giovedì, 30 novembre 2006
Gli autori del mio libro di C++ sono sicuramente dei Democratici...

Il tipo di dato "long double" è adatto a rappresentare numeri enormi, perchè è il tipo di dato a virgola mobile più grande...

Le dichiarazioni di variabile sono del tipo: nome_tipo nome_variabile;

Ad esempio, int pippo; definisce una variabile di nome pippo, che rappresenta un numero intero.

Guardate che bell'esempio di dichiarazione di variabile in C++ (anche C):

long double budget_deficit;

A Bush saranno fischiate le orecchie... ma anche un po' a Keynes...
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giovedì, 30 novembre 2006
Ispirato dalla brillante truffa finanziaria di cui parlava Phastidio qualche giorno fa, che consisteva nello spacciarsi per Nostradamus, sfruttando la mancanza di scambi di informazione tra ricevitori di spam, mi sono posto una domanda banale: come si distingue un buon broker da una scimmia che fa previsioni a caso, lanciando le monetine?

Supponiamo che da una scatola escano previsioni sul futuro andamento dei mercati. Sappiamo che la scatola o contiene una scimmia, o contiene un broker. La scimmia ha una probabilità di errore del 50%, mentre il broker ci azzecca nel 60% dei casi. Osservando le precedenti previsioni, bisogna capire cosa c'è dentro la scatola.

Sia la scimmia che il broker hanno una probabilità fissa di azzeccarci, questa probabilità non varia nel tempo e le previsioni sono del tutto prive di memoria. Anche con queste ipotesi ultra-semplificate, però, capire cosa c'è dentro la scatola è un bel problema.

1. Probabilità

Definisco l'evento {S,T} come l'eventualità che, su T previsioni, S siano corrette. Questo evento ha una certa probabilità, che dipende da cosa c'è dentro la scatola. La distribuzione di probabilità è binomiale, se si fissa la probabilità di successo r, si ha:

P({S,T}) = r^S * (1-r)^(T-S) * T! / S! / (T-S)!

Dove '^' indica l'elevamento a potenza e '!' l'operatore fattoriale (5! = 5*4*3*2*1).

2. Probabilità condizionate

La probabilità di A condizionata a B è la probabilità che A sia vera se si sa che B è vera... la probabilità condizionata di avere {S,T} se nella scatola c'è una scimmia (r = 0.5) è:

P({S,T} | r=0.5) = 0.5^S * (1-0.5)^(T-S) * T! / S! / (T-S)!

La probabilità condizionata di avere {S,T} se nella scatola c'è una broker (r = 0.6) è:

P({S,T} | r=0.6) = 0.6^S * (1-0.6)^(T-S) * T! / S! / (T-S)!

La probabilità calcolata nel precedente paragrafo era condizionata alla conoscenza di r, solo che non era stato specificato. Le probabilità condizionate consentono di introdurre nel ragionamento statistico le informazioni che lo statistico possiede...

3. Teorema di Bayes

Consideriamo l'evento {S,T}, cioè di avere S successi su T tentativi, e l'evento r, cioè che nella scatola ci sia un qualcosa che ci azzecca con probabilità r.

Allora, per il teorema di Bayes:

P(r | {S,T}) = P({S,T} | r) * P(r) / P({S,T})

Siccome:

P({S,T} | r) = r^S * (1-r)^(T-S) * T! / S! / (T-S)!

P({S,T}) = integ( P({S,T} | r) * p(r), r, 0, 1)

Dove 'integ' è l'integrale definito su r, tra 0 e 1... se non ricordate gli integrali pazienza, tanto grazie alla distribuzione di Dirac non avremo bisogno di calcolarli... (dalla padella alla brace!).

Quello che manca è sapere com'è fatta P(r)...

4. Induzione Bayesiana

Sappiamo che nella scatola c'è o una scimmia (r=0.5) o un broker (r=0.6). Non sappiamo chi dei due: supponiamo che la probabilità di avere l'uno o l'altro sia del 50%. Allora p(r) è pari al 50% se r=0.5 e se r=0.6, e dello 0% altrove.

