprirò tra un anno.

Beh... grazie a tutti. Io sto nei casini e non ho tempo per niente. Ciao!

PS E ho trovato anche il video libertario di Wellington.
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mercoledì, 28 novembre 2007
"Also, for now the sudden stop is only in private funds: foreign central banks are still buying dollars."

Me cojoni... ehm... volevo dire... coloro che rischiano i propri soldi se ne vanno via, coloro che se ne fregano della ricchezza che distruggono perchè tanto non è la loro, invece, rimangono. Ci sarà un motivo, no?

Leonardo IHC ha posto una questione interessante a Krugman (commento 6), risponderà?

Strano il commento 4: parrebbe che il mercato del petrolio (venduto in dollari) non contribuisca alla domanda di dollari... la cosa è tanto interessante quanto strana... certamente, prezzare in dollari non significa pagare in dollari, ma quale moneta effettivamente si usa per pagare il petrolio? Io sapevo il dollaro. E il commentatore dice "can be" pagato in altre valute... che non è "is" pagato in altre valute.

Per quanto riguarda i paragoni con l'Argentina, ai miei due argomenti contro l'equiparazione: il dollaro è troppo importante per gli altri (tipo l'E.O.) per lasciarlo affondare, e l'economia americana è ben più robusta e dinamica, Krugman aggiunge un terzo: i debiti USA non possono crescere con il deprezzamento del dollaro. Ok, ci sto... è anche vero che i creditori USA compreranno asset USA in cambio della stessa carta deprezzata che hanno finora accumulato... senza contare che nessun investitore razionale investirà in una valuta soggetta a deprezzamento, a meno di non ricevere interessi nominali enormi. Insomma, la consolazione c'è, ma vale poco...

Ops... c'è un link ad un paper di Calvo... lo stesso che scrisse "Sudden stop & Reversal" per spiegare come il Current Account Deficit USA potesse... tornare indietro... forse meglio, in un post pieno di anglicismi.... backfire...
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categoria:economia
mercoledì, 28 novembre 2007
o forse un Draghi... o forse sarebbe meglio non costringersi a fronteggiare problemi che non è possibile risolverli. Lottieri sulla pianificazione monetaria.
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mercoledì, 28 novembre 2007
Su invito di Sgembo, entro anch'io in Ron Paul 2008, l'aggregatore italiano per Ron Paul. Why?

  1. Ho risposto sì perchè m'hanno invitato. Ma se fosse stato un Howard Dean 2008, avrei rifiutato, quindi che cavolo di risposta è?
  2. Perchè Ron Paul è l'unico repubblicano che mette in primo piano i temi della libertà, quando il GOP, immemore della Old Right dei Thirties, è diventato un partito social-democratico, impegnato com'è a spenderee e spandere con finalità socialiste e militariste.
  3. Perchè gli USA si trovano con dei notevoli problemi strutturali, principalmente di origine economica, e solo mettere in primo piano il tema della libertà può portare ad una soluzione.
  4. In un mondo diviso tra due partiti, l'uno socialista e fiero di esserlo, l'altro socialista senza sapere di esserlo, che vincano i Democratici o i Repubblicani è indifferente. Ci sono pochi dubbi che Clinton abbia fatto meno danni di Bush Sr, che Blair sia decisamente migliore di Cameron, e che un governo F. De Benedetti (infatti non è stato presentato alle elazioni) sarebbe migliore di un governo Tremonti. A questo punto la scelta migliore è l'astensione, perchè, a fronte di un beneficio netto nullo della vittoria delle due alternative, si risparmiano i costi per recarsi alle urne. Con Ron Paul, almeno, sarebbe diverso.
  5. Perchè, anche se le probabilità di superare le primarie sono nulle, la possibilità di sensibilizzare la gente concentrandosi su certi temi non è trascurabile.
  6. L'unico difetto di Ron Paul è quello di essere libertario anche in politica estera: il fatto è che anche in questo campo non può fare nulla di peggio di ciò che ha fatto Bush. Certamente, parlare di isolazionismo in un mondo dove per fare il periplo del globo servono poche ore (per un ICBM molto meno), riferendosi a dottrine adeguate quando furono proposte, 200 anni fa, non è realistico. D'altra parte, ritirarsi almeno parzialmente da M.O., E.O. e UE avrebbe una serie di effetti benefici, come porre gli europei di fronte alla necessità di difendersi dalla Russia, cosa che li renderebbe più utili come alleati nel medio-lungo termine; eliminare le ragioni di frizione in Arabia Saudita; spaventare tutto l'E.O. e farlo avvicinare agli USA per timore della Cina, e risparmiare un sacco di soldi, con conseguente maggiore sostenibilità di lungo termine del ruolo USA attuale. Il fatto è che a Ron Paul ragionamenti come questi (fondati o infondati che siano: sicuramente sono semplicistici) non dicono nulla: e questo è un problema, perchè uno dei task più importanti della Casa Bianca è decidere la politica estera. Ma, ripeto, peggio di Bush non risco a immaginare nulla.
  7. Infine, c'è il problema del gold standard: introdurlo tra cinquant'anni significa attendere che che l'attuale sistema monetario distrugga tutto. Introdurlo oggi significa che la conseguente e inevitabile recessione colpirà la credibilità del gold standard per il resto della storia umana. Non si sa se è peggio attendere la malattia per non sprecare la cura o curare la malattia col rischio che l'opinione pubblica dia al medico la colpa.
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categoria:usa
mercoledì, 28 novembre 2007
Io non posso andarci, ma la lista degli invitati è da paura: Convegno su Leoni.
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lunedì, 26 novembre 2007
Messi in ordine di follia (mia)

