Il manifesto "Per l'Occidente", firmato da mezza Tocque-Ville, è un papocchio. Intendiamoci: concordo su molti punti, come scriverò in seguito, ma molti altri non c'entrano nulla, e rischiano di generare solo confusione, in un contesto dove, invece, avere idee chiare è necessario.
In seguito commenterò alcuni punti del manifesto. Se volete firmarlo fatelo qui (http://www.perloccidente.it/index.php), al momento la mia firma non c'è.
Nota per gli individualisti metodologici: l'Occidente, l'Islam e la Cristianità non sono persone, ma idee che accomunano diverse persone. Il problema fondamentale degli aggregati è che sottolineano le cose comuni ai membri del gruppo, trascurano le differenze interne, sottolineano le differenze con gli altri gruppi e trascurano le somiglianze con questi. Fondamentalmente, l'olismo metodologico è tribale e guerrafondaio per forma mentis. Nonostante, ciò, credo che quello che scriverò sia chiaro. Altrimenti ci sono i commenti.
"[L'Occidente] Minato dall’interno da una crisi morale e spirituale, non trova il coraggio per reagire. Ci sentiamo colpevoli del nostro benessere, proviamo vergogna delle nostre tradizioni, consideriamo il terrorismo come una reazione ai nostri errori"
Su questo sono perfettamente d'accordo. Una civiltà non può basarsi sul relativismo etico: ogni società ha bisogno di un ethos giuridico condiviso da tutti gli individui che ne fanno parte. Rifiutandosi di accettare questa banale verità, il relativismo è nichilista, e, nella sua intima essenza, anti-sociale.
"L’Europa è ferma. Continua a perdere natalità, competitività, unità di azione sulla scena internazionale"
Unità d'azione? Ma quando c'è mai stata?
"Determina una frattura con gli Stati Uniti e fa dell’antiamericanismo una bandiera"
Sarebbe bello se la "frattura" con gli USA avesse qualche altra motivazione oltre al relativismo etico, le forniture di petrolio e l'incapacità di agire. E sarebbe bello se l'Europa fosse in grado di fornire (o, perlomeno, di ipotizzare) un'alternativa all'iperattivismo militare USA. L'Europa ha scelto di non scegliere: ciò conferma il fatto che il problema è il nichilismo culturale.
Inoltre, si può parlare di "frattura" solo se si pensa che l'Europa esista come soggetto politico, ma siccome non è questo il caso, il termine è improprio.
"Il laicismo e il progressismo rinnegano i costumi millenari della nostra storia. Si sviliscono così i valori della vita, della persona, del matrimonio, della famiglia"
Faccio notare che molte di queste "crisi" sono dovute all'interventismo di stato, e non solo al relativismo culturale: che la famiglia sia in crisi è evidente se si considerano le assurdità del codice di famiglia femminista, il conflitto generazionale implicito nei sistemi pensionistici a ripartizione e altre amenità stataliste. Relativismo e totalitarismo (nell'accezione "tutto è politica") si rafforzano a vicenda. Ed è qui che bisogna scavare per capire i nostri problemi.
"Si lascia senza guida e senza regola l’integrazione degli immigrati"
L'immigrazione e il multiculturalismo rappresentano delle sfide (e, quindi, dei pericoli) per ogni società, proprio per via della necessità di regole giuridiche condivise, e, cioè, di un ethos condiviso. Oltre a quanto ho già scritto sul relativismo, aggiungerei che lo stato sociale rende questo ancora più difficoltoso, perchè promette ciò che non può mantenere, acuisce i problemi sociali anzichè risolverli, e genera pretese parassitarie e, quindi, conflitto politico. La giustizia sociale è anti-sociale.
Non cito la citazione del Papa, perchè in fin dei conti tra amici è normale fare così: anch'io spesso cito Jinzo; Pera preferisce citare Benedetto XVI. 
"Noi siamo impegnati a riaffermare il valore della civiltà occidentale come fonte di princìpi universali e irrinunciabili"
Faccio notare che i "principi universali e irrinunciabili" sono incompatibili con la democrazia (come giustamente, dal suo semplicistico e sterile punto di vista, affermava Bobbio). E ciò non è una critica: io sono favorevole a determinati principi universali e irrinunciabili che stiano al di sopra delle beghe politiche: ma questo è giusnaturalismo, e farlo tornare di moda necessita di una Kulturkampf che cancelli le tracce lasciate dal socialismo e dall'interventismo statale sulla società e consenta il ripristino della mentalità liberale...