L'integrale che calcola P({S,T}) si calcola facilmente (con l'aiuto di Dirac):

P({S,T}) = integ( P({S,T} | r) * p(r), r, 0, 1) = P({S,T} | 0.5) / 2 + P({S,T} | 0.6) / 2

Siamo quindi in grado di calcolare la probabilità di avere un broker o una scimmia, a seconda di quanti successi osserviamo:

P(r = 0.5 | {S,T}) = 0.5^S * (1-0.5)^(T-S) / ((1-0.5)^(S) + (1-0.6)^(T-S))

P(r = 0.6 | {S,T}) = 0.6^S * (1-0.6)^(T-S) / ((1-0.5)^(S) + (1-0.6)^(T-S))

Grazie a questi semplici passaggi matematici abbiamo un'espressione della probabilità di avere un broker o una scimmia in funzione delle previsioni osservate, giuste o sbagliate. Se viene che la probabilità di avere una scimmia è del 50%, vuol dire che siamo completamente indecisi... se viene il 99%, è quasi certamente una scimmia... se viene il 2%, è quasi certamente un broker, e così via... basta sapere T e S che le probabilità si calcolano...

5. Vengo al dunque

Date le formule precedenti, supponiamo che dentro la scatola ci sia una scimmia, anche se non lo sappiamo. Facciamo 10, 20, 50, 100 o 1,000 osservazioni, e vediamo la probabilità di prendere una decisione giusta.

La procedura è semplice: facciamo 10,000 iterazioni, in cui ogni volta facciamo 10, 20, 50, 100 o 1,000 previsioni a mo' di scimmia (cioè, con una probabilità di successo del 50%). Se la probabilità di avere una scimmia dopo le varie iterazioni è maggiore del 50%, diciamo che abbiamo una scimmia.

Supponiamo di fare 10,000 iterazioni e 100 previsioni per iterazione. Supponiamo di ottenere 86 volte che la probabilità di avere una scimmia è superiore al 50%... allora il nostro test statistico sbaglia nel 14% dei casi...

Numero di osservazioni % di errori di decisione
10 38
20
25
50 24
100 14
1,000 < 0.1%

Cavolo! Dopo 50 previsioni, ancora sbagliamo una volta su quattro... distinguere un broker da una scimmia è veramente difficile!

Ma come hanno fatto gli uomini a generare strutture sociali basate sulla cooperazione e la fiducia reciproca? Certamente non per induzione bayesiana...
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giovedì, 30 novembre 2006
Le stupidaggini dell'ultimo libro sulla moneta che ho letto mi hanno ispirato un gioco. Vediamo se qualcuno si accorge del trucco o viene colpito da un attacco di irritazione politicamente corretta.

(ANSA) - NAIROBI, 29 NOV - Un uomo ha falsificato il certificato di gravidanza della sua compagna per fingersi incinto e chiedere 7 giorni di riposo dal lavoro. Il 27enne, dopo aver accompagnato la partner, incinta, ad una visita in una clinica ginecologica a Johannesburg, si e' appropriato della ricetta medica e l'ha intestata a suo nome. Senza nessun problema l'uomo ha presentato il documento ai datori di lavoro e per questo e' finito dinanzi a un giudice che lo ha ammonito e multato di 140 dollari.

Leggendo una notizia tanto assurda, su un comportamento tanto truffaldino, mi sono convinto che c'è quasi l'80% di probabilità che l'uomo in questione sia un nero. Sarò razzista?

Yahoo News

P.S. Per darmi ragione non serve una laurea in Architettura con Master in Pianificazione Urbana e Rurale e PhD in Relazioni Pubbliche e Internazionali...
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mercoledì, 29 novembre 2006
Buon bloggheanno a me!
Buon bloggheanno a me!
Buon bloggheanno LibertyFirst!
Buon bloggheanno a me!

Cavolo, come si invecchia rapidamente... il mio blog ha già un anno! Questo è il mio 537° post, il che significa che ne ho pubblicati 1.5 al giorno... anche se, ovviamente, molti sono solo battute e segnalazioni.

