Moral hazard
Chi rompe paga: almeno così era un tempo. Ma in epoca di Banche Centrali, chi rompe riceve la liquidità necessaria a costringere gli altri a pagare, tramite l'aumento dei prezzi conseguente all'iniezione di credito. Tecnicamente si chiama bailout: è il processo attraverso cui la Banca Centrale salva le banche inferiori da problemi di pagamenti, in genere dando loro liquidità creata dal nulla*.
Ma se non si pagano le conseguenze delle proprie azioni, che motivo c'è di comportarsi responsabilmente? Si potrebbe parlare di esternalità, in questi casi: il costo delle proprie azioni (in questo caso, l'assunzione di rischio) viene cancellato dall'intervento governativo. Ma se una cosa non costa, si tende a comprarne in quantità eccessiva: se il rischio non si paga, tanto vale accollarsene a tonnellate, nella speranza che, se le cose vanno bene, si facciano extra-profitti, e, se le cose vanno male, non si perda nulla o quasi grazie all'intervento della Banca Centrale.
Ma il rischio dove va? Non è corretto parlare del rischio come qualcosa che si conserva e non si distrugge, che si può solo trasferire... il rischio è una percezione, un elemento da valutare, non una quantità fisicamente misurabile. Ma una cosa è certa: se il rischio, che sicuramente è un costo (potrebbe non esserlo, come per uno che fa bangee jumping, ma possiamo trascurare questa eventualità), è reso gratuito, nessuno ha interesse a comportarsi responsabilmente. E se nessuno ha interesse a comportarsi responsabilmente, il rischio "complessivo" non può che aumentare.
Un mondo di persone che giocano alla roulette russa è più pericoloso di un mondo di persone che preferiscono altri passatempi. Il bailout delle istituzioni finanziarie è una roulette russa, ma giocata con la testa altrui+.
L'assunzione generalizzata di rischio ha un'altra conseguenza: siccome per stimolare l'intervento di bailout bisogna essere "grandi", perchè altrimenti non si mette in pericolo la stabilità del sistema finanziario^, si incentiva la tendenza a creare grosse istituzioni bancarie e finanziarie, visto che le piccole verranno lasciate affondare, le grandi salvate. Il problema quindi, è che il sistema di incentivi è del tipo: "sei vuoi fare una ca$$ata, falla grossa!".
Questo genera una certa fragilità sistemica... ma finchè la politica monetaria regge... è sempre possibile posticipare il redde rationem, a patto di assumere una maggiore esposizione di rischio. Come tutto in economia, può darsi che migliori sistemi di gestione del rischio migliorino le cose, o qualsiasi altra complicazione. Ma una corsa è certa: bailout, irresponsabilità, amplificazione del rischio sono legati; e il bailout non solo è causa del problema, ma è anche un potente anestetizzante.
Si può vedere il bailout come un'assicurazione: ma le assicurazioni non assicurano le persone dalle conseguenze di azioni che dipendono dalle persone stesse... e le scelte di produzione non possono essere slegate dal rischio inerente a queste scelte senza creare un'economia sistematicamente instabile. La fragilità sistemica è quindi una conseguenza dell'inflazionismo.
Se il bailout sistematico anestetizza il rischio, ed è possibile che ci si metta in condizioni di rischio estremo sottovalutandone sistematicamente la portata, allora la sostenibilità della propria posizione creditizia/debitoria può essere illusoria (e questo vale anche per quel tipo particolare di posizione debitoria che è il debito estero, che da questo punto di vista non ha nulla di particolare^).
Avec moi le deluge?
* Almeno questa è la forma di bailout che ci interessa. Letteralmente ogni forma di salvataggio pubblico di un'azienda privata, magari la Fiat, è bailout. La liquidità può salvare qualsiasi istituzione finanziaria, non necessariamente una banca, e quindi anche qualsiasi azienda esposta finanziariamente.
+ E' d'uopo ricordare il motto della democrazia: "sono tutti froci, col culo degli altri". Come maggior finezza, Bastiat scriveva, 150 anni fa, "Lo stato è la grande finzione mediante la quale tutti pensano di vivere a spese degli altri".
^ E' già... la scusa per il bailout è che l'alternativa al bailout è il tracollo dell'intero sistema finanziario tramite fallimenti a catena. Questi fenomeni sono accaduti spesso (l'ultima volta nel 1929), ma sono diventati una rarità nel sistema delle Banche Centrali. E questo è un male: nessuno è mai uscito dalla tossicodipendenza bucandosi ad ogni segno di crisi d'astinenza. Il motivo della reazione a catena era, anticamente, il bank run dovuto alle file che si formavano alle banche per ritirare oro, quando si perdeva fiducia nella loro capacità di mantenere le promesse. Oggi potrebbe essere una reazione a catena nel circuito della liduidità che assicura i pagamenti mediante credito a breve scadenza, ma il funzionamento non m'è chiaro.
^ Mentre in base a quanto detto in precedenza, può essere l'effetto diretto del consumismo, e quindi i due possono essere legati strettamente.