Cecilia Bartoli canta Vivaldi: a parte le smorfie (faccia simpatica, però), ha veramente una bella voce. Ma che cavolo si fumava Vivaldi? La musica lirica non m'è mai piaciuta (sono per la sinfonica, la musica da organo di chiesa, e il brutal death metal*), ma al centesimo ascolto dell'aria posso dire che non mi dispiace.

Il coro di Nulvi canta Pica sa tassa e bibe l'avevo già linkato, ma a me piace un sacco... ho pure imparato a memoria il testo, anche se non so cosa significa... ehm... vabbè, mi sfugge solo qualche dettaglio.

Gnometto band canta Tavapià! (sconsigliato alle educande): per questo bisogna ringraziare una quasi-ex-blogger di mia conoscenza. Ma non l'ha dedicato a me, quindi posso consolarmi.

Lo Zecchino d'Oro USA deve essere fantastico. Ancora meglio del Wrestling. Diciamolo, questa musica non è che mi piaccia, però è un tajo... tra l'altro stavo per scrivere "questa non è che mi piaccia" sottintendendo il soggetto, ma con tutti 'sti pedofili in giro meglio chiarire.

Senza contare le sigle dei cartoni animati in lingua Unna!

* Aggiungo alle sfighe amorose che oltre ad essere ingegnere e libertarian sono anche metallaro. Me le cerco.
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lunedì, 26 novembre 2007
Invece che ridisegnare continenti spendendo centinaia di miliardi di dollari in costruttivismo puro, pare che ci sono state delle missioni militari su scala ridotta, in Colombia, nelle Filippine, in Kenya e altrove. Pochi mezzi, obiettivi limitati, collaborazione con le autorità locali... praticamente un'operazione di polizia internazionale, con obiettivi quali ripulire un'isola da terroristi islamici, fermare gruppi paramilitari che si finanziano grazie alla War on Drugs della Casa Bianca (quando si dice il cane che si morde la coda).

Insomma: una potenza egemone che aiuta i clientes in difficoltà costa poco (riducendo quindi il rischio di overstretching, sia tattico che strategico) e garantisce una maggiore stabilità. La stessa cosa non si può dire dell'intervento in Iraq, progettato male, anche se qualche passo avanti di recente sembra ci sia stato.

Un'altra cosa interessante è che, siccome non ci sono problemi di cui parlare, i media non ne parlano minimamente.

Los Angeles Times (thanks to Wellington)
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categoria:usa , politica internazionale
domenica, 25 novembre 2007
Uhm. Dopo essere stato nominato Ministro della Difesa da El Boaro, l'idea di Movimento Arancione di scrivere un governo ideale approda su questo blog.