In questo anno ho fatto progressi su molti aspetti del pensiero politico ed economico, ho letto un sacco di libri e saggi, e ho idee molto più chiare sulle decine di libri che vorrei leggere in futuro per placare la mia curiosità intellettuale (ovviamente, prima di leggere i prossimi cento libri ne avrò trovati altrettanti da leggere)

Sicuramente molti spunti li ho avuti proprio partecipando e provocando discussioni sul mio blog, e sui blog altrui, è probabilmente uno degli aspetti più interessanti dei blog è la possibilità di incontrare persone con interessi culturali e politici simili; cosa che, nella vita privata, non mi è quasi mai capitata. In un blog antipolitico come il mio, del resto, non poteva esserci spazio per un argomento del tipo "i blog sono un nuovo modo di fare politica"...


Ho selezionato una serie di post da cui si evince che ho una grande passione per le pippe mentali.

Cominciavo esattamente un anno fa con una presentazione militante avevo scritto "ho appena finito di studiare l'Economia Austriaca", quando, in realtà, avevo appena iniziato!

In "Disoccupazione Ciclica" analizzavo gli effetti macroeconomici dell'espansione creditizia nei due casi estremi di flessibilità totale e rigidità totale del mercato del lavoro, cioè, idealmente, negli USA e in Europa. Il risultato sorprendente era che un'economia flessibile è molto più vulnerabile alle politiche interventiste della Banche Centrali durante i boom, anche se è maggiormente in grado di recuperare durante le recessioni.

In "Locke vs Schmitt: il problema endogeno del liberalismo" analizzavo alcune idee di Schmitt sulla distinzione tra filosofie politiche deontiche (basate su una teoria della giustizia) e legittimiste (basate sulla sottomissione ad un'autorità), arrivando alla conclusione che il liberalismo, essendo una teoria deontica, e basandosi sul controllo e la limitazione dell'autorità, si trova in uno stato di perenne conflittualità, dovendosi necessariamente appoggiare ad una struttura istituzionale, ma cercandone, per timore del potere, di rintuzzarne gli istinti totalitari. Lungi dall'essere un difetto del liberalismo, questa condizione rivela un problema fondamentale di tutte le filosofie politiche, che, nelle dottrine legittimiste, viene semplicemente dimenticato.

In "Valori fondamentali e valori fondamentalisti", forse il mio post più sottovalutato, argomentavo che il liberalismo fallibilista è filosoficamente debole, in quanto le dottrine contrarie al liberalismo non sono quelle basate su principi rigidi (come il liberalismo stesso, perlomeno quello serio!), ma quelle basate su principi che impediscono il tracciamento di una sfera di diritti individuali. Infatti, tra un rigido dottrinario libertario teso a difendere il proprio orticello e un fallibilista aperto al dialogo disposto ad ogni compromesso pur di imporre la propria visione del mondo a tutti tramite la politica è molto più liberale il primo...

In "Nehmen / Teilen / Weiden" mostravo che l'idea che il diritto fosse eminentemente diritto di proprietà, ben lungi dall'essere una fissazione lockeana-rothbardiana, era intrinseca nell'etimologia greca del termine "diritto", come l'analisi di Schmitt aveva messo in luce, attraverso la triade "Appropriazione / Divisione / Trasformazione".

In "Un pericolo per gli USA?" ho cominciato a rendermi conto che l'idea che Bush sia un problema più serio, per gli USA, di Bin Laden non era una fissazione dei libertari americani. E che fino ad adesso sono solo stati commessi errori, in politica interna ed estera. E, soprattutto, che la fissazione dei liberali europei di stare con gli USA senza "se" e senza "ma" non è più intelligente della contraria fissazione degli orfani del PCI.

Poi c'è la lista di post contro Reagan, che fino ad un anno fa, per mia ignoranza, consideravo un grande liberale:

"Il mito di Reagan 1"
"Il mito di Reagan 2"
"Il mito di Reagan 3"
"Ancora su Reagan"
"Conservatori e conversatori"

Infine, in un momento in cui mi sentivo onnipotente, ho aperto pure un blog in inglese, September Twentyninth che però giace lì abbandonato, e rimarrà tale, perlomeno finchè non m'allungano la giornata a 36 ore...
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martedì, 28 novembre 2006
L'aborto termina una vita senza l'assenso dell'interessato. Il suo status dal punto di vista liberale è quindi dubbio. E' possibile giustificare l'aborto asserendo che la donna non uccide il feto, ma si libera semplicemente di un estraneo (che poi possa o meno sopravvivere all'esterno è un problema di "giustizia sociale", che ai liberali non interessa, ma questo argomento, per quanto molto buono, non è particolarmente forte, una volta che si prende in considerazione il fatto che "l'estraneo" non è entrato lì per sbaglio, tranne nel caso di violenza sessuale.

