Incuriosito dalla foto di un fattone punkabbestia che compariva in copertina, ho comprato un libro dall'argomento potenzialmente interessante, ma con un'elevata probabilità di essere inconcludente ed inutile (non l'ho ancora letto, ma è l'argomento in sè che si presta a questi rischi). Il libro si chiama "La mente culturale" e l'autore è Luigi Anolli (Laterza Editore).
Riporto un brano che mi ha incuriosito:
"Parimenti, il concetto di libertà è assai diverso per gli italiani, gli inglesi, i polacchi e i russi.
NOTA: Nella cultura latina libertas, che denota lo stato giuridico di liber (una persona che non è schiava), è definita da Cicerone come potestas vivendi ut velis (la possibilità e la capacità di vivere come uno desidera), ossia avere il controllo della propria vita. E' il concetto di libertà positiva (cioè, desidero che le mie decisioni dipendano da me, non da altri nè da forse esterne). Il termine inglese freedom, oltre a questo versante positivo, implica anche la concezione di libertà negativa che ha due sensi: a) non fare cose che non desidero fare; b) essere capace di fare le cose che desidero fare senza l'interferenza di altri. Nella lingua inglese quindi, oltre alle espressioni freedom of e freedom to, compare anche l'esressione freedom from (persecution, tyranny, evil ecc.). Nella cultura russa il termine svoboda, oltre a significare libertà sia in positivo che in negativo, implica anche il concetto di rilassamento, di bnnessere, di facilità, di essere a proprio agio. E' la possibilità di muoversi in uno spazio infinito, di "straripare" ed "estendersi ovunque", senza restrizioni nè vincoli di alcun tipo (è la cosiddetta "natura russa" o "russianità"). Nella cultura polacca il termine wolnosc, oltre a indicare la libertà personale, significa anche indipendenza nazionale, libertà politica, sovranità. Ma, a differenza della altre lingue, wolnosc non è accompaganata da nessun complemento (nè in positivo nè in negativo) e indica un valore assoluto. E' la Zlota Wolnosc (la Libertà Dorata). Nella coscienza polacca il concetto di "libertà personale" (i diritti personali) si è quindi sedimentato su quello di "libertà nazionale". Di conseguzna, essa ha una forte connotazione morale e normativa, in quanto valore prezioso da difendere ad ogni costo."
Mah. Perchè legare un concetto ad una particolare nazione? E' notorio che una parola possa avere più significati, ed è ovvio che alcuni significati possano acquisire differente rilevanza al variare delle epoche e delle società.
La parola "libertà" ha tanti significati, in qualsiasi lingua. Non è raro che una parola possa avere due significati tra loro incompatibili, e la parola "libertà", piacendo molto, è una di quelle a cui è capitata questa tragedia.
Eppure, non c'è motivo di ritenere che esista un concetto "nazionale" di libertà: non mi risulta che gli abitanti di una nazione siano incapaci di comprendere i concetti di libertà prevalenti in altre nazioni. E mi pare evidente che lo stesso problema lo si ha con i propri connazionali: quante volte si spendono fiumi di parole per poi scoprire che si intendeva dire la stessa cosa con lessici diversi? Quante volte ci sembra di essere d'accordo con qualcuno soltanto per delle assonanze e delle somiglianze superficiali?
Cosa c'è di specificamente nazionale nel concetto di libertà, come di qualsiasi altra parola? Può darsi che statisticamente accada che associare determinati significati a determinate parole sia più probabile se si è appartenenti alla stessa nazione. Ma è evidente che lo stesso si può dire se si hanno gli stessi hobby e interessi. Ciò che per gli appassionati di calcio è una passione, per i medici è una malattia mortale*.
Cosa ho fatto per capire la tradizione culturale della Scuola Austriaca più di quanto capisco il pensiero italiano del Risorgimento? Essenzialmente, ho studiato con una certa profondità la prima e ho trattato con sufficienza e snobismo il secondo.
Le tradizioni culturali hanno le loro strutture concettuali e il loro lessico: ma siccome "solo l'individuo pensa, solo l'individuo ragiona, solo l'individuo agisce", il terreno giusto per studiare le idee non è immaginare inesistenti nazioni e culture e civiltà che determinano le idee, ma singoli individui che hanno a che fare con sistemi di pensiero diversi e che, avendo una struttura mentale comune a tutti gli individui della stessa specie, possono capirsi, con qualche trabocchetto sintattico e semantico sia nel creare le categorie del pensiero (i concetti) sia nel denotarle con un'etichetta (le parole).
* Scusate la battuta-indovinello.
PS Si scopre anche che il concetto di libertà polacco è normativo. Esistono concetti di libertà che non lo sono?