"Siamo impegnati a fornire pieno sostegno ai soldati e alle forze dell'ordine che tutelano la nostra sicurezza, sul fronte interno così come all'estero"
Non che sia diventato di colpo pacifista e isolazionista (anche se un pensierino ce lo sto facendo, e più ci penso più lo divento... faccio ancora in tempo a smettere di pensare, però...), ma questa affermazione è rischiosa, e fa il paio con l'orrido "Right or wrong is my country", principio secondo il quale un tedesco che nel 1943 si fosse ribellato alla Shoah avrebbe dovuto essere considerato un traditore. Lasciamo perdere le assurdità della "politica amorale" di Ferrara: ogni azione è morale, perchè si basa su un giudizio di valore. Dire, ad esempio, che la continua inflazione monetaria USA è incompatibile con gli interessi americani di lungo periodo non è anti-americanismo: anti-americano, semmai è Diocleaziano-Greenspan che ha fatto questo macello...
"Siamo impegnati a promuovere l’integrazione degli immigrati in nome della condivisione dei valori e dei princìpi della nostra Costituzione, senza più accettare che il diritto delle comunità prevalga su quello degli individui che le compongono"
L'ho già scritto e lo ripeto: sono perfettamente d'accordo. Ma voglio mettervi un tarlo nelle orecchie (che schifo!): quali valori e principi? Quelli delle 200,000 leggi e leggine che il Parlamento ha eruttato negli ultimi decenni? Come si fa a costruire un ethos condiviso dove tutto è strumento di lotta politica e di clientelismo elettoralistico e lobbystico? La democrazia, non mi stancherò mai di ripeterlo, è parte del problema, non parte della soluzione. Affinchè le regole possano essere condivise, devono perlomeno essere chiare, semplici e poco numerose.
"Siamo impegnati a sostenere il diritto alla vita, dal concepimento alla morte naturale, a considerare il nascituro come “qualcuno”, titolare di diritti che devono essere bilanciati con altri, e mai come “qualcosa” facilmente sacrificabile per fini diversi"
Vi dirò, sono anch'io contrario all'aborto (ma perchè l'eutanasia no?), ma che ca$$o c'entra? Un errore di fondo del manifesto è quello di confondere l'Occidente con la Cristianità. Non dobbiamo far finta di essere tutti cristiani solo perchè i nostri "nemici" si ritengono musulmani. Quello che dobbiamo difendere sono determinati valori, che sicuramente derivano in parte dalla nostra storia cristiana (e questo i relativisti non lo vogliono ammettere), ma quello che dobbiamo difendere non è la religione.
"tanta libertà quanta è possibile, tanto Stato quanto è necessario"
Principio che sembrerebbe credibile, ma... chi decide quanto stato è necessario? I politici? Non fatemi ridere. Lo stato attuale è almeno l'80% sovradimensionato rispetto alla sua "necessità" (che, ovviamente, è un giudizio di valore arbitrario che viene imposto agli altri con la forza), e per alcuni è sovradimensionato del 100% (mi piacerebbe crederlo). Di certo c'è una tendenza, da parte delle istituzioni politiche, a permeare l'intera società e a rendersi totalitarie; tendenza che un tale principio non contrasta minimamente: forse è per questo che il liberalismo da cento anni non fa progressi.
"Siamo impegnati ad affermare il valore della famiglia quale società naturale fondata sul matrimonio, da tenere protetta e distinta da qualsiasi altra forma di unione o legame"
Ma dovevamo combattere i fondamentalisti o i froci?
"Siamo impegnati a riconfermare la distinzione fra Stato e Chiesa, senza cedere al tentativo laicista di relegare la dimensione religiosa solamente nella sfera del privato"
Su questo sono d'accordo: la religione (non per me che sono agnostico) implica dei valori,, e questi valori non sono un fatto esclusivamente privato. Del resto, non sono meno arbitrari di tutti gli altri valori.
"Siamo impegnati a difendere e promuovere la libertà di educazione senza negare la funzione pubblica dell’istruzione"
Funzione pubblica dell'istruzione? Funzione propagandistica, semmai! Comunque, nel breve termine l'equiparazione è l'unica riforma simil-liberale con qualche probabilità di successo. Nel lungo termine non bisogna dimenticare l'obiettivo di separare completamente lo stato dall'istruzione.
"L'Occidente è vita. L'Occidente è civiltà"
Questi andrebbero messi, a rigore, nella categoria "manifesti elettorali ridicoli".
"L'Occidente è libertà"
Diciamo che lo era. E mi piacerebbe che tornasse ad esserlo. Ma non credo che vedrò mai avverarsi questo mio sogno.