Penso che il problema vada deciso in questo modo: in un omicidio, c'è la volontà della vittima e quella del carnefice, e bisogna prendere una decisione riguardante quale delle due volontà è quella legittima; nell'aborto, invece, non si può in alcun modo parlare di volontà del feto e dell'embrione: la scelta è tra volontà della madre e volontà di un'autorità esterna, il legislatore.

In una società liberale, quindi, è verosimile che l'aborto sia legittimo, con due caveat: è possibile che un primario cattolico lo vieti nel suo ospedale, che un dottore cattolico faccia obiezione di coscienza, e che un contribuente cattolico si rifiuti di pagare le tasse per finanziare questi interventi. Tutte queste posizioni sono coerenti con il liberalismo.

D'altra parte, i movimenti filoabortisti potranno finanziare gli aborti delle madri povere, per salvarle dalle mammane: è un loro diritto. Anche se è facile essere molto generosi con i soldi altrui, come succede con lo stato sociale, non c'è nulla, tranne la possibilità di far pagare il conto a terzi, che impedisca a chi vuole di finanziare politiche simili in una società liberale.

Alcuni si chiederanno cosa si potrebbe fare per abortire se tutti i medici fossero anti-abortisti. La risposta è molto semplice: si va dalle mammane. Può sembrare cinico, ma l'obbligo di eseguire interventi che si ritengono immorali è una forma di schiavitù. L'aborto non è un diritto positivo: il diritto di abortire è il diritto non essere costretti a non farlo con la forza.

E' comunque evidente che, in un mercato libero, sarebbe altamente improbabile che tutti i medici fossero anti-abortisti: infatti l'unanimità è un qualcosa di estremamente raro. Solo lo stato, imponendo una decisione unica a tutte le persone, riesce a trasformare un problema semplice in un casotto.

In una società libera, la situazione sarebbe simile a quella attuale, dove ci sono paesi dove si può abortire e paesi dove è vietato. Solo che non bisogna espatriare: è possibile che due cliniche della stessa città seguano infatti due politiche diverse sull'argomento.

Destatalizzato l'aborto, l'argomento "io pago, quindi ho il diritto di vietarlo" verrebbe svuotato di significato. Eventuali significati simbolici, in termini di legittimazione, dell'intervento dello Stato in materia sparirebbero*. In questo caso, i liberali dovrebbero semplicemente guardarsi da chi, abortista, è contrario alla libertà di coscienza, e da chi, anti-abortista, continuerebbe a voler imporre politicamente (cioè a tutti, su tutto il territorio sovrano) un divieto totale.

* Nota moralista: con la bassa natalità che abbiamo, l'aborto è veramente uno spreco di risorse.
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categoria:libertarismo
lunedì, 27 novembre 2006
Margrit Kennedy, "La Moneta Libera da inflazione e interesse", Arianna Editrice

Pag. 62 - Signoraggio

"Ogni anno le piccole monete d'oro e d'argento venivano "richiamate", coniate nuovamente e svalutate di una media del 25% circa"

Certo. E dopo dieci anni... una moneta da 10g pesava 560mg... dopo venti anni 32mg... e sta parlando di un processo durato 400 anni: "Tra il XII e il XV secolo"... wow... al termine del quale usavano monete contenenti sei atomi d'oro. Se andava bene, magari, usciva un isotopo pesante...

Pag. 61 - A lezione di storia

"L'oro [...] intorno al 700 a.C. nell'Impero Romano divenne il mezzo preferito di scambio"

Al di là del fatto che l'oro come moneta è probabilmente precedente ai Romani... nel 700 a.C., al massimo, c'erano i Sette Re di Roma...

Pag. 59 - Statistica

"Metà della popolazione che possiede solo il 4% della ricchezza totale è composta da donne"

Poverine... che discriminazione!