Chi rompe paga: almeno così era un tempo. Ma in epoca di Banche Centrali, chi rompe riceve la liquidità necessaria a costringere gli altri a pagare, tramite l'aumento dei prezzi conseguente all'iniezione di credito. Tecnicamente si chiama bailout: è il processo attraverso cui la Banca Centrale salva le banche inferiori da problemi di pagamenti, in genere dando loro liquidità creata dal nulla*.
Ma se non si pagano le conseguenze delle proprie azioni, che motivo c'è di comportarsi responsabilmente? Si potrebbe parlare di esternalità, in questi casi: il costo delle proprie azioni (in questo caso, l'assunzione di rischio) viene cancellato dall'intervento governativo. Ma se una cosa non costa, si tende a comprarne in quantità eccessiva: se il rischio non si paga, tanto vale accollarsene a tonnellate, nella speranza che, se le cose vanno bene, si facciano extra-profitti, e, se le cose vanno male, non si perda nulla o quasi grazie all'intervento della Banca Centrale.
Ma il rischio dove va? Non è corretto parlare del rischio come qualcosa che si conserva e non si distrugge, che si può solo trasferire... il rischio è una percezione, un elemento da valutare, non una quantità fisicamente misurabile. Ma una cosa è certa: se il rischio, che sicuramente è un costo (potrebbe non esserlo, come per uno che fa bangee jumping, ma possiamo trascurare questa eventualità), è reso gratuito, nessuno ha interesse a comportarsi responsabilmente. E se nessuno ha interesse a comportarsi responsabilmente, il rischio "complessivo" non può che aumentare.
Un mondo di persone che giocano alla roulette russa è più pericoloso di un mondo di persone che preferiscono altri passatempi. Il bailout delle istituzioni finanziarie è una roulette russa, ma giocata con la testa altrui+.
L'assunzione generalizzata di rischio ha un'altra conseguenza: siccome per stimolare l'intervento di bailout bisogna essere "grandi", perchè altrimenti non si mette in pericolo la stabilità del sistema finanziario^, si incentiva la tendenza a creare grosse istituzioni bancarie e finanziarie, visto che le piccole verranno lasciate affondare, le grandi salvate. Il problema quindi, è che il sistema di incentivi è del tipo: "sei vuoi fare una ca$$ata, falla grossa!".
Questo genera una certa fragilità sistemica... ma finchè la politica monetaria regge... è sempre possibile posticipare il redde rationem, a patto di assumere una maggiore esposizione di rischio. Come tutto in economia, può darsi che migliori sistemi di gestione del rischio migliorino le cose, o qualsiasi altra complicazione. Ma una corsa è certa: bailout, irresponsabilità, amplificazione del rischio sono legati; e il bailout non solo è causa del problema, ma è anche un potente anestetizzante.
Si può vedere il bailout come un'assicurazione: ma le assicurazioni non assicurano le persone dalle conseguenze di azioni che dipendono dalle persone stesse... e le scelte di produzione non possono essere slegate dal rischio inerente a queste scelte senza creare un'economia sistematicamente instabile. La fragilità sistemica è quindi una conseguenza dell'inflazionismo.
Se il bailout sistematico anestetizza il rischio, ed è possibile che ci si metta in condizioni di rischio estremo sottovalutandone sistematicamente la portata, allora la sostenibilità della propria posizione creditizia/debitoria può essere illusoria (e questo vale anche per quel tipo particolare di posizione debitoria che è il debito estero, che da questo punto di vista non ha nulla di particolare^).
Avec moi le deluge?
* Almeno questa è la forma di bailout che ci interessa. Letteralmente ogni forma di salvataggio pubblico di un'azienda privata, magari la Fiat, è bailout. La liquidità può salvare qualsiasi istituzione finanziaria, non necessariamente una banca, e quindi anche qualsiasi azienda esposta finanziariamente.
+ E' d'uopo ricordare il motto della democrazia: "sono tutti froci, col culo degli altri". Come maggior finezza, Bastiat scriveva, 150 anni fa, "Lo stato è la grande finzione mediante la quale tutti pensano di vivere a spese degli altri".
^ E' già... la scusa per il bailout è che l'alternativa al bailout è il tracollo dell'intero sistema finanziario tramite fallimenti a catena. Questi fenomeni sono accaduti spesso (l'ultima volta nel 1929), ma sono diventati una rarità nel sistema delle Banche Centrali. E questo è un male: nessuno è mai uscito dalla tossicodipendenza bucandosi ad ogni segno di crisi d'astinenza. Il motivo della reazione a catena era, anticamente, il bank run dovuto alle file che si formavano alle banche per ritirare oro, quando si perdeva fiducia nella loro capacità di mantenere le promesse. Oggi potrebbe essere una reazione a catena nel circuito della liduidità che assicura i pagamenti mediante credito a breve scadenza, ma il funzionamento non m'è chiaro.
^ Mentre in base a quanto detto in precedenza, può essere l'effetto diretto del consumismo, e quindi i due possono essere legati strettamente.