Cominciamo dai Ministeri da abolire.
  • Ministro della Difesa: Ministero Abolito.
Confluisce agli Esteri. La guerra è la continuazione della politica con altri mezzi, no? O era il contrario? Così la diplomazia italiana farà uso più efficace delle informazioni delle Ambasciate. Ma poi gli altri stati penseranno agli Ambasciatori come agenti segreti e saranno sospettosi. Forse meglio tenerli separati.
  • Ministro della Giustizia: Ministero Abolito.
Confluisce all'Interno. E visto che ci sto, abolirei anche il CSM perchè controllare centralmente la Magistratura è pericoloso, soprattutto in Italia dove la politicizzazione della giustizia è a livelli allarmanti. Alcune funzioni di controllo del Potere Giudiziario (per checks and balances) possono essere dati a Parlamento e Primo Ministro.
  • Ministro delle Attività produttive: Ministero Abolito. 
Confluisce in Economia. Sembra il Ministero dei Fasci e delle Corporazioni. Siccome l'economia va liberalizzata, Ministeri come questo sono, alla meglio, superflui.
  • Ministro del Lavoro: Ministero Abolito.
Non serve a nulla e non confluisce da nessuna parte. Basta abolire i sindacati e privatizzare il diritto del lavoro per avere disoccupazione al 4% e disoccupazione permanente allo 0.5%.
  • Ministro delle Comunicazioni: Ministero Abolito.
Basta liberalizzarle e privatizzare la RAI. Nei limiti in cui rimangono infrastrutture da mantenere, se ne occupa l'Economia.
  • Ministro delle Infrastrutture e Trasporti: Ministero Abolito.
Confluisce in Economia. Se esistono infrastrutture da mantenere. Altrimenti niente.
  • Ministro dell'Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare: Ministero Abolito.
Il danneggiamento a territorio, ambiente e mare si configura come un danno alla proprietà privata altrui. Nei limiti in cui un sistema di enforcement privato può essere inefficace per problemi di costi di transazione, può aver senso mantenerli. Ma, trattandosi di violazioni di diritti di proprietà, confluisce agli Interni, per quel poco che serve.
  • Ministro per le Politiche Comunitarie e Commercio Estero: Ministero Abolito.
Già dal nome si capisce che non serve a niente. I rapporti con la UE sono una cosa fondamentale per la politica italiana, e quindi se ne deve occupare il Parlamento e il Primo Ministro, magari con l'aiuto degli Esteri.
  • Ministro per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali: Ministero Abolito.
Vale quanto detto per ambiente, territorio e mare.
  • Ministro dei Beni e Attività Culturali, Turismo e Spettacolo: Ministero Abolito.
Confluisce ad Istruzione etc. Tutte le sovvenzioni alla cosiddetta "cultura" vanno abolite. I saltimbanchi di corte non fanno bella figura in una democrazia seria.
  • Ministro della Funzione Pubblica: Ministero Abolito.
Responsabilità del Primo Ministro.
  • Ministro per le Riforme Istituzionali: Ministero Abolito.
E' un parolaio. La Costituzione è una cosa troppo seria per metterla per iscritto. Nei limiti in cui è necessario, va fatto con la cooperazione di tutti i poteri, coinvolgendo le parti politiche, e controllando ciò che si è fatto dopo alcuni anni per vedere se non era una moda. E poi referendum.
  • Ministro per le Pari Opportunità: Ministero Abolito.
E' una minchiata colossale. Le pari opportunità fanno ridere. Una volta che il diritto è uguale per tutti, l'esito del gioco non è un problema politico.
  • Ministro per lo Sport e le Politiche Giovanili: Ministero Abolito.
Non serve giustificare questa abolizione. E' palesemente ridicolo.
  • Ministro per l'Attuazione del Programma e i Rapporti col Parlamento: Ministero Abolito.
Non spendete i miei soldi per prendermi per il culo. Il programma si fa o non si fa. I rapporti col Legislativo sono responsabilità del Primo Ministro.