Ci vuole coraggio a scrivere e pubblicare una porcheria del genere.
postato da: Libertarian alle ore 19:25 | Permalink | commenti (10)
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lunedì, 27 novembre 2006
Uhm... credo di aver risparmiato un bel po' di soldi. Il PDF sono 19MB, è scannerizzato e la leggibilità non è eccelsa, però "The Pure Theory of Capital" di Hayek me lo sono salvato e penso proprio che lo leggerò...

"Conceived in liberty" di Rothbard, d'altra parte, è al completo: Volume I, Volume II, Volume III, Volume IV...

Il Mises Institute è ineguagliabile...
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lunedì, 27 novembre 2006
Interessante articolo di Tempi sulla Thatcher.

"Era la fine degli anni Settanta e le trade union, le organizzazioni sindacali, facevano il bello e il cattivo tempo in Gran Bretagna, all'epoca grande malato d'Europa con tassi di crescita nulli, aziende decotte a incidere sui bilanci dello Stato e paghe completamente fuori controllo rispetto alla produttività."

Sembra l'Italia nel 2006...

"La Lady di Ferro mise fine a tutto questo con una legge che dichiarava lo sciopero illegale se non veniva preventivamente approvato a voto segreto dalla maggioranza dei lavoratori e rendeva i capi sindacali civilmente responsabili dei danni provocati da agitazioni non conformi alle regole."

Chi di democrazia ferisce di democrazia perisce...

"Il leader del sindacato dei minatori, Arthur Scargill, saltò sulle barricate e proclamò che mai e poi mai avrebbe tollerato un simile sopruso in nome del mercato [...] Le dissero di scendere a patti ma la Iron Lady sapeva che su quello sciopero si giocava tutto e fu inflessibile: alla fine gli scioperanti, regione dopo regione, cedettero e la regola che lo Stato non era più disponibile a finanziare aziende non risanabili divenne legge. Le iscrizioni alle trade union - così come il loro potere - crollarono. E l'Inghilterra cominciò a volare. P.S. Tony Blair, laburista, si è ben guardato dal mettere mano alla riforma delle relazioni industriali voluta da Maggie."

Berlusconi, al momento, non è stato in grado di attuare una politica liberale, nè è pensabile che lo sarà in futuro. In compenso è simpatico, e quando parla ci prende più dei suoi colleghi, sopratutto quando sconvolge i benpensanti statalisti con i suoi slogan liberali. Ma preferirei avere una Lady di Ferro piuttosto che una faccia di bronzo.

P.S. Auguri di pronta guarigione a Berlusconi, visto che ogni suo successore che mi viene in mente renderebbe la Casa della Libertà ancora più patetica.
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categoria:politica interna, politiche sociali, liberalismo
lunedì, 27 novembre 2006
Se suicidarsi è un diritto, a maggior ragione lo è l'eutanasia. Il termine può significare più cose: il diritto di rifiutare le cure, il diritto di suicidarsi, il diritto di chiedere di essere uccisi. Inoltre, tali diritti possono richiedere l'assenso contestuale, o possono essere espressi in un "testamento".

In tutto abbiamo sei sottocasi di eutanasia. E tutti e sei sono perfettamente legittimi dal punto di vista liberale.

In linea di massima, il diritto di rifiutare le cure, a volte messo in discussione (come nel caso della donna diabetica di questa estate, che preferiva morire piuttosto che subire un'amputazione), mi sembra sia in qualche modo accettato dalla legislazione italiana.

Gli altri cinque diritti mi sembra siano invece non garantiti. Nel seguito parlerò di tre aspetti: la legittimità di un contratto per farsi uccidere, la legittimità di un testamento su queste materie, e il problema del "chi paga?". Infine, ho un appunto sulla rivista cattolica liberale "Tempi".

Sembra strano che si possa incaricare qualcuno per effettuare il proprio suicidio, che magari non si ha la possibilità fisica di effettuare da sè. Eppure l'alternativa qual è? Rifiutare le cure? Il risultato è lo stesso, ma magari ci voglioni tre mesi di più, tre mesi di sofferenze inutili. Invece, magari, basta un'iniezione: una vita che l'unico diretto interessato reputa inutile, se non dannosa, finisce, e inutili sofferenze vengono impedite. Non riesco ad immaginare un solo motivo per cui un tale contratto dovrebbe essere vietato. Ovviamente, il killer su commissione ha il diritto all'obiezione di coscienza.

