Un tema fortemente legato alla critica liberale dei diritti positivi è quello dell'obiezione di coscienza. In una società liberale, nessuno ha il dovere di offrire beni e servizi a qualcun'altro. Come corollario, il diritto di abortire non contempla il diritto di trovare un medico abortista, men che meno il diritto di trovare un contribuente per finanziare l'intervento.
Ogni medico ha tutto il diritto di rifiutarsi di praticare aborti, e ogni ospedale ha il diritto di autoregolamentare i propri interventi.
Può darsi che ciò implichi che in un intero paese, cattolicissimo, non esistano strutture per effettuare aborti. La soluzione di libero mercato a questo "problema" (in realtà, non è un problema, ma una libera scelta) è... Ryanair. Ma vediamo nei dettagli cosa succederebbe.
Ad ogni riduzione del numero delle cliniche abortiste, corrisponde un aumento del valore marginale delle cliniche abortiste rimanenti: si alzerebbe il prezzo degli aborti, e i profitti delle cliniche abortiste aumentano*... in pratica, è altamente improbabile che le cliniche abortiste spariscano dall'intero territorio. A meno che qualcuno non le vieti per legge... ma, a questo punto, non sarebbe più libero mercato.
Sul libero mercato è anche pensabile organizzare raccolte di fondi per finanziare gli infantic... ehm... gli aborti altrui, nel caso in cui i genitori siano poveri. Chiaramente, non è questo quello che intendono i fautori dei diritti positivi: è facile, del resto, essere generosamente compassionevoli con i soldi altrui, come diceva Rothbard.
* Sto supponendo una domanda di aborti inelastica, cosa abbastanza probabile... se la domanda è elastica, i clienti delle cliniche abortiste direbbero "Oggi volevo abortire, ma se non mi fanno lo sconto, non lo faccio, e porto i soldi al parrucchiere". Improbabile. Appunto.