Ora vediamo i Ministeri che rimangono. Mi limito ad elencarne le funzioni, perchè non mi vengono in mente nomi, tranne Martino all'economia.
  • Presidente del Consiglio dei Ministri
Prende molti più poteri ed è responsabile nei confronti dell'elettorato. E' il simbolo del governo. Funge da Presidente della Repubblica.
  • Ministro dell'Interno
Si occupa di Polizia, delle carceri, e dell'amministrazione della Giustizia. Controlla le frontiere e combatte la criminalità organizzata.
  • Ministro degli Esteri
Si occupa di diplomazia, alleanze, esercitazioni, stanziamenti militari, servizi segreti militari e operazioni belliche. Luttwak è straniero ma spesso mi piace leggerlo.
  • Ministro delle'Economia
Si occupa delle Finanze. La moneta va privatizzata. Il debito pubblico va controllato a stecchetto. Essendo tutte le attività produttive da liberalizzare, non c'è molto da fare.
  • Ministro della Salute
Rimane fino all'abolizione della sanità pubblica. Forse serve qualche aiutino ai poveri, visto che la Medicina è un bene costoso perchè richiede tempo, tecnologia e preparazione.
  • Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca
Rimane finchè non si privatizzano istruzione, università e ricerca. Forse serve un po' di ricerca di base, e borse di studio per i poveri meritevoli: il resto è propaganda. Per quanto mi riguarda meglio buttare tutto, ma mi sto sforzando di essere moderato.



Chi afferma che ci sono pochi ministri, e che non c'è spazio per temprare i futuri leader del paese, sappia che con 20 Ministeri e rotti ci ritroviamo comunque persone mediocri. Almeno risparmiamo soldi.

Chi afferma che pochi ministri significa concentrazione di potere, sappia che esiste la Legge per evitare che i funzionari facciano danni, e la Magistratura deve controllare le forme dell'uso del potere.

Ovviamente si tratta di un sistema Presidenziale.
postato da: Libertarian alle ore 20:35 | Permalink | commenti (18)
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domenica, 25 novembre 2007
Probabilmente la maggior parte delle vittime dello statalismo vuole solo un aiutino statale, non certo comprendere l'origine dei propri problemi.

Eppure non è affatto difficile capire alcune ovvietà, come:
  • Pensione a 50 anni = niente pensione per i giovani
  • Più sindacati = meno disoccupazione
  • Più tasse = meno sviluppo
  • Protezionismo = morte ai negri
Non è necessario che tutti capiscano di economia, ma già se molte persone diventassero in grado di collegare alcuni effetti ben visibili ad alcune cause ben nascoste, attraverso ragionamenti quasi autoevidenti, è possibile.

Certamente non si va da nessuna parte politicamente, in questo modo, perchè per fare un movimento di opinione da milioni di pecorelle ce ne vuole... ma è meglio di niente.

Il passo successivo è far capire che, se innumerevoli problemi gravi, ma semplici da risolvere sulla carta, rimangono sistematicamente irrisolti, è perchè qualcosa a livello istituzionale non funziona: e quel qualcosa è la democrazia illimitata.

Questa parte della tesi libertaria purtroppo è estremamente difficile da far passare (basti pensare al gioco di parole dei difensori della democrazia, che la contrappongono alla dittatura, mentre tacciono la distinzione tra potere limitato e illimitato, ben più rilevante). Ma le semplici idee di partenza non sono difficili da mandar giù: se ci sono difficoltà a trattare di politica estera o sanitaria, la maggior parte degli argomenti pratici del liberalismo sono veramente banali.

Un altro limite è l'emotività: in politica la gente si fissa, si emoziona, non ragiona. La politica rende tutti stupidi. L'anno scorso stavo in vasca idromassaggio con una mia amica che si è messa a piangere perchè il governo Prodi aveva problemi di stabilità... e non pensate che fosse una cretina. Nella vita reale non lo era affatto. Nella vita politica lo siamo tutti.

Esistono dei luoghi comuni concettuali da combattere:
  • Conflitto di interessi tra operai e capitalisti
  • Identità di interessi tra lavoratori
  • L'idea della legge come volontà dello stato
  • La confusione tra democrazia limitata e illimitata
Ma questa battaglia culturale è troppo astratta per la maggior parte delle persone: è difficile capirne l'importanza prima di capire i problemi reali. Io pure ho cominciato chiedendomi perchè la disoccupazione è alta pure se è facile ridurla, perchè si parla di solidarietà e si protegge il mercato dai poveri stranieri, eccetera...
postato da: Libertarian alle ore 18:03 | Permalink | commenti (10)
categoria:liberalismo
domenica, 25 novembre 2007
"Studies of conflict have shown that there is a strong tendency in even the most hostile and competitive of systems for repeat players to seek means of cooeperation rather than continued hostility. In World War I, for example, troops permanently garrisoned on opposite sides of the trenches learned to cooperate with each other by coordinating attacks so as to minimize the injury to the other side.