Il testamento biologico sembra meno strano, se non altro perchè se ne parla da tempo. Qualcuno deve prendere una decisione: continuare o smettere? Curare o lasciar perdere? Aspettare o terminare? Se quel qualcuno non può essere il soggetto interessato, perchè magari è in coma, non si vede perchè qualcun'altro possa accampare diritti di controllo sulla vita del soggetto superiori alla volontà dello stesso soggetto, precedentemente espressa.

La socializzazione delle spese sanitarie pone nuove domande e nuovi problemi. Le scelte di vita e di morte sono scelte individuali: ma scegliere di vivere, in un contesto di sanità socialista, significa imporre un costo a tutti i contribuenti.

Reputo che i contribuenti abbiano il diritto di non pagare, e questo vale per ogni tassa, e abbiano quindi il diritto di votare per non finanziare queste spese. D'altra parte, eventuali movimenti per la vita hanno il diritto di rimetterci di tasca loro. Siccome è improbabile che le tasse vengano dichiarate illegittime, si potrebbe proporre di azzerare i fondi pubblici per alcune attività, e sostituirli con contributi volontari pagati da chi vuole, magari con una crocetta sulla dichiarazione dei redditi.

La posizione dei cattolici in questo ambito è quella di ridurre la libertà di scelta. L'unico argomento liberale contro l'eutanasia è che questa rappresenta un costo per i contribuenti, come spiegato in precedenza; al che, però, i liberali dovrebbero opporre la socializzazione dei costi, non il fatto in sè*. L'argomentazione di Tempi, però, non è di questo tipo, come si evince dallo speciale di qualche mese fa. In questo articolo, ad esempio, difendono la socializzazione dei costi e oppongono l'eutanasia allo stesso tempo... statalismo al quadrato... roba da Rosa nel Pugno.

L'argomentazione di Tempi sembra fatta apposta per confondere le idee sul liberalismo: ogni qual volta una persona sceglie di porre fine alla propria vita, si cerca qualcun'altro, nella stessa posizione, che invece ha scelto di continuare a lottare. Nessuno obbliga i malati terminali a morire, quindi l'esempio di una persona che sceglie di vivere non ha alcuna rilevanza. Vista dal lato opposto, non si capisce per quale motivo la scelta di un individuo di vivere debba implicare l'obbligo di un altro individuo a vivere.

Il problema è: chi decide? E la risposta liberale è: l'individuo interessato. Il resto non riguarda la giustizia liberale.

* Sarebbe come lottare contro l'occupazione perchè ci sono politiche contro la disoccupazione...
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categoria:libertarismo
lunedì, 27 novembre 2006
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Sfruttando un'idea di Kaelidan, e con la supervisione di Phastidio, ho realizzato un banner per la campagna contro i CAPTCHA ottici. Questa tecnica, usata per impedire ai robot l'accesso ai siti, impedisce anche l'accesso ai non-vedenti. Sebbene il fine, proteggersi dai robot, sia comprensibile, esistono tecniche migliori. Tecniche alternative, come rispondere ad una domanda espressa in lingua "umana", cosa che i robot non possono fare, consentono una protezione altrettanto valida senza impedire l'accesso ai non vedenti.

Il banner GIF mostra sei scritte in sequenza:

"1+1=?"
"Lo sai?"
"Allora non hai bisogno dei CAPTCHA ottici"
"Sono una barriera architettonica"
"Per un web anche per non-vedenti"
"Campagna contro i CAPTCHA ottici"

Se volete linkare nel vostro sito il banner, copio il codice HTML, compreso di link al post di Perla, che spiega i dettagli della campagna. Il codice sottostante va copiato e incollato nel template HTML del sito, nella posizione che volete. Sotto il codice, c'è il link alla sola immagine, in formato GIF.

CODICE HTML

<a href="http://perlascandinava.blogspot.com/2006/11/campagna-contro-i-captcha-ottici.html" target="_blank"><img border="0" alt="Image Hosted by ImageShack.us" src="http://img299.imageshack.us/img299/6070/captcha3slowyf7.gif" /></a>

LINK IMMAGINE

http://img299.imageshack.us/img299/6070/captcha3slowyf7.gif
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