For instance, if A persistently fired a weapon at B without regard for range and accuracy... and perhaps "aimed high", then B attributed A's lack of zeal to choice not chance, for the choice of accurate fire was always possible. By ritualized weapon use, A signalled a wish for peace to B, and if B was of the same mind as A, he reciprocated and ensured that A was not harmed in the subsequent exchange of ritualized fire. Thus, with the most unlikely of means, either adversary could communicate the inclination to live and let live to each other, which if and when required estabilished a mutually reinforncing series of peace exchanges. What an outsider might perceive as a small battle, entirely consistent with the active front policy, might be in fact merely a structure of ritualized aggression, where missiles simbolyzed benevolence not malevolence.

The same number of artillery shells might be fired at the same spot each day so the opponent would know to get out of the way. Patrols would take routes calculated to avoid the enemy and, if confronted accidentally, would give each other a wide berth. The regime of cooperation was reenforced by stern retaliation whenever the peace was broken. And each side developed ways of disciplining their own compatriots who might breach the peace."

Da "The structure of liberty", di Randy Barnett.

Tratto da "Trenche warfare 1914-1918; the live and let live system", di Tony Ashworth.

Che dire? Al di là del fatto che il libro di Barnett è uno dei più bei libri sul diritto che abbia mai letto, anche perchè ne ho letti pochi, e che l'autore svetta, come profondità e comprensione dei fenomeni giuridici, rispetto a D. Friedman e R. Epstein (che ho appena iniziato, però), questa lunga citazione, forse off topic rispetto al libro in questione, mi sembra allo stesso tempo sia ovvia, sia nota, che soprendente.

Ovvia, perchè chi vede i costi della guerra è sicuramente in una posizione migliore per temerla dell'interventista che sta in poltrona.

Nota, perchè sapevo che già nel Dicembre del 1914 le truppe francesi e tedesche sui fronti contrapposti cooperarono per festeggiare in pace il Natale senza farsi troppo male in diverse occasioni.

Soprendente, perchè uno è abituato a pensare ai soldati come degli esaltati e, se pacifista, come dei corpi estranei rispetto alla stessa loro società. E poi scopre che sono più pacifisti e più favorevoli alla limitazione del conflitto dei loro connazionali a casa.

Sono sempre più convinto che i semplici fattori messi in luce da Mises nella sua teoria dell'armonia e del conflitto di interessi contengano tutti gli elementi necessari a capire la logica "pura" (come qualcosa di distinto da considerazioni tecniche, tattiche, operative, teatrali e geopolitiche*) dei conflitti. In questo caso, l'aspetto dell'edificio misesiano più interessante sono i problemi epistemici della limitazione delle capacità umane di capire e conoscere la realtà: il soldato sul fronte ha meno fog of war dei generali e dei politici nei bunker, che hanno a loro volta meno fog of war del popolo-bue.

Non si può sperare che un problema epistemicamente complesso possa essere risolto senza un meccanismo che riduca questa complessità strutturale, come il sistema dei prezzi semplifica le scelte economiche. C'è un problema di calcolo economico nelle valutazioni delle politiche, che rende le transazioni più costose (impedendo soluzioni cooperative efficaci), i misunderstanding più probabili, gli errori più frequenti, e le convinzioni e le fissazioni più importanti dei fatti e della realtà.

* La classica divisione delle scienze strategiche: caratteristiche tecniche dei sistemi d'arma, impiego  tattico nelle singole missioni di questi sistemi, impiego nelle varie operazioni delle varie tattiche e tecniche, coordinazione delle operazioni a livello di strategia operativa di teatro, e scelta dei mezzi politici (diplomatici, militari...) per trovare una posizione nell'ecosistema strategico.
postato da: Libertarian alle ore 14:29 | Permalink | commenti (2)
categoria:politica internazionale, liberalismo